La storia del Tokyo Verdy, club calcistico giapponese fondato nel 1969, può essere suddivisa in due grandi periodi: il primo, che va dalla fondazione sino al 1992 in cui il club, denominato Yomiuri Football Club e attivo secondo il regime dilettantistico, si affermò come una delle più importanti realtà del contesto calcistico nipponico adottando strategie societarie innovative e vincendo un elevato numero di trofei nazionali. Il secondo in cui la squadra, approdata al professionismo con il nome di Verdy Kawasaki e dopo un primo periodo di forma, andò incontro ad un declino dei risultati dovuto ad alcune scelte societarie fallimentari (tra cui il cambio di sede nel 2001, che comportò la ridenominazione della società in Tokyo Verdy).
Era dilettantistica La fondazione e i primi campionati
Le origini della società risalgono al novembre 1968Tokyo Verdy 1969 , FIFA.comクラブサッカーの始祖鳥 pag. 302: dopo il conseguimento del terzo posto alle Olimpiadi di Città del Messico da parte della nazionale giapponese, il presidente della Japan Football Association Ken Nozu decise di dare un ulteriore impulso allo sviluppo del calcio in Giappone, ancora poco seguito dal pubblico e praticato a livello dilettantistico tra squadre includenti dipendenti di grandi aziende o studenti universitariクラブサッカーの始祖鳥 pagg. 3, 8-12, 15, 31, 54, 55. Per attuare tale obiettivo Nozu si rivolse a Matsutaro Shoriki, presidente del gruppo editoriale Yomiuri controllante l'omonima e blasonata squadra di baseball: fu richiesta in particolare la creazione di una squadra che introducesse il concetto del professionismo sportivo.
L'azienda si attivò subito attrezzando all'interno del proprio parco dei divertimenti un'area dedicata allo svolgimento di partite di calcio e, al termine della stagione calcistica, iniziando a costruire una squadra reclutando buona parte della rappresentativa calcistica dell'università di Tokyo, compreso l'allenatore Toshiro Narita. Il nuovo club, costituito il 3 gennaio 1969 con il nome di , esordì ufficialmente nell'ottobre dello stesso anno nel Girone A della lega prefetturale di Tokyo, all'epoca facente parte di un sistema di campionati che rappresentava il quarto livello del sistema calcistico nazionale. Esprimendo un gioco basato sul modulo 4-4-2 che aveva come giocatore chiave il capitano Munehiro Shibata la squadra, che per la stagione 1970 assunse definitivamente la denominazione di disputò tre campionati al vertice delle classifiche dei campionati prefetturali e regionali sino ad ottenere, nel 1971, l'iscrizione alla neocostituita seconda divisione della Japan Soccer League.
L'ascesa verso la prima divisione Dopo una stagione interlocutoria, in cui la squadra rimase per tutto l'arco del campionato a metà classifica, l'azienda diede definitivamente avvio alla propria politica di sviluppo della squadra chiamando alla guida tecnica l'olandese Frans van Balkom e promuovendo come osservatore il giocatore nippo-brasiliano George Yonashiro: includendo in squadra numerosi giocatori di squadre liceali (come Yasutarō Matsuki, Yukitaka Omi e Toshiki Okajima, quest'ultimo per tre anni consecutivi capocannoniere della seconda divisione) o di nazionalità estera (prevalentemente olandesi o nippo-brasiliani), il tecnico europeo migliorò notevolmente i risultati della squadra che, nelle stagioni successive perse la promozione ai play-off interdivisionali. Il salto di categoria definitivo avvenne solo nella stagione 1977, con alla guida tecnica Shōichi Nishimura (subentrato a van Balkom nel 1976) e con una rosa in cui figurava l'esordiente Ruy Ramos, scoperto da Yonashiro鈴木洋史 (1998), pag. 59鈴木洋史 (1998), pag. 63: dopo aver dominato il campionato, lo Yomiuri sconfisse ai playoff il Toyota Motors, ottenendo il visto per la prima divisione.
I primi trofei Sin dalla stagione d'esordio in massima divisione (1978) lo Yomiuri si affermò come squadra di alto livello concludendo inizialmente al quarto posto dopo aver disputato un girone di ritorno di alta classifica e proponendosi come principale antagonista del Fujita Kogyo nella corsa al titolo del 1979. In quest'ultima stagione la squadra ebbe inoltre modo di vincere il suo primo trofeo, aggiudicandosi la quarta edizione della Japan Soccer League Cup: dopo aver eliminato al primo turno lo Yanmar Diesel, lo Yomiuri sconfisse nei turni successivi due squadre di seconda divisione per poi approdare nella finale contro il Furukawa Electric, regolato per 3-2. Fondamentale, in quella stagione, fu l'apporto dell'attaccante Okajima e dei due brasiliani Ramos (laureatosi capocannoniere al termine del campionato) e Jair Matos (incluso per il secondo anno consecutivo nel miglior undici del torneo.
Dopo tre stagioni di risultati alterni (in cui ottenne piazzamenti di metà classifica, inframezzati dalla stagione 1981, in cui la squadra divenne la principale antagonista del Fujita Kogyo nella lotta al campionato e perse la Coppa dell'Imperatore dopo essere stata sconfitta in finale dal Nippon Kokan) e di cambi alla guida tecnica lo Yomiuri, potenziato dall'arrivo di altri giocatori esteri come lo scozzese Steve Paterson, conquistò nel 1983 il suo primo titolo nazionale dopo un testa a testa con il Nissan Motors risoltosi solo in occasione dello scontro diretto. Tale successo fu ripetuto nella stagione seguente con un copione simile; al termine della stagione la squadra, guidata dal tedesco Rudi Gutendorf, centrò l'accoppiata campionato-coppa nazionale ottenendo la sua prima Coppa dell'Imperatore ai danni del Furukawa Electric.
L'affermazione a livello internazionale
Al termine della stagione 1985-1986 in cui la squadra, pur ottenendo la sua seconda coppa di lega, centrò la salvezza, la dirigenza decise di affidare la guida tecnica a George Yonashiro con Dino Sani come direttore tecnico. Sfruttando le modifiche regolamentari che consentivano il tesseramento di calciatori professionistiHow football went Japanese, BBC Sport, Yonashiro rinnovò la rosa ottenendo come primo risultato la vittoria della coppa nazionale; qualche mese dopo la squadra ottenne la vittoria del terzo titolo nazionale, prevalendo grazie alla miglior differenza reti nei confronti del Nippon Kokan. Tale risultato permise alla squadra di qualificarsi all'edizione 1987-1988 del Campionato d'Asia per club: superata la fase preliminare rimontando lo svantaggio accumulato nella gara di andata con gli hongkonghesi del South China, nel girone di semifinale lo Yomiuri riuscì a prevalere solo grazie alla miglior differenza reti nei confronti del Kuala Lumpur che pure aveva vinto lo scontro direttoAsian Club Competitions 1987/88, RSSSF. La finale, che avrebbe opposto lo Yomiuri all'Al-Hilal di Riyadh, non si disputò a causa del ritiro dei sauditi: lo Yomiuri vinse la gara a tavolino ottenendo di conseguenza il suo primo titolo internazionale. La vittoria di questo titolo era stata tra l'altro preceduta dalla seconda coppa nazionale consecutiva, ottenuta sconfiggendo per 2-0 il Mazda.
Dopo una stagione interlocutoria, in cui lo Yomiuri non andò oltre il quinto posto in campionato, la dirigenza affidò la guida tecnica al brasiliano Carlos Alberto Silva. I risultati della squadra migliorarono subito, al punto che nel torneo seguente fu protagonista di un acceso testa a testa con il Nissan Motors risoltosi stavolta in favore di questi ultimi, che sconfissero lo Yomiuri nello scontro diretto in trasferta. Potenziato dall'arrivo dal Santos di Kazuyoshi Miura, lo Yomiuri si aggiudicò in maniera piuttosto agevole le ultime due edizioni della Japan Soccer League e nell'ultima edizione della Japan Soccer League Cup: durante questo periodo fu avviato un processo di rifondazione (includente la fusione con la squadra delle riserve, autrice di buone prestazioni nelle ultime due edizioni della seconda divisione della Japan Soccer League) che, già nell'ottobre 1991, proiettò la società verso il professionismo.
Era professionistica I successi dei primi anni novanta Iscrittasi alla J. League con la denominazione ufficiale di e con sede a Kawasaki la squadra esordì nel calcio professionistico vincendo la prima edizione della Coppa Yamazaki Nabisco, disputata come torneo propedeutico al campionato: pochi mesi dopo la squadra, potenziata dall'acquisto di numerosi calciatori brasiliani e olandesiJリーグの読売が元ブラジル代表のビスマルクと契約, Yomiuri Shimbun 30 giugno 1993読売ヴェルディが新外国人バルセロスと契約/Jリーグ, Yomiuri Shimbun 17 settembre 1993 e affidata alla guida tecnica a Yasutarō Matsuki, fece il suo esordio nel nuovo torneo calcistico con il nome di , benché nel logo ufficiale comparisse la denominazione . Nelle prime due edizioni (1993 e 1994) della manifestazione la squadra continuò a confermarsi campione del Giappone seguendo un copione simile: dopo aver vinto in entrambe le stagioni la seconda fase del torneo, il Verdy Kawasaki ebbe accesso alla finale dove prevalse a scapito del Kashima Antlers e del Sanfrecce Hiroshima. Contemporaneamente la squadra continuò a difendere la vittoria della Coppa di Lega sconfiggendo nel 1993 lo Shimizu S-Pulse e nel 1994 lo Júbilo Iwata.
Declino e cambio di sede
Anche dopo la metà degli anni novanta il Verdy Kawasaki continuò a confermarsi come squadra di vertice raggiungendo la finale del campionato 1995 (dove fu sconfitto dagli Yokohama Marinos) e vincendo l'edizione 1996 della Coppa dell'Imperatore, ma già a partire da quest'ultima stagione iniziarono ad essere intravisti i primi segnali di un declino delle prestazioni che colpirà la squadra negli anni a venire. Perseguendo l'obiettivo di creare un team che potesse vantare un seguito a livello nazionale, la dirigenza continuò a confermare in blocco la stessa rosa dei titolari, composta da giocatori di talento ma avanti con l'età (come Ruy Ramos, Shinkichi Kikuchi e Tetsuji Hashiratani) e altamente stipendiati. La sempre minore affluenza di pubblico e alcune tensioni con la dirigenza della J. League (con cui entrò in conflitto in merito all'uso della denominazione Yomiuri per il nome ufficiale della squadra, dismessa solamente nel 1996 in seguito all'approvazione da parte della federazione di un decreto che vietava l'uso di nomi di aziende) gettarono la società nel caos, al punto che nel biennio 1997-1998 il Verdy Kawasaki ottenne due piazzamenti di bassa classifica concludendo al quindicesimo e al dodicesimo posto della classifica complessiva, cambiando quattro allenatori in un anno.
Per salvare il club da una pesante situazione debitoria, la Yomiuri affidò il pacchetto finanziario a Nippon Television che decise di svecchiare la rosa ripartendo da giovani provenienti dalla Japan Football League: tale mossa ebbe l'effetto di migliorare i risultati della squadra (che nel 1999 concluse al sesto posto dopo aver sfiorato l'accesso alla finale nella prima fase), ma non risolse la sempre minore affluenza di pubblico. Temendo che l'entrata nel professionismo da parte del Kawasaki Frontale potesse causare un'ulteriore perdita di pubblico, la dirigenza decise di trasferire la sede della squadra a Tokyo: al termine della stagione 2000, conclusasi con una posizione di centroclassifica, la società si trasferì nel quartiere Chōfu (situato nell'area ovest della capitale) e assunse il nome di . Questa decisione non risolse che in parte il problema dell'affluenza degli spettatori data la presenza del FC Tokyo, che già vantava un buon seguito tra il pubblico (compresi quei tifosi del Verdy che si trovarono in disaccordo con il trasferimento della sede a Tokyo), e dei risultati disastrosi conseguiti nella prima stagione sotto la nuova denominazione (dopo aver trascorso la prima fase inchiodato in fondo alla classifica, il Tokyo Verdy riuscì a salvarsi solo ad un buon finale di campionato, trascinato dalle giocate di Edmundo).
La retrocessione in seconda divisione