Biografia Nacque da Simon (1777-1868), artificiere pirotecnico, che ebbe dieci figli. Un suo fratello Jean-Baptiste Arban fu un trombettista ed un compositore francese. Appassionato di volo, iniziò a dedicarsi alla mongolfiera nel 1832. Dopo i suoi primi voli fu allievo di Comaschi che iniziò la sua carriera aeronautica, seguendolo a Torino e a Napoli nel 1841, proseguendo in seguito da solo e volando in mongolfiera in Italia, Austria, Spagna e Francia. Sono soprattutto i suoi voli in Italia tra il 1846 e il 1849, come ad esempio quello che sorvolò la città di Roma con a bordo il pittore veneziano Ippolito Caffi ed il fotografo padovano Giacomo Caneva che ne rimasero affascinati, atterrando a Rieti, che lo resero famoso nella capitale e in Italia.

Il suo nome è legato all'impresa che lo portò a volare con la mongolfiera ad idrogeno nel 1849 da Marsiglia con l'intento di raggiungere Torino. Il volo durò due giorni (2 e 3 settembre) e si alzò fino a 4600 metri sopra al Monviso e al Monte Bianco per atterrare vicino a Stupinigi, oggi praticamente un quartiere di Torino.

L'impresa di sorvolare le Alpi fu ripetuta solo nel 1898 dal pilota e fotografo svizzero Eduard Spelterini. Nel 1906 attraversarono le Alpi anche i piloti italiani Celestino Usuelli e Carlo Crespi ma in senso inverso da Milano verso la Francia.

Scomparsa Non sono note le circostanze della scomparsa. Sappiamo che decollò da Barcellona il 7 ottobre del 1849 forse per raggiungere Lione e attraversare i Pirenei, ma probabilmente la forza dei venti lo sospinse verso il largo del Mar Mediterraneo, dove scomparve. Secondo alcuni giornali usciti nel 1853, tra i quali "Il giornale illustrato di Londra", riportarono notizie secondo cui la mongolfiera raggiunse l'Africa, Arban fu fatto prigioniero.

Note

Bibliografia Andre Rousset, Les Arban, famille lyonnaise injustement méconnue, Editions Beaudealire, 2019 - ISBN 979-1-02031-84-8-0

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