Le automotrici FS , note anche come , furono prodotte tra il 1956 e il 1963 dalla FIAT Sezione Materiale Ferroviario di Torino e fanno parte della prima generazione del gruppo , che comprende anche la serie , prodotta quasi contemporaneamente dalla Breda di Milano....

Con le automotrici furono costruite le rimorchiate .

Costruzione La serie 1400, prima della famiglia , fu prodotta dalla FIAT Sezione Materiale Ferroviario di Torino in 80 unità comprendenti..: i prototipi , ordinati nel 1955 e consegnati nel 1956, 1957 e 1958; la sottoserie , suddivisa in due gruppi comprendenti le unità: • 1404-1430, ordinate nel 1957 e consegnate tra il 1958 e il 1959, • 1431-1470, ordinate nel 1959 e consegnate tra il 1959 e il 1960; la sottoserie , ordinata nel 1961 e consegnata nel 1963. A queste si affiancarono le 4 rimorchiate Ln 68.1401-1404, ordinate nel 1954 e consegnate nel 1957, e le 28 rimorchiate pilota Ln 664.1405-1432, ordinate nel 1957 e consegnate nel 1959..

Il prezzo d'acquisto convenuto all'epoca con le Ferrovie dello Stato (FS) fu di 39 milioni di lire per le automotrici e di 19 milioni di lire per le rimorchiate..

Caratteristiche Le hanno una capacità di 68 posti a sedere, di cui 8 di prima classe, e sono mosse da due motori Diesel con potenza di taratura di ciascuno, che permettono una velocità massima di La velocità massima effettiva con i cerchioni a metà usura è di 114 km/h. Cf . e un'autonomia di circa ...

Le automotrici possono essere pilotate dalle rimorchiate Ln 664.1400 e sono atte al comando multiplo in doppia trazione..

Differenze dai prototipi

Le unità 1404-1430 si differenziano dalle automotrici prototipo per alcune modifiche al telaio, per la sostituzione dei finestrini a cremagliera con altri di tipo più moderno e per le prese d'aria di alimentazione dei motori, spostate sulle fiancate all'altezza dei finestrini dalla posizione originale in due rialzi sul tetto in prossimità degli scarichi..

Sulle unità 1431-1470 furono introdotte ulteriori piccole modifiche, come l'aggiunta degli appoggi per il sollevamento della cassa.

La sottoserie 1471-1480 subì una modifica più sostanziosa che vide la sostituzione del passaggio di servizio scoperto delle unità precedenti, costituito da una piccola porta frontale corredata da una predella ribaltabile e una coppia di mancorrenti, con un intercomunicante integrale con il mantice contenuto in un vano ricavato nella cabina di guida e celato da una porta frontale a doppio battente.

Motore e trasmissione Per la serie 1400 fu adottato il motore Diesel a sei cilindri a iniezione diretta FIAT 203 S sovralimentato con la turbosoffiante Brown Boveri (cilindrata , potenza nominale UIC , potenza di taratura FS )., che derivava dal robusto tipo FIAT 203, adottato per l'autocarro FIAT 682 N e, fino ai primi anni sessanta, montato anche su centinaia di autobus...Preferito al più moderno tipo montato sulle automotrici per i citati motivi di economicità d'acquisto e di manutenzione. Cf Domenico Molino, Miniautomotrici per la Sicilia, in I treni, 28 (2007), n. 294, p. 18..

I due motori di trazione sono sistemati longitudinalmente sull'asse di mezzeria nella parte centrale del sottocassa. La trasmissione del moto alla sala motrice di ciascun carrello avviene per mezzo dei seguenti organi meccanici...: giunto idraulico e frizione a secco, integrati nel gruppo motore; albero di trasmissione tra frizione e cambio; cambio di velocità a cinque marce; albero di trasmissione tra cambio e ponte; ponte riduttore con invertitore di marcia.

Il giunto idraulico o "volano fluido", strettamente derivato da quello che equipaggiava le automotrici RALn 60 e ALn 990, consente la trasmissione della coppia motrice agevolando e rendendo più dolce l'avviamento, preservando al contempo la frizione da un eccessivo logoramento.

La frizione del tipo monodisco a secco è posta immediatamente a valle del giunto idraulico e interviene all'atto del cambio delle marce.

Il cambio è lo stesso progettato nel 1949 per le automotrici RALn 60, decisamente sovradimensionato per le esigenze delle 1400, ma proprio questa caratteristica, unita ai perfezionamenti tecnologici intervenuti nel corso degli anni, gli consentì di essere impiegato anche con le successive serie, equipaggiate con motori di maggior potenza a partire dal 1975.

Si tratta di un cambio meccanico a cinque rapporti con ingranaggi sempre in presa e sincronizzazione delle marce per mezzo di manicotti scorrevoli con innesto a denti, azionati da forcelle a comando elettropneumatico.

I rapporti del cambio di velocità sono 5,37 in prima marcia, 3,40 in seconda, 2,01 in terza, 1,27 in quarta e 1,00 in quinta.

Il ponte riduttore, sistemato sull'asse interno di ciascun carrello secondo il rodiggio (1A)(A1), è costituito da un complesso di ingranaggi cilindrici e conici e da un manicotto scorrevole che permettono di ottenere la marcia bidirezionale; il senso di marcia viene stabilito con un attuatore elettropneumatico comandato a distanza dai contatti dell'inseritore generale del banco di manovra.

Carrelli

I carrelli, derivati direttamente da quelli delle "automotrici ferroviarie sperimentali" L101, L102 e L103 (AFS) costruite dalla FIAT nell'anteguerraCf capitolo Automotrici ferroviarie sperimentali, in ., sono a struttura scatolare con molle elicoidali e guidaboccole prismatici nella sospensione primariaPer sospensione primaria si intende quella tra ruote e carrello. e molle a balestra bipartiteLe balestre furono poi trasformate da bipartite a tripartite con l'aggiunta di un terzo ordine di molle. nella sospensione secondariaPer sospensione secondaria si intende quella tra cassa e carrello., soluzione considerata all'epoca del tutto normale...

Analogamente alle coeve , e , la cassa dell'automotrice appoggia sui carrelli per mezzo di rulli sistemati alle estremità della traversa oscillante, a cui è collegata con un perno di trascinamento a snodo sferico posto sulla mezzeria..

La traversa oscillante, appoggiata sulle molle a balestra della sospensione secondaria, riceve gli sforzi di trazione e frenatura per mezzo di due bielle collegate al telaio del carrello da parti opposte e li trasmette alla cassa tramite il giunto di collegamento a nodo sferico.

I carrelli delle prime trenta furono equipaggiati con sabbiere e tubi lanciasabbia sulle ruote esterne, che vennero presto eliminate vista la scarsa utilità e le buone condizioni di aderenza sia in trazione che in frenatura.

L'impianto dei freni comprende un cilindro per ciascuna ruota, che sui prototipi azionava tramite un apposito leveraggio quattro ceppi in ghisa, uno per ruota; l'azione frenante fu però migliorata con l'applicazione di un secondo ceppo per ogni ruota a partire dalla prima unità di serie, la .

Su ciascun carrello agisce inoltre il freno a mano di stazionamento, azionabile dalla corrispondente cabina di guida.

Il passo rigido del carrello è di ; il diametro delle ruote a nuovo e al massimo dell'usura varia da 920 a sulle automotrici di serie e da 910 a sui prototipi .

Cassa e arredamento interno La sistemazione dei motori nel sottocassa permise una maggiore razionalizzazione dello spazio rispetto alle automotrici dei gruppi precedenti: grazie a questa disposizione le offrono infatti solo quattro posti in meno rispetto alle e, pur con l'aggiunta del bagagliaio e l'adozione di una distanza tra i sedili leggermente superiore, sono lunghe circa due metri e mezzo in meno; per contro le cabine di guida sono più anguste, ma completamente libere dall'ingombro del cofano del motore.

Il telaio della cassa deriva dalle automotrici dell'immediato dopoguerra, dalle quali riprende il pavimento "non cooperante" ai fini della resistenza a compressione sui respingenti, composto da vari pannelli metallici che vanno a riempire i vuoti tra longherine e traverse, alcuni dei quali costituiscono le botole necessarie per la manutenzione degli organi sistemati sul dorso dei motori..

L'allestimento interno, identico a quello dei prototipi , comprende i seguenti ambienti: cabina di guida anteriore; bagagliaio con due saracinesche laterali; sezione di prima classe costituita da un modulo di con otto posti su sedili ricoperti in velluto sistemati secondo lo schema 2+2; sezione di seconda classe separata dalla prima classe con una paretina sprovvista di porta e costituita da due moduli e mezzo di con venti posti su sedili sistemati secondo lo schema 2+2 e il mezzo modulo restante occupato dalla ritirata; vestibolo di salita centrale con due porte a libretto a comando pneumatico per ciascun lato, tre strapuntini e accesso alla ritirata; ambiente di seconda classe costituito da cinque moduli di con quaranta posti su sedili sistemati secondo lo schema 2+2; cabina di guida posteriore.

L'arredamento delle , il più spartano di tutte le serie che seguirono, è caratterizzato da bagagliere trasversali poste sopra i sedili, che contribuiscono con l'illuminazione a lampade a incandescenza a rendere l'ambiente poco luminoso, e da sedili imbottiti in gommapiuma privi dei poggiatesta e sormontati da una semplice paretina para aria.

La confortevolezza dell'ambiente è ulteriormente peggiorata dalla presenza nel pavimento delle botole per l'ispezione degli organi meccanici che, oltre a rappresentare una fonte di rumore, contribuiscono a indebolire la struttura del veicolo che dopo poco tempo dovette essere rinforzata.

Sulla sottoserie le antiestetiche bagagliere trasversali furono sostituite con il tipo longitudinale, anticipando la soluzione adottata dalla serie 1500 in avanti.

I prototipi e la sottoserie nacquero con una semplice intercomunicazione di servizio sulle testate, la cui piccola porta frontale fu sempre fonte di disagi per il personale di macchina a causa degli spifferi di aria fredda che, unitamente al riscaldamento insufficiente, rendevano l'ambiente di guida piuttosto freddo nella stagione invernale; per contro l'assenza dei mantici rendeva la cabina di queste macchine la migliore come visibilità.

Cabina di guida

L'esiguo spazio a disposizione delle cabine di guida poste alle estremità dell'automotrice fu sfruttato in modo razionale disponendo a sinistra il banco di manovra, al centro la porta di intercomunicazione (sulle unità 1401-1470) o il vano per il mantice (sulle unità 1471-1480) e a destra il posto per l'aiuto macchinista e il casellario per il messaggere postale..

Il posto del macchinista è equipaggiato con il rubinetto del freno tipo Westighouse a cinque posizioni, posto a sinistra del banco di manovra che riunisce tutti gli altri comandi e gli strumenti di controllo per l'automotrice pilota e l'unità accoppiata in comando multiplo.

Il banco di comando è dotato del combinatore di manovra brevettato dalla FIAT, che integra in una sola leva i comandi del cambio e dell'acceleratore e agisce automaticamente sulla frizione nel passaggio tra una marcia e l'altra.

Organi di accoppiamento Le sono equipaggiate con i normali organi di trazione e repulsione (gancio di trazione e respingenti) che permettono loro di essere inserite in composizione con la maggior parte delle automotrici e con i treni di materiale ordinario; l'accoppiamento con le automotrici dei vecchio tipo come le ALn 56, ALn 556, ALn 772 e le rimorchiate derivate dalle littorine è possibile soltanto con l'interposizione di una barra di trazione e di un'apposita maschera da ancorare al gancio

Sulle testate sono inoltre disponibili gli accoppiatori della condotta elettrica a 78 poli per il comando multiplo di due automotrici e l'accoppiamento con le rimorchiate.

Servizi ausiliari Alimentazione motori L'aria per l'alimentazione giunge a ciascun motore attraverso una coppia di prese protette poste sulle fiancate e un filtro a bagno d'olio; le prese d'aria dei prototipi 1401-1403 sono invece sistemate in una coppia di calotte poste sul tetto in prossimità dei tubi di scappamento..