Il dialetto greco-calabro o grecanico (talvolta griko o greko; nome nativo γλώσσα γραίκα της Καλαβρία, glóssa graíka tis Kalavría; ) è un dialetto della lingua greca moderna parlato nella città metropolitana di Reggio, in Calabria.In Salento e Calabria le voci della minoranza linguistica greca.F. Violi, Lessico Grecanico-Italiano-Grecanico, Apodiafàzzi, Reggio Calabria, 1997.Paolo Martino, L'isola grecanica dell'Aspromonte. Aspetti sociolinguistici, 1980. Risultati di un'inchiesta del 1977Filippo Violi, Storia degli studi e della letteratura popolare grecanica, C.S.E. Bova (RC), 1992Filippo Condemi, Grammatica Grecanica, Coop. Contezza, Reggio Calabria, 1987
È formalmente una lingua minoritaria appartenente alla minoranza linguistica greca d'Italia insieme alla Grecìa Salentina. Il numero di parlanti è incerto, ma si stima che vada dai 500 ai 2000Fiorenzo Toso, Le minoranze linguistiche in Italia, Il Mulino, 2008Francesco Avolio, Lingue e dialetti d'Italia, Carocci, 2009.
Storia Tale lingua era parlata in tutta la Calabria meridionale fino al XV-XVI secolo, quando fu progressivamente sostituita dal dialetto romanzo, influenzato comunque dal grecanico nella grammatica e in molti vocaboli (nel XVIII secolo il dialetto calabrese aveva ancora moltissimi grecismi). Ancora in età angioina la lingua greca veniva usata in una vasta area, compresa tra Seminara, Taurianova, la valle del Mésima e l'altopiano del Poro, caratterizzata da dialetti, toponimi e forme folcloristiche. Un breve excursus storico consente di verificare la scomparsa progressiva del greco in varie aree calabresi, a partire dal Cinquecento.
Verso la metà del XVI secolo la lingua greca era stata eliminata nel bacino del Petrace, in particolare nell'alta valle del Duverso e del Tasi. Nel corso del secolo successivo il fenomeno regressivo interessò talune valli del versante occidentale dell'Aspromonte che incombono sullo Stretto di Messina, come ad esempio le fiumare di Catona e di Gallico.
Nel corso del XIX secolo la perdita dell'antico idioma interessava centri come Pentedattilo, Africo, Brancaleone, Motta San Giovanni, Montebello Ionico, San Lorenzo; aree del versante ionico dell'Aspromonte. Nei primi decenni del XX secolo il fenomeno regressivo ha interessato i comuni di Palizzi, Staiti, Cardeto, Roccaforte del Greco, Amendolea e Condofuri..
Durante il periodo fascista le minoranze linguistiche, tra queste anche la comunità linguistica del Greco di Calabria, venivano osteggiate. È sintomatico di un clima così sfavorevole l'usanza, invalsa negli anni trenta, di apostrofare una persona con l'espressione proverbiale «mi sembri un greco», utilizzata con intenti offensivi. L'uso di altre lingue che non fossero l'italiano, dunque considerate dialetti, era considerato dagli stessi parlanti come simbolo di arretratezza e i maestri punivano quegli alunni che venivano sorpresi a parlare in classe un dialetto anziché l'Italiano.
Per molti anni gli ellenofoni di Calabria sono rimasti nell'oblio. Persino in Grecia si ignorava la loro esistenza. La rinascita dell'attenzione su tale fenomeno linguistico si deve al pionieristico lavoro del glottologo e filologo tedesco Gerhard Rohlfs, che contribuì molto alla salvaguardia della lingua. In suo onore la città di Bova ha allestito da ottobre 2012 una mostra multimediale dal titolo “Calabria contadina nelle immagini di Gerhard Rohlfs”, a cura di Antonio Panzarella.
Classificazione La lingua ha molti punti in comune col neogreco. Discussa è comunque la sua origine: alcuni sostengono che sia un dialetto derivato dal greco bizantino, mentre altri affermano che derivi dal greco parlato nella Magna Grecia dal quale si sarebbe evoluto indipendentemente dal greco ellenistico.
Ne è prova il fatto che è una lingua arcaica, che presenta parole che oggi in Grecia sono sconosciute o scomparse, e possiede nel suo vocabolario molte parole derivate dal greco dorico.
Resta comunque il concetto che il grecanico, diffuso nella provincia di Reggio Calabria, sia una parte peculiare dei dialetti ellenofoni parlati in Italia, probabilmente con una sua propria evoluzione, distintasi da quella greca molti secoli fa.
Rispetto al neogreco il greco di Calabria ha perso in molti casi la -s finale neogreco Grecanico italiano gaidaros gadaro asino inoltre non conosce il futuro, la cui funzione è assolta dal presente indicativo.
Si scrive usando caratteri latini.
Lingua Il grecanico è inserito nella lista UNESCO delle lingue a rischio di estinzione, insieme al greco salentino. Euromosaic lo annovera tra le lingue minoritarie a rischio dell'Unione europea.
Ethnologue lo menziona come greco moderno, anche se le due lingue presentano elementi di differenza e non necessariamente sono completamente intelligibili tra loro.
Questa forma di greco non ha avuto nel tempo sviluppi consistenti rimanendo sempre lingua quotidiana o di uso familiare, senza riuscire ad imporsi in altri usi come quelli amministrativi, ecclesiastici o letterari. Il greco di Calabria ha dunque le caratteristiche peculiari di una lingua anche se l'uso che se ne fa è quello di una lingua minoritaria.
Si potrebbe dire che, sull'esempio della secolare diglossia greca, il grecanico abbia rappresentato nient'altro che il greco demotico parlato dai calabresi.
Fonologia
Consonanti +BilabialiLabiodentaliDentaliAlveolariPostalveolariRetroflessePalataliVelariNasalimnɲ(ŋ)Occlusivep bt ɖk Affricatet͡s d͡zt͡ʃ d͡ʒFricativef vθ ðʃx ɣVibrantirApprossimantilj ʎ
Vocali +AnterioriPosterioriChiuseiuSemichiuseeoSemiaperteɛɔApertea
Grammatica La grammatica della lingua grecanica è molto semplificata rispetto al greco moderno.
La costruzione della frase è identica all'italiano, e segue lo schema Soggetto - verbo - complemento oggetto, dovuta probabilmente a una sorta di "italianizzazione" subita dalla lingua. Allo stesso modo dell'italiano si possono costruire frasi composte da più espressioni concatenate da avverbi, ma i sostantivi si dividono in tre generi: Maschile - Femminile - Neutro; Esistono gli articoli determinativi ed indeterminativi; I verbi sono anch'essi semplificati rispetto al greco antico;
Differenze con il dialetto reggino e l'italiano Questo è un passo della fiaba tradizionale grecanica "L'asino e il lupo":
(Lingua italiana) L'asino e il lupo
Un mattino un asino pascolava beato in un prato d'erba tenera su un piano tra due montagne. Nelle vicinanze scorreva un ruscello, producendo un allegro mormorio con la sua acqua fresca e limpida.
(Dialetto reggino) U sceccu e u lupu
Na matina, nu sceccu si pasciva cuntentu 'ntà nu pratu r'erba frisca 'nta nu chianu ammenzu a ddu muntagni. 'Dà vicinu scurrìva nu ruscellu chi faciva n'allegru mormoriu ca so acqua frisca e pulita.
(Variante del reggino parlata nella Locride) U ciucciu e u lupu
Nu jornu, i matina, nu ciucciu pascìa cuntentu erba frisca ammenzu ddu' muntagni. Ja' ntê vicinanzi ndavìa nu vajuni chi scindendu, mandava na musica duci câ poca acqua sua frisca e pulita.
(Grecanico) To gadaro ce o liko
Mia mera, àsce purrì, èna gadàro evòscinne xarapimèno, xòrto xlorò sce èna mmàli mèsa sta vunà. Ecì kondà ixe ena rrìaci pu trèxonda èsteddhe mia mùsika glicì me to lìgo nerò frisko ce catharò.
Diffusione
Distribuzione geografica
Oggi il Grecanico viene parlato solo a Gallicianò, Condofuri, Roghudi, Chorìo di Roghudi, Bova e Bova Marina, e nel capoluogo Reggio dove, nei quartieri San Giorgio Extra e Rione Modena, vi sono minoranze ellenofone.
Il numero degli interessati all'uso di tale idioma ammonta a circa 60 persone per lo più anziane, più circa una trentina di parlanti nella città di Reggio tra i quartieri Ciccarello, Modena, Arangea, San Giorgio Extra e Sbarre e un altro ridotto numero di roghudesi a Melito di Porto Salvo, a seguito dell'immigrazione da Roghudi e da Chorìo dopo le alluvioni del 1971 e del 1972.
Il numero di 100 si riferisce comunque a persone che comprendono l'idioma, ma tra queste, nonostante gli sforzi di tutela delle associazioni culturali sono appena una settantina quelle al di sopra dei 70 anni.
Lingua ufficiale In seguito all'approvazione della legge sulle Minoranze Linguistiche ha cominciato ad essere attivo lIRSSEC, Istituto Regionale Superiore di Studi Ellenocalabri, di cui fanno parte i rappresentanti delle Associazioni e dei Comuni grecanici, che sarà l'ente ufficialmente deputato alla cura e alla tutela del patrimonio elleno calabro.
Il comune di Bova Marina ha anche istituito un Osservatorio Permanente per la Lingua e Cultura dei Greci di Calabria che si occupa poco del monitoraggio, lo studio, la programmazione e l'organizzazione di attività volte alla salvaguardia della lingua e della tradizione greca della Calabria. L'ente è stato intitolato a Rohlfs e Karanastasis, due fra i maggiori studiosi di minoranze etniche e linguistiche calabresi.
Attività di tutela Il governo italiano ha approvato una legge di tutela e di salvaguardia, la 482/1999. Alcune Associazioni greche, come l'Associazione Internazionale degli Ellenofoni (SFEE), hanno stabilito relazioni con le Associazioni grecaniche e hanno invitato ufficialmente i grecanici a partecipare ai meeting che si tengono ogni due anni in Grecia. In realtà gli incontri non hanno avuto più seguito dopo il 1999.
La Regione Calabria ha accordato la tutela alle minoranze greche accanto a quelle albanesi ed occitane e ha promosso l'istruzione bilingue. Nel 1993 la stessa regione ha istituito un Istituto Regionale Superiore di Studi Ellenofoni, IRSSEC, a Bova Marina. Tuttavia l'attività formativa ha avuto inizio molto tardi e risente del problema del reclutamento di insegnanti di lingua per le attività didattiche. Lo stesso dichiarato bilinguismo è rimasto sostanzialmente sulla carta, senza radicarsi nell'amministrazione pubblica: ad esempio solo i comuni di Bova e di Bova Marina - nonché la frazione Gallicianò del comune di Condofuri - hanno cartelli stradali nelle due lingue.
Associazioni culturali Grazie al filologo Rohlfs alcuni studenti universitari si erano associati per pubblicare un pamphlet intitolato La Ionica. Nel 1970 il gruppo si ricostituì come circolo culturale La Ionica e il pamphlet divenne un periodico dove pubblicare poesia e prosa sia in italiano che in grecanico. Lo stesso circolo ha stabilito contatti con gli ellenofoni della Grecìa Salentina per creare la UGIM (Unione dei Greci dell'Italia Meridionale) al fine di associarsi per la tutela del bilinguismo e per ottenere riconoscimenti basilari come, ad esempio, le indicazioni stradali in due lingue e degli spazi su radio locali.
Scomparsa La Ionica, si sono formate altre associazioni locali come: Zoí ce glossa (Vita e Lingua) a Reggio; Apodiafázzi (Rialbeggia) a Bova; Cinurio Cosmó (Nuovo Mondo), Jalò tu Vúa; Cumelca a Gallicianò e Roghudi; Odisseas Astro tu Notu (Stella del Sud) a Bova Marina; Astaki; Spixì ce Sòma (Anima e Corpo).
I punti critici L'abbandono progressivo della lingua è dovuto al fatto che essa è stata, e continua ad esserlo, indicata come dialetto e non lingua, subendo peraltro tutti i pregiudizi legati ad una tale associazione, soprattutto l'esser considerata una forma "bassa" di espressione, appannaggio di popolazioni rurali o pastorali e analfabete. La scarsezza di registri linguistici, inoltre, ne condiziona la sopravvivenza.
La lingua si è conservata finché la popolazione greca di Calabria è rimasta isolata sulle montagne dell'Aspromonte. Con il dilagare del fenomeno dell'emigrazione buona parte della popolazione ha lasciato la zona perdendo, col progredire delle generazioni, le forme espressive tipiche. Inoltre la scolarizzazione che incentiva l'uso di altre lingue, come l'italiano, anche nell'uso quotidiano, ha operato un livellamento linguistico, che ha contribuito al diradamento dei parlanti il grecanico.