Longines è un'azienda svizzera produttrice di orologi di lusso, facente parte del gruppo Swatch.

Storia

1800

L'azienda fu fondata nel 1832 a Saint-Imier da Auguste Agassiz con il nome di Agassiz & Compagnie per poi assumere l'attuale denominazione nel 1867 in seguito all'acquisto da parte del proprietario di un terreno in una località nota come Les Longines su cui l'imprenditore costruì la propria fabbrica di orologi. Il nome Longines venne adottato, assieme al simbolo della clessidra alata, dal nipote di Auguste Agassiz, Ernest Francillon (le cui iniziali verranno registrate nel 1889 e riportate per lungo tempo all’interno dei fondelli e sono utilizzate tuttora come decorazione di questi). Francillon, figlio della sorella di Agassiz, contribuirà inoltre, attorno agli anni Sessanta del 1800, a rendere la Maison una vera e propria manifattura, in grado di produrre in-house tutte le componenti degli orologi. In quegli anni, infatti, viene realizzato il primo movimento in-house dell’azienda, il 20A, seguito da altri calibri, da 17" e 18" (38/39 mm di diametro), molto curati e realizzati appositamente per gli orologi da tasca, che saranno più venduti di quelli da polso fino a metà anni Venti del Novecento e che contribuiscono ad aumentare la popolarità della casa della clessidra alata. Il primo orologio a marchio Longines è stato presentato al grande pubblico nel 1867.

Nel 1878 viene realizzato il primo calibro cronografico, monopulsante, il 20H (da tasca). Lo stesso anno la Maison si afferma anche come cronometrista di qualche gara, inizialmente soprattutto nelle corse dei cavalli (la partnership tra Longines e il mondo equestre prosegue tuttora sia nelle competizioni, sia negli orologi disponibili a catalogo, come si può notare dalla collezione Equestrian attualmente presente a catalogo e dedicata a un pubblico femminile).

Nel 1879 l'abilità di Longines per la realizzazione di meccanismi precisi e affidabili ottiene i primi riconoscimenti internazionali di cronometria.

Nel 1880 Francillon ha registrato il nome, e nel 1889 il logo, rendendo la Longines l'azienda con il logo più antico tra i fabbricanti di orologi.

Nel 1888 viene prodotto il primo calibro della casa ad essere certificato cronometro, il 21.59, nato per animare orologi da tavolo. Verso fine Ottocento Longines stringe una partnership con Wittnauer, azienda fondata negli Stati Uniti pochi anni prima dall’immigrato svizzero Albert Wittnauer. Grazie a questa collaborazione, Longines viene distribuita Oltreoceano da un’importante rete di vendita e alcuni modelli della clessidra alata vengono venduti con doppio marchio inciso su cassa e quadrante. L'importante collaborazione consente ben presto alla casa di Saint-Imier di diventare l'azienda orologiera elvetica più nota e diffusa negli Stati Uniti e il mercato nordamericano arrivò a pesare fino al 20% del fatturato aziendale.

1900-1930: il legame con lo sport e le grandi esplorazioni

Nel 1900 diversi cronometri da navigazione equipaggiavano la spedizione al Polo Nord di Luigi Amedeo di Savoia-Aosta Duca degli Abruzzi. Nel 1905 altri strumenti di bordo della Longines equipaggiano la nave Arctic con cui l'esploratore canadese Joseph-Elzéar Bernier raggiunge l'Artico per la prima volta, rivendicando il possesso di alcune isole artiche da parte del Dominion.

Nel 1908 viene creato il primo orologio dell'azienda, da tasca, con indicazione di due fusi orari. Quello da polso con questa funzione viene ideato nel 1925 e venne ribattezzato Zulu, per la presenza del simbolo della lettera Z sul quadrante, secondo l'alfabeto militare.

A metà anni '10 Longines contava già circa 2500 dipendenti.

Nel 1913 viene lanciato il primo calibro cronografico da polso di Longines, il 13.33Z, di grande pregio e assai innovativo. Grazie ad una modifica del movimento 13.33Z l'azienda è diventata una pioniera nella realizzazione di uno dei primissimi cronografi da polso dotati di complicazione flyback (o "retour en vol"), che dà la possibilità, premendo un solo tasto, di azzerare i secondo cronografici e di farli immediatamente ripartire, senza dover arrestare la lancetta e riportarla a zero.

Il legame con lo sport e il cronometraggio si stringe grazie alla creazione, tra il 1914 e il 1916, di due cronometri da tasca in grado di misurare il decimo e il centesimo di secondo.

Dal 1916 inizia la produzione dei calibri in-house di forma. Nel 1923 Longines diventa la prima casa orologiera a montare una lunetta girevole su un orologio da polso. Nel 1927 Charles Lindbergh, pioniere dell’aviazione, chiede alla Maison la produzione di un orologio con angolo orario, realizzato sulla base del Weems, di pochi anni precedente e così chiamato in onore di Philippe Van Horn Weems, ufficiale della marina militare americana che contribuì alla realizzazione di quest'ultimo. Si tratta di uno strumento di navigazione, un vero e proprio tool watch. Il buon nome dell'azienda ha consentito anche di accompagnare diversi celebri aviatori italiani, Francesco de Pinedo, Carlo Del Prete e Arturo Ferrarin, durante diverse trasvolate compiute nella seconda metà degli anni Venti, come il Raid delle Americhe e la transvolata Roma-Brasile senza scali, a bordo di un Savoia-Marchetti S.64. Alcuni Weems sono stati assegnati a diverse forze armate di vari paesi del mondo, come nel caso dei soldati del cielo dell'aviazione imperiale giapponese.

Longines si afferma dunque sia come costruttrice di orologi da polso, sia di strumenti di bordo per velivoli. Nel 1929 dota della strumentazione di bordo il dirigibile LZ 127 Graf Zeppelin che compie il giro del mondo. Nello stesso periodo i cronografi, anche flyback, prodotti sono stati utilizzati anche dall'aviazione italiana. La crisi economica globale del 1929 toccò anche Longines, la quale dapprima perse parte dei suoi ricavi negli USA, ma verso la seconda metà degli anni Trenta riuscì a tornare ad un livello di produttività pre-crisi anche grazie all'intervento dell'azienda orologiera statunitense Bulova, la quale aveva stabilito un'importante sinergia con Wittnauer, acquistandone buona parte delle quote.

Nel 1935 viene realizzato un orologio (ref. 3582), anch'esso per piloti e destinato all'aviazione cecoslovacca, riproposto recentemente sul mercato col nome di Pilot Majetek. Il nome Majetek è l'abbreviazione della frase "Majetek Vojenské Správy", che significa "di proprietà dell'esercito cecoslovacco".

Nel 1936 viene lanciato il calibro 13ZN, reputato pressoché unanimemente il miglior cronografo da polso mai realizzato, con funzione flyback. Nel 1938 realizza lo Stop Seconde: un segnatempo in grado di svolgere funzioni cronografiche pur non avendo i contatori grazie a un pulsante a ore 2 con cui arrestare la sfera dei secondi continui centrale. Nel 1939 Longines arriva a misurare il centesimo di secondo con uno stopwatch, per le gare sportive.

1940-1950: l'epoca d'oro di Longines

A cavallo tra gli anni ’40 e ’50 viene montato sui solo tempo della Maison il 12.68Z, calibro di alto livello e di ottima fattura progettato sul finire degli anni Trenta che mostra decorazioni rigorosamente manuali come gli anglage e, su alcuni modelli, anche la decorazione a Côtes de Geneve. Oltre al 12.68Z viene realizzato anche il più grande 15.68Z, da 33 millimetri di diametro e nato per competere alle gare di cronometria di Neuchâtel.

Dal 1955 il 12.68Z viene progressivamente sostituito dal 30L, prodotto fino al 1967 e più largo di 3 millimetri. Si tratta di un movimento qualitativamente inferiore, più economico, ma di uguale fortuna. L'elevata qualità dei meccanismi è percepibile anche negli orologi da polso femminili, alcuni dei quali montano il movimento a carica manuale 19.4, nato nel 1953 e montato per oltre dieci anni.

È invece del 1945 il calibro 22A, primo automatico della casa. Se da un lato, però, i movimenti manuali, realizzati anche di forma (cioè non rotondi), ebbero grande consenso, gli automatici di casa Longines furono meno fortunati, anche a causa di un colpevole ritardo dell’azienda, rispetto alla concorrenza, nella realizzazione di un movimento a carica automatica. Nel 1947 viene lanciato il 30CH, calibro cronografico che andrà a sostituire il 13ZN. Anch’esso è un ottimo movimento cronografico a carica manuale, seppur qualitativamente inferiore al predecessore.

Risale al 1954 la collezione Conquest, la prima collezione della casa ad avere un nome (nonché la più diffusa e stravolta nell'estetica nel corso degli anni), seguita nel 1957 dalla Flagship, riconoscibile, oltre che dal nome sul quadrante, dalla nave ammiraglia incisa sul fondello, o addirittura smaltata. Tra il 1959 e il 1960 viene presentata anche la linea Admiral, recante 5 stelle sul quadrante a testimoniare l’eccellenza del segnatempo. Nel corso dei decenni questa collezione verrà utilizzata non solo per dress watch, ma anche per orologi più sportivi, e addirittura, negli anni ’80 e ’90, per alcuni diver. Tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60 viene presentata la collezione Sport Chief, caratterizzata sempre da linee eleganti, ma che prevede l’adozione di casse waterproof e movimenti antimagnetici, per poter fornire un valido everyday watch, politica che già altre maison stanno adottando: un esempio è lo Zenith Sporto.

Nel 1959 viene realizzato uno dei primi segnatempo con movimento ad alta frequenza, il calibro 360 a carica manuale, vincitore di diversi premi al concorso di precisione dell'Osservatorio di Neuchâtel.

Gli anni Sessanta

Nel 1960 nasce il movimento automatico 290, seguito, gli anni successivi, dal 340 e affini. Nel 1961 viene acquisita la maggioranza di Record, produttrice sia di orologi, sia di alcuni movimenti, che a seguito dell’acquisizione vengono rinominati da Longines, ma viene venduta dopo pochi anni. Ci sono anche diversi movimenti Record utilizzati dalla stessa Longines e quindi rimarchiati: è il caso degli automatici Record 1955 (ribattezzato Longines 501), Record 1958 (chiamato Longines 503) e il manuale Record 651 (rinominato Longines 701), tutti meccanismi incassati fino a metà anni Settanta, qualitativamente meno validi rispetto ai movimenti coevi dell'azienda oltre che dalle linee più squadrate e geometriche. Il movimento 30L, ancor prima della sua dismissione, viene affiancato dal movimento a carica manuale 280 (con i suoi derivati), di dimensioni più contenute, leggermente più sottile e con alternanze orarie portate a 19800 dalle precedenti 18000.

Longines inizia ad entrare in crisi a metà degli anni ’60: la qualità orologiera cala sensibilmente rispetto al decennio precedente, e nonostante si mantengano buoni volumi di vendite si cerca di economizzare sia nei quadranti, sia nelle decorazioni dei movimenti, pur non riducendo il prezzo dei segnatempo. Uscito di produzione il crono 30CH, verranno abbandonati i calibri cronografici di manifattura per adottare movimenti Valjoux. Allo stesso modo sul finire degli anni Sessanta, i popolari Flagship si spogliano del 30L, mandato in pensione, per essere dotati di meccanismi di terze parti e personalizzati dalla casa, sebbene qualche movimento venisse ancora prodotto in-house (è il caso, ad esempio, del movimento 410, realizzato a partire dal 1972).