La lotta rappresenta la disciplina da combattimento più antica al mondo. L'arte di "fare alle braccia" ha conosciuto varie forme in epoche e regioni diverse nel corso dei secoli. Numerosi sono gli scopi che hanno facilitato il suo sviluppo, da quello educativo-formativo a quello militare, difensivo e sportivo.
Molte mitologie antiche, inoltre citano ampiamente scene di lotta (nella sua epopea Gilgamesh sconfigge il rivale Enkidu in un incontro di lotta; anche Zeus sconfigge il padre Crono lottando). La lotta nella mitologia, talora detta teomachia, ne risulta fortemente documentata.
Antichità
Diversi graffiti risalenti all'era del paleolitico raffigurano azioni e tecniche primitive con protagonisti i primi lottatori. I reperti archeologici giunti ai nostri giorni fanno luce sul passato e danno risalto a questa disciplina attraverso un ponte epocale che ci conduce in un viaggio fra tutte le società di ogni periodo e di ogni regione del globo: sumera, egizia, greca, romana, celtica, germanica, araba, indiana, cinese, giapponese, polinesiana, amerinda, africana. Omero ne fa risalire la pratica tramite testimonianza scritta al periodo della guerra di Troia (II millennio a.C.).
Antico Egitto Nel vicino oriente, forme di lotta per presa alla cintura erano già popolari da molto tempo.‘'Encyclopædia Britannica,1981,ISBN 0-85229-378-X,p.1025Images of wrestling, have been found on cylinder seals and a copper statuette, dated 3000 BC.
Le prime testimonianze documentate di lotta in Egitto compaiono circa nel 2300 a.C., nella tomba del filosofo dell'Antico Regno Ptahhotep. Provengono dal periodo del Nuovo Regno (2000-1085 a.C.), dipinti che mostrano lottatori egizi e nubiani combattere fra di loro. Lo studioso Carroll ha studiato queste raffigurazioni e notato anche le similitudini fra le tecniche rappresentate e quelle usate dagli odierni lottatori nuba. In alcune tombe del Medio Regno a Beni Hasan nella valle del Nilo, sono invece presenti circa 400 raffigurazioni di tecniche di lotta con scopo ginnico-militare analoghe a quelle dell'odierna lotta libera e del submission grappling. Il dipinto comprende diversi esercizi per la preparazione atletica, compreso il "ponte".
Antica Grecia e Antica Roma
Successivamente, in Europa la civiltà ellenica ha tramandato ampie e complete documentazioni, in cui la lotta era considerata come un esercizio indispensabile per il rafforzamento del fisico e del carattere dei giovani, tanto da essere inclusa nei giochi olimpici antichi ed essere citata nei poemi omerici dell'Iliade e dell'Odissea"Wrestling, Freestyle" by Michael B. Poliakoff from Encyclopedia of World Sport: From Ancient Times to the Present, Vol. 3, pp. 1189, 1191, eds. David Levinson and Karen Christensen (Santa Barbara, California: ABC-CLIO, Inc., 1996). . Al giorno d'oggi, nel mondo occidentale l'eredità della pratica greca è alla base della lotta stessa. I lottatori erano anche dipinti in azioni in numerosi vasi, sculture e monete, così come anche in altre forme letterarie. Sebbene diverse culture includevano la lotta in celebrazioni reali o religiose, gli antichi greci per primi strutturarono la loro forma di lotta come parte di un torneo in cui un singolo vincitore emergeva da un gruppo di contendenti."Wrestling, Freestyle" by Michael B. Poliakoff from Encyclopedia of World Sport: From Ancient Times to the Present, Vol. 3, p. 1189, eds. David Levinson and Karen Christensen (Santa Barbara, California: ABC-CLIO, Inc., 1996). Secondo la tradizione greca, persino Platone partecipò come lottatore ai Giochi dell'istmo."Wrestling, Freestyle" by Michael B. Poliakoff from Encyclopedia of World Sport: From Ancient Times to the Present, Vol. 3, p. 1193, eds. David Levinson and Karen Christensen (Santa Barbara, California: ABC-CLIO, Inc., 1996).
Le forme di lotta che si praticavano in Grecia erano complete di ogni mossa e situazione possibile. Alla lotta in piedi, che aveva per finalità quella di rovesciare a terra il proprio avversario, veniva dato l'appellativo di katazletikè (dalla parola greca katazallein che significa "arte di gettare a terra"). Le fasi al suolo, invece, comprendevano torsioni alle articolazioni e strangolamenti. I tipi di lotta nell'antica Grecia erano sostanzialmente quattro con diverse regole.: Con orthopalis si indicava un tipo di lotta affine alla moderna lotta stile libero, in quanto consentiva gli sgambetti e l'uso delle gambe. Il fine ultimo del combattimento era quello di tentare di gettare per tre volte a terra il proprio avversario, in qualsiasi modo. Invece, nell''alindissis (o anche kylissis) il combattimento proseguiva al suolo finché non veniva eseguita una tecnica di sottomissione all'avversario; veniva generalmente praticato soltanto in sede di allenamento e quasi mai nelle pubbliche competizioni, a causa dell'eccessiva durata e i combattimenti si svolgevano in un fossato riempito di sabbia (tipo di lotta affine al moderno grappling). La forma di lotta più originale era lacrochirismos, che consisteva in un combattimento condotto mediante l'uso delle sole dita delle mani intrecciate fra loro palmo a plamo e durava fino a che uno dei due contendenti non fosse riuscito a costringere l'avversario all'abbandono torcendogli le mani. Il quarto stile, quello che venne poi ereditato su larga scala dai Romani, fu il pankration, un tipo di lotta particolarmente violento, tale da essere proprio sul limite tra agonismo e azione bellica, che consentiva l'abbinamento di quasi tutti i tipi di colpo alle tecniche lottatorie (affine alle moderne MMA).
La lotta greca proseguì nel periodo ellenistico. Tolomeo II e Tolomeo III d'Egitto sono entrambi rappresentati artisticamente come lottatori vittoriosi.
Il carattere sportivo della lotta ateniese scomparve nella lotta romana che si ispirava, viceversa, alla più rigorosa tradizione spartana con una preferenza verso le applicazioni belliche e non regolamentate della disciplina; determinante, nel gusto dei Romani, è stata infatti l'influenza delle civiltà italiche pre-romane e particolarmente di quella etrusca. Nel periodo romano, la lotta aveva perso il carattere dilettantistico di quella ateniese per diventare a tutti gli effetti un'attività per professionisti (o soldati) che sovente si scontravano nelle arene sfidando altri lottatori provenienti dalle molteplici province dell'Impero. Particolarmente apprezzato era proprio il pancratium, data la sua intensità e cruentezza.
Oriente
Al di fuori del mondo occidentale, in India la lotta viene citata nel Mahābhārata che descrive l'incontro fra i combattenti Bhima e Jarasandha.
Lo Shuai Jiao è un leggendario stile di lotta dell'antica Cina usata dall'imperatore giallo durante il suo scontro con il ribelle Chih Yiu. Questo stile di lotta venne chiamato in principio Jiao Li (角力). See also
Medioevo Nel 394 l'imperatore Teodosio I soppresse i Giochi Olimpici, facendo decrescere la popolarità della lotta sportiva in occidente, ma nonostante questo la pratica della lotta continuò a protrarsi fino al Medioevo, periodo nel quale veniva esercitata spesso con pochissime regole e quasi sempre come addestramento per scopi militari, in genere da nobili, sovrani e cavalieri.
Europa
La letteratura araba dipinge Maometto come un abile lottatore, mentre nell'VIII secolo l'imperatore bizantino Basilio I sconfisse diversi lottatori bulgari."Wrestling, Freestyle" by Michael B. Poliakoff from Encyclopedia of World Sport: From Ancient Times to the Present, Vol. 3, p. 1193, eds. David Levinson and Karen Christensen (Santa Barbara, CA: ABC-CLIO, Inc., 1996).
Nella collezione di testi del 1220 dell'Edda in Prosa nel libro Gylfaginning, Elli sconfigge Thor in un incontro di lotta.
Fra il secolo X ed il secolo XV l'arte di lottare riacquistò visibilità in Ungheria, Italia e nelle vallate alpine in cui veniva impiegata come intrattenimento e difesa personale. In terra francese, la lotta era praticata dai sovrani, che spesso organizzavano incontri per misurare la propria forza ed abilità. Per esempio Francesco I, re di Francia, sfidò Edoardo VIII, re d'Inghilterra, in un incontro di lotta con le scarpe conclusosi con la vittoria del sovrano francese, che atterrò il fortissimo avversario, rovesciandolo a terra con un perfetto braccio in spalla.
Dal Rinascimento in poi si vanno creandosi numerosi stili regionali di lotta in Europa, in particolare nel mondo anglosassone e gaelico (dai quali verrà poi esportata in America) dal quale provengono stili come l'irlandese collar-and-elbow o i britannici cornwall and devon style, cumberland and westmorland style ed il famigerato lancashire style, una brutale forma di combattimento e difesa con sottomissioni denominata anche Catch as catch can e divenuto poi catch wrestling."Wrestling, Freestyle" by Michael B. Poliakoff from Encyclopedia of World Sport: From Ancient Times to the Present, Vol. 3, p. 1190, eds. David Levinson and Karen Christensen (Santa Barbara, California: ABC-CLIO, Inc., 1996). Il lancashire style venne esportato in Nord America dai coloni inglesi e scozzesi; al di là dell'oceano si sviluppò in un contesto di combattimento privo di regole chiamato rough and tumble. Alle soglie dell'età industriale, i vari tipi di "folkstyle wrestling" sono ormai ben saldi nelle regioni di appartenenza come forme di spettacolo o pratica sportiva. Dalla Svizzera proviene il calegon, dalla Scandinavia provenivano il kragkast e il glíma, nella valle del Danubio erano molto diffusi gli stili tradizionali kures e trinta, mentre nei Balcani era molto popolare la lotta slava del pelivan.
Nel Flos duellatorum sono contenuti descrizioni di tecniche di lotta usate come mezzo di difesa personale in combinazione con la scherma rinascimentale.
Un'altra forte influenza per la lotta in Europa fu data dall'Impero ottomano, che con le sue conquiste nella regione balcanica introdusse vari stili di lotta anatolica e turca (come lo yağlı güreş) a contatto con quelli slavi, magiari e rumeni; facendo così anche da ponte fra la lotta persiana e quella mittel-europea/occidentale.
Oriente
In questi secoli, la lotta era presente anche nella zona geografica dell'ex-URSS in cui, nelle campagne e nei villaggi erano (e sono tuttora) praticati diversi stili. Dalla Russia proveniva la goughty, dai paesi caucasici provenivano stili come la tchadora della Georgia, la guleche dell'Azerbaijan e la kokh dell'Armenia. Dalle steppe centroasiatiche, conquistate dall'impero russo, provenivano la kouresse del Kazakistan, la goreche del Tajikistan, la kourache del Kirghizistan ed Uzbekistan.
In oriente, la lotta veniva studiata in particolare in Giappone dai samurai come metodo per combattere in caso le loro armi fossero andate perse o distrutte in battaglia. Il termine jūjutsu fu coniato nel VII secolo per indicare un'arte marziale, dopodiché divenne un termine ombrello per indicare un'ampia varietà di discipline lottatorie nelle arti marziali giapponesi. Prima di allora, si usavano altri termini specifici come , , , , , e persino il noto (già nel 1724, più di due secoli prima che Jigorō Kanō fondò la moderna arte del Kodokan Judo). I sistemi di combattimento non armato sviluppati e praticati durante il periodo Muromachi (prima del 1573) sono al giorno d'oggi riferiti collettivamente come .
Età contemporanea
Il XIX secolo rappresenta la rinascita della lotta a livello di popolarità; in questo periodo storico iniziò la fase della “lotta olimpica moderna”, istituzionalizzata soprattutto in Francia ma anche in Italia. Soprattutto la Francia ebbe una parte da gigante nel carattere sportivo della lotta, codificando le odierne discipline della libera e della greco-romana.
Per via della comparsa di ginnasi e club atletici, la lotta greco-romana e libera vennero subito regolamentate in competizioni formali.