Ortona dei Marsi è un comune italiano di abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Il suo territorio comunale è incluso nel territorio protetto del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Geografia fisica Territorio

Il paese marsicano sorge alle pendici del monte Parasano nella valle del Giovenco a quota 1003 risultando incluso nell'area protetta del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Le vette delle montagne che lo circondano superano i 1700 metri di altitudine mentre a sud i monti Argatone e Terratta superano i 2000

A valle il territorio ortonese è attraversato dal fiume Giovenco che ha origine alle pendici del monte Pietra Gentile a 1985 nel territorio montano del limitrofo comune di Bisegna. Parte della portata del corso d'acqua sfocia nel canale collettore della piana del Fucino.

Il territorio comunale include le frazioni di Aschi, Carrito, Castiglione, Cesoli, Rivoli, Santa Maria Maddalena e Sulla Villa e le località di Fonte Giusta, Campo Catino, Casalotto e Colle Cavallo. Confina ad est con l'area protetta della valle del Sagittario, a sud con San Sebastiano dei Marsi, ad ovest con la conca fucense, a nord con Pescina e il territorio del parco naturale regionale Sirente-Velino.

Clima Il clima ad Ortona, la cui classificazione climatica è nella zona F con GG, è mediamente molto rigido in inverno e fresco in estate. Le minime nel periodo invernale possono superare di diversi gradi lo zero in negativo, mentre nella stagione autunnale la temperatura oscilla tra i 20 e i 5 gradi sopra lo zero. Le precipitazioni sono abbondanti e ben distribuite nell'arco annuale.

Origini del nome Il toponimo deriverebbe dal latino "Ortus solis" (orto del sole), locuzione che richiama l'urbanistica del paese orientata verso est; oppure dal termine osco "Hurz" (orto sacro).

Storia Età antica

Nel territorio di Ortona, tra le frazioni di Cesoli e Rivoli era collocata l'antica fortificazione marsa di Milonia, databile al V secolo a.C. La città fu distrutta dai romani durante la Terza guerra sannitica. Qui ebbe origine la gens Poppedia, famiglia italica il cui esponente più importante fu Quinto Poppedio Silone, condottiero dei Marsi durante la Guerra sociale (91-88 a.C.).

Il centro fortificato fu ricostruito nei pressi della località di Colle Cavallo e nuovamente distrutto dai Longobardi nel corso del VI secolo.

Medioevo

Papa Pasquale II in una bolla del 1115 e Papa Clemente III in una bolla del 1188 citano la chiesa di "Sancti Quirici in Melogne" (o "Sancti Quinci"), dove "Melogne" sarebbe l'alterazione linguistica dell'antico toponimo di "Milionia". Nelle stesse bolle vengono anche nominate le chiese di Sant'Onofrio, Sant'Abbondio e San Giovanni Battista di Ortona. Il nucleo storico del paese sarebbe sorto durante il medioevo attorno al castello di Ortona e alla chiesa di Sant'Onofrio posta sulla sommità dell'omonimo colle.

Nel 1187, in un'indagine commissionata dal Re di Napoli Guglielmo II il Buono, Ortona risultò tra i possedimenti feudali del conte dei Marsi Rainaldo II di Celano.

Nel 1273, qualche anno dopo la vittoriosa battaglia di Tagliacozzo, Carlo I d'Angiò con l'emissione del diploma di Alife attestò la suddivisione del Giustizierato d'Abruzzo in due parti. Sul territorio di Ortona dei Marsi passò la linea di confine delle unità amministrative dell'Abruzzo Citra e dell'Abruzzo Ultra, a cui venne incluso fino al 1807.

Età moderna Nel 1454 il Re di Napoli Alfonso d'Aragona donò i castelli di Ortona e Carrito alla famiglia Cantelmo.

Nel 1579 il feudo di Ortona fu preso in dote da Fabio dei D'Afflitto, duchi di Alfedena e Barrea. Nel 1594 il vescovo di PescinaLa sede della diocesi dei Marsi fu spostata nel 1580 dalla cattedrale di Santa Sabina di San Benedetto dei Marsi a Pescina, mentre il seminario diocesano venne dotato delle rendite di numerose chiese rurali del territorio ortonese. monsignor Matteo Colli in una relazione ad limina denunciò la presenza di bande violente, di cui molte composte da briganti che impedivano il transito nelle aree di montagna. Nelle stessa relazione la chiesa di San Giovanni Battista viene citata per la prima volta con la dignità di collegiata.

Nel 1602 la contea fu ceduta al barone Fibbioni dell'Aquila e subito dopo a Francesco Paolini di Magliano de' Marsi. In questo periodo tutte le relazioni ad limina dei vescovi di Pescina lamentano la miseria crescente delle parrocchie della diocesi, e soprattutto della valle del Giovenco, tanto che il 14 ottobre 1639 il vescovo dei Marsi Lorenzo de' Massimi unì rendite e benefici di tutte le parrocchie rurali sotto la collegiata di San Giovanni Battista. Nell'intera Marsica la peste del 1656 causò oltre 4000 vittime, tuttavia Ortona rimase pressoché immune da questo flagello.

L'unica figlia di Francesco Paolini, Petronilla andò sposa in giovanissima età ad un membro della famiglia romana dei Massimo cui recò in dote anche il feudo di Ortona e Carrito.

Il 29 ottobre 1734 venne riconsacrata la collegiata di San Giovanni Battista dal vescovo dei Marsi, mons. Giuseppe Barone.

Nel 1756 la comunità di Ortona inoltrò a Papa Benedetto XIV una supplica chiedendo di poter prelevare dalle catacombe di San Sebastiano a Roma le reliquie del santo protettore. Così il 19 settembre 1759 arrivarono ad Ortona le spoglie di san Generoso Martire.

Età contemporanea Nel 1814 in località Le Rosce alla destra della riva del fiume Giovenco tornò alla luce la pietra tombale relativa al luogo di sepoltura di Poppedia Secunda, donna probabilmente legata alla gens Poppedia e al condottiero Poppedio Silone.

Nella prima metà del XIX secolo vi fu in Ortona dei Marsi un consistente gruppo carbonaro (121) e fu istituita una vendita intitolata a Poppedio SiloneArchivio di Stato di Napoli, Ministero della Polizia Generale, II numerazione, vol. 4621, I..

L'ara funeraria nel 1934 fu donata da Adamo Buccella al lapidarium di Avezzano dove è esposta all'Aia dei MuseiFlavia De Sanctis, Rossella Del Monaco, Antonella Saragosa e Daniela Villa, L'Aia dei Musei, Avezzano, Duerredigitale, 2012, pp. 39-40..

A cominciare dal XIX secolo la frazione di Aschi chiese invano prima l'autonomia amministrativa e successivamente di essere aggregata al comune di Gioia dei Marsi, mentre nel 1948 la frazione di Casali d'Aschi ottenne tale aggregazione. Durante la seconda metà dell'Ottocento anche ad Ortona dei Marsi ebbe inizio il fenomeno della grande emigrazione.

Il 13 gennaio 1915 anche Ortona venne colpita dal terremoto della Marsica, il centro urbano non subì tuttavia danni irreparabili come avvenne invece nella quasi totalità del territorio marsicano.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR dell'8 gennaio 1999.

Il gonfalone è un drappo di giallo con la bordatura di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Collegiata di San Giovanni Battista La struttura originaria risale al XIII secolo mentre sulla campana originaria rimossa dalla torre campanaria nel 2001 a causa di lesioni ed esposta nella navata destra della collegiata è incisa la data di fusione del 1342. Tra il 1485 e il 1500 vennero eseguiti alcuni affreschi alle colonne delle navate. Il portale venne realizzato nel 1735 dal maestro Berardino Melone della torre di Alfedena, mentre l'intera facciata venne restaurata nel 2001. Nel 1916 venne ricostruito il tetto gravemente danneggiato dal terremoto della Marsica, mentre nel 1947 venne eretto l'altare che ospita la reliquie di san Generoso Martire.

Chiesa di Sant'Onofrio Luogo di culto edificato a cominciare dal XII secolo, rappresenta la più antica chiesa di Ortona dei Marsi. Crollò più volte, venendo in seguito ricostruita. Chiesa di Sant'Antonio Abate Edificio religioso eretto nel corso del XVIII secolo. Nel 1789 venne realizzato un "altare privilegiato" della famiglia Maggi.

Architetture militari

Torre feudale e ruderi del castello L'antica torre circolare che sorge sulla sommità del colle di Ortona, risale al XVI secolo. Il dongione rappresenta il punto focale della fortificazione duecentesca del borgo in cui ci sono i ruderi del castello e della cinta muraria che dominava l'abitato. La torre si presenta in buono stato di conservazione, ed è circondata da antiche murature appartenenti alla cerchia muraria. È situata nel quartiere più antico del borgo, il colle di Sant'Onofrio.

Monumenti Fontana di Giugno La fontana, localmente chiamata "Clelia", si trova nella piazza centrale di San Giovanni, prospiciente l'omonima collegiata. Si tratta di uno dei duplicati in ghisa artistica del 1889 dell'originario prototipo marmoreo chiamato "L'Été", opera di Mathurin Moreau esposta a Parigi nel 1855. Il francese Jean-Pierre-Victor André fece realizzare le ghise in forme neoclassiche dalle fonderie d'arte di Val d'Osne che furono importate in Italia dal napoletano Francesco De Luca nel 1889. L'elemento principale dell'efebo rappresenta l'estate, nello specifico il mese di giugno e il dono delle messi. Altri duplicati in ghisa si trovano ad Alife, Cosenza, Fornelli, Magliano de' Marsi, Matrice, San Pietro in Guarano e Terracina.

Siti archeologici Ruderi della cinta muraria, di alcune tombe e tracce delle porte dell'antica cittadella fortificata di Milonia sono presenti nelle località montane di Casei ("Casej") e Colle Cavallo e tra le frazioni di Cesoli e Rivoli tra i 908 e gli 862 La riscoperta della precisa localizzazione di Milonia è stata possibile a cominciare dagli studi effettuati nel 1975 dall'inglese Andrew SladeAndrew Slade, Historian and archaeologist of Southern Italy, Oxford University, 1975-1979, in Insediamenti fortificati in area centro-italica, atti del convegno del 1991, Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio", Chieti, a cura di Raffaella Papi, Pescara, 1995. Nei pressi della frazione di Carrito ci sono i ruderi dell'antico castello e di mura megalitiche di epoca preromana.

Aree naturali I sentieri che conducono all'area del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise attraverso San Sebastiano dei Marsi e Bisegna e quelli che ad est conducono alla riserva naturale guidata Gole del Sagittario. Colle del Rascito, incluso tra i siti di interesse comunitario dell'Abruzzo. Le sorgenti della valle di Carrito. Passo Olmo di Bobbi, valico raggiungibile attraverso la Sp 60 Marsico-Sannitica. Collocato a 1.224 , collega i territori montuosi di Ortona dei Marsi, Cocullo e Anversa degli Abruzzi; un sentiero conduce verso il monte Mezzana (1.774 ). Parco 83 a Cesoli. Valle del Giovenco.

Società Evoluzione demografica

Tradizioni e folclore

L'8 maggio di ogni anno si celebra la festa patronale in onore di San Generoso, patrono del comune di Ortona dei Marsi.

Cultura Centro verde Uno dei centri visita del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il Centro verde, è ospitato nei locali dell'ex edificio scolastico, posto alle porte del paese. La struttura recuperata d'intesa con l'ente gestore del parco ospita, oltre al centro visita, il museo naturalistico dedicato alla flora e alla fauna locali. Il centro ospita dal 22 maggio 2024 la mostra entomologica permanente.

Cucina

I prodotti tipici del territorio di Ortona dei Marsi sono i legumi, il miele e la mela della valle del Giovenco, riconosciuta tra i prodotti agroalimentari tradizionali abruzzesi, i cui utilizzi in cucina sono variegati e il miele.

Geografia antropica

Frazioni Aschi Detto anche Aschi Alto, è situato a 1139 Il borgo prima del terremoto della Marsica del 1915 contava circa mille abitanti, circa il 70% della popolazione perì sotto le macerie del sisma. Nel giro di poco tempo molti dei superstiti si trasferirono in località Casali d'Aschi, nel contemporaneo comune limitrofo di Gioia dei Marsi, dove possedevano terreni e fabbricati sparsi in diverse località come Le Grette, Le Grippe, San Veneziano e Valtrona. L'antico stemma di Aschi presenta tre stelle d'argento in un campo di colore azzurro.