Vai col liscio è un film italiano del 1976 diretto da Giancarlo Nicotra.
Trama Il ballerino giramondo Federico Altieri in arte Fred Alter (La Cayenne) arriva con la sua vespa con sidecar in un paese della Romagna per partecipare ad una gara di liscio che si svolgerà alla Ca' del liscio di Ravenna, ma ha bisogno di una partner. Inizialmente fa amicizia con la barista e proprietaria del misero albergo in cui ha preso dimora (Fabrizi), ma la donna è già impegnata col romano Aldemiro (Arena) chiamato Il Scrofa per via del suo vasto allevamento di maiali. Caso vuole che si presenti a lui la bellissima Celeste (Agren) che vuole sposarsi ma che prima vuole imparare a ballare per poter frequentare le balere per trovare il 'moroso' e a cui chiede lezioni di ballo. Inizialmente uniti da un rapporto solo professionale, tra i due nasce un piccolo sentimento che si trasforma in amore, ma su Celeste ha messo gli occhi addosso proprio Aldemiro che vuole sposarla soltanto per espandere la sua attività. Infatti la ragazza è proprietaria, insieme a tre fratelli più grandi (Puntillo, Spoletini e Villa), di una grande fattoria chiamata Villa Verde. Con loro vivono la moglie di uno dei fratelli e i figli della coppia tutti bambini. Dopo alcune alterne faccende si ritroveranno tutti proprio alla Ca' del Liscio in cui suona Raoul Casadei, nella realtà co-proprietario del locale, con la sua orchestra spettacolo. Ma Aldemiro provvederà a corrompere tutti con un 'buono per un maialino' (così c'è scritto sui cartoncini che distribuisce). Oltretutto sabota Fred facendolo incollare con una scarpa al pavimento del locale cosi che Aldemiro possa prendere Celeste tra le sue braccia e unici concorrenti rimasti vincere la gara. Fred, sconfitto, mentre sta andando via dal paese viene prelevato dai tre fratelli di Celeste per portarlo proprio da Aldemiro che per 300.000 lire gli propone di mettere incinta la ragazza perché lui è sterile. Celeste e Fred accettano, ma dopo la copula, il film è però castissimo, lui dovrà abbandonare il paese definitivamente. Ma il giorno del matrimonio oltre al tentennamento di lei, si presenta in chiesa Fred che se la porta via. Il film termina con Fred, ormai marito di Celeste, che insegna ad un gruppo di contadini come fare la semina a tempo di musica.
Produzione È l'unico film da protagonista del fantasista lombardo all'epoca di una certa notorietà. È anche l'unico film diretto dall'altrimenti noto regista televisivo ed ex attore bambino Giancarlo Nicotra È uno dei pochissimi film in cui Maurizio Arena non venne doppiato. È il primo come direttore della fotografia di Blasco Giurato. È uno dei pochissimi film in cui la Agren non si spoglia (al massimo reggiseno e mutandoni). Come molte piccole produzioni dell'epoca nonostante l'ambientazione romagnola il film venne girato, eccetto le scene alla Ca' del Liscio, nei dintorni di Roma. Infatti la fattoria si trova nella frazione Santa Maria di Galeria nella campagna romana, mentre non è stato ancora identificato il paesino della cintura romana che simula uno del ravennate in cui ha sede l'alberghetto in cui alloggia il protagonista.
Colonna sonora Le musiche di Sante Maria Romitelli dirette da Giacomo Dall'Orso con la produzione esecutiva di Franco De Gemini vennero pubblicate su un album della Duse Records (ELP 057) distribuito dalla Fonit Cetra. Mai pubblicato su cd, ma disponibile ufficialmente su piattaforme in streaming.
Collegamenti esterni
Categoria:Film commedia Categoria:Liscio