La storia di New York ebbe inizio con l'arrivo degli europei in un già presistente sito di nativi americani, con un primo sbarco nel 1524 presso la upper Bay da parte di Giovanni da Verrazzano, navigatore italiano al soldo del Re di Francia.
Prima dell'insediamento europeo I primi abitanti dell'area oggi occupata dalla città furono i Lenape, dei nativi americani stanziati nella zona del basso corso del fiume Hudson che utilizzavano la zona (in particolare l'isola di Manhattan) come zona agricola, di caccia e di pesca, oltre che come area utilizzata per le sepoltureThelma Wills. . Oxford University Press, New York, 2004. ISBN 0-19-516537-3. Gli stessi Lenape erano suddivisi in altre etnie simili, gli unami, i munsee e i mohawk, o mohicani, tutti appartenenti alla famiglia algonchina, indigena dell'America Settentrionale.
La cultura Lenape sviluppò tecniche piuttosto avanzate di sfruttamento agricolo del territorio; praticavano la coltivazione con il metodo del taglia e brucia, oltre che dedicarsi assiduamente alla pesca e la raccolta dei molluschi.Mark Kurlansky. The Big Oyster: History on the Half Shell. Ballantine Books, New York, 2006. Si stima che, all'arrivo degli europei, circa 15.000 Lenape abitassero queste contrade, divisi in un'ottantina di insediamenti.Edwin G. Burrows, Mike Wallace. Gotham: A History of New York City to 1898. Oxford University Press, New York, 1999..
Gli indigeni chiamavano il posto, nella loro lingua algonchina, Ganono, che significava canneto, palude, mentre le tribù dei Mohicani chiamavano il fiume Muhluikunnetuk, ovvero fiume che scorre in due sensi, per via del rientro delle maree e delle correnti da parte dell'Oceano, mentre l'isola era chiamata Madanos o Manhattas, che voleva dire isola o isola collinosa, e da cui deriverebbe l'attuale nome di Manhattan.
La colonizzazione europea
Furono proprio gli indigeni Lenape che incontrarono, a bordo delle loro canoe, il primo esploratore europeo ad entrare nella Upper Bay, l'italiano Giovanni da Verrazzano. Quest'ultimo infatti, aveva convinto la corona francese a finanziare una spedizione per esplorare le coste settentrionali del Nuovo Mondo. Si sostiene che lo sbarco avvenne esattamente il 17 aprile 1524https://www.verrazzano.com/la-scoperta-di-new-york/, dopo circa un mese di navigazione lungo le coste orientali del Nord America. Entrando nella baia di New York col suo vascello Florentine, battezzò il sito col nome di Nouvelle-Angoulême, in onore dell'allora re di Francia Francesco I, che apparteneva appunto alla dinastia dei Valois-AngoulêmeRebecca B. Rankin. New York: the World's Capital City, Its Development and Contributions to Progress. Harper, 1948., mentre il fiume, il futuro Hudson, fu inizialmente battezzato Vendôme, in onore della dinastia francese dei Borbone-Vendôme.
Fu lo stesso Verrazzano che descrisse il fiume fin dentro la baia, compresi gli indigeni che incontrò, ornati di piume di uccello e di carattere molto ospitale e allegro. Tuttavia, risalì soltanto per un brevissimo tratto nell'entroterra, battezzato come Terra Francesca, ma si ritiene che l'esploratore non abbia proseguito ulteriormente, ma abbia invece invertito la rotta all'altezza del luogo in cui attualmente sorge il ponte di Verrazzano, dove fece quindi vela di ritorno per l'Oceano Atlantico, per proseguire l'esplorazione verso l'attuale Nouvelle-Écosse (Nuova Scozia).
L'arrivo olandese e Nuova Amsterdam
La corona francese, interessata maggiormente a colonizzare le zone verso Terranova, tralasciò l'insediamento presso questo sito. Fu quindi soltanto quasi un secolo dopo, con il viaggio di Henry Hudson, un inglese al soldo della Compagnia olandese delle Indie occidentali, che l'area venne accuratamente esplorata.
La flotta di Hudson si stabilì nell'attuale isola di Manhattan nel settembre 1609, per poi proseguire lungo il corso inferiore del fiume, che oggi porta il suo nome, arrivando all'interno della regione fino al punto nel quale oggi sorge Albany, oggi capitale dell'intero Stato di New York ; qui gli olandesi, capitanati da Hendrick Christiaensen prima, e da Jacob Eelkens poi, trovando il preesistente avamposto francese del 1540 di Castle Island, vi costruirono un insediamento chiamato Fort Nassau (o Fort van Nassouwen), utilizzato come importante snodo di commercio delle pellicce, poi nuovamente ricostruito nel 1617 col nome di Fort Orange, fino alla zona oggi di lower Manhattan, all'estremità meridionale dell'omonima isola, a cui fu invece dato il nome di Fort Amsterdam. Il primo insediamento olandese quindi, iniziò nel 1613, dove fu decisivo l'intervento del mercante Adriaen Block, che fece ben quattro viaggi dall'Europa tra il 1611 e il 1614, proprio per negoziare i traffici commerciali con i Paesi Bassi.
Il vero e proprio nucleo urbano della futura città invece iniziò nel 1624 col nome Nieuw Amsterdam, in inglese New Amsterdam, mentre l'intera zona fu battezzata Nieuw Nederland, o anche Nova Belgica (Nuovi Paesi Bassi), e l'attuale fiume Hudson fu chiamato Noordern Rivier (Fiume del Nord), poiché costituiva il confine settentrionale del territorio..
Nel 1626 poi, l'area dell'isola di Manhattan venne simbolicamente acquistata agli stessi indigeni, che di contratti ne sapevano ben poco, dall'allora governatore Peter Minuit, in cambio di perline, monili e attrezzi, del valore complessivo e irrisorio di circa cinquanta fiorini (oggi corrisponderebbero a circa mille dollari http://www.nycgovparks.org/sub_your_park/historical_signs/hs_historical_sign.php?id=7712). In realtà, l'acquisto di quelle terre avrebbe dovuto soprattutto tutelare giuridicamente i Paesi Bassi da eventuali rivendicazioni di altri coloni, motivo per il quale il diritto civile olandese fu poi progressivamente adottato da vari governatori americani dell'epoca.
Nel 1638, fu nominato capo della colonia tal Willem Kieft, che cinque anni più tardi (1643) rimarrà coinvolto nella cosiddetta guerra di Kieft, una serie di conflitti con alcuni Lenape che volevano riivendicare i loro territori, ma che furono eliminati nel 1645Edward Robb Ellis. The Epic of New York City. Old Town Books, 1966, pagg. 37-40..
Nel 1643 invece, la cittadina fu governata dall'olandese Peter Stuyvesant, che iniziò una grande opera di sviluppo infrastrutturale e di servizi. Alla colonia venne quindi concesso l'autogoverno nel 1652 e un anno più tardi, il 2 febbraio 1653, alla ormai popolata cittadina di New Amsterdam venne concesso il titolo di cittàEdward Robb Ellis. The Epic of New York City. Old Town Books, 1966. Pag. 57..
Il dominio inglese e la rivoluzione Dopo il 1652, tuttavia, il governatore olandese Stuyvesant impose forti tassazioni agli abitanti, cosicché quando la Corona di Carlo II d'Inghilterra inviò una flotta navale per insiediarsi nelle terre l’8 settembre 1664, questa fu accolta positivamente dalla popolazione.
Nel frattempo, i Padri pellegrini fuggiti dall'Inghilterra nel Nuovo Mondo già a partire dal 1620, per via delle cosiddette guerre di religione, si stanziarono nelle valli settentrionali del fiume Hudson, fondando la cosiddetta Colonia inglese della Virginia. Tuttavia, la loro nave, il Mayflower, riuscì soltanto a raggiungere Capo Cod (oggi entro i confini del Massachusetts) il 9 novembre del 1620, dopo aver navigato in mare aperto per oltre due mesi (circa 64 giorni). Per una serie di motivi diversi, il Mayflower non fu in grado di proseguire la sua rotta verso i territori già esplorati a sud, e così scelse di stabilirsi nei pressi di Cape Cod.
Nel 1664 la città di New Amsterdam fu ufficialmente di dominio inglese, pur avendo ancora una popolazione prettamente olandese e belga. Gli inglesi ribattezzarono la città col nome di New York, in onore di Giacomo II, Duca di York e Albany;Eric Homberger. The Historical Atlas of New York City: A Visual Celebration of 400 Years of New York City's History. Owl Books, 2005. ISBN 0-8050-7842-8 gli olandesi riconquistarono brevemente la città nel 1673, questa volta ribattezzandola New Orange, prima di cedere definitivamente, nel novembre 1674, quando tutto il territorio dei Nuovi Paesi Bassi fu ceduto agli inglesi in cambio delle terre che oggi costituiscono il Suriname, tramite il Trattato di Westminster.
Mano a mano che la colonia di New York cresceva e prosperava, cresceva anche il desiderio di una maggiore autonomia dalla madrepatria. Nel contesto della Gloriosa Rivoluzione che stava interessando l'Inghilterra, Jacob Leisler guidò una serie di lotte che lo portarono ad avere il controllo effettivo della città e delle aree circostanti negli anni dal 1689 al 1691, prima del suo arresto e della sua esecuzione.
Durante il dominio inglese, nel XVIII secolo, New York crebbe in importanza come porto commerciale. La sua popolazione di origine europea aumentava rapidamente, mentre diminuiva la componente rappresentata dagli indigeni Lenape, il cui numero era sceso a circa 200 nel 1700 a causa di guerre ed epidemie. Timeline 1700-1800
Il XVIII secolo vide altresì un notevole avanzamento culturale della città: nel 1735, il processo a John Peter Zenger, editore e pubblicista tedesco, stabilì il principio della libertà di stampa in Nordamerica; nel 1754, per volere di re Giorgio II di Gran Bretagna venne fondato il King's College, che sarebbe divenuto la Columbia University (al giorno d'oggi, una delle più prestigiose università del mondo).
Nel 1741 la città fu interessata da una violenta ribellione degli schiavi, il cui sfruttamento e la cui tratta erano iniziati già nel 1626. Dopo una serie di incendi, in città si diffuse il panico di una ribellione di afroamericani che, in combutta con alcuni bianchi, intendevano dare alle fiamme la città. Nonostante si trattasse per la maggior parte di affermazione senza fondamento, quell'anno 101 neri e 4 bianchi furono incolpati di incendio doloso; i susseguenti processi portarono a 13 condanne al rogo e 22 condanne all'impiccagione.Samuel Eliot Morison. The Oxford History of the American People. Mentor, New York City, 1972. ISBN 0-451-62600-1 La rivolta del 1741 non fu la prima del suo genere: già nel 1712 una rivolta analoga era stata repressa con brutalità portando a numerose esecuzioni capitali.
Nel 1765 il governo inglese promulgò lo Stamp Act, una legge per imporre il pagamento di un'imposta di bollo sul trasferimento di alcuni tipi di documenti; questa misura, unitamente ad altre, contribuì a mantenere attiva una certa forma di dissenso, particolarmente fra i cosiddetti sons of Liberty (Figli della Libertà), un'organizzazione segreta di patrioti che furono protagonisti di schermaglie con le truppe britanniche che stazionavano nella colonia. La promulgazione dello Stamp Act provocò la reazione delle colonie: nell'ottobre del 1765, i rappresentanti della maggior parte di esse si riunirono a New York per lo Stamp Act Congress, che risultò nella stesura di un documento nel quale veniva stabilito che l'atto era incostituzionale.