Biografia Contemporaneo e discepolo di IsocrateFozio, Biblioteca, cod. 260, 486b 41., è ricordato da alcune fonti come un autore tragicoDID A 3b 54 TrGF., ma fu, più probabilmente, un sofista o un grammatico. È citato da PlutarcoVit. X Orat., Isocrate., Arpocraziones.v. Δυσαύλης. ed Esichio.

Opera Fu autore di un'opera in sei libri intitolata Τραγῳδούμενα, ossia Argomenti delle tragedie (di cui rimangono solo 32 frammentiIn FGrHist 12.), dedicata ai temi trattati dagli autori tragici greci e ai modi in cui questi avevano utilizzato i miti. In effetti, in questo lavoro, Asclepiade analizzava i miti dei tragici in una narrazione continua, evidenziando le versioni utilizzate e confrontandole a volte con varianti di mitografi più antichi come Ferecide di Atene, senza, comunque, a quanto pare, soffermarsi su una sola versioneCfr. RE:Asklepiades 27.: a quanto sembra, riportava spesso versioni di fonti parallele, epiche e liriche, per ampliare quanto nelle tragedie fosse dato per scontatoCfr. la versione dell'enigma della Sfinge da lui trasmesso in FGrHist, 12, F 7a, che costituisce il fr. 2 W. della Edipodia..

Asclepiade, dunque, forní agli autori successivi materiali mitografici con le varianti, secondo un usus che, a giudicare dai frammenti rimasti negli scoliasti omerici, ispirò mitografi come lo pseudo-Apollodoro, che non a caso lo cita due volte. Note

Bibliografia C. Robert, De Apollodori bibliotheca, Berlin, Dissertazione, 1870, pp. 72–77.

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