Biografia Presbitero di Sicca Veneria (Le Kef, in Tunisia), fu scomunicato da Urbano, vescovo di Sicca Veneria, per dei gravi errori. Il prete fece ricorso in appello a papa Zosimo, il quale inviò una legazione in Africa composta da Faustino, vescovo di Potentia, e dai sacerdoti romani Filippo e Asello. Il concilio riunito a Cartagine il 25 maggio 419 affrontò la questione di Apiario, il quale chiese perdono. Il concilio assolse il prete dalla scomunica, lo reintegrò nei suoi uffici, a patto, in futuro, di non appellarsi mai più a Roma. Una lettera relativa al caso di Apiario fu inviata dal concilio a papa Bonifacio I, che nel frattempo aveva sostituito Zosimo. Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, pp. 82-83.
In seguito, Apiario, ammesso nel clero della diocesi di Tabraca, fu nuovamente scomunicato per motivi molto gravi. Il prete, contravvenendo alle disposizioni prese nel 419, si appellò a papa Celestino I, recandosi personalmente a Roma. Rimandato in Africa accompagnato dal vescovo Faustino, fu indetto un nuovo concilio, nel 425, durante il quale Apiario, pressato da più parti, finì per confessare i suoi delitti ed essere definitivamente scomunicato.
Note
Bibliografia André Mandouze, Prosopographie chrétienne du Bas-Empire, 1. Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), Paris, Éditions du Centre National de la Recherche Scientifique, 1982, pp. 82-83 Bazyli Degórski, Apiariusz z Sicca Veneria i odwoływanie się do Ojców na synodach Afryki Łacińskiej (IV-VI wiek), Vox Patrum, 87 (2023), pp. 95-114 John Bertram Peterson, Apiarius of Sicca, Catholic Encyclopedia, vol. I, New York, 1907
Collegamenti esterni Voci Apiario e Urbano nell'Enciclopedia Treccani