Lisola d'Elba è un'isola situata tra il canale di Piombino a est, a circa 10 chilometri dalla costa, il mar Tirreno a sud e il canale di Corsica a ovest.
È la più grande delle isole dell'arcipelago toscano e la terza più grande d'Italia (). L'Elba, assieme alle altre isole dell'arcipelago (Pianosa, Capraia, Gorgona, Montecristo, Giglio e Giannutri), fa parte del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano. Amministrativamente è suddivisa in sette comuni facenti parte della provincia di Livorno.
Geografia fisica
L'isola d'Elba è la più estesa porzione rimanente dell'antico tratto di terra emersa che collegava la penisola italiana alla Corsica, dopo le altre isole dell'Arcipelago Toscano. Le coste settentrionali sono bagnate dal Mar Ligure, quelle orientali dal Canale di Piombino, quelle meridionali dal Mar Tirreno e quelle occidentali dal Canale di Corsica. Dal Monte Capanne, la vetta più alta dell'isola, in determinate condizioni atmosferiche è possibile osservare tutta la costa dalla Liguria (Riviera di Ponente) al Lazio (Monti della Tolfa), assieme alle Alpi Apuane, alle Colline Metallifere con le Cornate di Gerfalco e il Poggio di Montieri, al Monte Amiata e alle montagne dell'intera Corsica. Il terreno è molto vario, e diviso in più parti a seconda della sua conformazione e dell'era geologica in cui si è formato: La parte montuosa e più recente, a ovest, è dominata al centro dalla dorsale monzogranitica del Monte Capanne (1 019 m s.l.m.), creatasi circa 11 milioni di anni fa tramite un sollevamento sottomarino; al suo interno si trovano intrusioni di granito porfirico e ofiolite. Essa comprende il Monte Perone, il Monte Maolo, Le Calanche, Le Filicaie, il Monte Tiratoio, il Monte Capanne, il Monte Corto, La Galera, La Tavola, La Tabella, il Monte di Cote, La Stretta, il Monte Giove, La Grottaccia, il Colle Popoino, il Masso dell'Aquila e il Masso dell'Omo. Rilievi minori sono Le Mure, Il Santo, Colle di Tutti, Monte Cenno, Monte Coccaro, Monte Orlano, Monte Schiappone, Collica, Monte dei Pradi, Serra Baccellaia, Pente Mala, Poggio dei Persi, Monte Stello, Monte Turato, Pietra Acuta, Colle al Boio, Pietra Grossa, Pietra Murata, Poggio di Capepe, Masso alla Guata, Colle alla Casa, Colle alla Gatta, Serra all'Erbitro, Le Bocche, Serrapinelli, Serraventosa, Le Grottarelle, Le Macinelle, Colle di Guglielmo, Col di Paolo, Collaccio, Campitini, Colle di Villano, Piane alla Sughera, Forca, Monte Castello, Castiglione di Campo, Crino di Montecristo, Crino delle Puntate e il Papa. In tale settore scorrono numerosi corsi d'acqua a regime stagionale, localmente detti uviali (dal latino alluvialis o pluvialis), come l'Uviale di Capepe, l'Uviale di Patresi e l'Uvial Secco presso Marciana. La Valle di Pomonte è la più estesa dell'isola. Al centro si estende un tratto prevalentemente pianeggiante, interrotto dai bassorilievi calcarei di Monte Orello, Colle Reciso, Monte Petriciaio, Monte Barbatoia, Monte Tambone, Monte San Martino, Castiglione di San Martino, Colle di Santa Lucia, Monte Còcchero, Serrone delle Cime, Monte Poppe, Monte Fabbrello, Monte Puccio, Monte Tàbari e Monte Càfferi. La larghezza, in tale settore, si riduce a soli 4 km; il territorio è solcato da piccole valli definite tompe o botri. Sono presenti alcuni ampi golfi, come quelli di Lacona (presso cui si ergeva la formazione rocciosa dell'Omaccio), di Campo, di Procchio e della Biodola, con spiagge dalla sabbia fine. A est si trova invece la parte più antica dell'isola, formatasi più di 400 milioni di anni fa. In quest'area collinare, caratterizzata da rocce scistose e calcaree e inframezzata da avvallamenti detti vallecchie o vallécchiere, si trovano i seguenti rilievi: al centro Cima del Monte, Monte Arco e Monte Fico; a sud Monte Calamita e Poggio Turco; a nord Monte Giove, Monte Serra, Monte Capannello, Monte Strega, Monte Peritondo, Monte Grosso, Monte Gorgoli, Monte Calendozio e Monte Sassera. In questi ultimi due settori si trovano i giacimenti di ferro che resero famosa l'Elba in tutta l'area mediterranea. Nell'isola d'Elba - definita in passato Piccola Trinacria per la sua conformazione geograficaVincenzo Garelli, Delle colonie penali dell'Arcipelago Toscano, Genova 1865. - si trova un settore del litorale occidentale chiamato Costa del Sole, una delle zone più frequentate dai turisti per la bellezza delle spiagge. Un famoso panorama dell'isola è chiamato I Tre Laghi almeno dal 1941, in quanto sono visibili i golfi della Biodola e del Viticcio insieme al retrostante Canale di Piombino. Il versante orientale dell'isola, denominato Costa che brilla, è caratterizzato dalla presenza delle ex miniere di ferro, con particolari e uniche caratteristiche di brillantezza e di colori in tutto l'ambiente circostante, e in particolar modo alle spiagge, bellissime in quanto ancora poco frequentate da turismo di massa. Notevole importanza rivestono alcune aree umide come quelle di San Giovanni, Le Prade e Mola; non più esistenti sono quelle di Marina di Campo e Procchio, classificate come «zona malarica» sino agli inizi del XX secolo.
Idrografia Dai maggiori rilievi dell'isola scendono numerosi corsi d'acqua a regime torrentizio, i quali raramente superano i 3 km. Durante il periodo estivo, quando le precipitazioni si riducono al minimo, risulta frequente che quelli di minore lunghezza e portata si secchino, lasciando il letto asciutto. I più importanti, ordinati per lunghezza, sono: Fosso di San Francesco, 6,5 km; Fosso Barione, 5,1 km; Fosso di Redinoce, 2 km Ai piedi del Monte Capanne, in una vallata presso il paese di Poggio, è presente una sorgente chiamata Fonte di Napoleone (un tempo Fonte dell'Acquaviva) che viene utilizzata dai cittadini e imbottigliata dalla fabbrica omonima con il logo del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano. A breve distanza si trova il Fosso dell'Acquitella.
Geologia
Il settore orientale dell'isola ospita giacimenti di ematite che rappresentarono una delle massime riserve di ferro del Mediterraneo antico. Si ritrovano anche filoni di pirite, limonite, ilvaite (minerale che prende il nome da quello latino dell'isola, Ilva), malachite, cuprite, azzurrite, crisocolla, aragonite, eritrite, fluorite e quarzo prasio.
Il settore occidentale, costituito dall'enorme cupola monzogranitica del Monte Capanne - roccia magmatica che a sua volta si divide in tre distinte tipologie (facies di Sant'Andrea, facies di San Francesco e facies di San Piero) - presenta importantissimi filoni pegmatitici (contenenti tormalina con la variante definita celleriite dal 2021, berillo, granato, petalite, pollucite, heulandite) localizzati nel circondario di San Piero in Campo e Sant'Ilario in Campo, da cui provengono tra l'altro i cosiddetti Quattro Evangelisti. Su tutto il Massiccio del Capanne si trovano formazioni rocciose dette cote, tozze e pinzaloni, modellate da millenni di erosione idroeolica; queste formazioni, in passato, fungevano da delimitatori del confine montano dei pascoli. Tra esse Pietra Acuta, Pietra Murata, Sasso Pinzuto, Tozza al Pròtano, Cote Lupo, Cote Pinzuta, Cote Rondine, Cote Tonda.Silvestre Ferruzzi, Formazioni rocciose dell'Elba occidentale, Capoliveri 2019.
A partire dal XIX secolo la geologia dell'Elba è stata analizzata da numerosi mineralogisti, tra cui Ottaviano Targioni Tozzetti, Raffaello Foresi, Luigi Celleri, Antonio D'Achiardi, Giovanni D'Achiardi e Piero Aloisi.
I maggiori rilievi dell'isola sono: Monte Capanne (1 019 m) Monte di Cote (950 m) Monte Giove (855 m) Cima del Monte (516 m) Monte Orello (377 m) Monte Grosso (348 m)
Clima Il clima dell'isola presenta prevalentemente caratteristiche mediterranee, fatta eccezione per il Monte Capanne dove gli inverni tendono a essere moderatamente freddi. Le precipitazioni sono concentrate nel periodo autunnale e risultano essere abbastanza contenute. Il vento più frequente risulta essere lo scirocco caratterizzato da un elevato tasso di umidità; degno di nota è stato il vento di ponente del 12 gennaio 2016, che sul Monte Perone ha toccato 136 chilometri orari. Relativamente frequenti sono le trombe marine; la più grande è datata al 18 agosto 1979, nello specchio di mare antistante Marciana Marina. La neve compare regolarmente sui rilievi del Monte Capanne dalla fine di dicembre alla metà di marzo; tra le nevicate più copiose si ricordano quelle avvenute il 28 febbraio 1932, il 9 febbraio 1983, il 3 gennaio 1985, il 28 dicembre 1996, il 30 dicembre 2005, il 26 dicembre 2008, il 19 marzo 2010, l'11 febbraio 2012, il 6 febbraio 2015, il 14 gennaio 2017, il 26 febbraio 2018, il 26 marzo 2020, il 13 febbraio 2021 e il 23 gennaio 2023. Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi di temperatura che si registrano a Portoferraio.
Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno Temperatura massima media (°C) 12 13 14 16 21 24 27 27 25 20 15 13 18,9 Temperatura minima media (°C) 8 9 10 12 16 19 22 21 19 15 10 8 14,1 Piogge (mm) 61 53 51 47 28 24 13 30 51 82 86 69 595
Alluvioni 31 ottobre 1899 «Il 31 ottobre anno decorso una meteora singolarissima per gli speciali fenomeni che la accompagnarono si risolveva in una violenta alluvione sul culmine del Monte Capanne (...). L'alluvione durò per ben due ore, rovesciando tale e tanta acqua che a memoria d'uomo non si ricorda l'uguale. I torrenti che hanno origine dall'indicato monte e dagli altri contigui cioè delle Calanche, Monte Maolo e Monte Perone si gonfiarono in un tratto raccogliendo così enorme massa d'acqua da trasbordare non solo dal loro antico alveo, ma da invadere le vallate a notevole altezza, cagionando rilevanti danni alla viabilità ed opere di arte, e rimanendo interrotto il transito ai veicoli ed agli abitanti dei due paesi di Marciana e Poggio.»Archivio Storico di Marciana, Lavori pubblici e sussidio strade, anno 1902. 9 novembre 1907 «(...) è stato un disastro immenso (...) quale mai non si è visto nell'isola d'Elba. Nel momento in cui parlo, vi sono dei luoghi che sono rimasti senza conduttura di acqua potabile e senza alcuna strada di accesso. Molte case sono distrutte. Molte minacciate.»Dario Cassuto in Atti parlamentari della Camera dei Deputati. 4 settembre 2002 I Comuni più colpiti furono quelli di Marciana, Marciana Marina e Campo nell'Elba. 7 novembre 2011 I maggiori danni si ebbero nel territorio comunale di Campo nell'Elba. 13 febbraio 2025 Per circa due ore Portoferraio è stata coinvolta in una disastrosa alluvione.
Flora e fauna