Il santuario francescano della Verna, situato a pochi chilometri da Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo e diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, all'interno del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, è uno dei più famosi conventi del Casentino e uno dei luoghi più rilevanti del francescanesimo, famoso per essere il luogo in cui san Francesco d'Assisi avrebbe ricevuto le stigmate il 17 settembre 1224. Costruito nella parte meridionale del monte Penna a 1128 metri di altezza, il santuario – destinazione di numerosi pellegrini – ospita numerose cappelle e luoghi di preghiera e raccoglimento.

Origine del nome Come indica il suo stesso nome, il santuario sorse proprio sopra un luogo di culto della antica dea Laverna, questo fatto viene attestato dalla testimonianza di padre Salvatore Vitale, un erudito francescano del Seicento:

L'antico culto pagano della dea Laverna, che dà il nome anche al comune di Chiusi della Verna, era indirizzato come protettrice dei rifugiati, degli anfratti e dei nascondigli, tipici di questo territorio montano; dello stesso significato era l'antico culto pagano del dio della montagna Pen, da cui deriverebbe altresì il nome Appennino e il nome del monte Penna, presso il quale sorge il santuario.

Storia

La fondazione di un primo nucleo eremitico risale alla presenza sul luogo di san Francesco, che nella primavera del 1213 incontrò a San Leo, in Montefeltro, il conte Orlando di Chiusi in Casentino, il quale, colpito dalla sua predicazione, volle fargli dono del monte della Verna che successivamente divenne luogo di numerosi e prolungati periodi di ritiro. Negli anni successivi sorsero alcune piccole celle e la cappella dedicata per volontà di San Francesco alla Vergine degli Angeli, che in sogno gli era apparsa indicandogli il luogo e le dimensioni di questa prima chiesa, che fu costruita tra il 1216 e il 1218.

L'impulso decisivo allo sviluppo di un più grande convento fu dato dall'episodio delle Stimmate avvenute nel 1224 su questo monte, prediletto già da qualche anno dal santo come luogo ideale per dedicarsi alla meditazione. La sua prima cella, di legno e terra, era presso il Sasso spicco. L'ultima visita di Francesco al monte avvenne nel mese di agosto di quell'anno, per un ritiro spirituale ed digiuno di 40 giorni in preparazione per la festa di san Michele. Si fa costruire una cella di legno sopra una scogliera più appartata rispetto al sito della cappella precedente. Presso di essa, il 17 settembre del 1224, mentre era assorto in preghiera, ricevette le Stimmate.

Da allora la Verna divenne un suolo sacro, tanto che Papa Alessandro IV la prese sotto la protezione papale. Nel 1260 fu ampliata e consacrata la chiesa di Santa Maria degli Angeli, alla presenza di san Bonaventura e di numerosi vescovi. Attorno vi sorse un piccolo convento e poco lontano, verso il luogo dell'evento mistico, altre cappelle. Pochi anni dopo l'area venne trasformata con una serie di realizzazioni tutte finanziate dal conte Simone Guidi di Battifolle: nel 1263 fu eretta la Cappella delle Stimmate vicino al luogo ove era avvenuto il miracolo, più tardi affrescata da Taddeo Gaddi, e fu trasformata in una cappella detta della Croce la seconda cella del santo; nel 1264 fu costruito l'oratorio di Sant'Antonio da Padova e forse anche quello di San Bonaventura; intorno al 1267 fu edificato un piccolo convento di cinque celle per ospitare i sacerdoti che officiassero giorno e notte la cappella. Sul monte si formarono quindi due poli: uno intorno alla prima basilica, presso la quale è l'unico ingresso, quello della 'Beccia' e attorno alla quale è il convento vero e proprio, e l'altro intorno alla Cappella delle Stimmate. Gli interventi patrocinati dal conte trasformarono inoltre il luogo in meta di pellegrini, sempre più numerosi tra Duecento e Trecento.

Il costante aumento di fedeli che giungevano al luogo, spinse alla costruzione di una chiesa più grande, quella che sarà la chiesa maggiore dedicata all'Assunta, iniziata nel 1348 su iniziativa del conte Tarlato di Pietramala e della consorte Giovanna di Santa Fiora. La chiesa rimase però incompiuta fino al 1459. Nel corso del Trecento scarsi sono gli sviluppi edilizi, ma alla fine del Trecento si edificò una cappella sul luogo della prima cella di Francesco, dedicata alla Maddalena, sormontata da un'altra cappella, detta del Cardinale perché vi fu sepolto il Cardinale Galeotto di Pietramala, poi intitolata a San Pietro di Alcantara. Nello stesso periodo le cinque celle presso la cappella delle Stimmate risultano fatiscenti e quindi alcuni religiosi cominciarono a non abitarci, tanto che nel 1400 un altro Guidi, Roberto di Battifolle, finanziò la ricostruzione di esse, che però non fu realizzata dai suoi successori.

Nel XV secolo avvenne un cambiamento sostanziale: visti i pericoli di decadenza, nel 1432 Papa Eugenio IV affidò la gestione religiosa del santuario agli Osservanti ed il patronato alla Signoria di Firenze, che la esercitò di fatto attraverso la Corporazione dell'Arte della Lana, che rimarrà a lungo la patrona del sacro monte.A. Giorgi, Cit. in bibliografia, pag. 40. Le cinque celle vennero subito demolite, fu deciso che tutti i religiosi (e non solo cinque) officiassero la Cappella delle Stimmate e verso di essa fu istituita una solenne processione quotidiana tutt'oggi praticata. All'inizio non si intraprendono grandi lavori: nel 1441 venne costruita un'altra cappella a ridosso dell'attuale Corridoio delle Stimmate dal Capitano del Popolo di Firenze Pietro Orsini che era guarito da una paralisi, poi demolita a seguito dei terremoti del 1917 e 1918.

Ma è proprio allo scoccare della metà del secolo che si iniziarono imprese edificatorie che daranno alla Verna l'aspetto ancora oggi visibile: Nel 1450 si ripresero i lavori per la costruzione della chiesa maggiore, della quale si completò il presbiterio nel 1457, e la copertura nel 1459.A. Giorgi, Cit. in bibliografia, pag. 46. Nel 1472 il primitivo convento venne quasi completamente distrutto e fu ricostruito due anni dopo, anche grazie ai finanziamenti dell'Arte della Lana. Vennero realizzati gli edifici attorno al Chiostro della Cisterna ed il grande Refettorio, ancora oggi esistenti.A. Giorgi, Cit. in bibliografia, pag. 43.

Nel 1475 nella chiesa dell'Assunta si eresse la Cappella Niccolini, la prima delle due piccole cappelle neobrunelleschiane, e vi fu collocata la prima terracotta invetriata giunta al Santuario, lAnnunciazione di Andrea della Robbia. Comincia con quest'opera il grande ciclo di "robbiane" eseguite per il Santuario. La scelta di tale tale manufatti per la decorazione del luogo fu dettata da motivi pratici (la loro resistenza al clima rigido e umido, più dei dipinti e degli affreschi), ma anche per motivi simbolici: in un luogo dove si insegna ad amare Sorella Povertà, questi manufatti non sono, in fondo, altro che terra, seppur dipinta e colorata. Nell'ultimo quarto del XV secolo si colloca quindi la grande stagione robbiana della Verna: poco dopo lAnnunciazione, Andrea della Robbia, coadiuvato dalla sua bottega, eseguì il San Francesco e il Sant'Antonio Abateai lati dell'arco trionfale (1475-80 circa),la Natività Brizi nella cappella simmetrica a quella Niccolini, la Crocifissione nella Cappella delle Stimmate (1481), la Madonna della Cintola per l'altare maggiore di Santa Maria degli Angeli (1488)Claudia Tripodi, Le relazioni di Firenze col convento della Verna viste attraverso le famiglie committenti dei Della Robbia, in Altro monte non ha più santo il mondo: storia, architettura ed arte alla Verna fra il XV e il XVI secolo..., Cit. in bibliografia, Firenze, 2014, pag. 159., lAscensione per quello di Santa Maria Assunta (1485-90 circa), le pale per il tramezzo della chiesa 'minore' (190-93 circa).

Nel 1480 venne aggiunta, sulla scogliera delle Stimmate, la Cappella di San Sebastiano, mentre nella volta della chiesa maggiore si aggiunse nel 1495 lo stemma dell'Arte della Lana, simbolo concreto del patronato fiorentino, e l'anno dopo, un portico all'esterno, davanti alla facciata e sul fianco. La chiesa sarà completata più tardi, nel 1509.

In via di completamento la chiesa maggiore e decorati molti ambienti aperti ai fedeli, si provvide alla decorazione del convento, chiamando nell'anno 1500 Gerino Gerino, insieme ad uno o forse due pittori suoi collaboratori, ad affrescare tondi con Santi e beati dell'Ordine francescano nei corridoi del dormitorio.Gerino da Pistoia alla Verna.., Cit. in bibliografia, 2007; L'arte di Pietro Perugino e la Verna, Cit. in bibliografia, 2023. Tra 1511 e 1514 il Conte Francesco di Montedoglio fece realizzare una cappella che ospitò una Pietà e Santi eseguita da Santi Buglioni e dai suoi aiuti tra 1525 e 1532 circa e che più tardi fungerà da ingresso del Corridoio delle Stimmate. Nel 1519-20 venne costruita una cappella dedicata al beato Giovanni sul luogo del faggio sotto il quale il religioso soleva pregare, abbattuto l'anno precedente.

Nel 1549 Cosimo I ed Eleonora di Toledo intervennero nel Santuario per far edificare la Foresteria interna e l'Infermeria e Spezieria, attorno a quello che è oggi il cosiddetto chiostro vasariano. Tra 1578 e 1580 si costruì il Corridoio delle Stimmate, al fine di rendere più agevole l'accesso e le processioni alla Cappella delle Stimmate, anche in condizioni meteorologiche avverse. Fu affrescato subito dopo la costruzione, ma la decorazione deperì molto rapidamente. Tra 1580 e 1581 furono costruite la Cappella della Penna e quella Loddi della Rocca, e poco dopo, nella chiesa maggiore arrivò nel 1586 il grande organo, e nel 1588 i Niccolini aggiunsero un altare dedicato a San Francesco alla parete destra, dove sarà realizzata la Cappella delle Reliquie. Nel 1593 la costruzione di alcune celle sopra la Cappella della Croce attesta la ripresa della pratica dell'eremitaggio. Nel 1597 venne istituita da Bartolomeo di Giovanni del Capinera e da altri fiorentini la Confraternita dei Benefattori di Firenze che per lungo tempo si recherà in processione ogni anno al Santuario e che tanta importanza avrà in termini di elargizioni e finanziamenti. È un loro importante dono il Parato della Pentecoste, oggi al museo, forse portato al Santuario proprio in questo periodo.

Nel primo Seicento si ebbero alcuni interventi nella chiesa maggiore: nel 1601 si realizzò la Cappella Ridolfi, dove venne trasferita la pala robbiana con lAscensione che era all'altare maggiore, e nel 1604 venne fondato da Cristoforo Montini un altare dedicato all'Assunta sulla parete sinistra, poi divenuto di Sant'Antonio da Padova. All'esterno del Santuario, nel 1602 è attestata la costruzione della Cappella degli Uccelli, sulla strada che sale dalla Beccia, dove più tardi, nel 1612, si provvide a costruire, da parte dei Benefattori di Firenze, un ospizio per le donne. In questi anni, precisamente nel 1607, si colloca la visita di Jacopo Ligozzi, che con i suoi disegni, tradotti poi in incisioni, dette un importante contributo alla realizzazione della Descrizione del Sacro Monte della Verna del 1612, scritta dal Padre Lino Moroni, praticamente la prima guida illustrata del luogo.Lucilla Conigliello, Jacopo Ligozzi pittore e La Verna, in Altro monte non ha più santo il mondo, cit. in bibliografia, 2018, pagg. 195-207.