Dal 2010 al 2012 è stata consigliera regionale della Lombardia per il PdL, eletta nel cosiddetto listino di Roberto Formigoni alle elezioni del 2010.

Biografia Figlia di Antonio Minetti, nato a Londra da famiglia originaria della provincia di Parma, imprenditore attivo a Rimini nell'organizzazione di eventi, e da Georgina Reid, inglese di Newcastle upon Tyne, cubista nella discoteca riminese Paradiso Dream Club e in seguito insegnante di danza, ha una sorella minore di nome Angelica.

Cresce studiando danza classica e danza moderna con la madre.

Ha studiato al liceo classico statale "Giulio Cesare" a Rimini; grazie anche alla conoscenza dell'inglese da madrelingua, ha lavorato da hostess presso Rimini Fiera. Nel 2004, all'ultimo anno di liceo, è stata bocciata. L'anno seguente ha conseguito la maturità da privatista e si è iscritta al corso di laurea in biologia dell'Università di Bologna. Dopo un'annata infruttuosa, nel 2006 si è trasferita a Milano, a studiare igiene dentale presso l'Università Vita-Salute San Raffaele, dove ha conseguito la laurea nel novembre 2009. In seguito ha ottenuto la laurea magistrale in scienze delle professioni sanitarie tecnico-assistenziali.

Carriera Esperienze televisive Notata mentre faceva colazione in un bar di corso Como da un tecnico della produzione di Scorie, programma televisivo satirico di Rai 2 condotto da Nicola Savino; superato un provino, ne diviene una delle vallette da settembre 2007 fino al 2008. Nello stesso anno, continuando a lavorare da hostess per fiere ed eventi, per novembre trova un impiego all'EICMA, presso lo stand di Publitalia '80, occasione che le dà modo di incontrare Silvio Berlusconi, di cui è grande ammiratrice. Sempre su Rai 2 avviene il suo debutto come inviata per Stelle e note di Natale. In primavera, dopo aver superato un altro provino, partecipa al programma Colorado Cafè su Italia 1, nel ruolo di "Hit Model".

Carriera politica Minetti viene eletta consigliere regionale in Lombardia nel 2010, in virtù della sua candidatura nel cosiddetto "listino" del presidente Roberto Formigoni; infatti, l'inserimento nel listino garantiva alla rosa di candidati l'automatica elezione in caso di vittoria del candidato presidente a cui erano collegati.

Viene riportato come la sua candidatura in quel listino fosse stata «voluta a ogni costo» dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che l'aveva conosciuta presso gli stand Publitalia, dove Minetti lavorava come hostess, e che, secondo le dichiarazioni della donna, le avrebbe regalato in seguito dei bracciali.

Minetti è salita per la prima volta alla ribalta della cronaca politica e mediatica nell'inverno del 2010 proprio per l'anomala candidatura che le aveva permesso di bruciare le tappe nonostante l'assenza di qualsiasi precedente esperienza politica. All'epoca non furono poche le lamentele all'interno del PdL, alcuni dei cui membri osteggiarono l'inserimento della donna nel listino blindato.

Procedimenti giudiziari Coinvolgimento nel caso Ruby

Minetti è salita alla ribalta della cronaca alla fine di ottobre 2010 in occasione del coinvolgimento nel cosiddetto caso Ruby (o Rubygate), il caso della diciassettenne marocchina Karima El Mahroug finita in questura per un sospetto di furto e poi, nel giro di poche ore, rimessa in libertà grazie a una telefonata di Silvio Berlusconi in persona. Minetti è indagata dalla procura milanese per favoreggiamento della prostituzione. Oltre a lei, figurano nel registro degli indagati l'allora direttore del TG4 Emilio Fede e il manager e talent scout Lele Mora, già coinvolto con Fabrizio Corona nello scandalo Vallettopoli.

Nella notte del 27 maggio 2010 Minetti, su richiesta dell'allora primo ministro Berlusconi, si recò nella questura milanese per sottoscrivere l'affido di El Mahroug, allora minorenne, in quel momento trattenuta dalle forze dell'ordine poiché sospettata di furto e priva di documenti di riconoscimento. Minetti ha preso le distanze dalla minorenne affermando che El Mahroug fosse solo una sua conoscente, non un'amica: giustifica l'essere andata a notte fonda in questura per prelevarvi la ragazza come un favore richiestole direttamente dal primo ministro. Nonostante l'affido familiare della minore ottenuto dal giudice minorile, Minetti nega di aver mai garantito ospitalità alla ragazza.

Il processo Ruby bis: favoreggiamento della prostituzione Nel luglio 2013 Minetti, assieme agli altri due imputati (Emilio Fede e Lele Mora), viene condannata in primo grado dal tribunale di Milano nell'ambito del processo Ruby bis a 5 anni di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni con l'accusa di favoreggiamento della prostituzione. Nel 2014 la corte d'appello riduce la pena a 3 anni di reclusione, concedendo di fatto alla stessa la possibilità di chiedere una misura alternativa alla detenzione presso la magistratura di sorveglianza. Il 22 settembre 2015 la Corte suprema di cassazione accoglie il suo ricorso e annulla la sentenza del Ruby bis a carico di Emilio Fede e Nicole Minetti, rinviando ad un nuovo processo d'appello, respingendo al contempo il ricorso della procura di Milano che voleva condanne più elevate. Il 7 maggio 2018 il nuovo processo d'appello si conclude con la conferma della condanna, ma con una lieve riduzione della pena che passa a 2 anni e 10 mesi. L'11 aprile 2019 la Cassazione conferma la condanna a 2 anni e 10 mesi in via definitiva.

Rimborsopoli Nel 2015 i giudici, su richiesta del pubblico ministero, avevano rinviato a giudizio Nicole Minetti e altri politici con le imputazioni di peculato e truffa per aver richiesto al Consiglio regionale della Lombardia il rimborso di numerose spese personali. Negli atti dell'inchiesta della procura di Milano erano emerse diverse richieste di rimborsi spese per cene e alberghi di lusso, tablet, candele e libri, con un danno erariale complessivo di 19.651,96 euro quantificato dalla Corte dei conti.

Nel gennaio 2019 il tribunale di Milano condanna in primo grado Minetti a 1 anno e 8 mesi di reclusione, a fronte della richiesta di pena a 2 anni e 2 mesi avanzata dal pubblico ministero.

Nel luglio 2021, nel processo di secondo grado svoltosi presso la Corte d'appello di Milano nell'ambito del quale era stata rinviata a giudizio, Minetti ha patteggiato la condanna a 1 anno e 1 mese di reclusione.

Concessione della grazia

Condannata a pena cumulativa di 3 anni e 11 mesi, nel 2022 fece richiesta di affidamento ai servizi sociali. Il 19 luglio 2024 ottiene nel frattempo il riconoscimento dell'adozione di un bambino uruguaiano, affetto da gravi problemi di salute, dal tribunale dei minori di Venezia dopo averlo già adottato nel suo Paese natale nel febbraio 2023 e averlo accudito fin dal 2020 facendolo curare, a partire dal 2021, presso il Boston Children’s Hospital, uno dei più importanti ospedali pediatrici nel mondo. L'udienza per l'affidamento in prova ai servizi sociali era prevista per il 3 dicembre 2025, ma già dall'inizio dello stesso anno i legali della Minetti iniziarono una richiesta di grazia, inviandola a fine luglio 2025 alla Presidenza della Repubblica. Con il parere favorevole del procuratore generale della Corte d'appello il 9 gennaio 2026 e del ministro della giustizia Carlo Nordio poco dopo, che hanno rilevato "necessità di provvedere a esigenze familiari", la grazia le è stata infine concessa il 18 febbraio 2026 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per "motivi umanitari", citando "gravi condizioni di salute di un parente minore", ovvero il bambino uruguaiano adottato tempo prima che deve continuare a essere seguito dagli specialisti di Boston.

La notizia della grazia viene annunciata per la prima volta nei primi giorni di aprile 2026 dal programma Mi manda Raitre e resa pubblica dalla stampa l'11 aprile, spingendo la Presidenza della Repubblica a intervenire immediatamente con un comunicato di chiarimento.

È stata attivata l'Interpol e ipotizzata un'inchiesta congiunta tra i due Paesi per approfondire l'intera vicenda. A seguito dello svilupparsi delle inchieste giornalistiche, la Presidenza della Repubblica ha spinto il Ministero della giustizia a disporre una verifica urgente e completa per controllare la correttezza degli atti portati all'attenzione della Presidenza della Repubblica.

Dopo aver ottenuto la grazia a febbraio 2026, la Minetti nel frattempo si è allontanata dall'Italia, presumibilmente andando proprio in Uruguay, senza commettere alcun illecito poiché il provvedimento di grazia ha effetto immediato e libera da ogni vincolo il condannato.

L'inchiesta giornalistica del Fatto Quotidiano Un'inchiesta giornalistica de il Fatto Quotidiano, uscita circa due settimane dopo, ha messo in dubbio la veridicità dei fatti che avevano reso possibile la concessione della grazia, suscitando l'interesse dei mass media e un aspro dibattito politico, anche sull'istituto della grazia stessa (che in base alla sentenza n. 200/2006 della Corte costituzionale, consentirebbe alla Presidenza della Repubblica di dotarsi di un apposito ufficio per la valutazione autonoma delle richieste di grazia, sebbene sempre in base alle annotazioni fatte dal Ministero della giustizia e dai tribunali competenti). Nel frattempo gli articoli de il Fatto Quotidiano presentavano diverse affermazioni, rilanciate da altre testate in Italia e all'estero, su diversi argomenti: ovvero che la madre biologica del bambino uruguaiano - di nome González Colinet - fosse scomparsa da metà febbraio 2026 proprio in un quartiere di Maldonado, portando le stesse autorità uruguaiane a emettere un'allerta nazionale per il suo ritrovamento il 14 aprile, che le due strutture mediche italiane a cui gli allegati alla richiesta di grazia facevano riferimento riferissero di non aver mai avuto in cura il bambino stesso, che la legale della madre biologica fosse morta in un rogo nel giugno 2024, che la procedura d'adozione in sé risultasse irregolare e che l'ufficiale di stato civile che dirigeva l'istituto uruguaiano delle adozioni e dell'infanzia (l'INAU, Instituto del Niño y Adolescente del Uruguay) fosse stato da poco tempo allontanato per gestione irregolare e allentata proprio delle adozioni, che sarebbero stati già disponibili dei genitori adottivi, che stavano completando le procedure di adozione del bambino stesso, salvo vederlo poi assegnare alla Minetti, che infine vi potessero essere dei collegamenti della Minetti e soprattutto del compagno Giuseppe Cipriani jr. con importazioni di donne, oltre a periodiche gite domenicali irregolari di diversi bambini dell'INAU nel loro ranch in zona, e addirittura con la rete di Jeffrey Epstein (come ipotizzato da alcuni politici del parlamento uruguaiano).

Sempre secondo il Fatto Quotidiano, nell'intervista rilasciata l'11 maggio 2026, da Garciela Mabel De Los Santos Torres, massaggiatrice di 46 anni in servizio presso la villa, chiamata finca, posta nella tenuta di Giuseppe Cipriani Jr. a Punta del Este in Uraguay, la stessa avrebbe lasciato intendere che Nicole Minetti, in compagnia di Giuseppe Cipriani Jr., avrebbe organizzato festini durante i quali si sarebbe verificata prostituzione. La Garciela Mabel, allontanata dalla finca nel marzo 2025, avrebbe avuto una causa di lavoro con l'organizzazione del ranch di Cipriani. Il 12 maggio 2026 la Procura Generale di Milano si definiva pronta a sentire la testimone che accusava la coppia Minetti-Cipriani.

La conferma del parere positivo sulla grazia Il 3 giugno 2026 la Procura di Milano conferma parere positivo sulla grazia a Minetti. Il Procuratore Generale, Francesca Nanni, dichiara: "Da ulteriori accertamenti è emerso che le notizie di stampa non sono vere". Lo stesso giorno i legali della Minetti chiedono i danni.