La città intelligente (dall'inglese smart city)IATE, Banca dati terminologica multilingue dell'Unione Europea: Città intelligente-Smart city in urbanistica e architettura è un insieme di strategie di pianificazione urbanistica tese all'ottimizzazione e all'innovazione dei servizi pubblici così da mettere in relazione le infrastrutture materiali delle città «con il capitale umano, intellettuale e sociale di chi le abita» grazie all'impiego diffuso delle nuove tecnologie della comunicazione, della mobilità, dell'ambiente e dell'efficienza energetica, al fine di migliorare la qualità della vita e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni.
Le prestazioni urbane dipendono non solo dalla dotazione di infrastrutture materiali della città (capitale fisico), ma anche, e sempre di più, dalla disponibilità e qualità della comunicazione, della conoscenza e delle infrastrutture sociali (capitale intellettuale e capitale sociale). Quest'ultima forma di capitale in particolare è determinante per la competitività urbana.
Il concetto di città intelligente è stato introdotto in questo contesto come un dispositivo strategico per contenere i moderni fattori di produzione urbana in un quadro comune e per sottolineare la crescente importanza delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), del capitale sociale e ambientale nel definire il profilo di competitività delle città, muovendosi verso la sostenibilità e verso misure ecologiche sia di controllo sia di risparmio energetico, ottimizzando le soluzioni per la mobilità e la sicurezza. Il significato dei due assetti (del capitale sociale e di quello ambientale) evidenzia la necessità di un lungo cammino da compiere per distinguere le città intelligenti o smart da quelle con maggior carico tecnologico, tracciando una linea netta tra di loro, ciò che va sotto il nome rispettivamente di città intelligenti e di città digitali.
Il termine smart city è stato utilizzato anche dalle aziende e dalle città come concetto di marketing.
Descrizione Il progetto nasce a livello mondiale, con la città di Rio de Janeiro che svolge il ruolo di pioniere dei primi esempi di implementazione intelligente delle tecnologie al fine di migliorare la vita dei cittadini. In quel contesto si è iniziato a usare l'aggettivo "smart" (2010). L'Unione europea (UE) prevede per la realizzazione delle "città intelligenti" una spesa totale di 12 miliardi di euro in un arco di tempo che si estendeva fino al 2020, nell'ambito del progetto Eu smart city, con lo scopo di stimolare le città e le regioni ad impegnarsi per il miglioramento dell'ambiente cittadino.
Gli investimenti in conto capitale sono volti a finanziare (o quanto meno stimolare) i progetti delle città europee che ambiscono a divenire "smart". Tali progetti sono rivolti all'ecosostenibilità dello sviluppo urbano, alla diminuzione di sprechi energetici ed alla riduzione drastica dell'inquinamento grazie anche ad un miglioramento della pianificazione urbanistica e dei trasporti.
Definizione Una città può essere definita intelligente, o smart, quando gli investimenti effettuati in infrastrutture di comunicazione, tradizionali (trasporti) e moderne (TIC), riferite al capitale umano e sociale, assicurano uno sviluppo economico sostenibile e un'alta qualità della vita, una gestione sapiente delle risorse naturali attraverso l'impegno e l'azione partecipativa. Per l'economista spagnolo Gildo Seisdedos Domínguez, il concetto di città intelligente è basato essenzialmente sull'efficienza, che a sua volta è basata sulla gestione manageriale, sull'integrazione delle TIC e sulla partecipazione attiva dei cittadini. Ciò implica un nuovo tipo di governance con il coinvolgimento autentico del cittadino nella politica pubblica.
Le città intelligenti possono essere identificate (e classificate) secondo sei assi o principali: economia intelligente mobilità intelligente ambiente intelligente persone intelligenti vita intelligente governance intelligente
Questi sei assi si collegano alle tradizionali teorie regionali e neoclassiche della crescita urbana e dello sviluppo. In particolare, gli assi sono basati rispettivamente sulle teorie della competitività regionale, dei trasporti e delle TIC economiche, delle risorse naturali, del capitale umano e sociale, della qualità della vita e della partecipazione dei cittadini nel governo delle città.
Si insiste sul fatto che le smart city sono definite dal loro livello di innovazione e dalla loro capacità di risolvere problemi e l'uso delle TIC migliora queste caratteristiche. L'intelligenza sta nella capacità di risolvere i problemi di queste comunità ed è legata all'uso di tecnologie per risolverli. In questo senso, l'intelligenza è una qualità interiore di ogni territorio, in ogni luogo, città o regione in cui i processi di innovazione sono facilitati dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Ciò che varia è il grado di intelligenza, a seconda della persona, del sistema di cooperazione, delle infrastrutture digitali e degli strumenti che una comunità è in grado di offrire ai suoi abitanti (N. Komninos).
La definizione "città intelligente" tuttavia è ancora un concetto piuttosto confuso e viene utilizzata per finalità che non sempre sono coerenti.
Il dibattito scientifico su questo tema si è sviluppato intorno all'innovazione tecnologica e ai sistemi di gestione di spazi e servizi urbani, prendendo in considerazione dapprima i processi di sviluppo che hanno interessato principalmente l’area tecnologica ed energetico-ambientale, per poi coinvolgere progressivamente nelle analisi anche il miglioramento della qualità della vita e la partecipazione dei cittadini. Si tratta di questioni che, originariamente analizzate da parte delle scienze ingegneristiche hanno progressivamente interessato sempre più altre discipline, quali la sociologia, l’economia e la pianificazione territoriale evidenziando come lo sviluppo di una smart city transiti attraverso la contaminazione dei saperi e delle competenze.
Contesto politico Il concetto di città intelligente, inteso come la prossima tappa nel processo di urbanizzazione, è diventato molto di moda in questi ultimi anni nell'ambito politico, con l'obbiettivo di operare una distinzione tra città digitale e città intelligente. Il suo obiettivo principale è tuttora comprendere il ruolo delle infrastrutture TIC, ma gran parte della ricerca è stata indirizzata anche al ruolo del capitale umano, alla sua formazione, al capitale sociale e relazionale e all'interesse ambientale come importanti fattori di crescita urbana.
L'Unione europea, in particolare, ha dedicato sforzi costanti a elaborare una strategia per realizzare una crescita urbana intelligente per le sue città-regioni metropolitane. Altre istituzioni internazionali e gruppi di esperti credono in una rete cablata, come forma di sviluppo guidata dalle TIC. L'Intelligent Community Forum produce, ad esempio, la ricerca sugli effetti locali della rivoluzione mondiale delle TIC. L'OCSE e il Manuale EUROSTAT di Oslo sottolineano invece il ruolo di innovazione dei settori TIC e offrono un insieme di strumenti informatici per identificare indicatori coerenti, formando così un solido quadro di analisi sull'innovazione urbana ai ricercatori.
A livello mesoregionale osserviamo una rinnovata attenzione per il ruolo delle infrastrutture di comunicazione soft nel determinare le prestazioni economiche. La disponibilità e la qualità delle infrastrutture TIC non sono però sufficienti per definire una città intelligente o smart. Altre definizioni perciò sottolineano il ruolo del capitale umano, l'istruzione e la formazione nello sviluppo urbano. È stato dimostrato, per esempio, che i tassi di crescita urbana più rapidi sono stati raggiunti in città in cui è disponibile una quota elevata di forza lavoro istruita. L'innovazione è guidata da imprenditori che investono in settori e prodotti che richiedono una forza lavoro sempre più qualificata. Poiché non tutte le città sono ugualmente riuscite a investire nel capitale umano creando una forza lavoro istruita, la "classe creativa", nel tempo, si è concentrata spazialmente. Questa tendenza delle città a divergere in termini di capitale umano, attraendo i creativi, ha attirato l'attenzione dei ricercatori e dei responsabili politici. Si scopre che alcune città dotate già in passato di una forza lavoro qualificata sono riuscite ad attirare manodopera più preparata, mentre città che non avevano tali caratteristiche non sono riuscite a farlo. I responsabili politici, in particolare quelli europei, hanno più probabilità di attribuire un peso coerente all'omogeneità spaziale; in queste circostanze il progressivo concentramento urbano del capitale umano è perciò una delle principali preoccupazioni.
Mercato in Italia Secondo l’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato italiano delle Smart City ha raggiunto un valore di 1,03 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto al 2024.
Le principali aree di investimento sono state la mobilità intelligente, pari a circa 220 milioni di euro, senza considerare le soluzioni di sharing mobility e mobilità elettrica, e l’illuminazione pubblica, pari a circa 200 milioni di euro.
Altri ambiti di investimento sono stati lo Smart Government, con 85 milioni di euro e una crescita del 13%, il monitoraggio ambientale e del territorio, pari a circa 120 milioni di euro e in crescita del 10%, e la sicurezza e sorveglianza, con 102 milioni di euro e un aumento del 7%.
Strategia per la realizzazione Una "città intelligente" sfrutta le opportunità che le TIC offrono, un approccio che implica lo sviluppo urbano integrato. Creazione di città d'affari amichevoli, in modo da attrarre nuove imprese. I dati mostrano che le città business-oriented sono, infatti, tra quelle con un soddisfacente rendimento socio-economico. A tal fine, le città possono progettare parchi commerciali come "città intelligenti": Kochi, Malta e Dubai sono alcuni esempi. La capacità di intelligenza locale è legata a quella dell'economia basata sulla conoscenza. L'innovazione e la tecnologia sono i principali motori della crescita e un'intelligenza collettiva della comunità sottolinea l'importanza delle reti; Questo richiede un paradigma di pianificazione pertinente simile al concetto correlato di "città intelligenti" Attraverso lo sviluppo di cluster e ancor più di città intelligenti, è possibile mettere insieme territori per attivare meccanismi di innovazione di dimensioni globali per innovare i loro sistemi e i loro uffici.
Il punto sullo sviluppo delle infrastrutture La definizione smart city o "città intelligente" è centrata sulla "utilizzazione di infrastrutture di rete per migliorare l'efficienza economica e politica e consentire lo sviluppo sociale, culturale e urbano", in cui il termine infrastruttura indica i servizi alle imprese e alla residenza, per il tempo libero, la qualità di vita e le TIC (telefoni fissi e mobili, TV satellitare, reti informatiche, commercio elettronico, servizi internet). Essa porta in primo piano l'idea di una città cablata come il modello di sviluppo principale della connettività e come fonte di sviluppo. La criticità presente nellhigh-tech e nelle industrie creative è caratterizzata nel lungo periodo dalla crescita urbana. Nella ricerca di Richard Florida, lo studioso statunitense che si occupa di creatività e rigenerazione urbana, l'idea di base è che le "professioni creative sono in crescita e che le imprese ora si orientano ad attrarre 'il creativo' ". Mentre la presenza di una forza lavoro creativa e qualificata non garantisce prestazioni urbane, in un'economia sempre più globalizzata e ad alta intensità di conoscenza, questi fattori determinano sempre il successo delle città.
Un approccio alle città inclusive e sostenibili