Le FTC 16-17 sono due automotrici elettriche a corrente continua a che hanno prestato servizio sulla ferrovia Torino-Ceres.
Storia
L'ipotesi di adottare automotrici elettriche sulla Torino-Ceres fu presa in considerazione fin dagli studi preliminari per l'adozione della trazione elettrica, tant'è vero che nel 1914 la Maschinenfabrik Augsburg Nürnberg (MAN – Fabbrica di Macchine di Augusta e Norimberga) presentò il progetto esecutivo di un veicolo automotore con cassa simile a quella delle carrozze che furono poi fornite nel 1920..
Successivamente il Tecnomasio Italiano Brown Boveri (TIBB) presentò due progetti: quello del 1923, detto "versione corta", prevedeva una sorta di locomotiva allungata a con 16 posti di seconda classe e 31 di terza; quello del 1924 prevedeva un'elettromotrice in "versione lunga" di fuori respingenti, con 17 posti di seconda classe e 50 di terza..
Nel 1924 fu deciso l'acquisto di due automotrici secondo lo schema in "versione corta" con parte elettrica TIBB, ma con cassa e parte meccanica realizzata dalle Officine Moncenisio di Condove, con caratteristiche simili alle carrozze a carrelli ordinate dalla F.T.C.L.F.T.C.L. era la sigla semplificata della Società per la Ferrovia Torino–Ciriè–Valli di Lanzo (cfr. ). alla stessa officina. Ne risultarono due veicoli con una lunghezza fuori respingenti di che potevano ospitare 16 passeggeri in prima classe e 31 in terza..
Le fonti non concordano sulla data di consegna: alcune la pongono nel 1923Cf e ., ma ciò contrasta con le date di approvazione ministeriale apposte sui disegni, che risalgono al luglio 1924. e, soprattutto, con l'anno 1924 stampigliato sulla targa identificativa del Tecnomasio Italiano Brown Boveri apposta sul longherone del telaio della .
La livrea prevedeva le due tonalità di marrone, scuro e chiaro, con la marcatura F.T.C.L. seguita dalle matricole 16 e 17 sulle testate..
Come avvenne per le locomotive elettriche 11-15, la numerazione 16–17 rimase sempre invariata, ma la sigla fu cambiata in F.T.N. (Ferrovie Torino Nord) nel 1933. e in F.T.C. (Ferrovia Torino Ceres) nel 1962.
Le automotrici, soprannominate in piemontese pite (tacchine) per la tipica andatura ancheggiante, fecero servizio in linea fino all'inizio degli anni 1970 e furono successivamente accantonate nella rimessa della stazione di Venaria (la il 16 aprile 1969 e la l'11 marzo 1973)., da dove furono spostate verso la fine degli anni ottanta, in occasione della demolizione della rimessa stessa, per consentire il raddoppio del binario e la conseguente ricostruzione della stazione.
La fu successivamente demolita per fornire pezzi di ricambio per la , di cui era previsto il restauro..
La parzialmente restaurata fu esposta il 13 giugno 2010 nella stazione di Torino Porta Milano in occasione di una «giornata porte aperte» organizzata dal Museo Ferroviario PiemonteseAttualità d'epoca, in I treni, 31 (2010), n. 328, p. 13., manifestazione ripetuta il 13 maggio 2012Telex manifestazioni, in Tutto treno, 24 (2012), n. 262, p. 64..
Caratteristiche
La realizzazione delle automotrici, già previste dagli studi preliminari per l'elettrificazione della linea, fu ritardata dalla difficoltà di sistemare le apparecchiature elettriche senza sottrarre eccessivo spazio all'ambiente destinato ai viaggiatori.
Il problema fu risolto disponendo le apparecchiature ad alta tensione in una cabina posta al centro della cassa, nell'ambiente di terza classe, ed eliminando l'ingombrante gruppo convertitore a bassa tensione per i circuiti ausiliari, sostituito da batterie di accumulatori caricate da una dinamo collegata agli assi. Furono inoltre posizionati all'esterno i reostati d'avviamento, rendendo inutili i ventilatori per il raffreddamento forzato.
Le altre apparecchiature elettriche erano le stesse delle locomotive 11-15, anch'esse di realizzazione TIBB; mancava però dall'origine il circuito di indebolimento di campo dei motori, soppresso nel frattempo sulle locomotive a causa di ripetuti problemi di scintillio ai collettori..
Ne risultò un veicolo a due carrelli ad aderenza parziale con rodiggio (1A)(A1), mosso da due motori applicati sulla sala interna di ciascun carrello, il cui diametro ruote era maggiore di quello della sala portante.
La cassa era dotata di due cabine di guida alle estremità, a cui davano adito i vestiboli di accesso alla zona viaggiatori. Quest'ultima comprendeva un ambiente di prima classe a 16 posti, distribuiti su otto sedili imbottiti biposto disposti su due file ed affacciati a due a due, e un ambiente di terza classe a 31 posti, separato da una porta di comunicazione. L'ambiente di terza classe era dotato di sedili di legno disposti su due file composte da otto sedili biposto affacciati a due a due sul lato opposto alla cabina ad alta tensione e cinque sedili triposto sistemati analogamente lungo l'altra fiancata. Non era prevista la latrina.
Le automotrici, che potevano svolgere compiti limitati a servizi leggeri e veloci, avevano una prestazione di 100 tonnellate a , in pratica la motrice più due carrozze a carrelli, tra Torino e Germagnano, che scendeva a 66 tonnellate a , cioè motrice più una carrozza a carrelli, sulla tratta da Germagnano a Ceres dove si riscontravano pendenze del 35‰..
Galleria d'immagini
Note
Bibliografia
Voci correlate Locomotive FTC 11-15 Ferrovia Torino-Ceres Rotabili italiani
Altri progetti
FTC 16-17