Il dimagrimento localizzato, conosciuto nei paesi anglofoni come spot reduction, è il frutto di una teoria, non confermata in ambito scientifico, che sostiene la possibilità di accentuare la riduzione del grasso corporeo (massa grassa) in determinate zone del corpo tramite specifici allenamenti fisici.
Il termine spot reduction è stato successivamente attribuito anche a uno specifico metodo di allenamento misto, aerobico/anaerobico, che, coniugando il cardiofitness e l'allenamento con i pesi, mira al raggiungimento di un simile scopo.
Concetto di Spot reduction come dimagrimento localizzato La Spot Reduction, inteso come concetto generico di dimagrimento localizzato, si riferisce alla teoria, tutt'oggi non validata dalla ricerca, che sostieme come il grasso di deposito possa essere ridotto in zone specifiche del corpo tramite allenamenti fisici mirati. La ricerca scientifica non è riuscita a dare una risposta definitiva sull'esistenza o meno di questo evento, ma ad oggi non sono state fornite chiare prove sulla sua esistenza e validità. Bisogna inoltre riconoscere che le varie ricerche analizzano diversi metodi di allenamento con diversi metodi di misurazione per stabilire l'esistenza della Spot reduction, e anche se alcuni studi smentiscono la validità di questa pratica, alcune ricerche potrebbero fornire indizi a favore di questa teoria. Rivolgendosi a molti professionisti del settore fitness, sembra che una buona parte di essi non creda del dimagrimento localizzatoPlombon, M. S., and J. R. Wojcik. Nutrition and weight management. In: ACSM's Health & Fitness Certification Review, 1st ed. J. L. Roitman and K. W. Bibi (Eds.). Baltimore, MD: Lippincott Williams & Wilkins, pp.141-153, 2001.. Diversi studi sostengono che il dimagrimento sia un fenomeno generalizzato, cioè che il grasso di deposito subisce un decremento generale senza che possa essere intaccata solo o maggiormente una particolare areaSchade et al. Spot reducing in overweight college women: its influence on fat distribution as determined by photography. Res. Q. 33:461-470, 1962.. Altre ricerche sostengono che sia gli allenamenti misti aerobici/anaerobiciDussini N., Martino R., Neri M., Paoli A., Velussi C. Multifactorial analysis of circuit-training induced regional fat reduction. Eur J Physiol, 424:R159-R188, 1994. che anaerobici possano permettere la Spot reduction. Ad esempio, la Spot reduction sembra essere stata osservata in un particolare metodo di allenamento a circuito aerobico (chiamato appunto Spot reduction, SR), ma non nel tradizionale allenamento aerobico (Steady State Training, SST). Nel contesto anaerobico (lattacido), la Spot reduction è vista come un mito, perché è stato riscontrato che un programma di allenamento per i muscoli addominali non riduce selettivamente il grasso nella zona addominale (Katch et al. 1984). La zona addominale è sempre stata bersaglio dei pubblicitari, che hanno ampiamente supportato il concetto di Spot reduction legato all'esercizio addominale per promuovere la vendita dei propri prodotti. Questo nonostante le evidenze scientifiche ne abbiano smentito l'efficacia, portando definitivamente a stabilire che l'esercizio per gli addominali sia un metodo inutile per ridurre lo strato adiposo sottocutaneo in tale zona. Tuttavia, a seguito di questa ricerca, sembra che molti professionisti abbiano dedotto che questa prova possa bastare per poter estendere l'inesistenza della Spot reduction in relazione a qualsiasi tipo di allenamento fisico, e quindi a screditare a priori il concetto generale di dimagrimento localizzato di per sé. Molte bibliografie che trattano l'argomento Spot reduction come mito si basano infatti sui risultati dello studio di Katch relativo alla riduzione addominaleJames Kohler. . Fitness Rx, 2007. p. 145. ISBN 1-4196-7986-4Jerome E. Kotecki. . Jones & Bartlett Publishers, 2011. p. 266. ISBN 1-4496-5578-5Sharon A. Plowman, Denise L. Smith. . Lippincott Williams & Wilkins, 2007. p. 246. ISBN 0-7817-8406-9. Altri autori ancora hanno tratto le loro conclusioni sull'impossibilità della Spot reduction esaminando solo gli studi che avvalorano le loro posizioni, ed ignorando invece le ricerche che portano a conclusioni differenti. Questo infine non rappresenta un quadro completo della situazione, tanto da non poter considerare necessariamente il dimagrimento localizzato come un mito. In realtà dal punto di vista scientifico la questione è ben più complessa, e non trova risposte definitive e naturalmente così generalizzate e a senso unico. Sebbene l'inefficacia di un programma di allenamento per gli addominali con il fine di ridurre il grasso addominale sia stata ulteriormente confermata da ricerche più recenti, altri studi hanno analizzato la questione concentrandosi su altre zone corporee, e trovando in alcuni casi indizi che avvalorerebbero questa teoriaOlson AL, Edelstein E. . Res Q 39: 647–652, 1968.Mohr, DR. . Res Q. 1965 May;36:168-73..
Come verrà esposto più dettagliatamente in seguito, anche i metodi di misurazione possono dare dei risultati differenti a livello di interpretazione. Quando il muscolo scheletrico è sottoposto ad un processo di ipertrofia, in particolare con l'esercizio con i pesi, esso occupa un maggiore spazio, comprime lo spazio extracellulare tra le cellule adipose contro la pelle fino a che questa si adatta, ed il muscolo più voluminoso è più facilmente visibile attraverso lo strato di grasso. Ciò può dare l'illusione che il grasso venga ridotto quando non lo è. Se la quantità totale di grasso sottocutaneo nell'arto allenato (gamba o braccio) rimane inalterato dopo il programma di allenamento (il diametro degli adipociti non cambia), ma di fatto occupa meno spazio a causa dell'ipertrofia muscolare, questo risulterebbe in un decremento del grasso sottocutaneo tramite una valutazione plicometrica, ma non con altri metodi più precisi come l'imaging a risonanza magnetica. Inoltre, le aree specifiche esaminate nelle varie ricerche differiscono ampiamente tra loro, e includono il grasso nella zona del tricipite brachiale, avambracci, coscia, l'addome. Un altro fattore che contribuisce a creare discrepanze tra gli studi che esaminano il concetto di spot reduction è il tipo di esercizio utilizzato per allenare i soggetti che varia considerevolmente (tennis, callistenia, sit-up, e allenamento con i pesi).
Riduzione localizzata e allenamento anaerobico Una delle più note ricerche sulla questione del dimagrimento localizzato risale al 1984 da parte di Katch et al. In questo studio vennero valutati gli effetti di un programma di allenamento della durata di 27 giorni che prevedeva l'esecuzione dell'esercizio per la parete addominale chiamato sit up sulle dimensioni delle cellule adipose e sull'adiposità nella zona addominale. Vennero effettuate delle biopsie del tessuto adiposo dall'addome, della zona sottoscapolare, e della zona glutea su 13 soggetti, nei periodi prima e dopo un programma di allenamento. In questo programma, 13 soggetti maschi effettuarono un allenamento ad intervalli da 10 serie di sit up per 27 giorni; il numero totale di ripetizioni di sit up eseguiti in questo programma ammontavano a 5004. Il tempo cumulativo speso per portare a termine queste 5004 ripetizioni era di 2 ore e 3 minuti, o mediamente, attorno ai 4 minuti e 33 secondi per giornata. Mentre le dimensioni delle cellule adipose vennero significativamente ridotte, non risultò alcuna differenza tra le varie zone corporee, indicando che non si era verificato alcun effetto sul dimagrimento localizzato. Il risultato della ricerca dimostrò chiaramente che l'esercizio del sit up non riduceva in maniera maggiore e preferenziale le dimensioni delle cellule adipose e il grasso sottocutaneo nella regione addominale se comparato ad altre regioni corporeeKatch et al. . Research Quarterly for Exercise and Sport (RQES), 55(3). 103-341-727. Questo esito inizialmente servì a sfatare il mito del dimagrimento localizzato indirizzato alla parete addominale, almeno in relazione all'allenamento tradizionale.
Una ricerca più recente (Vispute et al. 2011) riprese ad indagare sugli effetti degli esercizi per gli addominali sul grasso addominale. 24 soggetti sani e sedentari, di cui 14 uomini e 10 donne, tra i 18 e i 40 anni, vennero distribuiti in maniera casuale all'interno di 2 gruppi: il primo rappresentava il gruppo di controllo che non è stato sottoposto all'allenamento, mentre il secondo ha rappresentato i soggetti protagonisti del programma di allenamento. Sono state testate antropometria, composizione corporea, e resistenza muscolare addominale prima e dopo il programma. Al gruppo sottoposto all'allenamento è stato indicato di eseguire 7 esercizi per gli addominali, ognuno dei quali con 2 serie da 10 ripetizioni per 5 giorni a settimana per un periodo di 6 settimane. Il gruppo di controllo si è limitato solamente a seguire una dieta isocalorica (dello stesso apporto calorico sul fabbisogno individuale) durante il periodo dello studio. Gli esercizi per gli addominali non hanno portato ad alterazioni significative del peso corporeo, della percentuale di grasso corporeo, della percentuale di grasso addominale, della circonferenza addominale, della plica addominale e sovrailiaca. Il gruppo allenato ha solo guadagnato una maggiore resistenza alla fatica e la capacità di eseguire più ripetizioni se comparato al gruppo di controllo. In linea con i risultati di Katch di 27 anni prima, si è concluso che un programma di allenamento per gli addominali non è sufficiente a ridurre il grasso sottocutaneo localizzatoVispute et al. . J Strength Cond Res. 2011 Sep;25(9):2559-64..
Olson e Edelstein (1968) supportarono l'ipotesi che il dimagrimento localizzato, e quindi una riduzione delle dimensioni delle cellule adipose, si verifica in prossimità dei muscoli della parte del corpo allenata, ma non nella parte controlaterale non allenata. Essi riscontrarono una riduzione dello spessore della plica cutanea solo nel braccio allenato. Tuttavia in un altro studio precedente (Roby, 1962), durante il periodo di studio venne registrata una significativa riduzione dello spessore delle pliche cutanee sia nel braccio allenato che in quello non allenatoRoby FB. Effect of exercise on regional subcutaneous fat accumulations. Res Quar 33: 273–278, 1962.. I risultati di questo studio sono più coerenti con le osservazioni fatte sugli atleti che enfatizzano movimenti asimmetrici monolaterali.
A conferma dei risultati di Roby, Gwinup et al. (1971) misurarono lo spessore delle pliche cutanee di entrambe le braccia di alcuni giocatori di tennis professionisti e di alcuni soggetti di controllo. I ricercatori avanzarono l'ipotesi che se il dimagrimento localizzato esiste, il braccio allenato di un giocatore di tennis dovrebbe presentare molto meno grasso rispetto al braccio inattivo. Anche se i giocatori di tennis tendono a sviluppare i muscoli del loro braccio e spalla dominanti, non vi era alcuna differenza di spessore della plica cutanea tra il braccio dominante e il non dominante. Lo spessore della plica cutanea non differiva neanche tra le 2 braccia dei soggetti di controllo, ma lo spessore delle pliche cutanee di entrambe le braccia è stata inferiore nei giocatori di tennis rispetto al gruppo di controlloGwinup et al. . Ann Intern Med. 1971 Mar;74(3):408-11..