Terra del Sole (La Tèra in romagnolo) è una città-fortezza medicea oggi parte integrante del comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC), situata a meno di 10 km da Forlì.
Storia Nascita della città
L'8 dicembre 1564, giorno dell'Immacolata Concezione, nel territorio “ultimo“ del Granducato di Toscana in Romagna, venne celebrato un importante rituale liturgico con lo scopo di accompagnare e benedire la fondazione della città fortezza di Terra del Sole: sarebbe sorta in un luogo che per natura pareva ostile ad un insediamento urbano (qui il fiume Montone creava frequenti alluvioni) e di difficile gestione amministrativa (qui vigeva la legge del banditismo).
Mentre si celebrava la messa il cielo, dopo giorni di nebbia fittissima, si aprì ed il sole illuminò il luogo in cui si sarebbe costruita la città, per richiudersi a cerimonia conclusa. Questo episodio fu interpretato come segno di augurio e contribuì grandemente ad avvolgere la nascita di Terra del Sole in un'aura di leggenda ed a rafforzare l'identificazione tra la figura di Cosimo I de' Medici e la simbologia del sole, segno di quell'ordine e di quella razionalità che l'etimo del nome proprio del Duca intendeva celebrare.
Cosimo I de' Medici, il fondatore La nuova città fu voluta da Cosimo I de' Medici, primo Granduca di Toscana (1519-1574), figlio del Capitano di ventura Giovanni dalle Bande Nere, nato da Caterina Sforza, Signora di Forlì, sposata in terze nozze con Giovanni de' Medici detto "Il Popolano". Il 5 agosto del 1564 il duca di Firenze Cosimo I de' Medici insieme al figlio Francesco, principe reggente e all'altro figlio Ferdinando, cardinale di Santa Romana Chiesa, con il segretario Bartolomeo Concini e l'ingegnere Giovanni Camerini, giunge in visita a Castrocaro e sceglie il luogo dove costruire la nuova fortezza. Ripartendo lascia una pianta (probabilmente un abbozzo) della nuova costruzione al castellano Marcantonio Vittorini. Il 15 agosto il castellano di Castrocaro, in una missiva diretta al duca Cosimo, fa esplicito riferimento alla pianta della nuova fortezza ideata e tracciata dallo stesso principe: la pianta per la nuova fortezza expecta l'ordine per immortalarsi essendsi disegnata e fatta d'un princepe tanto grande, a Idio piaccia che con la vita di Vostra Eccellenza Illustrissima io sia degno di vederla perfetta. [Archivio di Stato di Firenze, Mediceo del Principato, Filza 511, cc. 126R, 138V]. Le misure del perimetro della fortezza sul luogo designato da Cosimo nella sua visita dei primi di agosto verranno eseguite da Giovanni Camerini nei mesi successivi. In una memoria olografa del Capitano di Castrocaro Corbizio II Corbizi si trova registrato un preciso atto di nascita della nuova città fortezza: "Ricordo come alli 8 di decembre 1564 si cominciò a fabbricare la nova Terra del Sole con processione e messa solenne in detto loco sendo Comissario Geri Resaliti".
La decisione di costruire ex novo una città fortificata nell'enclave romagnola rientrava in una precisa politica di difesa dei confini del Granducato di Toscana. Secondo le intenzioni di Cosimo I sarebbe dovuta diventare la nuova sede prestigiosa degli “uffizi” medicei nella Romagna Toscana, una struttura urbana che doveva assolvere funzioni amministrative, giudiziarie, militari, religiose e commerciali.
Cosimo I de' Medici nell'ideare la costruzione del nuovo insediamento romagnolo si avvalse della sua esperienza di soldato e di principe. Conosceva la storia dell'ingegneria militare, sapeva del castrum romano ed apprezzava i modelli di fortezza bastionata, distingueva le strutture belliche studiate per le balestre e l'arma bianca da quelle dove la difesa e l'offesa si fondavano sull'artiglieria. Per questo diversi ingegneri e architetti militari della corte medicea eseguirono gli ordini di Cosimo I de' Medici e di Francesco I de' Medici. Il primo disegno progettuale contenente la pianta della nuova città fortezza venne eseguito da Giovanni Camerini, che diresse e coordinò i lavori di costruzione della fabbrica dal 1564 al 1569. In seguito alla morte del Camerini nel 1570 verranno inviati a proseguire i lavori di costruzione di Terra del Sole altri tecnici al servizio dei Medici tra cui Bernardo Buontalenti, Baldassarre Lanci e Simone Genga.
Città - fortezza
"Terra del Sole può essere considerata con Palmanova e Sabbioneta come la più compiuta espressione della nuova modellistica urbana che si impone in Italia nel cinquecento, per diretta influenza delle teorizzazioni e delle concrete esperienze degli ingegneri militari"Guidoni Enrico, L'arte di progettare le città, pag. 123 Ed. Kappa 1992.
A Terra del Sole le fortificazioni furono adeguate ai tempi e alle nuove tecniche militari. Così come per le altre fortezze (San Piero a Sieve, Empoli, Cortona, Montecarlo ai confini della Repubblica di Lucca; Portoferraio nell'Isola d'Elba e Sasso di Simone nel Montefeltro) volute da Cosimo I de' Medici, invece di lunghe cortine e torri, negli angoli si costruirono quattro bastioni muniti di orecchioni per proteggere, con le bocche da fuoco poste nelle cannoniere, le scarpe delle cortine costruite in terra battuta armata con palificate e rivestite di laterizio. Le porte cittadine, quella «fiorentina» e quella «romana», furono fortificate in maniera analoga a quanto era stato realizzato nelle «terre nuove» del XIV secolo.
Nel mese di giugno del 1579, benché restassero da compiere non pochi lavori di rifinitura, la città era quasi terminata nelle sue parti principali: nelle mura munite dei quattro baluardi, nei Castelli sopra le due porte, nel Palazzo del Provveditore e nel Palazzo dei Commissari con il suo imponente e differenziato insieme di carceri e segrete.
Nel 1579 la nuova «terra» di Cosimo I fu eletta capitale della Provincia della Romagna Fiorentina e il primo Commissario di Terra del Sole, Antonio Dazzi, fece trasferire il Bargello, il Giudice e la Corte civile e criminale, il Cancelliere e il maestro di scuola dalla vicina Castrocaro.
La cittadella diventerà sede di mercato per esercitare una vera e propria forma di controllo sulla copiosa produzione agricola del territorio romagnolo. Oltre all'approvvigionamento di grano il mercato di Terra del Sole avrebbe garantito anche quello del sale che proveniva dalla vicina Cervia.
Il Granduca, sempre preoccupato per l'incombente spettro della carestia, per ovviare alle carenze di grano della Toscana, ne avrebbe fatto incetta nella fertile Romagna utilizzando un deposito fortificato quale la città di Terra del Sole.
Terra del Sole capoluogo amministrativo e giudiziario della Romagna toscana dal 1579 fino al 1772
Nel 1579 Terra del Sole fu eletta capitale della Provincia della Romagna Fiorentina e il primo Commissario, Antonio Dazzi, fece “traslocare” da Castrocaro il Bargello, il Giudice, la Corte civile e criminale e il Cancelliere. La fortezza fu disarmata nel 1772 e nel 1776 fu soppressa anche la Provincia.
Più che fortezza militare, Terra del Sole, in quanto città capoluogo provinciale della Romagna fiorentina, fin dal suo sorgere e fino alla metà del Settecento, fu il luogo "ideale" dove veniva esercita l’amministrazione delle giustizia civile e criminale: inquisizioni, processi, condanne, pene corporali ed esecuzioni erano pratica quotidiana.
A questo si aggiunga che, come ovunque in Italia, alla fine del ‘500, anche nella Toscana medicea il banditismo toccò il suo culmine.
Terra del Sole per la sua posizione geografica, posta al confine con lo Stato delle Chiesa, per la sua struttura urbanistica e architettonica (una città-fortezza) e per le funzioni amministrative delegate (capoluogo amministrativo provinciale della Romagna Toscana), divenne anche il luogo ideale per lo svolgersi delle istruttorie processuali non solo contro i banditi, ma per ogni tipo di reato.
Una mole consistente di processi, inquisizioni, di torture fisiche e psicologiche, di condanne, è documentata nelle numerosissime filze degli Atti civili e criminali conservati nell’Archivio storico comunale di Castrocaro Terme e Terra del Sole che riguardano tutto il territorio provinciale.
Gli Atti civili e criminali sono una testimonianza unica sulla gestione giuridica e amministrativa dei Commissari, scelti e inviati direttamente dal Granduca in terra romagnola.
La perdita delle funzioni originarie
Fra il 1772 e il 1783 Pietro Leopoldo di Toscana attuò una serie di riforme di riorganizzazione statale che si risolsero con operazioni di fusione di entità amministrative minori di origine medioevale e di raggruppamento alle comunità più grandi, che corrispondono ai comuni odierni.
La fortezza fu disarmata nel 1772 e, nel 1848, con l'istituzione del circondario di Rocca San Casciano, convalidato anche dopo l'unificazione, i "vecchi" poteri amministrativi persero di efficacia giuridica e Terra del Sole venne privata delle sue funzioni originarie di città fortificata e di capoluogo territoriale.
Terra del Sole, assieme agli altri Comuni della "Romagna-toscana, rimase sotto l'amministrazione provinciale di Firenze fino al 1924 quando, con Regio Decreto del 4 marzo 1923regio decreto del 4 marzo 1923, n. 544, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 marzo 1923, n. 72. Le modificazioni nella circoscrizione dei comuni degli anni seguenti sono deliberate e descritte nel regio decreto 11 settembre 1925, n. 1651, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 ottobre 1925, n. 229; nel regio decreto 14 gennaio 1926, n. 76, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio 1926, n. 17; nel regio decreto 14 marzo 1926, n. 1220, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 marzo 1926, n. 72; nel regio decreto 17 febbraio 1927, n. 216, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1º marzo 1927, n. 49 venne aggregata alla provincia di Forlì.
Terra del Sole rimase capoluogo di Comunità fino al 12 febbraio 1925 quando, con Decreto Reale vennero "autorizzati il trasferimento della Sede municipale del Comune di Terra del Sole e Castrocaro (denominazione in atto dall'anno 1872) dall'attuale capoluogo alla frazione di Castrocaro ed il cambiamento della denominazione del Comune in quella di Castrocaro e Terra del Sole". Per dare maggiore risalto all'attività economica preminente del territorio, in data 31 marzo 1962 il Comune assunse il nome di Castrocaro Terme e Terra del Sole.
Nel quadro delle fortificazioni cosimiane la cittadella ha tratti fortemente specifici. Fu pensata non solo come fortezza ma anche come minuscola “città”: simbolo, fin a partire dal nome, così evidentemente legato al mito solare ricorrente nell'ideologia del Principato e luogo concreto della sovranità ducale, eretto là dove questa aveva termine, nella pianura pontificia dominata da un centro cittadino ben più antico e più reale, quello di Forlì, e sintesi del granducato di Toscana in terra romagnola.Elena Fasano Guarini, la Provincia di Romagna nel Granducato di Toscana, Archivio toscano in Romagna - Archivio storico comunale di Castrocaro Terme e Terra del Sole - Inventario dell'Archivio storico di Castrocaro Terme e Terra del Sole, IBC E.R., ed. Analisi, Bologna 1989
Terra del Sole è stata dichiarata centro storico di “notevole interesse pubblico” da un Decreto Ministeriale del 1965, tutelandone la conservazione con un vincolo ambientale. Ma negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento l'impianto urbanistico originario, fino ad allora integro, è stato fortemente alterato con la costruzione di nuove case in stile moderno e l'apertura di un'ampia strada che taglia in due parti distinte l'intera cittadella fortificata.
Monumenti e luoghi d'interesse La cinta muraria
Le mura, alte circa 13 metri, cingono la cittadella sviluppandosi su pianta rettangolare per 2 chilometri e 87 metri: ai quattro angoli i bastioni di Sant'Andrea, S. Martino, Santa Reparata, Santa Maria, formano un rettangolo con quattro bastioni ai vertici muniti di fianchi ritirati per il tiro radente incrociato di difesa delle cortine.