Bovillae (anche nota con le denominazioni corrotte di Bobellae, Rovillae, Buella, Boile, Boville) è un'antica città latina e poi romana che sorgeva a sud di Roma, ed oggi è convenzionalmente identificata con la frazione di Frattocchie del comune di Marino, nella città metropolitana di Roma Capitale, nell'area dei Castelli Romani.

Bovillae era la prima località abitata provenendo da Roma lungo la via Appia: gran parte della sua importanza nel corso dei secoli le fu data da questa posizione importante su una delle strade più trafficate dell'Impero romano. Dopo la distruzione della capitale latina di Alba Longa all'epoca di Tullo Ostilio, ubicata poco lontano dalla città, è attestato che gli albani longani si trasferirono a Bovillae portandovi le istituzioni religiose più importanti dei Latini, che qui sopravvissero durante il primo periodo della dominazione romana. La città, divenuta una delle più fiorenti dell'Agro Romano, venne saccheggiata dai Volsci nel 490 a.C. e iniziò così la sua decadenza: grazie all'onore attribuitole di aver dato origine alla Gens Iulia, attorno al 17 l'imperatore Tiberio istituì a Bovillae il collegio sacerdotale dei Sodales Augustales ("Sacerdoti di Augusto")Publio Cornelio Tacito, Storie, 2, 95 e i Ludi Augustales, solenni giochi in onore di Augusto. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, per secoli il nome della città cadde nell'oblio fino ai primi scavi archeologici eseguiti dall'archeologo Giuseppe Tambroni tra il 1823 ed il 1825, che riportarono alla luce i ruderi del circo, considerato uno dei più grandi di Roma.

Storia

La fondazione

La fondazione della città di Bovillae è avvolta nel mistero. L'ipotesi più accreditata,. ed oggi considerata l'unica attendibile storicamente, è che la città venne fondata come colonia della capitale latina Alba Longa, situata a poca distanza sul crinale orientale del Lago Albano, al tempo del quarto re albano, Latino Silvio.

Un'altra ipotesi, più pittoresca, vorrebbe che la fondazione di Bovillae e la sua denominazione avvenisse in seguito alla fuga di un bue, che doveva essere sacrificato presso il tempio di Giove Laziale a Monte Cavo ed era riuscito a scappare disperatamente prima di morire dissanguato sul sito che poi prese nome di Bovillae. La scomposizione stessa del toponimo infatti sarebbe, secondo i sostenitori di questa ipotesi, una conferma di ciò: "bovis hillae" ("viscere di bue").

Un'ipotesi non trascurabile sull'ubicazione della città al momento della sua fondazione, avallata da numerosi studiosi, è che la città pre-romana e repubblicana sorgesse a sud-est dell'area scavata nel 1823-1825, ovvero in una posizione elevata e non a ridosso della via Appia:. solo in età tardo-repubblicana l'abitato avrebbe iniziato a spostarsi verso la valle, in posizione migliore per i commerci.

La dominazione romana Età monarchica La data convenzionale della distruzione della città di Alba Longa da parte dei Romani, governati dal terzo re di Roma Tullo Ostilio, è il 668 a.C.: in questo anno il Latium vetus, ovvero le quarantasette città confederate nella Lega Latina, furono di fatto assoggettate a Roma che strinse con esse un vincolo sempre più forte fino a soffocare completamente ogni loro autonomia politica.

La popolazione della capitale albana distrutta che non fu deportata a Roma prese a quanto sembra residenza nella colonia di Bovillae, e sempre a Bovillae rinacquero le antiche istituzioni religiose latine delle Virgines AlbanaeAntonia Lucarelli, Boville città dimenticata, in Memorie marinesi, p. 13. o i Pontifices Albani ed i Salii Albani.. L'incremento dell'importanza di Bovillae dopo la caduta di Alba Longa è documentata da due iscrizioni latine rinvenute durante gli scavi del 1826 nel sito archeologico della città: da entrambe le iscrizioni si ricava l'informazione che gli abitanti della città in età monarchica e repubblicana si chiamavano "Albani Longani Bovillenses", fregiandosi della discendenza diretta dalla leggendaria capitale albana.. P.SUFFENATI.P.F.PALMYRONIEQUITI.ROMANO.DECURIALI.SCRIBARIUM.AEDILIUMCURULIUM.LUPERCO.LAURENTI.LAVINATI.FRETARIO.NEAPOLI.ANTINOITON.ET.EVNOSTIDION.DECURIONIIIIIVIRO.ALBANI.LONGANI.BOVILLENSESMUNICIPES.OB.MERITA.EIUS.L.D.D.D. Q.LICINIO.****MODESTIN****LABEONI.XV****FETIALI.CONSUL****PRAEF.AERAR****VIAE.SALARIAE.****PLEBIS.QUASTO****CAE.XVIR.STILITI****SODALI ****ALBANI.[LONGANI.]BOVILLENSES.****

Età repubblicana Nel 489 a.C. Gneo Marcio Coriolano, alla testa di una minacciosa armata di Volsci, assedia e saccheggia numerose città dell'Agro Romano fedeli a Roma, e tra esse Mugillae, antico insediamento collocato a poca distanza da Bovillae presso l'attuale Santa Maria delle Mole, e Bovillae stessa.. Lo storico Dionigi di Alicarnasso. scrive in proposito all'assedio e al saccheggio:

La città di Bovillae, dunque, saccheggiata di tutte le sue ingenti ricchezze dai Volsci, subì probabilmente un periodo di decadenza. Nuova importanza per la città derivò però dalla costruzione della via Appia, opera iniziata nel 312 a.C. per volere del censore Appio Claudio Cieco. Bovillae fu sede di taberna, a metà strada tra Roma e la prima statio, Aricia.

Al termine della travagliata guerra civile tra Mario e Silla (83 a.C. - 82 a.C.), dopo la battaglia di Porta Collina (2 novembre 82 a.C.) e l'ascesa al potere di Lucio Cornelio Silla, venne emanata la lex Sullana, che ordinò la centuriazione e la distribuzione ai suoi veterani delle terre a sud di Roma comprese tra Bovillae, Castrimoenium - l'attuale Marino, di fondazione appunto sillana - e Tusculum. Queste zone erano state la roccaforte dei seguaci di Gaio Mario e poi di Gaio Mario il Giovane, e la scelta di installarvi dei fedelissimi alla nascente dittatura sillana non fu certo una scelta casuale.

Da questo momento storico, inizia il lento declino di Bovillae: Marco Tullio Cicerone, nell'orazione Pro Plancio, dichiara che addirittura nella sua epoca, nel I secolo a.C., a stento un delegato bovillense si presentava alle riunioni religiose della Lega Latina:.

Cicerone doveva conoscere abbastanza bene Bovillae e il suo territorio, poiché suo fratello, Gneo Tullio Cicerone, possedeva una tenuta proprio nel bovillense.. Anche due senatori possedevano fondi presso l'antica Bovillae, tra il IX ed il X miglio della via Appia: essi erano Sesto Tedio e Sestio Gallo, entrambi citati da Cicerone nell'orazione Pro Milone.

Il 20 gennaio 52 a.C. Publio Clodio Pulcro, avversario politico per l'ascesa al consolato di Tito Annio Milone, venne trucidato dai sicari di quest'ultimo in prossimità della taberna di Bovillae, poco lontano dalla propria villa identificata oggi presso la località Ercolano di Castel Gandolfo.Luca Fezzi, Il tribuno Clodio, p. 104. Il corpo di Clodio venne portato a spalla dai suoi sostenitori presso la taberna di Bovillae, dove fu esposto alla pietà popolare prima delle esequie pubbliche che si tennero nel Foro Romano. Il fatto è riferito non solo da Marco Tullio Cicerone nell'orazione in difesa di Milone,. ma anche da altri scrittori di età successiva come Appiano di Alessandria (95 - 165), Quinto Asconio Pediano (I secolo), Velleio Patercolo (19 a.C. - 31) e Cassio Dione (155 - post 229)..

Età imperiale

Nei giorni immediatamente successivi alla morte di Augusto, avvenuta a Nola il 19 agosto 14, un imponente corteo funebre partì dalla città campana e percorse tutta la via Appia verso nord fino a Roma. La salma venne anche esposta a Bovillae, dove i decurioni (una sorta di magistratura civica a base timocratica) la consegnarono agli equites giunti da Roma per portare l'augusto defunto nella Capitale..

Nel 17 d.C. il successore di Augusto nel governo dell'impero romano, Tiberio, ordinò che la dinastia giulio-claudia e la memoria del suo patrigno venisse celebrata a Bovillae, luogo d'origine supposita della Gens Iulia, istituendo i Sodales Augustales ("Sacerdoti di Augusto"). Per questo scopo sorse l'imponente circo, il teatro ed il sacrario della Gens Iulia.

Lentamente, Bovillae andò decadendo: se ne trovano tracce in diversi autori di età imperiale inoltrata, che la menzionano come località lungo la via Appia. Dopo le invasioni barbariche e il sacco di Roma perpetrato dai Visigoti di Alarico I nel 410, le località lungo la trafficata via Appia furono le prime a subire la devastazione e la furia dei barbari. Bovillae, tanto era scaduta d'importanza, non viene menzionata neppure nella donazione dell'imperatore Costantino I alla Cattedrale di San Giovanni Battista di Albano Laziale, risalente, stando alle date ufficiali, al 326.

La decadenza Il periodo medioevale

Opinione comune di molti storici è che la fine di Bovillae sia stata decretata dal saccheggio saraceno dell'846Antonia Lucarelli, op. cit., p. 14., e dalle successive incursioni saracene nell'Agro Romano, che spopolarono i centri più vulnerabili e popolarono altri luoghi più impervi o situati su colli e alture. È infatti proprio nel periodo a cavallo fra X e XI secolo che si hanno le prime menzioni di Marino, centro sviluppatosi su una rupe di peperino a notevole distanza dal mare.

L'ultima menzione di Bovillae, o almeno del luogo che prendeva nome da essa, è contenuta in due atti risalenti al 1024, che riguardano i confini della Massa Camellaria: viene menzionata infatti una grotta o cripta di Buella sulla via Appia..

Durante il pontificato di papa Onorio III (1216-1227), esponente dell'allora potente famiglia Savelli che possedeva i feudi di Castel Gandolfo, Albano Laziale ed Ariccia ed i castelli di Borghetto di Grottaferrata e Castel Savello, è plausibile che la proprietà del territorio bovillense spettasse ai Savelli, poiché lo storico e archeologo Giuseppe Tomassetti. afferma che essi fecero costruire una chiesa ricca di mosaici e pavimenti cosmateschi a Frattocchie: quella stessa chiesa venne in seguito ripristinata dal cardinale Girolamo Colonna nel Seicento e distrutta e ricostruita in forme moderna nel corso del Novecento..

Da allora in poi il territorio bovillense seguì fondamentalmente le vicissitudini del feudo di Marino, a cui divenne nel corso dei secoli legato indissolubilmente, passando sotto la dominazione degli Orsini e poi dei Colonna.

Nel novembre 1347 il territorio bovillense fu percorso dall'esercito di Cola di Rienzo, giunto da Roma per espugnare il castello di Marino dove si erano asserragliati i feudatari Giordano e Rainaldo Orsini: tuttavia, non riuscendo a conquistare quel ben munito castello, decise di ripiegare sull'assedio del piccolo castello di Castelluccia, situato poco più a sud del sito archeologico dell'antica Bovillae.. Così riferisce l'Anonimo Romano nella sua famosa Cronica riguardo all'episodio:Anonimo Romano, Cronica, cap. XVIII.

L'età moderna

Per la sua posizione di passaggio sulla via Appia, ormai ridotta a strada pubblica per Albano Laziale, l'antica Bovillae, oggi nota come Frattocchie, fu più volte attraversata da soldataglie belligeranti di opposte fazioni: nel 1436 fu la volta delle truppe del cardinale comandante pontificio Giovanni Maria Vitelleschi in lotta contro i Savelli ed i Colonna, nel 1485 delle milizie personali dei Colonna e degli Orsini durante la guerra tra papa Sisto IV e Alfonso V d'Aragona, nel 1744 dei soldati austriaci durante la guerra di successione al regno di Napoli.

Papa Urbano VIII nel 1636 fu il primo Papa a villeggiare nel Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo: da allora tutti i pontefici che si recavano nella residenza pontificia non mancarono mai di fermare il loro "treno" - il corteo che partiva da Roma - a Frattocchie per una sosta presso la Villa della Sirena, residenza voluta nel Seicento dal cardinale Girolamo Colonna..