Operazione Substance era il nome in codice di un'azione della Royal Navy britannica svoltasi nel luglio 1941, durante i più ampi eventi della battaglia del Mediterraneo della seconda guerra mondiale.
L'azione consistette nell'invio di un convoglio di rifornimenti dalla Gran Bretagna a Malta attraverso Stretto di Gibilterra e, al contempo, di un gruppo di mercantili vuoti da Malta alla volta di Gibilterra; la scorta a distanza fu fornita dalla Force H dell'ammiraglio James Somerville. Nel corso dell'operazione le forze britanniche furono ripetutamente attaccate da velivoli della Regia Aeronautica italiana a sud delle coste della Sardegna, oltre che da una formazione di MAS nel Canale di Sicilia: gli attacchi italiani provocarono varie perdite (l'affondamento di un cacciatorpediniere e il danneggiamento di un incrociatore leggero, un cacciatorpediniere e due mercantili), ma non impedirono il compimento della missione da parte dei britannici.
Antefatti Fin dall'entrata in guerra dell'Italia nel giugno 1940, l'isola di Malta si era ritrovata al centro di vaste operazioni aeronavali degli opposti schieramenti: la sua posizione ne faceva un'importante base per la Royal Navy e la Royal Air Force nelle loro operazioni di contrasto ai convogli italiani diretti a rifornire le truppe dell'Asse in Libia, impegnate nella campagna del Nordafrica contro le forze britanniche in Egitto; di converso, tuttavia, la Royal Navy doveva impegnarsi a fondo per garantire periodici rifornimenti di truppe, aerei e materiali al fine di mantenere l'operatività di Malta come base militare, allestendo vari convogli navali e scortandoli con forti aliquote di naviglio da guerra.
A parte alcuni fugaci e inconcludenti interventi della squadra navale da battaglia italiana, l'opera di contrasto delle missioni di rifornimento di Malta da parte della Royal Navy era stata devoluta principalmente alla Regia Aeronautica: penalizzata dal non aver curato negli anni precedenti il conflitto la specialità degli aerosiluranti (e quasi completamente priva di altri apparecchi utili nel contrasto aeronavale, come i bombardieri in picchiata), l'aeronautica si era ritrovata impreparata nella gestione delle operazioni aeronavali, dovendo improvvisare a ostilità ormai iniziate.. L'interdizione alle operazioni britanniche divenne più efficace con il passare del tempo e conobbe una decisa impennata con l'arrivo dei primi contingenti della Luftwaffe tedesca a fine dicembre 1940: l'operazione Excess del 6 - 13 gennaio 1941 mise ben presto in chiaro l'accresciuta minaccia aerea che le forze britanniche dovevano affrontare nel Mediterraneo.
La Royal Navy rimandò altre operazioni su vasta scala di rifornimento di Malta fino al maggio seguente, preferendo servirsi nel mentre di convogli più piccoli o viaggi di singole unità. Tra il 6 e 12 maggio, invece, la Royal Navy portò a compimento la vasta operazione Tiger: un convoglio salpato direttamente dalla Gran Bretagna, carico di carri armati e aerei per il fronte nordafricano, compì sotto la protezione della Force H prima e della Mediterranean Fleet poi l'intera traversata del bacino da Gibilterra ad Alessandria d'Egitto (un unico mercantile andò perduto su una mina), mentre due convogli raggiungevano Malta da Alessandria senza essere disturbati. La notevole riduzione del contingente della Luftwaffe schierato in Sicilia, dovuto all'imminenza dell'invasione dell'Unione Sovietica, diminuì la minaccia che le forze britanniche si trovavano ad affrontare nel Mediterraneo, consentendo loro di progettare nuove operazioni. Le pesanti perdite di naviglio registrate dalla Mediterranean Fleet nel corso della convulsa battaglia di Creta misero però temporaneamente fuori combattimento la squadra di Alessandria, delegando la conduzione della successiva operazione alla Force H di Gibilterra.
Sotto il nome in codice di operazione Substance ("sostanza" in lingua inglese), l'azione avrebbe visto lo svolgersi di due missioni in contemporanea: un convoglio di rifornimento salpato dal Regno Unito, accompagnato da unità da guerra distaccate dalla Home Fleet per rinforzare la Force H, avrebbe raggiunto Malta passando per lo Stretto di Gibilterra, mentre un secondo gruppo di mercantili vuoti avrebbe lasciato l'isola per dirigere su Gibilterra. La Force H dell'ammiraglio James Somerville avrebbe incrociato nel Mediterraneo occidentale per fornire copertura a distanza a queste due operazioni.
L'operazione La partenza del convoglio Substance prese avvio l'11 luglio 1941 quando varie unità navali partirono dal Firth of Clyde e dal Canale di Bristol alla volta di Gibilterra. Sotto la designazione di "WS 9C" si trovava un convoglio composto di sei piroscafi carichi di rifornimenti (City of Pretoria, Deucalion, Durham, Melbourne Star, Port Chalmers, Sydney Star, più la nave frigorifera Avila Star che avrebbe fatto parte del convoglio nel primo tratto per poi procedere autonomamente alla volta del Sudamerica) e due navi passeggeri convertite in navi trasporto truppe (Leinster e Pasteur, la quale si sarebbe fermata a Gibilterra per sbarcare rinforzi alla guarnigione locale); accompagnava il convoglio, sia come scorta che come rinforzo per la Force H di Gibilterra, una formazione della Royal Navy designata "Force X" e composta dalla nave da battaglia , dagli incrociatori leggeri e , dal posamine veloce e dai cacciatorpediniere , , , e (australiano). Per il primo tratto del percorso furono assegnati come scorta ulteriore l'incrociatore leggero olandese e quattro cacciatorpediniere, poi distaccatisi e rientrati nel Regno Unito il 15 luglio.
La navigazione attraverso l'Oceano Atlantico si svolse senza incidenti e, il 16 luglio, il Manxman si separò dal convoglio e procedette autonomamente a forte velocità verso Gibilterra, dove giunse il 19 luglio; la sera del 17 luglio invece la Force X si separò in due formazioni distinte che procedettero per conto proprio verso Gibilterra: la nave trasporto truppe Pasteur con l'incrociatore Manchester e i cacciatorpediniere Lightning e Nestor arrivarono a Gibilterra il 19 luglio, la Leinster con l'incrociatore Arethusa e i cacciatorpediniere Maori, Sikh e Cossack vi giunsero il giorno seguente. Il convoglio WS 9C e la Nelson furono raggiunti la mattina del 18 luglio da una formazione di sei cacciatorpediniere salpati da Gibilterra, sostituiti poi a mezzogiorno del 20 luglio da una seconda formazione che sarebbe poi divenuta la scorta ravvicinata durante il passaggio nel Mediterraneo: l'incrociatore leggero (capo scorta), il posamine Manxman e i cacciatorpediniere Nestor, Lightning, , e .
Alle 23:45 del 20 luglio il convoglio WS 9C entrò nello Stretto di Gibilterra e assunse la nuova designazione di "GM 1". Il comando britannico aveva scelto per il passaggio dello stretto e la partenza della Force H una notte con fitta nebbia e mare in burrasca, al fine di sviare gli osservatori dell'Asse appostati sulle coste della neutrale Spagna, ma la pessima visibilità portò a ritardi nei movimenti navali e qualche incidente: il transito del GM 1 per lo stretto fu completato alle 01:45 del 21 luglio, mentre un quarto d'ora dopo partirono da Gibilterra la petroliera Brown Ranger scortata dal cacciatorpediniere HMS Beverly. Alle 03:20 seguirono gli incrociatori Arethusa e Manchester diretti a rinforzare la scorta del GM 1 e, poco dopo, salpò anche la nave trasporto truppe Leinster, ma a causa della nebbia l'unità finì con l'incagliarsi lungo la costa nei pressi di Capo Carnero a sud di Algeciras, dove rimase bloccata. L'ammiraglio Somerville lasciò gli ormeggi alle 04:30 con la Force H, composta dall'incrociatore da battaglia (nave ammiraglia), dalla portaerei , dall'incrociatore leggero e da sette cacciatorpediniere (, , , , , e ) cui se ne aggiunse più tardi un ottavo (il ): tuttavia, per evitare collisioni stante la pessima visibilità, le unità procedettero in maniera indipendente verso est, riunendosi in gruppo solo verso le 06:00 e venendo raggiunte anche dalla Nelson. Infine, alle 05:30, i cacciatorpediniere Cossack, Maori e Sikh lasciarono Gibilterra per andare a scortare la Leinster, ma informati che la nave era rimasta incagliata furono dirottati e aggregati alla scorta della formazione di Somerville: questi stava soppesando l'ipotesi di distaccare l'incrociatore Hermione per trasbordare dal vascello immobilizzato l'importante personale della RAF, destinato a Malta, ma decise poi di procedere oltre.
Nella mattina del 21 luglio Somerville, a causa dei vari rimescolamenti di formazioni, rinominò la Force H come "Group 4" e la Force X come "Group 5", al fine di evitare confusione nelle comunicazioni radio; la navigazione per il resto del giorno si svolse senza particolari eventi, salvo l'avvistamento alle 12:55 e alle 19:00 di due mercantili neutrali appartenenti alla Francia di Vichy. Alle 08:50 il Group 4 rilevò di essere stato avvistato da un idrovolante da ricognizione italiano, subito fuggito all'approssimarsi dei caccia Fairey Fulmar decollati dalla Ark Royal: la segnalazione del velivolo giunse al comando della Marina italiana (Supermarina) più tardi quella mattinata, ma in mancanza di altri particolari si ritenne che la formazione britannica avvistata fosse uno scaglione della Force H diretto a lanciare aerei per Malta dalla zona a sud delle isole Baleari e, quindi, furono prese solo generiche precauzioni.. Un altro aereo non identificato fu segnalato dalle vedette britanniche alle 14:00, ma ancora una volta i Fulmar mancarono l'intercettazione; dopo di che, alle 17:30, i cacciatorpediniere di scorta al Group 4 si rifornirono di carburante dalla petroliera Brown Ranger, che completata l'operazione invertì la rotta e rientrò a Gibilterra accompagnata dal cacciatorpediniere Beverly.
Gli attacchi del 23 luglio
Alle 23:15 la formazione di Somerville entrò nella zona di pattugliamento del sommergibile , in agguato al largo di Bougie in Algeria: il battello lanciò una salva di siluri all'indirizzo della Ark Royal, ma gli ordigni furono avvistati dal cacciatorpediniere Nestor ed evitati con una serie di violente accostate; dopo essere stato sorpassato da altri due siluri a lui indirizzati (che probabilmente passarono sotto lo scafo perché regolati a una maggiore profondità), il Nestor andò al contrattacco lanciando bombe di profondità sulla posizione del Diaspro che tuttavia riuscì ad allontanarsi dopo aver riportato solo danni leggeri. Il rapporto del sommergibile, nonché nuovi avvistamenti aerei effettuati la mattina del 23 luglio, confermarono a Supermarina che l'operazione britannica consisteva in realtà in una missione di rifornimento di Malta, ma si rivelò troppo tardi per poter progettare un'uscita della squadra da battaglia: si decise di delegare alla Regia Aeronautica un primo contrasto del convoglio britannico, mentre nel frattempo tre torpediniere e quattro MAS, le uniche unità immediatamente disponibili, andavano a posizionarsi in zone di agguato nel Canale di Sicilia..