Ultimo Imperatore dei RomaniAnche dopo la caduta dell'impero romano d'Occidente i bizantini continuarono a definirsi romani o romei., regnò dal 6 gennaio 1449 fino al 29 maggio 1453, data della presunta morte avvenuta durante l'assedio di Costantinopoli, che fu portato avanti dall'Impero ottomano e che pose fine, dopo 1058 anni di esistenza, all'Impero bizantino. Costantino viene venerato come santo e martire dalla Chiesa ortodossa, e da alcune Chiese cattoliche di rito orientale, anche per il suo tentativo di ricomposizione dopo il Grande Scisma.

Biografia Gioventù Era quartogenitoCostantino XI era quartogenito dell'imperatore Manuele II Paleologo, non contando due figli morti ancora infanti. di Manuele II PaleologoFu imperatore bizantino dal 17 febbraio 1391 fino al 21 luglio 1425. e di Elena Dragaš e dunque anche nipote, per via materna, del principe serbo Costantino Dragaš. I suoi fratelli erano Giovanni VIII, anch'egli imperatore bizantino e suo predecessoreGiovanni VIII Paleologo fu imperatore bizantino dal 21 luglio 1421 fino alla sua morte giunta il 31 ottobre 1448., i despoti di Morea Teodoro IIFu despota della Morea dal 1407 fino al 1443., DemetrioFu despota della Morea dal 1436 al 1438, e poi dal 1451 fino al 1460. e Tommaso, e il despota di Tessalonica Andronico.

Nell'Impero bizantino non era raro che una persona per motivi di prestigio portasse due cognomi, uno del padre e uno della madre; inoltre Costantino era il figlio prediletto di Elena, ragion per cui è noto sia come Paleologo sia come Dragases, dal nome della famiglia materna, di origini serbe, di despoti della Macedonia.* p. 405. Era anche molto ammirato dal fratello maggiore Giovanni, che per questo motivo lo designerà come suo erede nonostante vi fossero altri fratelli più anziani.

Alla guida del despotato di Morea

Nel 1423 Giovanni VIII partì in cerca di aiuti contro la continua minaccia rappresentata dall'Impero ottomano, ma prima di lasciare la capitaleNorwich, p. 399., nominò il fratello Costantino reggente del trono bizantino. Durante l'assenza del fratello, sotto la guida della madre Elena, Costantino siglò un trattato di pace con il sultano ottomano Murad II.Fu sultano ottomano dal 1421 fino al 1444 e poi dal 1446 fino al 1451.

Dopo il suo ritorno il fratello lo nominò, nel 1428, despota di MoreaIl titolo di despota di Morea (nome medievale di origini veneziane del Peloponneso) era normalmente concesso agli eredi designati per il titolo di Imperatore., acquisendo il controllo della costa del Mar Nero e dell'Acaia.. Fin da subito dimostrò grandi capacità, anche grazie agli sforzi profusi nella riconquista della regione a discapito dei Tocco, despoti d'Epiro e signori del Peloponneso. Costantino infatti organizzò un imponente esercito posto alla guida del generale Giorgio Sfranze al quale i Tocco non poterono opporre resistenza.. La riconquista della Morea fu suggellata dal matrimonio tra Costantino e Maddalena Tocco, figlia di Leonardo II e sorella di Carlo II; il matrimonio fu celebrato a luglio del 1428 e, secondo le usanze, Maddalena assunse il nome bizantino di Teodora. Circa un anno dopo il matrimonio, nel novembre 1429, Teodora morì senza aver partorito figli.

Costantino proseguì con la sua politica espansionistica dei territori bizantini, sollevando così numerose proteste dai signori veneziani e francesi del luogo, che avevano stretto legami matrimoniali con la famiglia dei Paleologi. Nel 1430 l'esercito di Costantino, dopo un lungo assedio, conquistò la città di Patrasso (all'estremo Nord della Morea), i cui signori erano legati al papa Martino V, assumendo il controllo dell'intera Morea, fatta eccezione per le città veneziane di Korōnī e Modone, e ponendo fine al conflitto iniziato nel 1259. Dopo questi successi l'esercito bizantino, oltrepassato l'istmo di Corinto, entrò in Beozia, territorio appartenente all'Impero ottomano, dove la sua avanzata fu fermata dagli eserciti del generale ottomano Turakhan Bey.

Ritornato a Costantinopoli continuò a esercitare per alcuni anni le funzioni di reggente del trono imperiale., mentre il fratello era impegnato in Occidente al concilio di Ferrara, nel vano tentativo di giungere alla riunificazione della Chiesa cattolica con la Chiesa ortodossa. L'obiettivo finale di Giovanni era, ancora una volta, quello di ottenere aiuti militari contro l'avanzata ottomana che iniziava a premere sui già esigui territori rimasti ai bizantiniNorwich, p. 401.. Costantino, affiancato dalla madre Elena, fronteggiò con forza le tensioni popolari che tale tentativo di riunione, non voluta né dal clero né tantomeno dai fedeli ortodossi, stava sollevando; successivamente esercitò personalmente le funzioni di governo in più occasioni, a causa delle cattive condizioni di salute del fratello, tornato in patria a febbraio del 1440.Norwich, p. 403.

A metà del 1440 tornò in Morea per riprendere l'amministrazione dei territori affidatigli e durante il viaggio fece tappa nell'isola di Lesbo, dove si sposò in seconde nozze con Caterina Gattilusio, figlia del signore genovese Dorino I Gattilusio. Anche quest'unione fu tuttavia sfortunata: ella, come la moglie precedente, morì dopo un anno di matrimonio, mentre Costantino si trovava in viaggio verso la capitale per accorrere in aiuto del fratello, che stava combattendo contro gli ottomani di Murad II. La situazione di svantaggio per i bizantini spinse Demetrio, fratello di Costantino e Giovanni e da quest'ultimo nominato despota di Mesembria, a organizzare un esercito nella speranza di usurpare il trono, forte di un'alleanza stretta con gli ottomani nell'estate del 1442. Tale piano tuttavia non fu mai attuato, probabilmente a causa della conquista bizantina di Selimbria, utilizzata dagli ottomani come merce di scambio.

Secondo alcune fonti, nel 1443 Costantino avrebbe sposato Caterina Notara, appartenente a una delle famiglie bizantine più influenti dell'epoca, di cui il membro più importante era il megaduca Luca, fortemente contrario ai tentativi di riunione con il mondo cattolico. Anche questo matrimonio ebbe breve durata a causa della morte della sposa, avvenuta probabilmente un anno dopo. Tuttavia le più rilevanti fonti storiografiche del tempo, in particolare Sfranze, non fanno menzione di questo terzo matrimonio.D. M. Nicol, The Immortal Emperor, 1992, p. 35.

Alla guida dell'espansione del despotato

Al rientro in Morea Costantino continuò a concentrare i suoi sforzi nella protezione e nell'espansione dei suoi territori, procedendo nel 1443 alla ricostruzione dell'Hexamilion.. Nello stesso anno varcò nuovamente l'istmo di Corinto e conquistò le città di Atene e Tebe, costringendo il duca Neri II Acciaiuoli a riconoscerlo come suo signore e a pagargli tributi annuali, consegnando nuovamente il controllo dell'Attica ai bizantini.. Il successo di questo tentativo fu dovuto principalmente alle vittorie degli Stati cristiani contro gli ottomani, che spronarono Costantino ad avventurarsi in Grecia centrale, ottenendo il controllo di Beozia e Focide e ponendo il confine al Pindo. p. 183. La vittoria ottomana nella battaglia di Varna il 10 novembre 1444., fu il primo atto che portò alla fine all'espansionismo costantiniano. Murad infatti due anni dopo riunì un imponente esercito e riconquistò i territori occupati dai bizantini. Il despota e il suo esercito si rifugiarono lungo l'Hexamilion, tuttavia la travolgente potenza degli ottomani, dovuta anche allo sviluppo di nuove macchine d'assedio, li costrinse alla ritirata. p. 461. Era il 10 dicembre 1446: gli ottomani vincitori iniziarono a razziare la Morea, catturando numerosi prigionieri,Ravegnani. Introduzione alla storia bizantina, p. 183. impedendo così a Costantino di continuare i suoi progetti espansionistici e imponendogli una pace che lo avrebbe costretto a pagare un tributo annuale al sultano.Lilie, p. 461.

L'inizio del regno di Costantino

Il 31 ottobre 1448 Giovanni VIII morì dopo una lunga malattia e Costantino, che si trovava allora a Mistra, assunse il titolo di Imperatore dei Romei. Il fratello Demetrio tentò nuovamente di usurpare il trono, approfittando della morte di Giovanni e dell'assenza di Costantino, ma fu fermato dalla madre Elena, che assunse temporaneamente la reggenza della capitale. Vista la precarietà della situazione politica Elena inviò due emissari, accompagnati dal figlio Tommaso, chiedendo a Costantino di tornare al più presto a Costantinopoli.

Nel frattempo Costantino organizzò la sua cerimonia di incoronazione presso la chiesa di San Demetrio a Mistra il 6 gennaio 1449, ricevendo il riconoscimento da parte dell'esercito. Non si trattò tuttavia di una vera e propria incoronazione, data la mancanza di un patriarca ortodosso.Agostino Pertusi (a cura di), La caduta di Costantinopoli. Le testimonianze dei contemporanei, Milano, Mondadori (Fondazione Valla), 1976, ISBN 88-04-13431-3, p. LIX. Il successivo 12 marzo il nuovo sovrano sbarcò da una nave veneziana a Costantinopoli e qui ricevette dalla madre le insegne imperiali e la chiave delle tesorerie.Ravegnani. Introduzione alla storia bizantina, p. 184. Tra i suoi primi atti nominò i fratelli Demetrio e Tommaso come suoi successori alla guida del despotato di Morea.

Progetti matrimoniali Divenuto imperatore Costantino volle trovare un'imperatrice per i suoi sudditi. A ottobre del 1449 affidò quindi al fidato amico Giorgio Sfranze la ricerca di una moglie, una principessa o iberiana o trapezuntinaCharles Diehl, Figure bizantine, introduzione di Silvia Ronchey, 2007 (1927 originale), Einaudi, ISBN 978-88-06-19077-4, p. 494. Per sbalordire i regnanti con cui contrattare il matrimonio, Costantino diede un grande seguito a Sfranze: soldati, nobili, cantori, medici, musici e monaci, con un'ambasceria di doni preziosi. Il primo Stato visitato fu l'Iberia, dove Sfranze ebbe un'ottima accoglienza: la gente del luogo non aveva mai visto molti degli strumenti che i bizantini possedevano, come l'organo, e per questo in moltissimi si recarono ad ascoltare l'affascinante musica.. Dopo aver visto la principessa iberiana, Sfranze andò al vicino impero di Trebisonda, nell'omonima capitale, dove trovò un'accoglienza simile a quella iberiana, tanto che Sfranze si trovò indeciso sulla scelta per il suo imperatore.Diehl, p. 495.

Mentre Sfranze si trovava ancora a Trebisonda, gli giunse la notizia che il sultano ottomano Murad II era appena morto (3 febbraio 1451). p. 64. Al trono dei sultani era salito il giovane e ambizioso Maometto II, che si capiva avere gli occhi puntati su Costantinopoli.McCarthy, p. 67. Per mantenere i rapporti di pace che si erano venuti a formare con l'Impero ottomano, durante il regno di Murad II, l'ambasciatore bizantino pensò di far sposare al suo basileus la vedova di Murad II, Mara Branković, una principessa serba di religione ortodossa. Sfranze inviò quindi una lettera all'imperatore, avvisandolo anche degli svantaggi, come il fatto che Mara avesse già quarantanove anni [in realtà aveva trentuno anni] e difficilmente gli avrebbe dato un erede, o che fosse stata moglie di un infedele, cosa che poteva essere considerata severamente nella capitale. Costantino capì immediatamente che quella era un'occasione da cogliere senza esitazioni e chiese consiglio ai suoi più alti dignitari: date le condizioni in cui versava l'impero e per la sua stessa sopravvivenza, tutti furono d'accordo con la proposta di Sfranze. Immediatamente Costantino mandò una lettera a Đurađ Branković, padre di Mara e despota di Serbia, che si dimostrò entusiasta dell'unione proposta. Neanche la Chiesa bizantina si oppose alla scelta del basileus. Il matrimonio però non avvenne, a causa del rifiuto di Mara: dopo la morte di Murad II infatti, aveva preso i voti e si era ripromessa di passare tutto ciò che le rimaneva da vivere in un monastero.