N.P. - Il segreto è un film del 1971 diretto da Silvano Agosti. È una storia fantapolitica con spunti sociologici.

Trama L'ingegnere N.P., presidente del Gruppo Industriale Aziende Riunite, che sta portando avanti un programma di totale automazione della produzione, progetta e costruisce una macchina, denominata "la farfalla", che ha la funzione di trasformare i rifiuti in cibo. Dopo essersi incontrato con alcuni prelati, l'uomo viene rapito, privato dei documenti e sottoposto a un trattamento che gli toglie la parola e la memoria.

Fatto passare per morto in un incidente aereo, l'ingegnere, ormai muto e incapace di ricordare il proprio passato, viene abbandonato per le strade della città; accolto in casa da una famiglia che vive in un quartiere popolare, N.P. osserva la vita quotidiana degli abitanti della zona, i quali, dopo che tutta la produzione industriale è stata automatizzata, non lavorano e ricevono regolarmente dallo Stato una somma di denaro per il proprio sostentamento. Durante la permanenza nel quartiere, l'uomo assiste anche a una funzione religiosa diffusa tramite altoparlanti e priva di personale umano.

Con il pretesto di un viaggio premio, i sussidiati vengono allontanati in massa e il quartiere viene quasi completamente svuotato. I pochi rimasti si mettono in fila per ottenere il sussidio: a erogarlo dovrebbe essere proprio un esemplare del macchinario inventato da N.P.

Produzione

La stesura della sceneggiatura ebbe inizio nel 1968. In quel periodo il regista Silvano Agosti si dedicava ai cinegiornali del movimento studentesco, di cui fu un realizzatore appassionato. Come osservato da Italo Moscati (che con Lucia Travisante collaborò alla sceneggiatura del film), durante le lotte del 1968 «il più attivo di tutti fra i cineasti fu Silvano Agosti» e «l'esperienza della contestazione portò il regista a riconsiderare profondamente la sua idea di cinema, che divenne una pratica febbrile dopo il debutto con Il giardino delle delizie»Cfr. Italo Moscati, Solitudine di dicembre, in Id. (a cura di), 1969 Un anno bomba: quando il cinema scese in piazza, Venezia, Marsilio, 1998, p. 83..

Nelle intenzioni del regista, la distopia del film «preconizzava una realtà già in atto. La tematica scaturiva da eventi vissuti in prima persona, nel corso dei quali» — come ebbe a dichiarare lo stesso Agosti — vide «frantumarsi le possibilità di sbocco promesse dall'autunno caldo»; perciò «l'elemento fantastico del film è forse l'alibi per sfuggire o mascherare l'aspetto realistico di un futuro che oramai bussa alle porte»Citato in C. Gelato, Fin dove arriva l'azzurro del cielo, in A. Macis, P. Masala (a cura di), Immagini in libertà, p. 29..

Riferimenti alla realtà e filmati di repertorio La critica ha evidenziato forti similitudini tra la vicenda narrata e il caso Mattei, come notò all'epoca Tullio Kezich nella sua recensione al filmCfr. Tullio Kezich, Il millefilm. Dieci anni al cinema 1967-1977, Milano, Il Formichiere, 1978.. Non a caso, nelle scene in cui si parla dell'incidente aereo in cui si vuol far credere che il protagonista abbia perso la vita, il regista ha impiegato immagini di repertorio dell'incidente in cui perì il presidente dell'ENI Enrico MatteiIl filmato d'archivio utilizzato mostra i reali rottami del velivolo precipitato a Bascapè..

All'interno della pellicola sono presenti altri importanti innesti documentaristici tratti dalla storia italiana coeva: le sequenze dei funerali del film utilizzano infatti le reali riprese dei funerali delle vittime della strage di Piazza Fontana di Milano del 1969. Inoltre, le scene che mostrano le manifestazioni e i disordini di piazza derivano direttamente dai cinegiornali del movimento studentesco, realizzati dallo stesso Silvano Agosti pochi anni prima.

Il titolo e il significato del nome Il titolo della pellicola e il nome del protagonista riprendono ironicamente l'acronimo burocratico e giudiziario "N.P.", utilizzato nel gergo istituzionale per indicare una "Nota Persona".

Cast L'ingaggio di Irene Papas: Il regista Silvano Agosti riuscì ad assemblare un cast di rilievo internazionale. L'attrice greca Irene Papas, storicamente impegnata sui temi sociali e già nota per le collaborazioni con il regista Costa-Gavras, accettò di prendere parte al progetto a fronte di un compenso puramente simbolico di mezzo milione di lire, che decise infine di restituire interamente alla produzione al termine delle riprese . Il cameo di Marco Bellocchio: Il regista Marco Bellocchio, amico di Agosti, partecipa alla pellicola prestando la propria voce nella scena della messa automatizzata, in cui ripete la liturgia amplificata dagli altoparlanti del quartiere dei sussidiati. La partecipazione di Paola Agosti: Nel film appare in un piccolo ruolo non accreditato una giovanissima Paola Agosti (all'epoca di circa nove anni), nipote del regista. La pellicola anticipa il sodalizio artistico e professionale con lo zio Silvano, che la vedrà negli anni successivi impegnata come attrice, aiuto regista, costumista e scenografa in diverse produzioni indipendenti.

Colonna sonora La colonna sonora del film è stata interamente composta da Nicola Piovani. La pellicola rappresenta l'esordio assoluto del futuro Premio Oscar nella composizione musicale per un lungometraggio cinematografico, dopo aver collaborato con Agosti solo per la sonorizzazione di alcuni cinegiornali legati al Movimento Studentesco.

Distribuzione

Il caso della trasmissione televisiva Nonostante la Rai avesse acquistato i diritti di trasmissione dell'opera fin dai primi anni settanta, il film non è mai stato incluso nei palinsesti televisivi ordinari per quasi quarant'anni . La prima messa in onda nazionale è avvenuta nella notte del 16 dicembre 2010 (alle ore 02:25), all'interno del contenitore cinematografico Fuori orario. Cose (mai) viste su Rai 3. Questo prolungato stallo distributivo è stato spesso citato da Silvano Agosti come un esempio di ostracismo nei confronti della sua cinematografia indipendente . Home video La primissima distribuzione home video del film è avvenuta in formato VHS a opera della storica etichetta 3B Magnum. Il film è stato poi ripubblicato e distribuito, dapprima in VHS e successivamente in DVD (codice EAN 8032998310108) dalle Edizioni L'Immagine, la casa editrice indipendente fondata dallo stesso Silvano Agosti per diffondere le sue opere al di fuori dei circuiti commerciali tradizionali.

Accoglienza

Critica dell'epoca Alla sua uscita nei primi anni settanta il film ricevette giudizi contrastanti da parte della critica cinematografica italiana, divisa tra l'apprezzamento per l'indipendenza produttiva e le riserve sulla resa stilistica della metafora politica.

Il critico Tullio Kezich espresse un giudizio favorevole pur con qualche riserva, evidenziando l'onestà intellettuale dell'operazione e il coraggio della formula fantapolitica e sociologica, sebbene considerasse l'impianto generale a tratti fumoso o eccessivamente allegorico. Al contrario, la critica più legata ai canoni del cinema narrativo tradizionale stroncò la pellicola; nel suo Dizionario dei film, Paolo Mereghetti liquida l'opera definendola un apologo fantapolitico «invecchiato in fretta», penalizzato da un'impostazione ideologica ritenuta ingenua e da uno sviluppo narrativo non sufficientemente efficace o pungente.

Rivalutazione recente In epoche recenti, la pellicola è stata oggetto di una significativa riscoperta da parte di storici del cinema e saggisti. Pur risentendo di un'iconografia e di soluzioni visive strettamente legate alla stagione post-sessantottina, a N.P. - Il segreto viene oggi ampiamente riconosciuto il merito di aver anticipato i tempi e gli umori dei decenni successivi .

In particolare, la critica moderna ne loda la lungimiranza nel trattare temi allora pionieristici come l'ecologia urbana, i risvolti alienanti dell'automazione industriale globale, la disoccupazione di massa controllata dal welfare di Stato e la progressiva sparizione fisica della classe operaia . Viene inoltre sottolineata la capacità visionaria del montaggio di Agosti nel delineare, con un approccio quasi cronachistico e uno "sguardo alienato" sull'urbanistica delle periferie, l'inquietudine e le tensioni sociali che avrebbero caratterizzato l'Italia degli Anni di piombo .

Note

Voci correlate Cinema italiano di fantascienza

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