Biografia Gina Tiossi venne assunta come domestica per accudire l'appartamento all'ultimo piano di viale Duca di Genova 38/A a Firenze, nel quale Eugenio Montale dal 1939 era andato a vivere con Drusilla Tanzi. Quando Montale, nel 1948, venne assunto come redattore presso il Corriere della Sera e si rese necessario il suo trasferimento a Milano, Gina Tiossi accettò l'invito di Drusilla Tanzi a raggiungere la coppia nel capoluogo lombardo, andando a vivere nella loro casa di via Bigli.

Eugenio Montale e Drusilla Tanzi stabilirono la loro residenza nel 1951 in via Bigli al numero 11. Alla morte di Drusilla Tanzi, avvenuta il 20 ottobre 1963, Gina Tiossi rimase al servizio del poeta. Secondo quanto riferito da Domenico Porzio, critico letterario e amico intimo dei coniugi Montale, fu proprio la Tanzi, in punto di morte, a chiedere alla Tiossi di rimanere accanto al poetaDomenico Porzio, Gli anni della Gina, Panorama, 5 ottobre 1981. facendosi promettere che mai lo avrebbe abbandonato.«Fu un compito arduo, logorante, che a poco a poco fece di lei una persona viva nella vita, per la vita di un altro» Giorgio Zampa, E la Gina rimane nell'ombra, Il Giornale, 14 settembre 1981. L'episodio viene ricordato da Montale nella poesia Il mio grillo (v. 12-13) «è per lei che sono qui / dice la Gina»

Nel 1967 Eugenio Montale dovette lasciare l'appartamento«Sono molto abbacchiato perché dovrò lasciare l'appartamento (il boss è tornato) e non so nemmeno se mi convenga restare a Milano o trasbordare a Firenze dove almeno ho il mio cimitero». Lettera di Eugenio Montale a Maria Corti, in: Anna Longoni, Francesca Caputo (a cura di) I vuoti del tempo Bompiani, Milano, 2003, pag. 169. «la figlia del padrone di casa doveva sposarsi» raccontò alcuni anni dopo a Giuliano Dego «e così me ne sono dovuto andare».Giuliano Dego, Il bulldog di legno Intervista di Giuliano Dego a Eugenio Montale, Editori Riuniti, Roma, 1985, pag.16. Nel mese di settembre del 1967 si trasferì con la Tiossi in un appartamento più ampio in via Bigli al numero 15.

Come ricordano amici«Lui camminava ormai a passetti di dieci-quindici centimetri, strisciando veloce i piedi. Io ero andata in Via Bigli a prenderlo per una passeggiatina. Lui scese allegro dall'ascensore con la nazionale accesa fra le labbra, la Gina me lo consegnò per mezz'ora. [...] Io gli detti il braccio orgogliosa di assomigliare alla Gina e ci avviammo per un breve giro». Carla Fracci, Corriere della Sera, 5 maggio 1996. e studiosi«A questo punto è tornata la Gina per dire al “signor Montale” che è giusto farmi dono dell'edizione di lusso dell'opera in versi. Io posseggo già il volume nell'edizione venale di Millenni, e sono grato alla Gina del pensiero. Torna subito dopo con i due volumi nel loro cofanetto». Ettore Bonora, Conversando con Montale, Rizzoli, Milano 1983, pag.124., che hanno avuto il privilegio di frequentare la casa di Via Bigli, Gina Tiossi fu molto di più di una semplice domestica: «potrebbe benissimo esser definita assistente, se non amica, del poeta e della sua compagna e poi moglie Drusilla Tanzi» scrive il critico letterario Cesare Segre «di questa, la Gina era l'occhio vigile, capace di sopperire agli inconvenienti della sua vista difettosa»Cesare Segre, Montale Un Nobel in pantofole tra disegni e correzioni, Corriere della Sera, 3 dicembre 2004, pagina 33..Con il passare degli anni, grazie alle sue doti di correttezza e disponibilità, Gina Tiossi seppe conquistare la piena fiducia della coppia e in seguito alla scomparsa di Drusilla TanziScrive Gianfranco Contini nel ricordare Eugenio Montale nel giorno del suo funerale: «Gina Tiossi, un'intelligentissima toscana di Cavriglia, a cui la Mosca morente delegò l'ufficio della costante protezione. Nella nicchia della sua salvaguardia l'uomo vissuto al cinque per cento, secondo la sua famosa autodefinizione, ottenne da un fisico sempre più minacciato il massimo del suo rendimento». Gianfranco Contini, Addio Eusebio, addio Arsenio, La Nazione, 14 settembre 1981, pag. 3. fu capace di rimanere accanto al poeta con assoluta discrezione e intelligenza.«Da quando perduta la Mosca, sua moglie, egli è rimasto solo, la Gina è divenuta l'indispensabile protettrice del poeta. Senza la sua abnegazione, la solitudine di Montale, cui l'età (è del '96) dà qualche impedimento fisico (la necessità di un braccio di appoggio quando cammina, alcune difficoltà a tavola), sarebbe amara». Domenico Porzio, Con Montale a Stoccolma, Diario di Svezia, con un prologo a Milano e sedici fotografie dell'autore, Milano, Ferro Edizioni, 1976.

"La Gina"«In quegli anni entrò in casa Montale Gina Tiossi, il cui cognome si annullò subito nell'uso più confidenziale del nome.» Giulio Nascimbeni, Montale. Biografia di un poeta, Longanesi & C., Milano, 1986, pag. 101., come veniva chiamata con affetto da Eugenio Montale, accompagnò il poeta a Stoccolma nel dicembre del 1975 a ritirare il Premio Nobel per la Letteratura. Il critico letterario Domenico Porzio, che segui Montale nella capitale svedese, ha scritto di Gina Tiossi un affettuoso e indiretto ritratto nella cronaca minuta del loro soggiorno nel libro Con Montale a Stoccolma.Domenico Porzio, Con Montale a Stoccolma, Diario di Svezia, con un prologo a Milano e sedici fotografie dell'autore, Milano, Ferro Edizioni, 1976.Presso il Fondo Manoscritti dell'Università di Pavia è conservata una copia del libro con dedica dell'autore «alla cara / ed insostituibile / Gina protagonista / visibile e invisibile / di queste pagine / con riconoscenza / Domenico Porzio».

Alla morte di Eugenio Montale, da lei accudito fino all'ultimo istante«Parlai con la Gina che lo assisteva giorno e notte [...] Morì alle 21.30 di quello stesso giorno, un mese esatto prima del suo ottantacinquesimo compleanno, presenti solo la Gina e il medico». Marco Forti, Montale: ritratto milanese in Nuovi saggi montaliani, Ugo Mursia Editore, 1990, pag. 158. presso la Casa di cura San Pio X di Milano, Gina Tiossi si è ritirata a vita privata senza mai rilasciare interviste e rifiutandosi, anche in occasioni importanti quali manifestazioni, convegni e seminari di studi, di raccontare aneddoti circa i suoi anni trascorsi al servizio dei coniugi Montale.

Nell'autunno del 2004, dimostrando una generosità encomiabile in una modesta pensionata, ha donato tutta l'eredità letteraria che il poeta le aveva lasciato al Fondo Manoscritti dell'Università degli Studi di Pavia. Fra i numerosi autografi della donazione, nei quali spicca un album con istruzioni domestiche accompagnate da piccoli disegni, sono stati rinvenuti due quaderni che contengono numerose poesie inedite. Il primo quaderno presenta una nota autografa di lascito «proprietà della Gina» mentre il secondo quaderno reca la scritta autografa «a Gina Eugenio Montale». Il volume che raccoglie le poesie inedite con il titolo La casa di Olgiate e altre poesie è stato dedicato dai curatori a Gina Tiossi.

Gina Tiossi è morta all'età di 91 anni il 28 giugno 2014 nella città di Firenze, dove si era trasferita dopo la morte del poeta, e dove ha vissuto nel più completo anonimato in un appartamento di Via Quintino Sella. Nei giorni seguenti la sua scomparsa il Fondo Manoscritti dell'Università di Pavia ha voluto rendere omaggio alla sua figura pubblicando sulla home page del sito Internet alcune rare testimonianze iconografiche tratte dalla Donazione Tiossi, insieme a un ricordo personale di Maria Antonietta Grignani, Direttore del Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei.

Nella poesia di Eugenio Montale Eugenio Montale parla di Gina Tiossi in alcune liriche: Nel Cortile, Il rondone e Al mio Grillo nella raccolta Diario del '71 e del '72, mentre nella raccolta successiva, Quaderno di quattro anni, Gina Tiossi compare nella poesia Il giorno dei morti e nel terzo e ultimo movimento della lirica Appunti:

Alla poesia Il giorno dei morti, nella quale il poeta descrive la governante intenta a ricordare i propri morti, il critico letterario Franco Fortini ha dedicato un attento studio nel saggio I latrati di fedeltà, pubblicato in occasione dell'ottantesimo compleanno del poeta, evidenziando l'importanza di Gina Tiossi nell'ultima produzione poetica di Eugenio Montale.Per una analisi critica di questo componimento, considerato «tra le migliori poesie del Quaderno di quattro anni» Giorgio Orelli, Tra le ultime poesie in Accertamenti montaliani, Il Mulino, Bologna, 1984, pag. 95-104

Nel lungo processo di svuotamento e di spostamento dei significati, operato dal poeta a partire dalla pubblicazione di Satura, in quella che è stata definita «una sorta di riscrittura a distanza»Francesca D'Alessandro, Claudio Scarpati, Invito alla lettura di Montale, Ugo Mursia Editore, 2004, pag. 178. della propria opera letteraria, la figura di Gina Tiossi si carica di una duplice funzione: da un lato assume il ruolo protettivo che era stato di Drusilla Tanzi, colmando con la sua presenza il vuoto lasciato dalla sua scomparsa; dall'altro la fedele governante viene presentata dall'anziano poeta come portatrice di un sapere arcaico e semianalfabeta, che in antitesi alla cultura borghese,«La jeune fille ha fatto la terza elementare, ma è più intelligente della maggior parte dei letterati che io conosco» dichiarazione di Eugenio Montale a Marco Forti. Marco Forti, Montale: ritratto milanese in Nuovi saggi montaliani, Ugo Mursia Editore, 1990, pag. 155. di cui conosce inganni e disfunzioni, diventa il punto di partenza per una nuova stagione compositiva:

La sua figura «impensabile tra le dantesche Clizia e Volpe»Francesca Ricci, Guida alla lettura di Montale. Diario del '71 e del '72, Carocci editore, Roma, 2005, pag 66.«Gli angeli salvifici del passato sono brutalmente gettati giù dal loro piedistallo [...] Eppure la Gina, il cagnetto Galiffa, la vecchia serva sono, in qualche modo, i loro sostituti: si rovescia la situazione di un tempo: essi sembrano nessuno e si rivelano invece gli unici viventi, portatori di un loro segreto valore». Romano Luporini, Storia di Montale, Editori Laterza, 1896, pag. 241. ha persuaso Gianfranco Contini della necessità di intitolare “alla Gina” il terzo e ultimo ciclo della carriera letteraria e biografica del poeta,«Il terzo periodo – e qui lo zelo di verità mi obbliga a far violenza a un'umiltà da cui spero perdono – è quello della Gina, del resto ben nota ai lettori delle poesie più recenti» Gianfranco Contini, Addio Eusebio, addio Arsenio, La Nazione, 14 settembre 1981, pag. 3. mentre Franco Fortini ha più volte invitato gli studiosi a vedere nella sua presenza, al centro di una realtà limitata alla pura contingenza e privata di un qualsiasi valore epifanico, «la piccola porta apertissima dalla quale è possibile ipotizzare di rileggere l'intera opera montaliana».Franco Fortini, I responsabili di Montale in Nuovi saggi italiani, Garzanti, Milano, 1987.

Tra le poesie affidate da Eugenio Montale alle cure di Annalisa Cima e pubblicate postume, per volontà del poeta dalla Fondazione Schlesinger di Lugano a partire da cinque anni dalla sua scomparsa in plaquettes di sei poesie a cadenza annuale e in seguito raccolte con il titolo redazionale di Diario Postumo 66 poesie e altre, Gina Tiossi compare nella poesia Se la mosca ti avesse vista e nella lirica Un alone che non vedi.

Note

Bibliografia

Enzo Biagi, Cara Gina, non voglio foto, in: La Repubblica, 15 settembre 1981.

Giuliano Dego, Il bulldog di legno. Intervista di Giuliano Dego a Eugenio Montale, Roma, Editori Riuniti, 1985. Marco Forti, Montale: ritratto milanese, in: Nuovi saggi montaliani, Milano, Ugo Mursia Editore, 1990. Franco Fortini, I latrati di fedeltà, in: AA.VV., Letture montaliane in occasione dell'80º compleanno del poeta, Genova, Bozzi, 1977. Giulio Nascimbeni, Montale Biografia di un poeta, Milano, Longanesi & C., 1986. Giorgio Orelli, Tra le ultime poesie, in: Accertamenti montaliani, Bologna, Il Mulino, 1984.