Operazione Fischreiher (operazione "Airone") era il nome in codice assegnato dall'Alto comando tedesco all'offensiva sferrata dal Gruppo d'armate B nella seconda fase dell'offensiva tedesca nel settore meridionale del fronte orientale nell'estate 1942 durante la seconda guerra mondiale. Scopo dell'offensiva, affidata soprattutto alle forze mobili della 6ª Armata del generale Friedrich Paulus, era di distruggere il raggruppamento sovietico schierato nell'ansa del Don, avanzare verso Stalingrado e conquistare l'importante città industriale sul Volga.

La battaglia (conosciuta nella storiografia tedesca anche come la Panzerschlacht bei Kalač, "la battaglia di carri di Kalač") fu caratterizzata da una serie di complesse manovre delle Panzer-Division tedesche e dalla strenua difesa delle più deboli forze sovietiche, che tentarono anche di contrattaccare per frenare l'avanzata nemica verso il Volga. Dopo un mese di scontri le truppe tedesche completarono con successo la conquista dell'ansa del Don e costituirono teste di ponte sul fiume per la marcia finale su Stalingrado, ma non riuscirono a provocare un crollo definitivo delle difese sovietiche, che ripiegarono a ridosso della città e furono in grado di consolidare la loro resistenza all'interno dell'abitato, la quale si sarebbe prolungata per tre mesi fino alla vittoriosa controffensiva del 19 novembre 1942. Fall Blau

Le prime fasi del cosiddetto Fall Blau ("caso Blu"), iniziato il 28 giugno 1942 con un impressionante attacco di Panzer-Division lungo la linea del Donec, si erano concluse entro la metà del mese di luglio con una serie di rilevanti successi per il Gruppo d'armate Sud della Wehrmacht, schierato, al comando del feldmaresciallo Fedor von Bock, nel settore meridionale del fronte orientale. Le divisioni corazzate tedesche avevano superato la resistenza ed i disorganici contrattacchi dei nuovi ed inesperti corpi carri (Tankovyj korpus) sovietici, avevano raggiunto Voronež e quindi, marciando in direzione sud-orientale avevano costretto alla ritirata entro il 7 luglio l'intero schieramento sovietico, frantumato in due raggruppamenti in ripiegamento verso sud, per coprire il Caucaso, e verso est, per sbarrare la grande ansa del fiume DonJ. Erickson, The road to Stalingrad, pp. 356-358..

In realtà Adolf Hitler non era molto soddisfatto dell'andamento generale delle operazioni a causa del mancato totale accerchiamento delle forze nemiche; inoltre, infastidito dai continui contrasti con il feldmaresciallo von Bock sui dettagli tattici delle manovre delle unità corazzate, lo aveva destituito il 13 luglio. Il dittatore tedesco aveva diviso il Gruppo d'armate Sud in due raggruppamenti separati, il Gruppo d'armate B, al comando del generale Maximilian von Weichs, e il Gruppo d'armate A al comando del feldmaresciallo Wilhelm List, a cui assegnare obiettivi strategici divergenti a grande distanza. Passando da fasi di pessimismo a periodi di eccessivo ottimismo, il Führer ipotizzò, in contrasto con le valutazioni più prudenti del capo di stato maggiore dell'esercito, generale Franz Halder, un indebolimento irreversibile delle forze sovietiche e, rassicurato dall'andamento favorevole dell'avanzata del feldmaresciallo List verso Rostov sul Don ed il Caucaso, predispose piani per proseguire la marcia in profondità in direzioni divergenti dei due gruppi d'armateAA.VV., Germany and the second world war, vol. VI, pp. 958-983..

Il 23 luglio Rostov cadde in mano, dopo una dura battaglia stradale, delle forze tedesche del Gruppo d'armate A; lo stesso giorno Hitler emise la sua Direttiva n. 45 (denominata in codice Braunschweig) che indicava modalità ed obiettivi della nuova fase delle operazioni offensive nel settore meridionale del fronte orientale. La nuova direttiva prevedeva un raggruppamento di forze principali nel Gruppo d'armate A del feldmaresciallo List che, rafforzato anche dalla 4ª Panzerarmee del generale Hermann Hoth, avrebbe superato il basso corso del Don e sarebbe avanzato a sud verso il Kuban' ed il Caucaso (operazione Edelweiß, "stella alpina"). Contemporaneamente un secondo raggruppamento, costituito principalmente dalla 6ª Armata del generale Friedrich Paulus, avrebbe attaccato le forze sovietiche in ricostituzione ad ovest della grande ansa del Don e, dopo averle distrutte, avrebbe proseguito verso il Volga e occupato Stalingrado, proteggendo l'avanzata nel Caucaso ed interrompendo i collegamenti fluviali e ferroviari con le regioni centrali sovietiche; dopo aver raggiunto questi risultati il Gruppo d'armate B avrebbe proseguito lungo il Volga fino ad Astrachan' (operazione Fischreiher, "Airone")P. Carell, Operazione Barbarossa, pp. 604-605.. La conquista dell'importante città di Stalingrado, che nella pianificazione iniziale dell'operazione Blu era stata considerata un obiettivo secondario, divenne quindi nella nuova direttiva n. 45 di importanza decisivaE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. IV, pp. 154-158..

Il 12 luglio Stalin e lo Stavka costituirono, con la Direttiva n. 170495, il Fronte di Stalingrado, per il momento comandato dal maresciallo Timošenko, sostituito il 21 luglio dal generale Vasilij Gordov, con il compito di sbarrare l'ansa del Don ed impedire un'avanzata tedesca in direzione della città sul Volga. Le forze immediatamente disponibili erano insufficienti e ancora disperse lungo le poche vie di comunicazione disponibili. Provenendo dalle riserve dello Stavka, le tre nuove armate assegnate al Fronte di Stalingrado erano ancora in marcia di trasferimento in mezzo alle masse demoralizzate della popolazione civile in fuga per sfuggire all'invasore. Inoltre erano in avvicinamento da ovest i resti disorganizzati delle armate del Fronte Sud-Ovest che, sconfitte sul Donec e moralmente scosse per la lunga ritirata, si stavano avvicinando al DonG. Boffa, Storia dell'Unione Sovietica, vol. III, pp. 88-89..

Le tre armate provenienti dalle riserve, stazionate nella regione di Tula, assegnate al Fronte di Stalingrado erano la 62ª Armata del generale V. Ja. Kolpakči, la 64ª Armata del generale V. N. Gordov e la 63ª Armata del generale V. I. KuznecovJ. Erickson, The road to Stalingrad, p. 360.; si stavano inoltre avvicinando le indebolite armate in ritirata del vecchio Fronte Sud-Ovest; la 38ª Armata del generale Moskalenko, la 28ª Armata del generale Krjusenkin e la 21ª Armata del generale Danilov, insieme ai resti dei corpi corazzati decimati sul Donec. Il piano dello Stavka prevedeva di schierare la 62ª e la 64ª Armata in prima linea per sbarrare da nord a sud l'ansa del Don, mentre la 63ª Armata avrebbe coperto la riva orientale del fiume e la 21ª Armata si sarebbe schierata sulla riva settentrionale in collegamento con l'ala destra della 62ª Armata. Coperti da questo schieramento, i resti delle altre armate insieme ai corpi corazzati avrebbero attraversato il Don e sarebbero stati riorganizzati e riequipaggiati per entrare in azione in un secondo tempo. Nel complesso si trattava di un raggruppamento di forze debole e con scarsi mezzi: la 62ª e la 64ª Armata in prima linea disponevano solo di soldati, 400 carri armati, cannoni; l'8ª Armata aerea poteva impiegare in combattimento solo 454 aerei ed era in grave inferiorità rispetto alle forze aeree della LuftwaffeJ. Erickson, The road to Stalingrad, pp. 362-363..

La marcia su Stalingrado

Avanzata delle Panzer-Division

Entro la metà di luglio il Fronte di Stalingrado costituì una precaria linea di sbarramento nell'ansa del Don, schierando la 63ª Armata sulla riva sinistra del fiume tra Pavlovsk e Serafimovič e la 21ª Armata nell'area di Kletskaja; da quel punto la 62ª Armata e la 64ª Armata difendevano un fronte da nord a sud fino a Vercne Kumojaskaja. Nel frattempo i resti delle forze meccanizzate iniziarono ad attraversare il Don a nord e a sud di Kalač: il 22º Corpo carri, il 23º Corpo carri e il 3º Corpo di cavalleria della Guardia si portarono nell'area della 63ª Armata, mentre il 13º Corpo carri cominciò a riorganizzarsi a Surovikino, nel settore della 62ª ArmataJ. Erickson, The road to Stalingrad, p. 363.. Contemporaneamente l'alto comando sovietico attivò le strutture politico-militari nelle retrovie e mise in allarme la stessa città di Stalingrado; il 19 luglio Stalin telefonò personalmente a A. S. Chujanov, capo del Partito comunista locale e responsabile del Comitato di difesa cittadino, ordinando di approntare e rafforzare una serie di cinture fortificate alla periferia di Stalingrado ed esortando alla resistenza. Fin dal 17 luglio si erano verificati i primi contatti tra le truppe del Fronte di Stalingrado ed i reparti tedeschi in avvicinamento e il 21 luglio Stalin sostituì al comando del fronte il maresciallo Timošenko con il generale Gordov, mentre il generale Vasilij Čujkov prese il posto di quest'ultimo alla guida della 64ª Armata nel settore meridionale del precario schieramento sovietico. Infine il dittatore sovietico inviò sul posto, per controllare la condotta della battaglia e prendere decisioni al massimo livello, il generale Aleksandr Vasilevskij in persona, da poche settimane nominato Capo di stato maggiore generale dell'Armata Rossa in sostituzione del maresciallo Boris ŠapošnikovJ.Erickson, The road to Stalingrad, p. 364..

Il generale Paulus, comandante della 6ª Armata, era giunto con le sue truppe nell'area del fiume Čir e dell'ansa del Don già nella prima settimana di luglio ma non aveva potuto intraprendere un attacco in forze a causa della seria crisi nei rifornimenti di carburante che aveva colpito il quel periodo il Gruppo d'armate B. Seguendo le indicazioni di Hitler e dell'OKH, il Quartiermastro dell'esercito, generale Eduard Wagner, aveva infatti rifornito con priorità, con le limitate dotazioni di carburante disponibili, il Gruppo d'armate A, impegnato in un'ardua e lunga avanzata verso il Caucaso. Solo in un secondo momento il generale Wagner poté rifornire anche la 6ª Armata che dovette sostare per diciotto giorni in attesa dell'arrivo del carburante ed anche dell'intervento sul fianco destro dei rinforzi meccanizzati del 24º Panzerkorps, distaccati dal grosso della 4ª Panzerarmee, che invece stava marciando a sud del basso corso del Don in supporto del Gruppo d'armate AP.Carell, Operazione Barbaorssa, pp. 648-650..

In questa fase la 6ª Armata era la più potente dell'intero schieramento tedesco e raggruppava quattro corpi d'armata, tra cui il 14º Panzerkorps del generale Gustav von Wietersheim e il 24º Panzerkorps del generale Willibald von Langermann, con due Panzer-Division ben equipaggiate e tre divisioni motorizzate. L'armata era potentemente supportata dagli aerei della 4ª Luftflotte dell'esperto generale Wolfram von Richthofen, che tuttavia doveva sostenere contemporaneamente anche l'avanzata del Gruppo d'armate A verso il Caucaso; l'8° Fliegerkorps, dotato di cacciabombardieri Ju 87 Stuka, era a disposizione del generale Paulus per appoggiare le rapide manovre dei panzerY. Buffetaut, De Moscou a Stalingrad, pp. 67-68.. Il piano del generale Paulus prevedeva una classica manovra a tenaglia con il 14º Panzerkorps ed il 24º Panzerkorps schierati sui due lati per manovrare in modo convergente su Kalač e chiudere in una sacca le forze sovietiche del Fronte di Stalingrado raggruppate nell'ansa del Don a occidente del fiume. l'8º Corpo d'armata del generale Walther Heitz avrebbe protetto il fianco sinistro del 14º Panzerkorps avanzando lungo il corso meridionale del fiume, mentre il 51º Corpo d'armata del generale Walther von Seydlitz-Kurzbach si sarebbe schierato al centro per attaccare frontalmente. Il 20 luglio la 6ª Armata diede finalmente inizio all'operazione Fischreiher ("Airone")P. Carell, Operazione Barbarossa, p. 650..