Lo xamoterolo (in fase sperimentale identificato anche con la sigla ICI 118,587) è un agonista parziale del recettore adrenergico β1. Il farmaco non esercita attività agonista a livello del recettore β2. Il farmaco esercita la sua azione occupando lo stesso recettore della isoprenalina, ma evoca una risposta di entità inferiore. L'effetto del farmaco è duplice: xamoterolo esercita attività agonista in condizioni di riposo (o di minima attivazione simpatica), mentre esercita invece attività antagonista in situazioni di sforzo, e comunque in tutte le condizioni in cui è elevato il tono simpatico, come ad esempio in caso di scompenso cardiaco grave. In corso di trattamento a lungo termine con xamoterolo non esiste evidenza di comparsa del fenomeno di down-regulation dei recettori. Utilizzato in passato il valore terapeutico di questo farmaco al giorno d'oggi è diminuito in considerazione della presenza di farmaci decisamente più sicuri e maneggevoli, quali ad esempio gli ACE-inibitori.

Farmacocinetica Il farmaco è estremamente idrofilo. Per tale motivo nell'uomo solo il 9% circa di una dose somministrata per os viene assorbito dal tratto gastrointestinale. La biodisponibilità orale è quindi piuttosto bassa, aggirandosi intorno al 5%. Verosimilmente per il farmaco si verifica un elevato metabolismo presistemico, probabilmente a livello intestinale. Lo xamoterolo viene metabolizzato, prevalentemente a livello intestinale ed anche nel fegato, attraverso una coniugazione con solfati sull'idrossile in posizione 4. La presenza di epatopatia non altera in modo significativo la disponibilità del farmaco. I prodotti della coniugazione risultano farmacologicamente inattivi.

Le concentrazioni plasmatiche massime vengono raggiunte nei soggetti giovani entro 1 ora circa e nei soggetti più anziani dopo circa 2 ore. L'emivita plasmatica nel volontario sano è di circa 16 ore. Dopo l'assorbimento lo xamoterolo si distribuisce con facilità in tutti i tessuti dell'organismo con un volume di distribuzione allo steady state di 48-60 l (circa 0,64 l/kg), sia nel volontario sano che nel paziente. Il legame con le proteine plasmatiche è molto piccolo, circa il 3%. Poiché il farmaco è fortemente idrofilo, non è in grado di oltrepassare la barriera ematoencefalica. Lo xamoterolo viene invece escreto nel latte materno. La maggior parte del farmaco assorbito viene eliminato in 5 giorni per via urinaria, circa il 94% della dose dopo somministrazione endovenosa e l'8,3% dopo somministrazione orale, in parte grazie ad una secrezione tubulare attiva. Il 4,7% di una dose orale si ritrova nelle urine in forma di estere solfato e il restante 3,6% in forma immodificata.

Usi clinici Il farmaco è indicato nel trattamento della insufficienza cardiaca cronica lieve. Prima di intraprendere la terapia con xamoterolo è necessario stabilire accuratamente la gravità della insufficienza cardiaca. I pazienti adatti alla terapia devono rispondere ai seguenti requisiti: devono essere sintomatici, ad esempio accusare dispnea e/o fatica) nel corso delle normali attività quotidiane, ma non sintomatici a riposo. Non devono manifestare segni di congestione di origine cardiaca (es. edema polmonare, edema periferico, aumento della pressione venosa giugulare, ecc.) e non devono essere in terapia con diuretici se non a basse dosi. In passato il farmaco venne anche utilizzato nel trattamento della ipotensione ortostatica.

Dosi terapeutiche Il farmaco viene usato come sale fumarato, ma le dosi sono espresse in termini di base. La dose consigliata nell'adulto è di 200 mg al giorno per via orale. Tale dosaggio deve essere mantenuto per la prima settimana e successivamente può essere incrementato a 200 mg due volte al giorno. Nei pazienti affetti da insufficienza renale una dose pari a 200 mg al giorno è in genere sufficiente.

Effetti collaterali ed indesiderati Il farmaco è generalmente ben tollerato se i pazienti sono attentamente selezionati, come precedentemente indicato, prima dell'inizio della terapia. In alcuni soggetti tuttavia l'impiego di xamoterolo è stato associato alla comparsa di disturbi gastrointestinali, nausea, vomito, cefalea e vertigini. Rash cutanei, palpitazioni e crampi muscolari sono eventi del tutto occasionali. In una minoranza di soggetti si può verificare broncospasmo, evidentemente da ascriversi all'attività b-antagonista.

Controindicazioni L'uso di xamoterolo è controindicato nei soggetti affetti da insufficienza cardiaca moderata o grave. Anche i soggetti dispnoici a riposo, con edema polmonare o periferico, tachicardia o ipotensione a riposo, ipertrofia miocardica, elevata pressione giugulare, epatomegalia da stasi presentano una controindicazione assoluta al trattamento. Il farmaco è inoltre controindicato in coloro che assumono alte dosi di un diuretico dell'ansa o che richiedono una terapia combinata a base di diuretico dell'ansa e ACE-inibitore per controllare la sintomatologia.

Avvertenze e precauzioni d'uso La somministrazione del farmaco deve essere immediatamente interrotta se lo stato del paziente peggiora: ad esempio se il paziente sviluppa dispnea e fatica. In soggetti con malattie ostruttive delle vie aeree, ad esempio asmatici o bronchitici cronici, il farmaco deve essere usato con estrema cautela, poiché, anche se in misura occasionale, è possibile che si verifichi un aumento della resistenza delle vie aeree.

Note

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