Biografia Nell'Indice ercolanese(col. 48)in "Papiro ercolanese" (Index Stoicorum), a cura di Domenico Comparetti nella Rivista di Filologia classica III. 1875 viene annoverato come discepolo di Diogene di Seleucia e quindi vissuto nel II secolo a.C. Probabilmente è lo stesso Archedemo di cui Plutarco, che lo definisce però ateniese, afferma che da Atene si recò a Babilonia dove fondò una scuola stoica.Plutarco, Sull'esilio, 14
La sua filosofia non si discosta molto da quella degli stoici maggiori come Zenone e Crisippo, salvo che per qualche aspetto pitagorizzante. Sostenne contrariamente all'opinione di alcuni stoici come Cleante che il piacere è connaturato all'uomo «come i peli sotto l'ascella».In Stoicorum veterum fragmenta, (a cura di N. Festa, 2 voll. Laterza, Bari 1932-1935) III, Archedemus, 22
Due sue opere, Sulla voce (Περὶ Φωνῆς) e Sugli elementi (Περὶ Στοιχείων), sono citate da Diogene Laerzio.Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII Archedemo è citato anche da Cicerone,Cicerone, Academicae quaestiones, II 47 SenecaSeneca, Epistole, 121 e altri autori antichi.
Note
Bibliografia
E. Zeller, Philos. d. Griech., 3ª ed., IV, p. 45; p. 61, n. 3; p. 131, n. 4; p. 137, n. 3; p. 206, n. 1.