La lingua proto-austronesiana (PAN il codice internazionale linguistico) è la ricostruzione linguistica del possibile linguaggio ancestrale da cui sarebbero derivate le lingue austronesiane, una delle maggiori famiglie linguistiche del mondo. Tuttavia, Malcolm Ross (2009)Ross, Malcolm. 2009. "Proto Austronesian verbal morphology: A reappraisal." In Alexander Adelaar and Andrew Pawley (eds.). Austronesian historical linguistics and culture history: a festschrift for Robert Blust. Canberra: Pacific Linguistics. nota che alcuni linguaggi, quali la lingua tsou, la lingua rukai e la lingua puyuma, non sembrano adattarsi alla ricostruzione, che quindi non può pretendere di essere la protolingua di tutta la famiglia. Egli ha quindi introdotto il Nuclear Austronesian (Austronesiano nucleare) di cui è stata effettuata una ricostruzione di base ed includerebbe la lingua proto-maleopolinesiaca, il proto-oceanico, e la lingua proto-polinesiaca. Recentemente, alcuni linguisti tra cui Malcolm Ross e Andrew Pawley hanno ricostruito un grande lessico sia del proto-oceanico che del proto-polinesiaco.
Fonologia Il proto-austronesiano è stato ricostruito tramite insiemi di corrispondenze tra le consonanti in vari linguaggi austronesiani, secondo le regole della linguistica comparativa. Anche se in teoria il risultato dovrebbe essere univoco, in pratica, visto il gran numero di lingue interessate ci sono numerose divergenze, spesso piuttosto significative, tra le varie scuole di pensiero, sul numero e la natura dei fonemi del proto austronesiano. Nel passato, i disaccordi concernevano il fatto che certe corrispondenze fossero reali o rappresentassero sporadici sviluppi di particolari linguaggi.
Ricostruzione di Blust Di seguito riportiamo alcuni fonemi del proto austronesiano ricostruito da Robert Blust, docente di linguistica alla Università delle Hawaii - Mānoa.Blust, Robert A. The Austronesian Linguaggi. Canberra: Pacific Linguistics, Research School of Pacific and Asian Studies, Australian National University, 2009. ISBN 0858836025, 978-0858836020. La ricostruzione utilizza un totale di 25 consonanti, 4 vocali, e 4 dittonghi. Tuttavia, Blust riconosce che per alcune delle consonanti vi sono ancora dubbi.
*C: Affricata alveolare sorda *c: Affricata palatale sorda *q: Occlusiva glottidale sorda *z: Affricata palatale sonora *D: Occlusiva retroflessa sonora *j: palatale o Occlusiva velare sonora *S: Fricativa alveolare sorda *N: palatale o Laterale approssimante alveolare *r: Monovibrante alveolare *R: Alveolare o Vibrante uvulare
Consonanti del proto austronesiano (Blust) Labiale Alveolare Palatale Retroflessa Velare Glottidale Occlusiva Sorda p t k q q is uvular or Occlusiva Sonora b d D g ; j Nasale m n ñ ŋ Fricativa S s h Affricata C c ,c is unvoiced. z z is voiced. Laterale l N Vibrante r ; R or is uvular. Approssimante w y
Le vocali proto austronesianoe sono a, i, u, ə.
Vocali proto austronesianoe (Blust) Height Anteriore Centrale PosterioreChiusai u Mediaə Apertaa
I dittonghi sono: *-ay *-aw *-uy *-iw
Ricostruzione di Wolff Nel 2010, John Wolff ha pubblicato la propria ricostruzione del proto austronesiano in proto austronesian phonology with glossary. Wolff ricostruisce un totale di 19 consonanti, 4 vocali (*i, *u, *a, *e, dove *e = /ə/), 4 dittonghi (*ay, *aw, *iw, *uy), and syllabic stress.
Consonanti proto austronesiane (Wolff) Labiale Alveolare Palatale Velare Glottidale Sorda p t c k q Sonora b d j g ɣ Nasale m n ŋ Fricativa s h Laterale l ɬ Approssimante w y
La tavola seguente illustra le differenze tra i fonemi proto-austronesiani di Wolff e quelli di Blust. Le maggiori differenze sono evidenziate in grassetto.
+Fonemi proto austronesiani (Wolff e Blust) Wolff Blust p p t C, t k k none T, c q q b b d d D j z Z g j g ɣ ʀ m m n n ɬ ñ, N, L ŋ ŋ l l r c s s S h H1 (H2) w w y y
Altre ricostruzioni Secondo Malcolm Ross, I seguenti aspetti del sistema di Blust sono incontrovertibili: le labiali (p b m w); le velari k ŋ; y; R; le vocali; ed i 4 dittonghi. C'è disaccordo rispetto alle postvelari (q ʔ h) ed alle velari g j, e sul fatto che ci siano altri dittonghi; a parte ciò, c'è buona concordanza tra le ricostruzioni di Ross e Blust.
Le maggiori diversità si hanno rispetto alle consonanti coronali. La seguente parte dell'articolo si basa su Ross (1992).
La ricostruzione di Dempwolff della lingua proto maleopolinesiaca del 1930 include le consonanti dentali t d n l; le retroflesse ṭ ḍ ḷ; e le palatali t' d' n'. Include pure le palatali k' g', che sono un'aggiuntiva fonte di dispute.
Dyen, include dati relativi ai linguaggi formosani, espandendo il set di Dempwolff delle consonanti coronali. La ṭ di Dempwolff's viene divisa in tre: T C Z; la ḷ in r S X x; la t' in s1 s2; e l ḍ d' n' k' g' vengono riscritte come L N D z ñ c j.
Tsuchida, parte dal sistema di Dyen's, in aggiunta separa d in D1 D2 D3 D4. Egli pensa inoltre che la c di Dyen (la k' di Dempwolff) non possa essere ricostruita per il proto austronesiano. (In più separa la w di Dyen's in w W e la q in Q, ma queste ricostruzioni non sono accettate dagli studiosi successivi.)
Dahl riduce D1 D2 D3 D4 di Tsuchida in d3 d2 d1 d3 (dove il nuovo d3 combina I vecchi D1 and D4) e colloca S X x di Dyen in un singolo fonema S. Accetta la c di Dyen ma non accetta T D. (In più ha rinotato diversi fonemi in un modo non accettato dagli studiosi.)
Blust basa il suo sistema su una combinazione di quelli di Dyen, Tsuchida e Dahl, e tenta du ridurre il numero totale di fonemi. Accetta la ricostruzione di Dahlche riduce S X x di Dyen's in S ma non accetta la separazione della d di Dyen operata daTsuchida e Dahl'; in più, riduce s1 s2 di Dyen's nel singolo fonema s. Rispetto a Dyen, ne accetta la c ma è esitante rispetto a T e D. (Più recentemente, Blust pare aver accettato la D ma rigetta la T, ed anche la Z.)
Anche Ross tenta di ridurre il numero di fonemi, ma in un modo differente: Di Dahl accetta d1 d2 d3 e la Z. Notando che la distinzione tra d1 and d2 d3 è ricostruibile solo dal gruppo di lingue Formosane: Amis, proto-puyuma e proto-paiwan, e che solo dal proto-paiwan si ha la possibilità di dimostrare (in tre modi) la distinzione tra d1 d2 d3; mentre la distinzione tra Z e d1 è ricostruibile solo per il proto-rukai ed il proto-maleopolinesiaco, ma non per i precedenti tre gruppi. Tuttavia, egli ritiene (contro Blust) che la distinzione tra questi fonemi sia un'eredità del proto-austronesiano più che un'innovazione dei rispettivi gruppi. Nota che d1 occorrono solo nei morfemi iniziali, mentre r occorre solo nei morfemi non iniziali. Non accetta i fonemi c z ñ per il proto-austronesiano, ed asserisce che nessuno di essi è "facilmente ricostruibile" al di fuori del proto-maleopolinesiaco. Inoltre, mentre ritiene che la ñ sia un'innovazione del proto-maleopolinesiaco, c e z convergano su *s e *d solo in una limitata area occidentale dell'Indo-Malesia."are reflected differently from PMP [proto-maleopolinesiac] *s and *d only in a fairly limited area of western Indo-Malaysia and appear to be the results of local developments".
Ross ricostruisce le consonanti coronali in modo differente: C S l d3 diventano retroflesse (rispettivamente, ), mentre s e L (in Blust è N) siano le dentali /s/ ed /l/, contrariamente alla ricostruzione di Blust come dentali e palatali rispettivamente. Concordemente con Ross, questo si basa sui risultati relativi agli studi sui linguaggi Formosani e Giavanesi
Cambiamenti fonemici Mentre il proto-austronesiano mutava in proto maleopolinesiaco, proto-oceanico, e proto-polinesiaco, l'insieme dei fonemi andava riducendosi per la fusione di suoni che precedentemente erano separati in un unico suono. 3 fusioni sono state osservate dal Proto-austronesiano al Proto-Maleopolinesiaco, 9 dal Proto-Oceanico al Proto-Polinesiaco. Quindi il Proto-austronesiano ha il più elaborato sistema di suoni, mentre il Proto-Polinesiaco ha il più basso numero di fonemi. Ad esempio, l'hawaiiano è celebre per avere solo 8 consonanti, ed anche la lingua māori ha solo 10 consonanti. Queste sono drastiche riduzioni rispetto alle 25 del Proto-austronesiano che era parlato originariamente a Taiwan o nel sud della Cina.
Blust ha anche osservato le seguenti mutazioni tra il Proto-austronesiano ed il Proto-Maleopolinesiaco. +Proto-austronesiano eProto-Maleopolinesiaco cambiamenti di suono Proto-austronesiano Proto-Maleopolinesiaco *C/t *t *N/n *n *S/h *h *eSTechnically this is still part of the *S > *h sound change. The difference is that the preceding vocale changes as well. *ah
Secondo Wolff (2010:241), lo sviluppo del Proto-Maleopolinesiaco dal Proto-austronesiano include questi tre cambiamento di suono.
PAn *ɬ > PMP *ñ, l, n PAn *s > PMP *h PAn *h > PMP *Ø
Il Proto-Oceanico fonde ancora altri fonemi. Questo è il motivo per cui le moderne lingue polinesiane hanno il numero di consonanti più basso al mondo.
+Cambiamenti di suono tra Proto-Maleopolinesiaco e Proto-Oceanico Proto-Maleopolinesiaco Proto-Oceanico *b/p *p *mb/mp *b *c/s/z/j *s *nc/nd/nz/nj *j *g/k *k *ŋg/ŋk *g *d/r *r *e/-aw *o *-i/uy/iw *i
Particolari cambiamenti di suono che occorrono all'interno delle famiglie linguistiche Austronesiane sono:
Proto-Oceanico *t > k in Hawaiano, Samoano ed in Lingua luanguiaBlust, R.A. (2004) "*t to k: An Austronesian Sound Change Revisited." In Oceanic Linguistics, Volume 43, Number 2, December 2004, pp. 365–410. Proto-Polinesiaco *l ed *r > ŋg in lingua rennellese Proto-Oceanico *w ed *y > p in lingua levei e lingua drehet Proto-Maleopolinesiaco *w, *b > lingua sundanese c-, -nc-
Voice system I linguaggi austronesiani di Taiwan, del Borneo, e delle Filippine sono noti per l'inusuale allineamento morfosintattico, che è infatti conosciuto come allineamento austronesiano. Questo allineamento doveva essere presente nel Proto-austronesiano. A differenza del Proto-austronesiano, tuttavia la sintassi del Proto-Oceanico non faceva uso della morfologia presente nei linguaggi che utilizzano l'allineamento austronesiano come le lingue delle Filippine. Nei linguaggi polinesiani, la morfologia verbale è relativamente semplice.
Qui sotto una tavola di John Wolff, relativa al sistema di voci verbali del Proto-austronesiano, da Blust (2009:433).
+Sistema di voci del Proto-austronesiano Indipendente(non-passato) Indipendente(passato) Futuro-generaleaction Dependent Subjunctive Actor voice -um- -inum- ? ø -a Direct passive -en -in- r- -en -a ? Local passive -an -in-an r- -an -i -ay Instrumental passive i- i- -in- (?) ? -an (?) ?
Interrogativo La seguente tabella confronta i termini interrogativi tra il Proto-austronesiano ed il Proto-Maleopolinesiaco.
+Termini di domanda Proto-austronesiani e Proto-Maleopolinesiaco Italiano Proto-austronesiano Proto-Maleopolinesiaco cosa? *(n)-anu *apa chi? *(si)-ima *i-sai dove? *i-nu *i nu quando? *ija-n *p-ijan come? *(n)-anu *ku(j)a
Attualmente la più completa ricostruzione del sistema di marcatori di caso nel Proto-austronesiano è offerto da Malcolm Ross.
+Marcatori di caso del Proto-austronesiano Nomi comuni Singolarenomi propri Pluralenomi propri Neutro *[y]a, *u *i – Nominativo *k-a *k-u – Genitivo *n-a, *n-u *n-i *n-i-a Accusativo *C-a, *C-u *C-i – Obliquo *s-a, *s-u – – Locativo *d-a – –
Importante: le voci grammaticali del Proto-austronesiano includono la congiunzione *na ed il locativo *i.
Morfologia La morfologia e la sintassi sono spesso difficili da separare nelle lingue Austronesiane, in particolare nelle lingue delle Filippine. Questo perché la morfologia dei verbi spesso influisce sulla costruzione di tutto il resto della frase.
Affissi, prefissi e suffissi Di seguito alcuni affissi, prefissi e suffissi del Proto-austronesiano ricostruiti da Robert Blust. Per esempio, *pa- veniva usato per indicare non-staticità, mentre *pa-ka indicava staticità (Blust 2009:282).