Il santuario del Santissimo Crocifisso è un edificio religioso situato all'imbocco del paese di Gorno in Val del Riso, in provincia di Bergamo.
Storia
La prima edificazione del santuario è di data incerta. Secondo alcune fonti inizialmente l'effigie del santo Crocifisso era collocata all'aperto, forse in un prato, senza un vero e proprio riparo, esposta all'incuria del tempo..
La prima notizia riguardo l'edificazione di una tribulina si ha solo nel 1759, quando in una nota comunale del 17 aprile si può leggere.
Non si ha notizia certa che la tribolina venga costruita immediatamente, si sa che sopra una pietra dell'atrio della cappella stava inciso l'anno 1789.. Non si hanno descrizioni o immagini precise che aiutino a capire come fosse la prima struttura dedicata al culto, ma in un ex voto dedicato alla venerazione del SS Crocifisso della fine dell'Ottocento vi è dipinto la cappella, rappresentata come un piccolo edificio a forma rettangolare, con un piccolo portico sorretto da due pilastri (o colonne?) dalla quale si accede al portone in legno che probabilmente fungeva d'ingresso..
A seguire negli anni si hanno altre note riguardo al santuario. Nel 1789 il comune utilizzerà le offerte raccolte al santuario per l'acquisto di un padiglione per l'altare maggiore della chiesa parrocchiale., nel 1827 si ha nota dell'acquisto di una cassetta di ferro da porsi esternamente all'edificio per la raccolta delle elemosine, nel 1832 viene acquistata una lampada e nel 1839 viene costruito il “tavolino da trasporto” per l'effigie del SS Crocifisso, da utilizzare durante le processioni in paese. La devozione verso il santuario è sempre più sentita e nel 1835 le offerte al santuario arrivano ad un ammontare di L. 60.26..
La costruzione dell'attuale santuario avvenne invece nel primo decennio del ‘900, quando si decise di dare una più decorosa collocazione all'effigie del SS Crocifisso. Il 25 giugno del 1908 arriva l'autorizzazione da parte del sac. Dott. Angelo Roncalli (futuro Papa Giovanni XXIII) per l'edificazione del nuovo edificio. Il progetto dell'edificio venne affidato all'architetto Alberico Brabiano di Belgioso (MI), mentre l'esecuzione dei lavori fu affidata ai capimastri Fratelli e Zucchelli di Bani di Ardesio, assistiti dall'ingegnere Cortese di Clusone.. I lavori inizieranno nel giugno del 1908 e già nel 1909 la struttura è completata (per costruire il campanile ci vollero solo 20 giorni), mentre la sua decorazione interna terminerà nel 1910. Per la costruzione della chiesa vennero raccolte offerte in tutte le contrade, raggiungendo un totale complessivo di L.5.232,25.. Tra il 18 e il 19 giugno del 1910 la chiesa verrà quindi inaugurata e benedetta dal vescovo di Bergamo Mons. Giacomo Radini Tedeschi con solenni festeggiamenti..
Il portico originario, che si nota nelle foto d'epoca, venne modificato e rimosso per ragioni di sicurezza. Con l'allargamento della strada provinciale nel 1948, il portico che stava a ridosso della facciata principale del santuario divenne spartitraffico tra le autovetture che salivano in paese, che passavano esternamente al portico e quelle che scendevano in direzione opposta, che passavano sotto il portico. Il successivo aumentare della viabilità automobilistica portò, nel 1957, alla decisione di smontarlo per ricollocarlo ai lati della chiesa a copertura degli ingressi laterali.
Nel 1985 vennero realizzati i primi lavori di ristrutturazione da parte dei volontari, soprattutto sul tetto, ma sarà nel 1990 che il santuario verrà ristrutturato in modo definitivo sempre grazie al lavoro dei volontari, in occasione dell'80° dell'inaugurazione e consacrazione: verrà totalmente rimbiancato esternamente, verrà eliminata la discarica di rifiuti ingombranti che stava a fianco dell'edificio per un riassetto più decoroso del piazzale e verranno ripresi tutti gli affreschi interni.
Il 18 giugno del 2010 si è festeggiato il primo centenario dell'edificazione. Per l'occasione l'effigie del SS Crocifisso venne portata in processione per il paese e venne celebrata una santa messa al santuario alla presenza del Vescovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi..
Descrizione esterna
Il santuario, orientato a sud, è a croce greca in stile neogotico lombardo. Le due facciate laterali (se si esclude il campanile) risultano essere le parti più alte dell'edificio, caratterizzate da tre alte finestre arcuate racchiuse in una cornice a mattoni rossi, sulla sommità vi sono invece una fila di archi ciechi decorativi dove al loro interno, come dimostrano le foto d'epoca, originariamente vi erano affrescati fiori montani andati poi persi con le successive ridipinture dell'edificio, così come originariamente erano a mattoni rossi le profilature laterali delle facciate, ridipinte ed uniformate alla superficie della facciata nelle successive ristrutturazioni del santuarioLa differenza è facilmente intuibile confrontando le foto d'epoca e quelle recenti presenti in questa pagina. La facciata principale si trova a ridosso della strada provinciale ed al centro vi si trova il portone principale della chiesa, a forma tonda e inserito in una cornice in pietra caratterizzata da due piedritti per lato sormontati da due modanature. Ai lati del portone vi sono due finestre anch'esse arcuate, mentre al di sopra vi è una finestra a forma circolare. Sulla sommità della facciata, a linea spiovente, vi è una croce in ferro battuto.
Ai lati della facciata vi sono due piccoli portici sostenuti da colonne in pietra che coprono gli ingressi laterali del santuario, realizzati nel 1957 dopo aver rimosso il porticato che stava a ridosso della facciata principale. Al di sopra dei tetti dei rispettivi portici vi è una bifora arcuata in mattoni rossi sostenuta al centro da una piccola colonna in pietra.
Nel 1995 venne posizionato sopra le finestre arcuate della facciata est del santuario un enorme dipinto circolare del pittore Umberto Gamba, che raffigura il mondo a sfondo dell'immagine del Santo Crocifisso con a lato la scritta "MIO SIGNORE MIO DIO".
Il campanile
Il campanile, a sezione quadrata, si trova a ridosso del lato nord/ovest della chiesa e venne edificato in soli 20 giorni. La torre è caratterizzata da una base in pietra che termina con una bordatura sporgente, per poi proseguire quasi esclusivamente in una struttura a mattoni rossi, caratterizzata da quattro ordini di finestre, le prime due grandi, di normali dimensioni, mentre le ultime due molto più piccole. La sommità è costituita da una cella campanaria aperta sui quattro lati che lascia intravedere le campane del santuario. La copertura, infine, è in rame ed è sormontata da una croce in ferro battuto. Le tre campane presenti vennero realizzate dalla ditta Pruneri di Grosio in Valtellina e vennero pagate L.942,65 , mentre le ruote ed i castelli delle stesse vennero realizzate dalla ditta Luigi Castelletti di Clusone.
Descrizione interna
L'interno del santuario venne interamente decorato dall'artista Poloni Tito di Martinengo al costo di 5.150 Lire e presenta una fitta decorazione, spesso ad elementi geometrici, tipici dello stile neogotico lombardo dei primi del ‘900. Il soffitto è costituito da volte a crociera affrescate a cielo stellato con nervature a rilievo. In particolare nella volta centrale vi sono dipinti quattro piccoli oblò con angeli che sorreggono i simboli della passione di Cristo tra cui le catene, il velo della Veronica con l'effigie di Gesù e la corona di spine. Le pareti laterali del santuario sono caratterizzate da decorazioni a motivo continuo caratterizzate da una griglia creata da corde intrecciate, in cui sono inseriti due elementi, anche in questo caso sacri simboli della passione: la corona di spine con i tre chiodi della croce e una croce circondata da una raggiera di fiammelle. Nelle parti alte le lunette sono affrescate con quattro grandi tondi dove sono rappresentare rispettivamente La salita al calvario di Gesù, La crocifissione di Gesù Cristo, Gesù Cristo inchiodato alla Croce e la Deposizione di Cristo dalla Croce.
Il presbiterio, racchiuso da una bassa cancellata in ferro battuto e ottone, si trova ad un livello sopraelevato rispetto al piano dei fedeli e vi si accede tramite tre gradini in granito. Al suo interno vi è il nuovo altare direzionato verso i fedeli, posizionato con gli ultimi restauri dell'edificio, mentre dietro vi è l'altare originale dell'antica cappella settecentesca. L'altare settecentesco è in marmo policromo ed è caratterizzato nel suo paliotto da un bassorilievo/medaglione in marmo bianco che rappresenta una Pietà di impostazione michelangiolesca. La mensa dell'altare fa da base al tabernacolo, che si presenta con due piccole lesene in marmo nero con capitelli bianchi e con uno sportello in lamina sbalzata, e all'altare dove sono conservate le statue lignee. L'altare originale, anch'essa in marmo ma di semplice struttura e di dimensioni ridotte, venne modificata nel 1935 con l'approvazione del nuovo progetto della ditta Carlo Comana di Bergamo da parte della Curia di Bergamo. Caratterizzata da marmi policromi la nuova cornice marmorea della nicchia è costituita de due lesene marmoree laterali che sostengono un arco e alla sommità spiovente, queste due entrambe caratterizzate da una bordatura dentellata. Al centro vi è inserito un medaglione in marmo bianco scolpito che raffigura la corona di spine e i chiodi della croce. Le pareti laterali all'altare sono state affrescate a trompe-l'œil simulando un drappeggio damascato di color bordeaux con ricami in oro, mentre nel catino del presbiterio vi è raffigurato l'Agnus Dei tra tralci di spine e fiori bianchi. Sopra la parete che delimita il presbiterio vi sono invece affrescati due angeli reggicartiglio.
Infine, sopra il portone principale della chiesa (oggi essendo praticamente a ridosso della strada provinciale viene aperto raramente) vi è una scritta in latino che dice:
A dimostrazione ulteriore che l'edificio era già ultimato nel 1909, un anno dopo l'approvazione della Curia diocesana di Bergamo.
L'effigie del Santo Crocifisso L'immagine del SS. Crocifisso è una scultura in legno dipinto a grandezza naturale e rappresenta Gesù in croce, sofferente, mentre parla con Dio Padre prima di morire. L'origine dell'effigie, per quanto riguarda datazione, autore e collocazione originaria, è alquanto incerta. Le prime notizie abbastanza precise si basano fondamentalmente sul manoscritto di Don Giambattista Ceruti datato 1858 in cui si legge.
Altre notizie, confortate anche da appunti presenti nell'archivio parrocchiale, riportano che la statua venne rinvenuta nel sotterraneo del convento annesso alla Madonna delle Grazie in contrada Villassio e solo la croce di sostegno venne tratta dal ramo donato dalla famiglia Guerinoni. A rafforzare l'ipotesi di una produzione di ambito fantoniano, è il catalogo generale edito nel 1978, che fa cenno alla statua all'interno della produzione della bottega senza però datarla o certificarne l'autoreNel catalogo “I Fantoni – Quattro secoli di bottega di scultura in Europa” del 1978, viene nominata la Cappella del Crocifisso di Gorno (dov'è appunto da sempre conservata la scultura) nella descrizione dell'opera “CROCIFISSO, S. GIOVANNI E LA VERGINE” conservato a Cerete Alto (pg. 266) e cito “Si tratta anche qui, come per i “Sepolcri” di un soggetto ampiamente codificato precedentemente nella statuaria fantoniana; si possono infatti ricordare analoghi gruppi come quello conservato nella Sagrestia della parrocchiale di Rovetta, o quello nella Chiesina del Crocifisso alla Concaverde (Rovetta) e ancora quello nella cappella del Crocifisso vicino a Gorno.”.
In realtà, come riportato in un manoscritto conservato all'interno degli archivi della Fondazione Fantoni di Rovetta., realizzate all'interno della bottega dei Fantoni erano solo le due statue laterali che affiancavano l'effigie del Crocifisso, oggi andate perse. Si poteva leggere infatti: