Biografia Infanzia Camillo nacque a Firenze il 6 novembre 1816, figlio secondogenito del principe Francesco Borghese e della duchessa francese Adele de La Rochefoucauld. Egli era quindi fratello di Marcantonio, VIII principe di Sulmona e di Scipione, duca Salviati.
Principe Aldobrandini Alla morte del padre nel 1839, decise di reclamare le prerogative nobiliari relative alla nobile famiglia romana dei principi Aldobrandini che nel Settecento avevano stabilito un fidecommesso in secondogenitura alla famiglia Borghese, assumendone quindi il cognome e le armi.
Carriera militare Colonnello comandante della Guardia civica romana sotto il pontificato di papa Pio IX, prese parte alla prima guerra d'indipendenza italiana come capitano delle truppe pontificie. Divenuto ministro delle Armi nel governo costituzionale presieduto da Gaetano Recchi (10 marzo – 2 maggio 1848), ebbe il compito di organizzare un corpo di spedizione pontificio posto agli ordini del generale Giovanni Durando. Sempre appoggiando la politica di Pio IX, anche dopo l'allocuzione del 29 aprile 1848, l'Aldobrandini venne nominato il 13 maggio successivo quale membro dell'Alto Consiglio di Stato. Dal suo scranno si dichiarò favorevole a continuare la guerra per l'unificazione dell'Italia; ma dopo la fuga di Pio IX a Gaeta (novembre 1848) si ritirò dalla scena politica.
Ultimi anni e morte Nel 1862 divenne presidente della commissione pontificia per l'esposizione universale di Londra di quell'anno. Durante la spedizione garibaldina del 1867, si arruolò come tra i "volontari" dell'esercito pontificio e, dopo la Battaglia di Mentana, mise il suo palazzo di via Panisperna a disposizione del Comitato di soccorso ai feriti. Dopo il 1870 e l'occupazione di Roma, si schierò apertamente però con la nobiltà romana favorevole al mantenimento del potere temporale dei pontefici. Dal 1878 al 1882 fu consigliere comunale a Roma nel partito dell'Unione Romana.
Morì il 5 giugno 1902 a Roma all'età di 85 anni.
Matrimonio e figli Camillo Aldobrandini sposò in prime nozze, nel 1841, a Bruxelles la principessa Marie Flore Pauline d'Arenberg (1823-1861), figlia del principe Prospero Luigi d'Arenberg e di sua moglie, la principessa Ludmilla von Lobkowicz. Da questo matrimonio nacquero i seguenti eredi: Maria (1844-1862) Pietro (1845-1885), duca di Sarsina, sposò nel 1865 la principessa Françoise de La Rochefoucauld. Premorì al padre. Elisabetta (1847-1927), sposò nel 1865 il nobile Filippo Massimo, I principe Lancellotti Luigi Gonzaga (1849-1861)
Alla morte della prima moglie, sposò in seconde nozze a Vienna nel 1863 la contessa ungherese Maria Hunyadi de Kethely, nipote diretta del principe Giovanni I Giuseppe del Liechtenstein. Da questo matrimonio nacquero i seguenti figli: Giuseppe (1865-1929), II principe di Meldola, sposò Maria Antinori, duchessa di Brindisi Ippolito (1869-1900), gesuita
Ascendenza
Onorificenze
Bibliografia M. Menghini, Cinque lettere di Massimo d'Azeglio [a C. Aldobrandini], in Nozze Del Drago-Montini Marescotti, Imola 1924 Dizionario del Risorgimento nazionale, vol. II, p. 40.
Collegamenti esterni
Camillo Camillo