Il Palazzo del Freddo Giovanni Fassi è una gelateria fondata nel 1880 da Giovanni Fassi e sita a Roma. È una tra le gelaterie più antiche d'ItaliaMarzio Fianese, Nella Chinatown romana l'unico made in Italy che resiste è il gelato, Il Giornale, 19 giugno 2010 (consultabile anche online).

Storia Giacomo Fassi, di origine piemontese, giunto a Roma nel 1880 con sua moglie Giuseppina, di origine siciliana, fu il fondatore di quella che sarebbe diventata una solida tradizione di famiglia, aprendo una bottega di ghiaccio, mescita di birra e grattachecca romana, inizialmente situata in via delle Quattro Fontane nei pressi di via BarberiniAdriano Angelini, 101 cose da fare a Roma di notte almeno una volta nella vita, Newton Compton Editori, 2010, ISBN 978-88-541-2323-6 (consultabile anche online).

Giovanni, il figlio di Giacomo (quest'ultimo morto nel 1902), era l'allora gelatiere sovrano, così chiamato poiché pasticcere ufficiale della casa reale ma si licenziò per la sua volontà di non tagliarsi i baffi come imposto dal codice ed impiegò la sua liquidazione nell'attività di famiglia, trasferendo il negozio nel 1907 prima a piazza Navona e subito dopo nel 1910 in via Piave per approdare, nel maggio del 1928Umberto de Giovannangeli, La capitale in filigrana attraverso sessant'anni di gelati, L'Unità, 31 maggio 1992)Ha festeggiato i 75 anni di attività la storica gelateria Fassi, Corriere della Sera, 13 maggio 2003 (consultabile anche online), in via Principe Eugenio 65 (altre fonti riportano il 1924Touring Club Italiano, Roma e Città del Vaticano: le chiese, i palazzi, i musei, le piazze, l'archeologia, Touring Editore, 2002, ISBN 978-88-365-2623-9 (consultabile anche online) o i primi anni Trenta del NovecentoLidia Lombardi Alberi, Gli scavi al Villino Fassi alzano il velo su un raffinato sistema di irrigazione, Il Tempo, 29 giugno 2010 (consultabile anche online )).

Durante il ventennio i proprietari distribuirono il gelato anche a Benito Mussolini, Vittorio Emanuele III, Pietro Badoglio e Adolf Hitler, oltre ad altri personaggiEugenio Occorsio, Fassi, da 130 anni re del gelato, la Repubblica, 29 giugno 2010 (consultabile anche online). Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi requisirono un albergo che si affacciava sulla gelateria e spesso si ritrovavano lì per prendere un gelato, ascoltare musica o bere un tèFilippo Tuena, Tutti i sognatori, 1999, pp. 262, Fazi (consultabile parzialmente online), mentre in seguito la Croce Rossa Americana requisì il locale per produrre il gelato per le truppe statunitensi, dal luglio del 1945 fino al settembre o al dicembre del 1946, a seconda delle fonti che si considerano.

La gelateria è poi passata di mano a Leonida, figlio di Giovanni, ed infine a Giovanni, Daniela e Fabrizio, figli di Leonida. Nel 2014 è stata perfezionata la vendita alla società coreana Haitai Confectionery and Foods, che già operava con il marchio "Il Palazzo del Freddo" in Corea, con negozi in franchising. Dal 2014 l'amministratore dell'azienda è Andrea Fassi.

All'interno del Palazzo del freddo, oltre alla produzione e alla vendita di gelato, l'azienda organizza tour esperenziali tra laboratorio e macchinari storici. Nel giardino esterno, dove sorge l'antica sala Giuseppina, ha sede dal 2019 la scuola di scrittura Genius.

A Roma, oltre al Palazzo del freddo, l'azienda ha una seconda sede in via Piave. Sono ad oggi presenti filiali in franchising a Seul, in Corea del Sud, con circa 100 gelaterie (l'ambasciatore sudcoreano era per questo motivo presente alla festa dei 130 anni di attività).

Ricette La più nota specialità della gelateria è il semifreddo Sanpietrino, ideato da Fabrizio Fassi, chiamato in questo modo per via della forma come l'omonima pietra squadrata utilizzata da secoli per la pavimentazione delle strade capitoline, ricoperto da una glassa di cioccolato con dentro un cuore di crema, zabaione, cioccolato, caffè, cocco e nocciolato. Altre specialità sono la Caterinetta (dedicata alle sarte rivoluzionarie francesi), la Cassata, il Tronchetto, il Gianduiotto, il Tartufone, il Ninetto, il Frulletto, il Passetto, il Pezzo duro, il Micione e il tramezzino semifreddo.

Tecnologia Il "Telegelato Giuseppina" è stato invece un marchio registrato del 1928 quando Giovanni Fassi usò per primo il ghiaccio secco per confezionare i gelati per trasportarli fuori dai congelatori per diverse ore (una scatola di gelato per 8 persone che veniva spedita in ogni parte d'Europa per 28 lire). Questa "trovata" permise a Italo Balbo di portarsi scorte di gelato in Africa.

Durante l'occupazione della croce rossa, venne usato un nuovo impastatore che la famiglia aveva acquistato nel 1932, lo Hobart Air Whip, costruito da un'industria dell'Ohio (oggi mostrato in vetrina nel negozio), che rivoluzionava il processo di montatura introducendo aria e permettendo la produzione in quantità industriali. Alfred Wisner, ingegnere jugoslavo della Croce Rossa che aveva coordinato le operazioni di occupazione della gelateria, propose a Giovanni Fassi di creare una azienda per la produzione industriale di gelato usando questa nuova tecnologia. Davanti al rifiuto del proprietario, decise comunque di fondare con Italo Barbiani, un ex lavoratore della gelateria, un'azienda per la produzione industriale di gelati, che diventerà la Algida.

Marchio Lo stemma di produzione ha impresso per un periodo l'immagine dell'Esquilino, il rione storico dove ha sede l'antica gelateria. Tale uso è stato sancito dalla comunicazione ufficiale che ne ha fatto durante la celebrazione dei 130 anni di Fassi il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

La gelateria nella cultura La gelateria è una vera e propria istituzione cittadina e, oltre ad essere spesso segnalata sulle guide turistiche Birgit Schönau, Bildatlas Rom, Birgit Schönau, 2008, ISBN 978-3-616-06399-7 (consultabile anche online) Carole Saturno, Maud Pascali, Zuid-naples, ANWB Media - Boeken & Gidsen, 2004, ISBN 978-90-77494-06-6, pag. 111 (consultabile anche online) Darwin Porter, Frommer's Rome, John Wiley & Sons, 2010, ISBN 978-0-470-88727-1 (consultabile anche online) Travel Rome, Italy for Smartphones and Mobile Devices - Illustrated City Guide, Phrasebook, and Maps, MobileReference, 2007, ISBN 978-1-60501-022-9 ()Fulvio Abbate, Roma. Guida non conformista alla città, Coopereditore, 2007, ISBN 978-88-7394-062-3, pag. 16 (consultabile anche online)P. Abbate, Roma,Tecniche Nuove, 2004, ISBN 978-88-481-1664-0, pag. 185 (consultabile anche online) e storico-geograficheGiorgio Carpaneto, I quartieri di Roma, Newton Compton Editori, 2009, pag. 125 (consultabile anche online), è citata in varie opere letterarie ambientate a RomaAlain Elkann, Il tuffo, Bompiani, 2012, ISBN 978-88-587-5327-9 (consultabile anche online)Omar Di Maria, Il Console, Edizioni Pendragon, 2005, ISBN 978-88-8342-353-6, pag. 81 ([ consultabile anche online])Rodolfo Celletti, Viale Bianca Maria, Feltrinelli, 1961, pag. 51 (consultabile anche online)Franco Monicelli, La buona società, Arnoldo Mondadori Editore, 1978, pag. 158 (consultabile anche online)Marisa Musu, La ragazza di via Orazio, Mursia, 1978, ISBN 978-88-425-2190-7, pag. 26 (consultabile anche online) ed anche in testi di valore biograficoCarlo Mazzantini, L'ultimo repubblichino: sessant'anni son passati, Marsilio, 2005, ISBN 978-88-317-8732-1, pag. 124 (consultabile anche online) e saggistico, questi ultimi riferiti soprattutto a Michelangelo AntonioniMichele Mancini (a cura di Giuseppe Perrella), Michelangelo Antonioni architetture della visione, Coneditor, 1986, pag. 246 (consultabile anche online)Hans Erich Troje, Das Unfassbare der Frau, Ars Una, 1995, ISBN 978-3-89391-806-5, pag. 177 (consultabile anche online), il quale girò alla gelateria alcune scene di Identificazione di una donna, nel 1982.

Oltre che nelle guide turistiche della Capitale, la gelateria è stata citata incidentalmente anche in riviste e libri che trattano del gelato sotto il profilo alimentare (preparazione e proprietà)Caroline Liddell e Robin Weir, Gelati e sorbetti, Newton Compton Editori, 2011, ISBN 978-88-541-2327-4 (consultabile anche online) Volume feeding institutions, Volume 77, Cahners, 1975 (consultabile anche online).

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