Biografia Giunse a Buenos Aires all’età di undici anni, in condizioni di estrema povertà e parlando solamente il basco.
Dedicatosi al commercio, riuscì a diventare molto ricco in pochi anni grazie alla tratta di schiavi, tessuti e armi.
Fu un importante proprietario terriero e membro del Cabildo di Buenos Aires, nel quale entrò nel 1785 in qualità di Difensore dei Poveri; fu inoltre uno dei membri fondatori del Consolato del Commercio di Buenos Aires nel 1794 e sindaco di primo voto dal 1° gennaio 1795 al 16 settembre 1796. Si oppose sempre all’apertura commerciale o al libero scambio, attraverso diversi memoriali.
Quando nel 1806 ebbe luogo la prima delle invasioni inglesi a Buenos Aires, mise la propria fortuna al servizio della Reconquista. Organizzò un gruppo di cospiratori, composto anche da influenti mercanti, come Anselmo Sáenz Valiente e Juan Martín de Pueyrredón, che si unì ad altri che perseguivano lo stesso obiettivo.
Il generale invasore William Carr Beresford aveva ordinato il sequestro di tutte le armi in possesso di privati,. Álzaga, che era anche un navigato contrabbandiere, riuscì a raccoglierne centinaia e ad allestire officine per la loro riparazione. Affittò in segreto le case che si affacciavano sulla Plaza Mayor e da lì scavò tunnel per minare il Forte, oltre a installarvi postazioni da cui affrontare gli invasori.
La sua capacità organizzativa era notevole; possedeva una volontà tenace e un talento naturale per il comando. Affittò la fattoria di Perdriel, nell’attuale partido di San Martín, dove i volontari si addestravano a turni e dove si radunarono le forze di cavalleria. La rete di spionaggio organizzata dagli inglesi scoprì ciò che si stava tramando solo pochi giorni prima dell’inizio della reazione. L’attacco a Perdriel non fece altro che accelerare gli eventi.
Quando Santiago de Liniers giunse da Montevideo e diede inizio alla riconquista di Buenos Aires, il 12 agosto, comparve all’improvviso l’esercito segreto di Álzaga e gli inglesi furono rapidamente sconfitti. La resa di Beresford non tardò ad arrivare, salvando così il Vicereame del Río de la Plata dal dominio della Corona britannica.
Álzaga convocò immediatamente un’assemblea pubblica che riuscì a destituire dal comando militare il viceré Rafael de Sobremonte — che trasferì a Liniers — e a impedirgli l’ingresso a Buenos Aires. Il 1° gennaio 1807 fu eletto sindaco di primo voto e assunse il comando civile della città.
Ma la flotta inglese non aveva abbandonato il Río de la Plata e ben presto giunsero rinforzi, al comando del generale John Whitelocke. Questi conquistarono Montevideo nel giugno del 1807, sbaragliando facilmente le forze di Sobremonte. Álzaga si limitò a ordinare l’arresto del viceré e la sua sostituzione con Liniers, in qualità di viceré ad interim.
Partecipò all’organizzazione delle milizie di volontari della città, un esercito di oltre seimila uomini, e finanziò di tasca propria la formazione di un reggimento composto da asturiani e biscaglini.
Il 2 luglio 1807 ebbe luogo l’atteso attacco e Liniers fu sconfitto nella battaglia di Miserere, alle porte della città. Ma Whitelocke concesse alle sue truppe tre giorni di riposo prima di attaccare. Álzaga convinse il demoralizzato Liniers a preparare la difesa e sfruttò al massimo il tempo a disposizione: organizzò la difesa casa per casa, illuminò la città con migliaia di lampade per continuare a lavorare di notte e si assicurò che su tutti i tetti venisse accumulato tutto il necessario per la difesa di Buenos Aires. Gli inglesi attaccarono il 5 luglio divisi in tredici colonne. Ciò fornì un vantaggio tattico ai difensori: tutte e tredici le colonne furono annientate. A mezzogiorno del 7 luglio gli inglesi si arresero ed evacuarono la città. Álzaga incluse nelle condizioni di resa l’obbligo di consegnare anche Montevideo.
Liniers e Álzaga, eroi delle invasioni inglesi, entrarono ben presto in conflitto, sia a causa della pessima amministrazione del viceré, sia perché questi era francese e la Spagna era entrata in guerra contro Napoleone Bonaparte.
Il 1° gennaio 1809, Álzaga organizzò una rivoluzione per destituire Liniers: mandò in piazza i tercios (battaglioni) dei «Gallegos», dei «Miñones de Cataluña» e dei «Vizcaínos», composti da spagnoli europei, organizzò una manifestazione contro il viceré pretendendone le dimissioni. Al suo posto sarebbe stata nominata una giunta, guidata da spagnoli europei e con due segretari di Buenos Aires (spagnoli americani): Mariano Moreno e Julián de Leyva. Ma le dimissioni di Liniers furono poste a condizione che il comando passasse al generale Pascual Ruiz Huidobro, il secondo in comando nell’esercito. Ciò sconcertò Álzaga e diede tempo al colonnello Cornelio Saavedra, comandante del reggimento dei Patricios, di reagire. Questi sciolse le forze spagnole europee ribelli e costrinse Liniers a ritirare le dimissioni. Álzaga fu incarcerato a Carmen de Patagones e fu sottoposto a un processo dal curioso titolo di “processo per indipendenza”. I tercios degli spagnoli europei ribelli furono sciolti, cosa che l'anno successivo avrebbe facilitato la Rivoluzione di Maggio. Successivamente il governatore di Montevideo Francisco Javier de Elío, che aveva costituito una giunta di governo in quella città, fece liberare Álzaga dalla prigionia in Patagonia. Questa giunta fu sciolta quando il nuovo viceré, Baltasar Hidalgo de Cisneros, giunse nel Río de la Plata. Al contempo Álzaga era già rientrato a Buenos Aires.
Questa rivolta fallita fu il preludio a quella del 25 maggio 1810. Ma mise anche in luce le linee di conflitto per il potere tra i governi spagnoli e quelli creoli. E diede origine a un nuovo assetto dei partiti e del potere, da cui prese le mosse l’idea poi realizzata nella Rivoluzione di Maggio.
Álzaga partecipò alla caduta del viceré Cisneros e, sebbene non fosse presente al «cabildo abierto» del 22 maggio, si rifiutò di accettare la giunta da lui presieduta. È certo che partecipò alle trattative che portarono alla formazione della Prima Giunta, poiché vi inserì tre membri del suo partito: Mariano Moreno, Juan Larrea e Domingo Matheu.
Fu costretto a versare ingenti somme a favore della Rivoluzione, ma non fu perseguitato. Intratteneva ottimi rapporti con il viceré Elío, che nel 1811 si trovava a Montevideo, ma l’anno successivo rimase senza nulla. Si dice che nel 1812 fondò il suo partito, «El Republicano» (che lottava per l’indipendenza sotto il controllo spagnolo).
Il 1° luglio 1812, il governo scoprì — o credette di scoprire — una cospirazione di spagnoli contro il Primo Triumvirato, formato da Juan Martín de Pueyrredón, Feliciano Antonio Chiclana e Manuel de Sarratea. La cospirazione avrebbe dovuto scoppiare il 5 luglio, in occasione del quinto anniversario della Difesa. Non si conoscono con esattezza le loro intenzioni, anche se non sembra che la cospirazione mirasse semplicemente a ripristinare la dipendenza dal re di Spagna. Buenos Aires era a corto di truppe, in gran parte inviate all’Esercito del Nord, per cui la situazione era delicata.
Nel corso delle indagini, il segretario del Triumvirato Bernardino Rivadavia, basandosi su prove e confessioni estremamente sospette, estese l’accusa ad Álzaga e a un nutrito gruppo di sostenitori.
Fu arrestato e sottoposto a un processo penale segreto; talmente segreto che non fu mai reso pubblico né si venne mai a conoscenza dell’identità dell’unico testimone, del quale si diceva addirittura che fosse uno schiavo. È quasi certo che Rivadavia si stesse vendicando di un vecchio affronto personale e che abbia sfruttato le accuse per appropriarsi dei suoi beni. Si vociferava che la moglie di Rivadavia avesse avuto una relazione con Álzaga. Álzaga e molti altri furono condannati a morte. Le esecuzioni iniziarono il 4 luglio, due giorni dopo il suo arresto, il che dimostra chiaramente che gli accusati erano già stati condannati in anticipo. In totale, furono giustiziati più di trenta uomini, tra cui comandanti militari, frati e commercianti, i cui beni furono espropriati.
Álzaga fu fucilato e impiccato nella Plaza de la Victoria il 6 luglio 1812. I corpi dei cospiratori furono esposti nella piazza per tre giorni.
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