Thrēskeuein (traslitterazione di , da ) è un verbo della lingua greca con cui gli scrittori e gli storici greci esprimevano un particolare atteggiamento soggettivo nei confronti delle pratiche religiose e cultuali. Il verbo è citato nel Lessico di Suda (sotto la voce ) e ricorre in vari altri autori, tra cui Erodoto (Storie) e Plutarco (Vite parallele. Alessandro Magno).

Significato in Plutarco Il significato è "adorare", "manifestare devozione". Il termine sottendeva tuttavia un'accezione negativa, come indicatore di una particolare inclinazione psicologica, avvertita come estranea alla sensibilità ellenica nei confronti della religione. Quest'accezione negativa è spiegata da Plutarco, in un passo della Vita di AlessandroPlutarco, Vite parallele. Alessandro Magno, II.8, in cui lo storico greco fornisce anche quella considerava l'origine etimologica: il verbo, secondo Plutarco, deriverebbe da (forma femminile ionica, «donne tracie»): il motivo risiederebbe nei particolari costumi religiosi espressi dalle donne di popolazioni barbare della Tracia, abitanti nei dintorni del monte Emo, dedite a riti forsennati e superstiziosi:

In base a questa etimologia, il verbo, nella traduzione italiana del passo di Plutarco, viene reso a volte come "tracizzare"Biblioteca italiana: o sia giornale di letteratura, scienze et arti, Volume 16, Presso Antonio Fortunato Stella, 1819, p. 250.

Significato in Gregorio di Nazianzo Un'etimologia simile è affermata anche da Gregorio Nazianzeno (Orazioni, 4.109Στηλιτευτικός πρώτος κατά Ιουλιανού Βασιλέως, 109 (da Wikisource. Trad. inglese su Wikisource: Orations of Gregory of Nazianzus: First invective against Julian the Emperor, 109)), Dottore e Padre della Chiesa. Gregorio, in realtà, fa discendere il verbo da («Traci», forma maschile e attica), anziché da (forma femminile ionica, «donne tracie»), come fa Plutarco Mario Lamagna, Una etimología en Gregorio de Nacianzo, in «Cuadernos de Filología Clásica», Número 9 (1999), p. 233. Inoltre, nel suo caso, diversamente dall'opinione comune, il significato del termine viene riferito complessivamente all'intero culto delle divinità olimpiche. Dal confronto con un altro passo di Gregorio (Orazioni, 39.5) si evince, però, che Gregorio attinge direttamente allo stesso Plutarco. Rispetto alla spiegazione primaria fornita da Plutarco, si tratta, quindi, di una "forzatura" etimologica operata da Gregorio, che si ritiene sia il frutto di una scelta polemica e retorica dell'autore cristiano Mario Lamagna, Una etimología en Gregorio de Nacianzo, in «Cuadernos de Filología Clásica», Número 9 (1999), pp. 229-242.

Note

Categoria:Parole e locuzioni della lingua greca Categoria:Religione dell'antica Grecia Categoria:Superstizione