Operazione Gladio è il nome in codice di un'operazione promossa dalla CIA, il servizio di spionaggio per l'estero degli Stati Uniti, per costituire varie strutture paramilitari segrete di tipo stay-behind allo scopo di contrastare un eventuale attacco delle forze del Patto di Varsavia ai Paesi dell'Europa occidentale, nonché di combattere il comunismo con forme di guerra psicologica e di operazioni sotto falsa bandiera"Belgian parliamentary report concerning the stay-behind network", named "Enquête parlementaire sur l'existence en Belgique d'un réseau de renseignements clandestin international" or "Parlementair onderzoek met betrekking tot het bestaan in België van een clandestien internationaal inlichtingenetwerk" pp. 17–22..
Sintesi Il termine Gladio è utilizzato propriamente solo in riferimento alla Stay-behind italianaO, secondo alcuni, della principale e più duratura tra diverse stay-behind che operarono in Italia, sotto il controllo del Ministero della difesa, tramite i servizi d'intelligence.. Il gladio era il simbolo dell'organizzazione italiana, mentre quello internazionale era la civetta. Durante la guerra fredda, quasi tutti i paesi dell'Europa occidentale crearono formazioni paramilitari, riunite nella Stay Behind Net sotto controllo NATOFrancesco Cossiga, La versione di K, Rizzoli, 2009, p. 149..
L'esistenza di Gladio, sospettata fin dalle rivelazioni rese nel 1984 dal membro del gruppo neofascista Avanguardia Nazionale, Vincenzo Vinciguerra durante il suo processo, fu riconosciuta ufficialmente dal presidente del Consiglio italiano Giulio Andreotti il 24 ottobre 1990, che parlò di una «struttura di informazione, risposta e salvaguardia». L'esistenza della struttura tuttavia era già esplicitamente rivelata nel libro edito nel 1979 da William Colby La mia vita nella CIAWilliam Colby e Peter Forbath, La mia vita nella Cia, Milano, Mursia, 1979 (ed. italiana 1981)..
Storia Nel secondo dopoguerra era già nata una organizzazione, di stampo anticomunista con ufficiali delle forze armate, chiamata, Armata italiana di liberazione.Negli anni cinquanta era avvertito negli ambienti NATO il pericolo di un nuovo conflitto sul suolo europeo. In caso di attacco da parte dell'Unione Sovietica e dei suoi alleati, questa avrebbe occupato inizialmente i Paesi dell'Europa occidentale, in quanto le forze corazzate sovietiche avrebbero potuto agevolmente travolgere le prime linee di resistenza. Si ipotizzava che una prima linea di resistenza effettiva avrebbe potuto essere approntata sul fiume Reno. Questo avrebbe comunque comportato la perdita di buona parte della Germania Ovest, dell'Italia settentrionale e della Danimarca.
Durante la seconda guerra mondiale gli Alleati avevano coordinato l'attività dei movimenti resistenziali nei paesi occupati dall'Asse attraverso una rete di organizzazioni, coordinate da una speciale branca dei servizi d'informazione del Regno Unito, il SOE (Special Operations Executive). Il SOE venne dismesso dopo la fine del conflitto, ma fu riattivato all'inizio degli anni cinquanta, come nucleo di una nuova organizzazione che aveva il compito di porre in essere una rete di resistenza nei vari Paesi europei, nel caso questi fossero stati occupati dall'Armata Rossa o nel caso i comunisti avessero preso il potere attraverso un colpo di Stato.
Un primo gruppo di nazioni (Stati Uniti, Regno Unito, Francia) costituì dunque il Clandestine Planning Committee (CPC), Comitato per il coordinamento, per pianificare, in caso d'invasione, le attività comuni svolte dai rispettivi servizi d'informazione in supporto alle operazioni militari del Patto Atlantico. La struttura di coordinamento era sottoposta alla direzione del comando supremo delle forze alleate in Europa: SHAPE, ovvero Supreme Headquarters Allied Powers Europe.
Coordinamento SHAPE
Operante in tutta la NATO, Gladio era coordinata dal CPC, l'organo multinazionale controllato dal Belgio dallo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe). In un articolo dellInternational Herald Tribune datato 13 novembre 1990, Joseph Fitchett parla della «Resistenza della NATO», e dice che queste reti anticomuniste, finanziate in parte dalla CIA, erano presenti in tutta Europa, comprese nazioni neutrali come Svezia e Svizzera. Anche in Jugoslavia era presente un'organizzazione analoga.
Contrasto di un'ipotetica invasione sovietica Lo scopo principale dell'organizzazione Gladio era di contrastare una possibile invasione dell'Europa occidentale da parte dell'Unione Sovietica e dei paesi aderenti al Patto di Varsavia, attraverso atti di sabotaggio e di guerriglia dietro le linee nemiche. La NATO era consapevole infatti che le truppe stanziate in Europa occidentale non erano sufficienti a respingere un’invasione dell'Armata Rossa in un conflitto diretto senza ricorrere all'uso delle armi nucleari.
Le organizzazioni Stay-behind rappresentavano quindi una possibilità di continuare a combattere in attesa dell'intervento degli Stati Uniti che, data la distanza geografica dall'Europa, sarebbe giocoforza arrivato in un secondo momento. Le sue cellule clandestine erano destinate a «stare nascoste» (o «al di là delle linee», da cui il nome in inglese Stay-behind) in territori controllati dal nemico e comportarsi come movimenti di resistenza, conducendo atti di sabotaggio e di guerriglia. Vennero considerate altre forme di resistenza clandestina e non convenzionale, come operazioni sotto falsa bandiera (attentati e simili operazioni rivendicate sotto falsa bandiera per fomentare divisioni politiche) e attacchi terroristici.
L'idea di costruire questa rete segreta venne a ex ufficiali del SOE (Special Operations Executive, Direzione delle Operazioni Speciali) britannico, un'organizzazione del Ministero della Guerra economica che aveva operato durante la seconda guerra mondiale nei Paesi dove si erano costituiti dei governi fascisti o filonazisti (Norvegia, Francia e Italia). L'idea inglese fu subito accolta dagli Stati Uniti e si decise anche, per mantenere la segretezza, di tenerla fuori dalle organizzazioni militari tradizionali, vale a dire fuori dai comandi NATO. Nacque così Stay Behind NetFrancesco Cossiga, op. cit, p. 152..
Ingresso dell'Italia Oltre ai tre Paesi fondatori, diversi altri membri della NATO entrarono successivamente nella struttura. L'Italia lo fece in via ufficiale nel 1964, ma già in precedenza erano attivi accordi bilaterali tra SIFAR (l'allora servizio segreto italiano) e CIA tesi ad arruolare e ad addestrare nuclei di operativi in grado di organizzare la resistenza armata sul territorio occupato da un'invasione o controllato da forze sovversive.
In Italia è stata ipotizzata da più parti (anche dalla Commissione stragi) l'esistenza di strutture nate in chiave anticomunista nelle ultime fasi della guerra (come quelle che sarebbero derivate dalle Brigate Osoppo) e nel'immediato dopoguerra, che poi sarebbero confluite, in tutto o in parte, in Gladio.
Nel 1964, oltre all'Italia, i Paesi aderenti erano Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania Ovest, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. In seguito aderirono anche Danimarca e Norvegia. Altri Paesi NATO, come Grecia, Turchia, Spagna e Portogallo, non entrarono mai, a quanto risulta, nel comitato di coordinamento. Peraltro, organizzazioni simili, pur non collegate con la struttura NATO, vennero probabilmente create in quasi tutti i Paesi occidentali che temevano un'invasione sovietica, compresi Stati neutrali come Austria, Finlandia, Jugoslavia, Svezia e Svizzera.
Segretezza L'esistenza di queste forze militari clandestine rimase un segreto strettamente sorvegliato durante tutta la guerra fredda fino al 1990.
In Italia dell'esistenza di Gladio erano informati i vertici politici del Paese: presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, ministro della difesa, come pure i vertici militari. La struttura di Gladio era invece sconosciuta al parlamento. Francesco Cossiga, che fu informato dell'esistenza della struttura nel 1966, quando entrò per la prima volta al governo, come sottosegretario alla difesa, dichiarò: «Gli accordi per creare Stay Behind in Italia furono conclusi da Aldo Moro e Paolo Emilio Taviani». Inoltre Andreotti gli spiegò che aveva rivelato il segreto su Gladio perché ormai, caduto il Muro di Berlino, non vi era più alcuna ragione per non raccontare come stavano davvero le coseFrancesco Cossiga, op. cit, pag.158.Francesco Cossiga all'intervistatrice della trasmissione di Rai 3 Report: «In tutta la faccenda Gladio, verso la quale noi eravamo tenuti al segreto...» e lamentandosi del fatto che a suo avviso Giulio Andreotti avrebbe rivelato il fatto indebitamente. Rai Report Perché... il segreto di stato? sia testo che videoregistrazione della puntata..
Divulgazione del segreto Nel 1990 il primo troncone della rete internazionale fu reso pubblico in Italia: ciò avvenne con l'autorizzazione data dal presidente del Consiglio Andreotti al magistrato Felice Casson di accedere agli archivi del SISMI per accertare il ruolo di depositi NascoTra le risultanze dell'istruttoria condotta da Casson, vi era anche l'elenco dei depositi Nasco, da cui sarebbero venuti gli esplosivi usati a Peteano: esistevano, a partire dal 1963 fino al 1972, 139 depositi Nasco (sigla per nascondigli). Tra il 1972 e il 1973 furono recuperati 127 dei 139 Nasco: i rimanenti erano finiti sotto le fondamenta di nuovi edifici, chiese e cappelle, diventando irrecuperabili perché il terreno in cui si trovavano era stato aggregato a un camposanto. nella strage di Peteano, e con due successive comunicazioni del medesimo Andreotti, una scritta alla Commissione bicamerale di inchiesta sulle stragiv. Giampiero Buonomo, Profili di liceità e di legittimità dell'organizzazione Gladio, in Questione giustizia, 1991, n. 3. e una orale alle Assemblee delle due Camere.
In Italia il suo nome in codice era Gladio, la parola che indica la corta spada a doppio taglio usata dai legionari romani (il gladio era stato adottato dalla Repubblica Sociale Italiana per sostituire le stellette). Il governo ne ordinò lo scioglimento il 27 luglio 1990. Il governo italiano affermò che identiche forze armate clandestine erano esistite anche in tutti gli altri Paesi dell'Europa occidentale. Questa ammissione si rivelò corretta e successive ricerche dimostrarono che, in Belgio, le forze segrete della NATO erano state denominate in codice SDRA8, in Danimarca Absalon, nella Germania Ovest TD BJD, in Grecia LOK, nel Lussemburgo semplicemente Stay-Behind, nei Paesi Bassi I&O, in Norvegia ROC, nel Portogallo AginterBrun, Olivier. «Stay behind», Hugues Moutouh éd., Dictionnaire du renseignement. Perrin, 2018, pp. 736-738., in Svizzera P26, in Turchia Contro-Guerriglia e in Austria OWSGV. I nomi in codice degli eserciti segreti in Francia, in Finlandia, in Spagna ed in Svezia rimangono tuttora sconosciuti.
Critiche al segreto Dopo avere appreso della scoperta, il Parlamento europeo stilò una risoluzione criticando aspramente il fatto:
Al momento solo Italia, Belgio e Svizzera condussero indagini parlamentari, mentre l'amministrazione del presidente statunitense George H. W. Bush rifiutò di commentare, essendo nel mezzo dei preparativi per una guerra contro Saddam Hussein nel Golfo Persico, e temendo potenziali danni per l'alleanza militare.
La Gladio italiana
Origini La presenza di una struttura Stay-behind in Italia risale al 1949, seppure con un nome diverso da Gladio. In una relazione del Comitato Parlamentare sui servizi segreti del 1995 si legge che: