La beclamide è un farmaco che in passato veniva utilizzato nel controllo dei disordini comportamentali in soggetti non epilettici e nelle forme di epilessia tonico-clonica e psicomotoria.
Farmacocinetica Dopo somministrazione per via orale il farmaco viene rapidamente assorbito e distribuito nell'organismo. Il legame con le proteine plasmatiche è del 45-50% L'eliminazione è renale e completa entro 48 ore. Meno dell'1% della dose è escreta immodificata. I metaboliti principali sono la N-(4-idrossibenzil)-3-cloropropionamide (4-idrossibeclamide), l'acido ippurico e l'acido benzoico.
Usi clinici Il farmaco trova indicazione come sedativo ed anticonvulsivante. Fu impiegato soprattutto negli anni 50 per le sue proprietà anticonvulsivanti e nel trattamento delle crisi generalizzate tonico-cloniche. Non ha alcuna efficacia nelle crisi di assenza. Negli anni 90 si è manifestato nuovamente un certo interesse per il farmaco per le sue proprietà psichiatriche come coadiuvante nel trattamento della schizofrenia e nel contenimento dei comportamenti socialmente offensivi.
Controindicazioni Oltre che nel caso di accertata ipersensibilità alla molecola, la beclamide è controindicata nei soggetti affetti da insufficienza epatica.
Effetti collaterali ed indesiderati Il farmaco può causare vertigini, stato di irritabilità nervosa, disturbi della funzione gastrointestinale ed in particolare epigastralgie e perdita di peso. In alcuni soggetti sono segnalati occasionalmente, esantema cutaneo o leucopenia transitoria.
Dosi terapeutiche La beclamide viene somministrata per via orale al dosaggio di 500 mg ogni otto ore.
Note
Bibliografia The Medical Treatment of Epilepsy by Stanley R Resor. Published by Marcel Dekker (1991). ISBN 0-8247-8549-5. Kushner et al., J. Org. Chem. 16, 1283, 1951. D.A. Sime et al., Br. J. Ment. Subnorm. 20, 90, 1974 J. Hoenig et al., J. Am. Med. Ass. 161, 1195, 1956 J. Puech et al., Presse Méd. 70, 1015, 1962
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