Il Centro di Calcolo del CNEN (Comitato nazionale per l'energia nucleare) è stato uno dei principali poli italiani per il calcolo scientifico negli anni Sessanta e Settanta. Con sede a Bologna, ospitò nel 1961 il primo grande calcolatore scientifico installato in Italia, un IBM 704, contribuendo in modo significativo allo sviluppo della fisica nucleare e delle applicazioni computazionali nel Paese.

Storia

Origini Alla fine degli anni Cinquanta Giampietro Puppi e Ferrante Pierantoni promossero la creazione di un centro di calcolo elettronico a supporto dell’Università di Bologna, della Scuola di specializzazione in Ingegneria nucleare, del CNRN e degli istituti di Fisica e Astronomia.

Il progetto fu finanziato con contributi del Ministero della Pubblica Istruzione con il contributo di 100 milioni di lire del Ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro e del Comune di Bologna, con sindaco Giuseppe Dozza, che permisero l’acquisto di un primo elaboratore IBM 650 e successivamente dell’IBM 704.

L’IBM 704 Installato nella primavera del 1961, l’IBM 704 occupava circa 500 m² e rappresentava per l’epoca un sistema di grandi dimensioni e prestazioni avanzate. Dotato di memoria a nuclei di ferrite (32'768 parole da 36 bit) e di unità a nastro magnetico, operava inizialmente senza sistema operativo: ogni programma veniva caricato manualmente ed eseguito singolarmente.

Il linguaggio principale era il Fortran II; per operazioni specialistiche veniva utilizzato l’assembler SAP (Symbolic Assembly Program).

Per migliorare la gestione delle operazioni di input/output fu affiancato un IBM 1401, impiegato come calcolatore satellite per lettura schede e stampa. Successivamente fu introdotto il sistema operativo BeSys, che consentì l’elaborazione sequenziale di più programmi riducendo i tempi morti.

Sviluppi successivi Nel 1963 il Centro si trasferì in via Mazzini e l’IBM 704 fu sostituito da un IBM 7094, dotato di maggiori prestazioni e di canali dedicati all’input/output. Il sistema operava con IbSys e continuava a essere supportato dall’IBM 1401.

Negli anni successivi furono introdotti ulteriori sistemi, tra cui un IBM 7040 e unità disco RAMAC, che consentirono una gestione più efficiente dei dati e la simulazione dei nastri magnetici. Fu implementato anche un sistema operativo DCOS per la gestione congiunta delle macchine.

Collegamento con la Casaccia Il Centro svolse un ruolo centrale anche per il Centro di Studi del CNEN della Casaccia (Roma), inizialmente servito tramite invio fisico di nastri e programmi.

Successivamente fu realizzato un collegamento stabile tra Bologna e Roma mediante linee dedicate e ponte radio, con unità IBM 7702 per la trasmissione dati. Per ottimizzare i tempi di scambio fu sviluppato sul 1401 un sistema denominato RomBo (Roma-Bologna), che gestiva una libreria di programmi su disco e applicava tecniche di compressione dei dati, riducendo sensibilmente i tempi di trasmissione.

Grazie a queste soluzioni, i ricercatori della Casaccia potevano usufruire del calcolo elettronico con tempi analoghi a quelli degli utenti bolognesi. Note

Categoria:Storia dell'informatica