Biografia Discendente di una famiglia di origine francese trapiantata a Genova nel XIX secolo, Ernesto Cauvin si laurea presso l'università del capoluogo ligure, intraprendendo l'attività di giornalista pubblicista.

Dopo un periodo trascorso all'estero, viene chiamato dal padre Vittorio a collaborare alla gestione dell'azienda da quest'ultimo fondata nel 1890 per l'importazione e il commercio di fertilizzanti.

Negli anni 1930 entra a far parte della corporazione della chimica del Regno d'Italia; grazie a tale posizione, nel 1939 viene nominato alla Camera dei fasci e delle corporazioni per la XXX legislatura.

Nel secondo dopoguerra subentra definitivamente al padre nella gestione dell'impresa familiare, provvedendo a diversificarne le attività: è lui a inserirla nel settore del commercio estero e a procurarle le concessioni d'agenzia della United States Steel e dell'Alcoa per commerciare e lavorare acciaio e alluminio da smerciare sul mercato italiano.

Su sollecitazione dell'arcivescovo di Genova Giuseppe Siri e del concittadino imprenditore Angelo Costa, tra il 1951 e il 1953 assume la presidenza del Genoa Amore mio, pag.254, il più antico club calcistico italiano, reduce da anni di malagestione e risultati sportivi deludenti che l'avevano portato a retrocedere in Serie B: le sue scelte manageriali (ivi compresa l'opera persuasiva presso le istituzioni locali e nazionali per la costruzione di un campo d'allenamento presso villa Lomellini RostanSiri, il Genoa e Andreotti - Il Secolo XIX, 11 set 2008) si rivelano azzeccate e nel 1953 il Grifone torna in Serie A. Ottenuto tale risultato, cede la carica a Ugo Valperga.I PRESIDENTI DEL GENOA DAL 1893 AD OGGI Genoasamp.com1945 - 1960: RE PER UN INVERNO (a cura di Aldo Padovano) Genoacfc.it

Nello steso periodo ricopre inoltre le cariche di vicepresidente della Confederazione generale italiana del commercio e del turismo, presidente dell'Associazione italiana case import-export e membro dell'Associazione nazionale commercio estero.

A partire dal 1958 si fece affiancare dai figli Gian Vittorio e Massimiliano detto "Max" (avuti dalla moglie Gabriella Bertolini) nella gestione dell'azienda familiare, di cui mantenne comunque la presidenza fino al giorno della morte.

Onorificenze

Note

Bibliografia Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, De Ferrari, 2008.

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