Biografia Una adolescenza turbolenta Orliński nacque il 13 aprile 1899 presso la tenuta di famiglia a Niwerka, vicino a Kamieńcu Podolskim. Nel 1910 si esibì a Kamieniec Podolski il grande pilota russo Sergej Isaevič Utočkin, e questo fatto influenzò il resto della sua vita. Lasciò la casa natale all'età di 17 anni, il 15 maggio 1916, un anno dopo la tragica morte del padre, arruolandosi nell'Esercito imperiale russo. Prestò servizio nella compagnia di guardia all'aeroporto di Vinnycja, frequentando la scuola sottufficiali. Al termine della scuola fu mandato da Žytomyr sul fronte nord-ovest, a combattere in un reggimento di fanteria contro i tedeschi. Nell'ambito della guerra sovietico-polacca partecipò alla grande offensiva su Vilnius del 7 dicembre 1917, prestando servizio in una compagnia di intelligence. Nel 1918 scappò dall'esercito zarista e si arruola a Minsk nel 1º Corpo polacco, di recente formazione, posto al comando del generale Józef Dowbór-Muśnicki. Fu assegnato all'unità di ricognizione a cavallo della 2 Legii Oficerskiej. Quando il corpo del generale Dowbór-Muśnicki fu disarmato dai tedeschi, il 18 maggio 1918, egli si recò in Ucraina, ove cercò di finire gli studi precedentemente interrotti. Fu ripetutamente catturato e imprigionato fino a quando non ottenne di arruolarsi nelle truppe dell'atamano Semen Petlura. Fu destinato al servizio presso la 12ª Divisione di Cavalleria dell'esercito ucraino. Dopo tre mesi di servizio fuggì e ritornò in Polonia, ove si arruolò, il 10 gennaio 1919, nel neocostituito Wojska Lądowe, l'esercito polacco. Prestò servizio nell'arma di cavalleria, come lanciere guida durante la guerra sovietico-polacca. Tra il 20 gennaio 1919 e il 15 marzo 1920 combatté nelle battaglie di Włodzimierz, Równe, Dubno e Łuck e poi, sul fronte lituano-bielorusso, a Mozyrz, Owruczem e Prypeć.

L'entrata in aviazione Durante il servizio al fronte Bolesław Orliński fece domanda per entrare volontariamente nella neocostituita aeronautica militare polacca. I suoi sforzi furono premiati: riuscì a farsi assegnare alla 162 Eskadry Lotniczej Spadów di Varsavia.Cynk, Jerzy B. History of the Polish Air Force 1918-1968. Reading, Berkshire, UK: Osprey Publishing Ltd., 1972. ISBN 0-85045-039-X. Dopo il ritorno al fronte l'unità fu ridesignata 19 Eskadrę Myśliwską. Il comando dell'unità fu assunto dal tenente Anton Mroczkowski (in polacco Antoniego Mroczkowskiego). Iniziò il servizio come autista meccanico, conducente di un camion Dodge del servizio a terra. Fu inviato al fronte, a Borysów, e lì Bolesław Orliński, con sua grande felicità, ricevette il battesimo dell'aria. Il cadetto Lagoda, pilota della 113 Eskadry di Poznań, lo trasportò come passeggero su un velivolo di fabbricazione tedesca, un DFW C.V. Nel corso dell'offensiva sovietica del 1920 Orliński si ammalò gravemente di tifo. Sicuro che sarebbe morto presso l'ospedale di Mokotów scrisse delle lettere di addio alla famiglia. Per sua fortuna guarì dopo tre settimane. Al termine della convalescenza sostenne con successo le visite mediche a Varsavia e fu formalmente accettato nell'aeronautica militare come allievo pilota. Il 13 settembre 1920 fu mandato presso la Niższej Szkoły Pilotów di Bydgoszcz. Qui, sotto la guida esperta del tenente colonnello Jan Kieżun e del maggiore John Garbińskiego, fece rapidi progressi. Effettuò il suo primo volo da solo con la metà dei voli assistiti da istruttore che servivano agli altri allievi. Il corso di formazione terminò nel giugno del 1921, ed egli ne uscì con lode, effettuando ulteriori corsi di addestramento a Grudziądz, Cracovia e Varsavia. Nel giugno 1923 fu nominato istruttore presso la scuola piloti acrobatici di Grudziądz. Durante l'inserimento nel reparto accettò una scommessa: effettuare 100 loop uno dietro l'altro. A bordo di un addestratore acrobatico Morane-Saulnier ne compì 242, e si fermò solo per la rottura del motore. Vinse la scommessa. Dopo un breve servizio nel 4 Pułku Lotniczym (4º reggimento d'aviazione) di Toruń, Orliński lasciò l'aeronautica militare nel 1924 e divenne pilota civile, dapprima presso la compagnia aerea "Franco-Roumanie", e successivamente nell'"Aerolot". L'11 ottobre 1925 incontrò casualmente a Varsavia il Brigadier Generale Włodzimierz Zagórski che lo convinse a ritornare nell'aviazione dell'esercito. Al rientro fu assegnato all'11 Pułku Mysliwski Lotniczego di Lidzie. Qui Bolesław Orliński si distinse come eccezionale pilota istruttore, segnalandosi all'attenzione dei suoi superiori.

Il raid Varsavia-Tokyo

Bolesław Orliński aveva richiamato su di sé l'attenzione del capo del dipartimento aeronautica (Departamentu Lotnictwa) dell'esercito polacco, colonnello Ludomił Rayskiego. Rayskiego gli offrì di effettuare un volo di collegamento da Varsavia a Tokyo. Orliński non solo accettò la sfida, ma pretese che il raid si tenesse nei due sensi, cioè volo da Varsavia a Tokyo e ritorno. L'aereo prescelto per effettuare il collegamento fu uno dei Breguet Bre 19 A2 in uso all'aviazione militare, l'unico adatto ad effettuare voli di dodici ore consecutive. L'aereo non era dotato di particolari accorgimenti per la navigazione senza visibilità, né di impianto per l'erogazione dell'ossigeno. L'abitacolo era aperto, ed esisteva solo un parabrezza dietro cui ripararsi. Come assistente sceglie il fidato meccanico León Kubiak. Il decollo dell'aereo avviene da Varsavia il 27 agosto 1926. Il volo di andata avviene in nove tappe, mentre quello di ritorno, ricco di momenti drammatici, in undici. Sulla via del rientro Orliński e Kubiak incontrano avversità atmosferiche di ogni genere, rapidi peggioramenti del tempo, uragani, tempeste, nuvole fino a metri e guasti al propulsore. Inoltre, causa del vento in fase di atterraggio, l'aereo rimase danneggiato a Byrka. Si ruppe la parte terminale sinistra dell'ala inferiore e l'elica del propulsore. Gli aviatori polacchi accorciarono l'ala inferiore opposta di e ripararono l'elica con colla e filo di ferro. Così riparato l'aereo volò fino a Varsavia. Il rientro avvenne il 25 settembre 1926, dopo aver percorso ulteriori . In totale il raid aereo aveva percorso una distanza di coperti in 121 ore e 16 minuti. Per questo atto di valore aeronautico Orliński fu insignito dell'Ordine giapponese del Sole Nascente di 6ª classe, e della Legion d'honneur francese. La grande impresa diede lustro all'aeronautica del giovane stato polacco, ed Orliński ottenne la promozione a Capitano. L'azienda motoristica francese Lorraine-Dietrich gli regalò un'auto. Ricevette lettere di riconoscimento da capi di stato e re, tra cui Giorgio V del Regno Unito e l'allora capo del governo italiano, Benito Mussolini. Nell'agosto 1927 risultava in servizio presso la 113. Eskadra Mysliwska dell'11 Pułku Mysliwski Lotniczego di Lidzie, dotato del caccia francesi SPAD 61 C1.Belcarz, Bartolomej e Sankowski, Wojciech. Polskie skrzydla 1. SPAD 61 C1, SPAD 51 C1, Wibault 70 C1" Widawnictwo STRATUS. Artur Juszczak, Po. Box 123, 27-600 Sandomierz 1, Poland. (c) 2004 Stratus. ISBN 83-89450-20-8.

L'attività di collaudatore Il 31 agosto 1928 abbandonò per la seconda volta il servizio militare, a causa di una donna. Si innamorò, ricambiato, di una bella ballerina di Varsavia, Stanisławie Gomółce. Non potendo le autorità militari acconsentire a questa relazione, considerata scandalosa, Orliński lasciò la carriera di pilota militare e si sposò a Varsavia il 13 giugno 1929. Dopo un anno di lavoro nell'ambiente della comunicazione Orliński fu assunto nell'agosto 1929 come pilota collaudatore presso la Państwowe Zakłady Lotnicze (PZL) (fabbrica di stato polacca per l'aviazione) di Varsavia. Alla fine dello stesso mese Orliński ebbe l'onore di collaudare il primo prodotto disegnato dall'ingegner Zygmunt Puławski, il caccia monoplano PZL P.1.Cynk, Jerzy B. Polish Aircraft, 1893-1939. London: Putnam & Company Ltd., 1971. ISBN 0-370-00085-4. Durante il primo volo si verificò un guasto meccanico che compromise l'aerodinamica del velivolo, che diventò parzialmente ingovernabile. Con sangue freddo e padronanza tecnica, tuttavia, Orliński decise di non lanciarsi immediatamente con il paracadute, ma di effettuare un tentativo di atterraggio, che per fortuna riuscì. Orliński collaudò tutti i prototipi di caccia della PZL dal 1928 in poi, i caccia PZL P.1, PZL P.6, PZL P.7, PZL P.8, PZL P.11, PZL P.24 e PZL.50 Jastrząb nel 1939. Eseguì anche i collaudi dei velivoli sportivi PZL.19, PZL.26, dei velivoli da trasporto passeggeri PZL.4, PZL.44 Wicher, e dell'aereo da turismo PZL Ł.2. Separatamente dal suo lavoro di pilota collaudatore, prese parte a numerosi raduni aviatori, e a presentazioni di aerei polacchi all'estero. Nel maggio 1930 presentò il prototipo del velivolo da ricognizione leggera PZL Ł.2 al meeting aero di Brno, impressionando il pubblico per gli atterraggi corti mozzafiato e per la velocità minima di stallo. Volando con il PZL P.5 partecipò, il 26 luglio 1930, al Challenge 1930 disputato da aerei da turismo internazionali, ma non riuscì a terminare la corsa a causa di un guasto al propulsore.

Nel dicembre 1930 presentò in volo al Paris Air Show di Le Bourget il prototipo del caccia PZL P.6. In questa occasione offrì al pubblico assiepato ai bordi della pista un grande spettacolo di acrobazia aerea. A causa di questo show Orliński venne invitato ad andare negli Stati Uniti per partecipare alle National Air Races di Cleveland, tenutesi dal 29 agosto al 7 settembre 1931, con trasferta a spese dell'organizzazione. Insieme ad Orliński erano stati invitati i migliori piloti acrobatici europei, provenienti da Italia (Mario de Bernardi), Germania, Cecoslovacchia, Gran Bretagna e dal resto d'Europa. Tra di essi spiccava il tedesco Ernst Udet, asso della prima guerra mondiale con 62 vittorie accertate. In quell'occasione Orliński si esibì con il PZL P.6 in una serie di acrobazie mozzafiato, battendo i più quotati piloti dell'epoca, e vincendo la manifestazione. Gli americani ammirarono moltissimo sia il pilota che il caccia, i quotidiani americani e nazionali dedicarono le prime pagine alla sua impresa. Un mese dopo il trionfo di Cleveland, l'11 ottobre 1931, Orliński partecipò con il PZL P.6 alla manifestazione aerea di Katowice. Il giorno dopo dovette volare a Varsavia per un accurato controllo della macchina, che aveva manifestato fastidiose vibrazioni al motore. Dopo venti minuti di volo l'aereo manifestò le stesse vibrazioni del giorno precedente, che peggiorano rapidamente. Orliński decise di rientrare all'aeroporto di partenza, ma si ruppe l'elica. Il pilota allora si lanciò con il paracadute da un'altitudine di 1 000 metri, rimanendo leggermente ferito, mentre l'aereo precipitò al suolo distruggendosi.

Volando con il racer PZL.19 Orliński partecipò al Challenge International de Tourisme 1932, ma doveva ritirarsi dalla gara per malattia. Il 28 giugno 1934 a bordo del terzo prototipo del caccia PZL P.24 stabilì il record mondiale di velocità per caccia con propulsore radiale, volando a 414 km/h. Durante l'attività di collaudo scampò a molti incidenti, lanciandosi più volte con il paracadute di emergenza, senza mai rimanere ferito.

La seconda guerra mondiale