La Palestina (in greco: , Palaistínē; in latino: Palaestina; ; , Palestina; in yiddish: פּאלעסטינע, Palestine) è una regione storico-geografica del Vicino Oriente, compresa tra il mar Mediterraneo, il fiume Giordano, il Mar Morto, a scendere fino al Mar Rosso e ai confini con l'Egitto.
È un territorio caratterizzato da insediamento umano di antichissima data, abitato da popolazioni umane stabili (come pure di Neanderthal) fin da epoche preistoriche. La città di Gerico è ritenuta il sito abitato in modo continuativo più antico al mondo, essendo abitato dal 9000 a.C circa. I confini e lo status politico della regione sono cambiati nel corso della storia:89 una versione arcaica del nome, Philistia, è stato usato da scrittori greci antichi per indicare la regione litoranea tra la Fenicia e l'Egitto colonizzata dai Filistei; poi fu ufficialmente adottato, nel 134 d.C., come nome di una provincia dell'Impero romano nella versione Syria Palaestina come scherno alla popolazione locale (anche se non più esistenti all'epoca, Filistei e Israeliti erano antichi rivali), quindi come parte dell'Impero bizantino e del califfato arabo omayyade, da quello abbaside e dall'imamato ismailita fatimide.
La regione, pur con alcune modifiche di confini, comprendeva la maggior parte del territorio chiamato nella Bibbia ebraica "Terra di Canaan" e "Terra di Israele". Occupa la parte meridionale della più ampia regione storica della Siria (o Levante) ed è considerata "Terra santa" da ebraismo, cristianesimo e islam.
Durante il dominio ottomano l'area fu divisa in diverse regioni amministrative e comprendeva principalmente il Sangiaccato di Gerusalemme, oltre a parti del vilayet di Beirut (il Sangiaccato di Nablus e il Sangiaccato di Acri) e del vilayet di Siria. Dopo il crollo dell'Impero ottomano fu creata a ovest del fiume Giordano la Palestina sotto mandato britannico (1922-1948), oggetto di una partizione nel 1947 a opera dell'ONU, poi non concretizzatosi, che ne destinava una parte a uno Stato ebraico e un'altra a uno Stato arabo. Attualmente, dopo i conflitti arabo-israeliani, il suo territorio è diviso tra lo Stato di Israele e lo Stato di Palestina.
Il nome e la Palestina antica Il primo uso certo del nome Palestina per riferirsi all'intera area tra la Fenicia e l'Egitto risale al V secolo a.C. nell'antica Grecia, quando Erodoto nelle Storie chiamò la parte meridionale della Siria Palaistine.Cfr. Erodoto, Storie, III.91. Erodoto afferma che i suoi abitanti erano circoncisi,Cfr. Erodoto, Storie, II.104. costume diffuso tanto tra gli Ebrei quanto tra altri popoli della regione come gli Egizi. Circa un secolo più tardi, Aristotele, nella Meteorologia (Libro secondo, 359a 17), usò similmente il termine per indicare la regione del mar Morto. Altri autori greci che usarono il termine per riferirsi alla stessa regione furono Polemone e Agatarchide di Cnido, seguiti da scrittori romani come Ovidio, Tibullo, Pomponio Mela, Plinio il Vecchio, Dione Crisostomo, Stazio e Plutarco, così come da scrittori romani di origine ebraica come Filone di Alessandria e Flavio Giuseppe.
Parecchi secoli dopo la scomparsa dei Filistei, l'imperatore romano Adriano ribattezzò la Giudea come Palestina (con il nome degli antichi nemici degli ebrei) per vendicarsi della rivolta giudaica (135 d.C.): "Palaestina" è la forma "romanizzata" dell'antica denominazione biblica "Filistia"; deriva dal termine Peleshet, che significa "terra dei Filistei". Il nome "Filistia" era tuttavia un toponimo già noto, introdotto da Erodoto e già utilizzato dai Greci. Il termine fu adottato ufficialmente, per designare una provincia romana, nel 135 d.C., anno in cui le autorità romane, dopo la sanguinosa repressione della rivolta di Bar Kokhba appena conclusa, decisero il cambio di nome della provincia di Giudea, che venne riorganizzata territorialmente e rinominata Syria Palaestina. Il cambio di denominazione potrebbe avere avuto un intento punitivo, ovvero di cancellare il nome Iudaea in quanto politicamente sgradito a causa delle rivolte precedenti, benché questa teoria sia contestata da alcuni storici. Precedentemente i romani si riferivano al territorio con i nomi delle due entità politiche ivi presenti, cioè la provincia di Giudea - che occupava un'area meridionale - e la Galilea, un regno vassallo del nord. Si tratta di nomi di derivazione ebraica, riportati anche nella Bibbia e ricollegabili ai due antichi regni israeliti presenti sui territori, cioè rispettivamente i regni di Israele e di Giuda. La Bibbia racconta anche di un più antico e originario Regno Unito di Israele, la cui reale storicità è però oggi oggetto di dibattito in ambito archeologico.
La più antica attestazione del nome associato ai Filistei compare nelle fonti egizie del Nuovo Regno (XIII–XII secolo a.C.), dove è menzionato un gruppo denominato Peleset (traslitterazione dei geroglifici p-r-s-t), incluso tra i cosiddetti “Popoli del Mare”.
Il nome greco Palaistine è considerato da alcuni una traduzione del nome ebraico biblico Peleshet (פלשת Pəlésheth, talvolta traslitterato come Philistia, o tradotto come Filistea), riferito alla terra dei Filistei (Pelishtim). Con le sue varianti Peleshet compare circa 250 volte nel testo masoretico, 10 volte nella Tōrāh, mentre le attestazioni rimanenti sono soprattutto nel Libro dei Giudici e nei Libri di Samuele. La derivazione del nome greco Palaistine dalla terra dei Filistei è confermata da Giuseppe Flavio, anche se, come si è detto, il nome era usato già da greci e romani per riferirsi a un'area più ampia rispetto a quella anticamente abitata dai Filistei. La traduzione della Bibbia ebraica in greco detta Bibbia dei Settanta non traduce Peleshet con Palaistine, ma usa una traslitterazione (Pelishtim viene traslitterato in Phylistiim e Peleshet viene reso con Ge ton Phylistiim, ovvero "terra dei Phylistiim").
L'archeologia moderna ha identificato 12 antiche iscrizioni egiziane ed assire con nomi dal suono simile, che gli studiosi hanno collegato al popolo dei Filistei. Il termine Peleset (traslitterato dai geroglifici come P-r-s-t) è stato trovato in cinque iscrizioni egiziane datate a partire dal 1150 a.C. circa, relative a un popolo o territorio vicino all'Egitto. Sette iscrizioni assire, risalenti al periodo dall'800 a.C. circa fino a più di un secolo più tardi, si riferiscono alla regione come Palashtu o Pilistu.
La Bibbia indica la Palestina con diversi nomi, e riporta una presenza contemporanea di più stati sul suo territorio. Oltre al toponimo Filistea, che però si riferisce solo alla regione costiera e meridionale cioè quella abitata dai Filistei, e al termine Eretz Yisrael ("Terra di Israele"), talvolta Eretz Ha-Ivrim ("Terra degli ebrei") riferita alla parte di territorio popolata dagli Israeliti, e alle locuzioni poetico-religiose "Terra in cui scorre latte e miele" e "Terra Promessa", tutto il territorio a occidente del fiume Giordano in generale viene anche indicato come "Terra di Canaan", in quanto precedentemente abitato dai Canaaniti (o Cananei). Nella mitologia biblica i Cananei sono i discendenti di Canaan figlio di Cam. Secondo la Bibbia questa popolazione sarebbe stata sopraffatta o colonizzata più o meno nello stesso periodo dagli Ebrei o Israeliti. Quest'ultimo popolo - il cui nome Ebrei significa 'discendenti di Abramo' - sarebbe stata, sempre secondo il racconto biblico, una popolazione originaria della Mesopotamia, descritta come un clan familiare o tribale, cui la propria divinità Yahveh avrebbe promesso appunto la terra di Canaan.
Storia Le prime civiltà
La Palestina nel Tardo Bronzo (1550-1180 a.C. circa) vede la regione per lungo tempo in mano all'Egitto (all'incirca dal 1460 al 1170 a.C. circa). Nella Bibbia, il termine di questa fase potrebbe corrispondere all'incirca con l'inizio della narrazione dell'uscita dall'Egitto, un racconto mitizzante che riferisce forse un processo politico di formazione di entità tribali autonome dal regno egiziano, ed è seguito dal racconto delle conquiste di Giosuè. Questi eventi sarebbero coevi alla formazione del Giudaismo. È da tenere presente che la raccolta di testi biblici non è cronologicamente coerente nel collocare il presunto periodo di schiavitù degli ebrei (o Israeliti) in Egitto, peraltro non vi sono riscontri archeologici di israeliti databili anteriormente all'undicesimo secolo a.C.
Le civiltà dell'età del ferro