Tebe () fu una polis beotica, situata a nord del monte Citerone, che divide la Beozia dall'Attica, ai limiti meridionali della pianura della Beozia. Svolse un ruolo importante nella mitologia greca, luogo delle storie di Cadmo, Edipo, Dioniso e altri personaggi mitici.

Nel periodo miceneo attirò l'attenzione degli invasori dorici. La sua posizione centrale nella piana beotica fece diventare Tebe la polis dominante della Beozia, e sin dall'età arcaica i suoi abitanti cercarono di stabilire la supremazia completa sulle altre città che circondavano o erano nei pressi di Tebe.

Fu quindi la più grande città della Beozia e fu a capo della Lega beotica. Fu una grande rivale di Atene, e si schierò con l'Impero persiano durante la seconda guerra persiana. Con la vittoria nella battaglia di Leuttra nel 371 a.C., Tebe, sotto il comando di Epaminonda, divenne la città egemone greca, riuscendo a sconfiggere Sparta e la lega peloponnesiaca, ma l'età d'oro della polis beotica non durò più di un decennio. Il battaglione sacro di Tebe, un'unità militare d'élite, è noto per esser caduto a Cheronea nel 338 a.C. contro Filippo II e Alessandro di Macedonia. Tre anni dopo, la città si ribellò ad Alessandro, che per punizione la rase al suolo, venendo rifondata dopo la morte del sovrano macedone.

Storia Mitologia

Mito fondativo

Prima della fondazione di Tebe, la Beozia era governata da dei re primordiali: in particolare Beoto figlio di Poseidone e che diede il nome alla regione e Ogigo, sotto il quale si svolse uno dei miti sul diluvio universale greco, sua moglie inoltre si chiamava Tebe, ma diede il nome a una città completamente diversa (Tebe Ipoplacia).

Secondo il mito, che non ha conservato memoria delle età precedenti quella micenea, Tebe sarebbe stata fondata da Cadmo, figlio di Agenore re di Tiro e quindi nipote di Poseidone, giunto dalla Fenicia in cerca della sorella Europa, rapita da Zeus; su consiglio di Apollo Cadmo seguì una vacca sacra fino all'arrivo nella piana beota dove fonderà la città dopo uno scontro con un drago sacro ad Ares e dopo essersi alleato con gli Sparti. La notizia della venuta di Cadmo fu suggerita forse dall'esistenza della "Cadmea", eretta proprio dagli Sparti in onore di Cadmo.

I re di Tebe

A seguito Cadmo sposò Armonia, figlia d'Afrodite ed ebbe 4 figlie e 1 figlio, cedendo il trono al nipote Penteo, inoltre una delle figlie (Semele) venne sedotta da Zeus portando alla nascita di Dioniso. Penteo era un tiranno e tentò di bloccare il culto della divinità, ma costui fece impazzire le donne tebane che si riunirono sul Citerone e divennero Baccanti, che in seguito uccisero Penteo.

Dopo Penteo regnò sul trono Labdaco, che iniziò la dinastia labdacide di cui fanno parte anche i re Laio ed Edipo, il quale cercò di evadere alle profezie ma alla fine uccise il padre Laio e giacque con la madre Giocasta e poi divenne il re della città. I figli di Edipo Eteocle e Polinice si affrontarono per il trono, Polinice fuggì ad Argo dove grazie all'aiuto del re Adrasto coalizzò un'armata con cui assediò Tebe (i famosi Sette), ma alla fine perirono entrambi i fratelli che furono seguiti dallo zio Creonte.Eschilo, I Sette contro Tebe.

A Tebe crebbe l'eroe e semidio Eracle, il quale difese la città contro Orcomeno, in seguito Tebe venne attaccata dagli Epigoni, figli dei Sette che volevano vendicarli e il trono fu usurpato da Tersandro il quale partecipò anche nella Guerra di Troia, ma non la raggiunse mai. L'ultimo re labdacide fu Autesione, il quale si alleò con gli Eraclidi e divenne padre dei diarchi spartani Euristene e Procle. La monarchia di Tebe cadde con Xanto, ucciso da Melanto di Atene.

La mitologia di Tebe è riunita nel corpus detto Ciclo tebano, composto da 4 opere perdute attribuite agli autori Cinetone di Sparta, Antimaco di Teo e forse Omero.

Evidenze storiche

L'epiteto della città era "Tebe dalle sette porte", per differenziarla dalla "Tebe delle 100 porte" in Egitto.Omero, Iliade, libro IX.

Età del Bronzo Sui più antichi abitanti della Beozia, e quindi anche di Tebe, non si hanno dati sicuri. I reperti archeologici mostrano che l'acropoli della Tebe antica, la cosiddetta Cadmea, era abitata già nell'età elladica (III-II millennio a.C.). Sono stati rinvenuti manufatti del XVI secolo a.C. e perfino affreschi, che mostrano contatti di Tebe con la Creta minoica. In seguito Tebe (*Tʰēgʷai) fu un potente centro miceneo, forse uno dei più potenti centri della civiltà, tanto che, secondo Deger-Jalkotzy, il suo nome compare nel tempio funerario di Amenofi III, nella Tebe egizia, segnato in geroglifico come dy-qꜣj-jꜣ-s. La città-stato venne poi abbandonata durante il Medioevo ellenico e fu abitata da Dori ed Eoli, luoghi in cui si sviluppò il dialetto eolico, con lievi influenze da quello doricoAndrew Robert Burn, Storia dell'antica Grecia; traduzione di Filippo Gentili. Milano: A. Mondadori, 1991, Oscar saggi n. 458, ISBN 88-04-41149-X, pp. 51-54.

Finora sono state esplorate solo poche stanze degli edifici del palazzo. Sono stati portati alla luce due complessi edilizi con orientamenti diversi, ma non è chiaro se appartengano a due palazzi diversi e separati nel tempo. Sembra certo che ci siano state in totale tre distruzioni. La prima avvenne nella seconda metà del XIV secolo a.C., verso la fine del Tardo Elladico III A2. È possibile che dopo questa distruzione il primo palazzo sia stato abbandonato e ne sia stato costruito uno nuovo, ma i reperti non sono chiari. Un'altra distruzione avvenne alla fine del periodo Tardo Elladico III B1 (circa 1240/25 a.C.), dopo la quale alcune stanze furono restaurate, mentre altre apparentemente non furono più utilizzate. Alla fine del periodo Tardo Elladico III B2 o della fase di transizione da Tardo Elladico III B a III C (circa 1190-80 a.C.) si verificò una terza distruzione, dopo la quale (alla fine) anche il (nuovo) palazzo fu definitivamente abbandonato. Sebbene gran parte del palazzo non abbia potuto essere studiata a causa delle moderne sovrastrutture, gli scavi effettuati finora hanno portato alla luce numerosi reperti importanti, tra cui un archivio con molte tavolette in lineare B utilizzate per l'amministrazione del palazzo. Un ritrovamento notevole è costituito da 42 preziosi sigilli a rotolo, principalmente mesopotamici (per lo più cassiti) e ciprioti. A questi si aggiungono nove sigilli non incisi e alcuni molto consumati, che non sono più leggibili o identificabili. La maggior parte dei sigilli risale al XV-XIII secolo a.C., ma alcuni esemplari dell'antica Babilonia sono molto più antichi. In origine erano stati conservati in casse di legno al piano superiore e sono stati scoperti in uno strato di distruzione della cosiddetta sala del tesoro. Tuttavia, non è chiaro se questo strato di distruzione corrisponda alla fine del XIIIinizio e XII secolo o a uno precedente, poco dopo la metà del XIII secolo a.C. (alla fine di Tardo Elladico III B1).Molti sigilli erano in lapislazzuli, un materiale estremamente raro in Grecia all'epoca. Anche una serie di elementi decorativi, come perle di lapislazzuli di diverse forme e piccole antemie di lapislazzuli per collane, rinvenuti nella stessa stanza, erano realizzati in lapislazzuli. Almeno i sigilli cassiti, il cui peso complessivo di 496 g corrisponde all'incirca a una miniera dell'epoca, arrivarono probabilmente a Tebe nello stesso periodo. Secondo l'opinione, tra gli altri, della curatrice Edith Porada, potrebbero essere stati un dono del sovrano assiro Tukulti-Ninurta I, che aveva conquistato Babilonia intorno al 1225 a.C. Edith Porada: The Cylinder Seals Found at Thebes in Boeotia. In: Archiv für Orientforschung, Band 28, 1981/82, pp. 1–70. Il dono testimonierebbe i buoni rapporti tra Tebe e l'Assiria, che Porada deduce anche dal cosiddetto trattato di Shaushgamuwa. Si tratta della bozza di una lettera di Tudhaliya IV al re vassallo Shaushgamuwa di Amurru, secondo la quale si doveva impedire che le navi di Aḫḫijawa si unissero ai mercanti assiri nei porti amorrei. Porada non menziona tuttavia che nello stesso documento, che di solito viene datato prima della distruzione di Babilonia, il sovrano di Aḫḫijawa è stato cancellato con una linea orizzontale da un elenco di grandi re considerati di pari rango. La cancellazione è spiegata con una forte perdita di importanza di Aḫḫijawa poco prima del trattato.Gary M. Beckman, Trevor R. Bryce, Eric H. Cline: The Ahhiyawa Texts (= Writings from the Ancient World 28). Society of Biblical Literature, Atlanta 2011, p. 67 ss. In ogni caso, il ritrovamento suggerisce che la potenza di Tebe non era insignificante all'epoca e intratteneva contatti diplomatici di ampia portata.

Alcuni studiosi ritengono che nel XIII secolo a.C. Tebe fosse la potenza dominante in Grecia e che il suo sovrano fosse il re di Aḫḫijawa. Aḫḫijawa è il nome ittita di un impero a ovest degli Ittiti, il cui centro era raggiungibile dall'Asia Minore occidentale solo via mare, che nel XIV e per gran parte del XIII secolo a.C. dominava anche parti dell'Asia Minore meridionale occidentale, in particolare Millawanda (molto probabilmente Mileto). L'opinione prevalente nella ricerca lo identifica ormai con un impero miceneo.Gary M. Beckman, Trevor Bryce, Eric H. Cline: The Ahhiyawa Texts. Society of Biblical Literature, Atlanta 2011, p. 3 ss. A sostegno dell'ipotesi che Tebe ne fosse la capitale, viene addotto, tra l'altro, il fatto che i rappresentanti della Beozia e Peneleo, un tebano, figurano all'inizio del catalogo delle navi dell'Iliade, ma non Micene con Agamennone, e che l'intera flotta salpa da Aulide in Beozia. Tuttavia, l'età del catalogo delle navi è controversa. Anche i sigilli cilindrici mesopotamici sono considerati un'indicazione del fatto che Tebe fosse la potenza dominante di Aḫḫijawa nel XIII secolo a.C. Tuttavia, nella ricerca anche Micene o la regione dell'Egeo orientale intorno a Rodi sono considerate possibili centri dell'Aḫḫijawa/Grecia micenea.The East Aegean-West Anatolian Interface in the Late Bronze Age, Mycenaeans and the Kingdom of Ahhiyawa. In: Anatolian Studies. Band 48, 1998, pp. 33–67.

Tebe come polis La polis di Tebe nacque intorno all'VIII secolo a.C., come le altre città greche, ma non sono note abbastanza informazioni al riguardo. Solo che nel 728 a.C. la città ricevette nuove leggi dal bacchide Filolao di Corinto.Aristotele: Politica 1274a.

Più tardi in Beozia fu costituita, probabilmente per difesa dalle mire espansionistiche di Orcomeno, la Lega beotica, una confederazione che comprendeva inizialmente 13 o 14 città, nessuna delle quali predominava sulle altreCinzia Bearzot, Federalismo e autonomia nelle Elleniche di Senofonte. Milano: Vita e Pensiero, 2004, ISBN 88-343-1113-2. A Tebe la monetazione è documentata a partire dal VII secolo a.C. Attorno al VI secolo a.C. Tebe divenne, all'interno della Lega beotica, la città egemone, ossia la città a cui spettava il comando in caso di guerra. La supremazia tebana minacciava l'uguaglianza effettiva dei membri della lega, suscitando i tentativi separatistici di alcune importanti città della Beozia, in particolar modo di Platea, che cercò fin dal 519 a.C. l'appoggio di AteneMarta Sordi, "Mitologia e propaganda nella Beozia arcaica" in Scritti di storia greca in Marta Sordi, Scritti di storia greca, Milano: Vita e Pensiero, 2002, pp. 271-82, ISBN 88-343-0683-X, ISBN 978-88-343-0683-3.

V secolo a.C.

Alla fine del VI secolo a.C., i Tebani ebbero il primo contatto con gli Ateniesi, che aiutarono il piccolo villaggio di Platea a mantenere la sua indipendenza contro Tebe, mentre sempre gli Ateniesi nel 506 a.C. respinsero un'incursione nell'Attica. L'avversione e la rivalità con Atene spiega l'atteggiamento antipatriottico che Tebe adottò durante la guerre persiane, schierandosi con i Persiani ma rimanendo principalmente neutrale.