È ricordata come una dei più importanti regnanti del piccolo principato tedesco di Lippe. Il 1º gennaio 1809 abolì la servitù della gleba con decreto in nome del figlio. Paolina cercò inoltre di mantenere il principato indipendente durante le Guerre napoleoniche. Redasse per prima una costituzione nella quale il potere dell'aristocrazia e dei proprietari terrieri veniva fortemente limitato. Nella storia collettiva di Lippe però essa viene sovente ricordata per le sue opere in campo sociale, fondando uno dei primi centri assistenziali per l'infanzia di tutta la Germania, una scuola di lavoro per bambini riformati, ed un centro di primo soccorso.

Biografia I primi anni

Paolina era figlia del principe Federico Alberto di Anhalt-Bernburg e di sua moglie, Luisa di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Plön. Alcuni giorni dopo la sua nascita, sua madre morì di morbillo. Suo fratello maggiore era Alessio Federico Cristiano (1767-1834), che fu duca di Anhalt-Bernburg dal 1807.

Sin dalla giovane età venne notato che Paolina spiccava per un'acuta intelligenza. Suo padre, il principe Federico Alberto, decise di coltivare attentamente questa intelligenza della figlia e la educò personalmente insieme ad Alessio. Si distinse come ottima studentessa, imparando il francese e il latino oltre a storia e scienze politiche. Già a 13 anni ella era solita assistere il padre negli affari di governo del suo principato. Dapprima si preoccupò di curare la corrispondenza in francese del padre che poi le affidò la cura di tutta la corrispondenza tra la residenza del castello di Ballenstedt e tutti gli uffici di governo presenti a Bernburg. La sua educazione venne fortemente influenzata dall'etica cristiana e dalle idee dell'Illuminismo. Successivamente Paolina continuò a praticare ciò che aveva imparato in gioventù come gli insegnamenti di Johann Heinrich Pestalozzi e Jean-Jacques Rousseau.

Il 2 gennaio 1796 sposò per procura il principe Leopoldo I di Lippe. Il matrimonio venne celebrato a Ballenstedt il 21 gennaio 1796 per consentire poi alla coppia di fare ritorno a Detmold con gran seguito di popolazione. Leopoldo di Lippe aveva chiesto la sua mano per anni, ma Paolina aveva ripetutamente rifiutato a causa della malferma salute mentale del futuro marito, e fu possibile ottenere il si solo dopo che il marito fu completamente guarito. Negli anni che seguirono, Paolina parlò sempre positivamente del suo matrimonio e del suo "amato" marito. Ella confessò in una lettera al cugino Federico Cristiano di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg:

Paolina diede alla luce due figli, Leopoldo (nato il 6 novembre 1796) e Federico (nato l8 dicembre 1797). Un terzo figlio, una bambina di nome Luisa, morì poco dopo la sua nascita il 17 luglio 1800.

Leopoldo I morì il 4 aprile 1802 ed il 18 maggio di quell'anno Paolina prese la reggenza per il suo figlio minore, il successivo principe Leopoldo. Nel contratto di matrimonio tra Leopoldo I e Paolina del 1795, era già stato scritto che Paolina, in quanto futura madre, avrebbe ottenuto la reggenza e la tutela dei futuri principi in caso di morte precoce del marito. L'aristocrazia di Lippe, ad ogni modo, si oppose strenuamente a questa reggenza ma ad ogni modo essi non trovarono alcun tutore adeguato da proporre in sostituzione e Paolina invece aveva già dimostrato di essere una reggente molto utile ai fini dello stato. Il suo regno durerà per il successivo ventennio che fu uno dei capitoli più felici nella storia di Lippe.

Paolina fu inoltre dal 1818 alla sua morte nel 1820 anche sindaco di Lemgo. Dopo le Guerre napoleoniche la città era pesantemente indebitata e quando il sindaco reggente lasciò la carica nel 1817 senza che si fossero trovati dei validi sostituti, i magistrati e i cittadini decisero il 4 gennaio 1818 di chiedere a Paolina ... di prendere per un periodo di sei anni le redini della gestione politica e finanziaria della città.... Paolina rispose quello stesso giorno e, contrariamente alle aspettative, ella accettò l'invito. Localmente, la principessa venne rappresentata dal fedele avvocato KJestner che agì come commissario. Nel periodo della sua reggenza ella cercò di migliorare le condizioni finanziarie e sociali della città prendendo alcune misure impopolari ma sempre nel rispetto del consiglio comunale della città. Come a Detmold nel 1801, ella fondò una scuola di lavoro per poveri sotto la sua diretta amministrazione.

Aveva pianificato sul finire della sua vita di ritirarsi al Lippehof, un palazzo barocco costruito a Lembo nel 1734, ma morì il 29 dicembre 1820, alcuni mesi dopo aver rassegnato le proprie dimissioni da reggente ed aver affidato il governo al figlio Leopoldo II il 3 luglio 1820.

Carattere, personalità e teoria di governo Volendo fare un confronto con la sua contemporanea, la regina Luisa di Svezia, Paolina non poteva certo godere di ampi spazi nel suo ridotto contesto storico come donna di governo. Ella ebbe una posizione pubblica e privata ed era solita reagire violentemente se contraddetta. Questo portò quindi a molti commenti d'opposizione e ironia sul suo comportamento da parte di molti suoi contemporanei.Internetportal Westfälische Geschichte - Pauline zu Lippe, accesso 21 aprile 2010

Il suo biografo, Hans Kiewning la descrisse come la reggente di Lippe, che era di molto superiore a tutti coloro che erano attorno a lei, viuole essere anche un fenomeno inusuale nel suo contesto. Lo storico Heinrich von Treitschke la denominò "una delle donne più intelligenti del suo tempo". Il contemporaneo Ferdinand Weerth la descrise in un suo sermone come principesca nel suo essere, inusuale nella sua forza mentale, chiara e di larghe vedute, [...] lavoratrice instancabile.

Paolina col suo carattere cambiò notevolmente anche la personalità dei suoi due figli, in particolare del futuro principe Leopoldo. Ella scelse attentamente gli insegnanti perché si considerava troppo impaziente per educare da sola i suoi figli, coi quali spesso aveva violenti diverbi.

Come era norma per l'epoca, il principe di uno stato ed il suo governo dovevano appoggiarsi ai proprietari terrieri ed all'aristocrazia locale per governare serenamente. Prima della reggenza di Paolina, il sovrano scendeva sempre a compromessi con la nobiltà locale malgrado gli interessi spesso conflittuali. Paolina, ad ogni modo, era intenzionata a dare a questo vecchio sistema un'impronta più personale ed autocratica come del resto aveva sperimentato nell'Anhalt-Bernburg, dove era il principe in ultima istanza a prendere le decisioni. Ella non era intenzionata a permettere oltre che i proprietari terrieri potessero in qualche modo ostacolare i suoi piani sociali giustamente orientati verso la popolazione nel suo complesso, dal momento che ella era sicura di fare con queste opere il bene degli abitanti del suo principato. Nel 1805 la nobiltà rigettò un piano di introdurre una tassa sui liquori per finanziare un ricovero per malati mentali e dopo questa negativa esperienza, Paolina decise di non convocare più gli stati generali ma di prendere le decisioni per decreto principesco.Tobias Arand: Fürstin Pauline zur Lippe, in: Adelheid M. von Hauff (ed.): Frauen gestalten Diakonie, vol. 2: Vom 18. Jahrhundert bis zum 20. Jahrhundert, Stuttgart, 2006, p. 62 ff

Il governo di Lippe era stato presieduto da un cancelliere o da un primo ministro sin dal XVIII secolo e il potere di questa figura era cresciuto negli anni, ma entrò raramente in conflitto con la principessa Paolina, dal momento che le sue idee di riforma erano largamente compatibili con gli ideali dei suoi fedelissimi. Paolina regolarmente partecipava agli incontri con il gabinetto di governo o con il parlamento, per prendere quindi le proprie decisioni. Molte di queste riunioni erano dominate dalla sua impazienza e dal suo desiderio di dire la sua. Ella si focalizzò ad esempio sulla politica estera dal momento che scriveva e parlava meglio francese di qualsiasi altra lingua ufficiale, irrompendo in un monopolio maschilista di principi in Europa. Ella tenne le redini anche del ministero degli esteri dal 1810 al 1817 guidando le relazioni del suo popolo col resto del mondo.

Politiche sociali Le pubblicazioni del conte di Rumford ispirarono la principessa Paolina a mettere in pratica le sue idee per la riogranizzazione dello stato in un periodo di decadenza. Ella credeva che la causa della povertà e dell'accattonaggio nel suo stato fosse essenzialmente da ricercarsi nella tendenza nazionale al lassismo ed alla indolenza, capendo che non era necessario solo arricchire nuovamente le casse dello stato per creare nuovi posti di lavoro, ma che invece era necessario riformare il carattere della società.

Ispirata da questo, Paolina continuò la politica introdotta dalla suocera Casimira di Anhalt-Dessau, (1749-1778), in accordo con le credenze socio-politiche dell'epoca. Tra le istituzioni fondate direttamente da Paolina vi fu una "scuola vocazionale" (1799), un "centro di assistenza per fanciulli" (1802), un "ospedale" (1801-1802), un campo di lavoro volontario (1802). Già esistenti erano il locale "orfanotrofio", fondato nel 1720, ed un collegio per insegnanti, fondato nel 1781. Ella raccolse queste sue istituzioni sotto il termine di "case di cura" e le organizzò nella forma di convento. Queste strutture ancora oggi formano il nucleo essenziale della Fondazione principessa Paolina a Detmold. Le case di cura provvedono assistenza "dalla culla alla tomba" come volle la stessa principessa Paolina. Questa organizzazione venne sin dall'epoca visitata da molti ospiti stranieri che ebbero modo di apprezzarne i metodi e le finalità. I servizi, ad ogni modo, sono ancora oggi dedicati unicamente ai residenti a Detmold.

Paolina divenne ben presto notissima nell'area del suo principato per queste benevole istituzioni. Le istituzioni caritatevoli erano viste come un modello da esportare ancora più avanzato di quello contemporaneo inglese e la sua cura per le fasce più povere della società era evidente. Ella inoltre risolse il problema della carestia degli anni 1802-1804 creando nuovi granai per i contadini. Fu inoltre personalmente responsabile dell'ammorbidimento dell'impatto delle attività militari come l'acquartieramento delle truppe sul suolo del principato.

La principessa migliorò inoltre le infrastrutture dello stato costruendo nuove strate ed introducendo l'illuminazione stradale a Detmold con l'utilizzò di 26 lampade a petrolio. Personalmente non fece costruire grandi monumenti o residenze ad eccezione del rifacimento in stile neoclassico della via principale della capitale. A partire dal 1819 iniziò la raccolta e la catalogazione dell'esistente raccolta di libri al fine di creare una grande biblioteca ancora oggi nota come Biblioteca di Stato di Lippe a Detmold.

Scuola vocazionale Nell'estate del 1798, Paolina diede il via ai propri primi passi nel sociale per il principato di Lippe. Il principato era attanagliato da una pesante e diffusa povertà e la principessa accettò di risolvere il problema accollandosi l'educazione della popolazione. Molti genitori, infatti, non potevano inviare i loro figli a scuola per via di problematiche economiche e preferivano invece inviarli a lavorare oppure a mendicare. Simon Ernst Moritz Krücke, l'ispettore del seminario per insegnanti locale, era un consigliere vicino a Paolina sulla questione sociale. Egli le raccomandò la fondazione di una scuola vocazionale dove i ragazzi avrebbero potuto non solo imparare i fondamenti teoretici ma anche le abilità pratiche di un lavoro. Leopoldo I si dimostrò d'accordo con questa proposta e stabilì che la nuova scuola venisse aperta nell'orfanotrofio di Bruchtor a Detmold. Qui, Krücke insegnava sia ai poveri che agli orfani e legalmente la scuola venne parificata ad una scuola elementare.