Porta Romana era una delle porte maggiori poste sul tracciato medievale delle mura di Milano.Bonvesin de la Riva, De magnalibus Mediolani (1288), Pontiggia ed. Bompiani, 1974 - Capitolo II, capo VI Sorgeva sulla Cerchia dei Navigli, in corrispondenza dell'attuale incrocio fra corso di Porta Romana e via Francesco SforzaAttilio Lanza, Milano e i suoi palazzi, Libreria Meravigli, Milano, 1993 - p. 71, in sostituzione della precedente e più arretrata Porta Romana (romana), che sorgeva nell'attuale piazza Missori, da cui partiva un lungo porticato monumentale che arrivava fino alla Crocetta.

Storia La porta medievale era fortificata e annessa alla cosiddetta Rocchetta, una struttura difensiva dotata di una torre particolarmente elevata, realizzata utilizzando i resti dell'arco di trionfo romano presente nel quadriportico della porta precedente.

I lavori sarebbero stati condotti da Ariberto da Intimiano nel corso dell'XI secolo, in preparazione all'assedio di Corrado il Salico. La prima porta medievale, distrutta dal Barbarossa, che qui venne ferito da una freccia durante l'assedio, venne ripristinata successivamente nel XIII secolo.

Sul ponte che attraversava il Naviglio venne collocata nel 1729 da Benedetto XIII una statua di San Giovanni Nepomuceno (chiamata dai milanesi San Gioàn, ora posta nel giardino della Galleria d'Arte Sacra dei Contemporanei.), in occasione della canonizzazione del santo, protettore di Boemia e di chi è a rischio di annegamento.

Le fortificazioni della Rocchetta vennero demolite prima del 1793. Alcuni fregi vennero portati ai Musei del Castello Sforzesco, dove sono tuttora conservati: Sant'Ambrogio caccia gli ariani dalla città Frate Jacopo guida le truppe alleate verso Milano il ritorno dei milanesi in città dopo la demolizione di Milano operata nel 1162 dal Barbarossa. L'opera è firmata da uno scultore Anselmo, che si vanta di essere Dedalus alter (un secondo Dedalo).

Sant'Ambrogio caccia gli ariani dalla città, Frate Jacopo guida le truppe alleate verso Milano, il ritorno dei milanesi in città dopo la distruzione di Milano. Sulla porta era presente anche un rilievo raffigurante un personaggio barbuto in vesti regali, manto e scettro, seduto a gambe incrociate a cavalcioni di un drago. Nei secoli la misteriosa figura, priva di iscrizioni, ebbe varie interpretazioni. Il cronista del duecento Galvano Fiamma lo riteneva l’imperatore bizantino Manuele I Comneno, che contribuì alla ricostruzione delle mura dopo la distruzione. Secondo altri, sarebbe l'effigie in forme derisorie del Barbarossa, correlata con un'altra scultura, posta sopra Porta Tosa, che raffigurerebbe sua moglie Beatrice. Più recentemente è stato identificato con Massimiano, l’Augusto di occidente che aveva eretto la prima cinta muraria milanese e aveva portato la sede imperiale nella città.Grillo, Paolo. Una Politica Della Memoria: Milano, Pavia e Federico Barbarossa.

Altre raffigurazioni

Note

Bibliografia Antonio Cassi Ramelli, Il centro di Milano, Ceschina, Milano, 1971 Attilio Lanza, Milano e i suoi palazzi, Libreria Meravigli, Milano, 1993

Voci correlate Porta Romana (Antica Roma, Milano) Porta Romana (spagnola)

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Porta Romana (medievale, Milano)|Romana