Con il gioco delle piastrelle o mattonella, piastra, lastra, pala, gioco delle bianchette (o anche il gioco ufficiale del Palet valdostano.) si indica un insieme di antichi giochi tradizionali europei di lancio mira e di precisione di piccole piastrelle, mattonelle o pietre piatte e regolari in genere.
Diffusione e, anche per questo, per secoli il gioco delle piastrelle fu considerato un gioco pericoloso e per questo spesso interdetto. Di esso si giocano ancora oggi numerose varianti locali: in Francia, in Spagna, in Portogallo, in Inghilterra o in Italia (Valle d'Aosta).
Si gioca principalmente in tre modi: lanciando le piastrelle in direzione di un boccino su di una superficie delimitata, come ad esempio una plancia di legno, o in un campo di gioco di terra battuta, per avvicinarvisi il più possibile. Da questa modalità deriva il gioco ufficiale detto Palet valdostano. oppure il cercare di far cadere un boccino appoggiato su di un cilindro, attraverso il lancio della mattonella. numerose varianti del gioco di tale lancio di precisione potevano avvenire lanciando la mattonella, lastra di pietra o sasso molto sottile, verso una lontana pila di monete o di figurine, dove tutte quelle che si riuscivano a far cadere diventavano proprietà del lanciatore. A volte, in alcune successive e più complesse varianti, la pila di monete o figurine era posta a sua volta su un'altra pietra che si doveva colpire, facendo cadere, vincendo, monete o figurine in prossimità o sopra un oggetto o attrezzo posto sul suolo ognuno di proprietà dei lanciatori. Il lanciatore si aggiudicava, quando tutti avevano tirato la propria lastra, le monete che si trovavano sopra, sotto o a contatto della propria lastra. Da qui il tentativo dei giocatori, destinati dalla sorte a tirare per ultimi, di colpire le lastre avversarie per scompaginare il gioco e sparpagliare le monete quando queste erano già "conquistate" dagli avversari.
Storia Il gioco di mira affonda le sue radici nell'antichità. Omero narra che i suoi eroi mitologici giocassero con dei palet di pietra.. Nei secoli successivi erano diventate usuali anche le scommesse, tanto da interdirlo; ad esempio nel 1319 fu proibito in Francia da Carlo IV, insieme ad altri giochi popolari come i dadi, il tric trac, le biglie e i birilli e in seguito anche Carlo V, Luigi XIV, Luigi XV e Luigi XVI continuarono a imporne il divieto. Anche in altre parti d'Europa ciò avvenne, ad esempio alcuni documenti attestano la proibizione a Poschiavo (nel Cantone dei Grigioni in Svizzera), intorno al 1550, e a Basilea nel 1715.
Compare anche nella lista di giochi a cui avrebbe giocato il gigante Gargantua nel romanzo cinquecentesco omonimo di François Rabelais.
Note
Bibliografia (fonte) Claude Carret et al., Les jeux de palets, Rennes: Musée de Bretagne, 1983. Guy Jumel, Christophe Lamoureux, "Boulistes et paletistes dans l'Ouest de la France: L'identité maintenue” in Gertrud Pfister, Toni Niewerth e Gerd Steins (a cura di), Spiele der Welt im Spannungsfeld von Tradition und Moderne, Sankt Augustin: Academia, volume 1, pagine 430-434, 1996.
Voci correlate Palet valdostano
Collegamenti esterni
Categoria:Giochi da bambini Categoria:Giochi all'aperto Categoria:Giochi antichi Categoria:Sport di squadra Categoria:Giochi di abilità