La nazionale maschile di calcio degli Stati Uniti d'America () è la squadra maschile maggiore di calcio che rappresenta la United States Soccer Federation (la Federazione calcistica degli Stati Uniti d'America affiliata alla FIFA, alla CONCACAF e alla NAFU).
Ha vinto sette Gold Cup (nel 1991, 2002, 2005, 2007, 2013, 2017 e 2021) e tre CONCACAF Nations League (2019-2020, 2022-2023 e 2023-2024), totale che la rende la seconda selezione nordamericana più titolata dopo il . Vanta dodici partecipazioni al campionato mondiale, dove ha raggiunto al massimo il terzo posto nel 1930, perdendo la semifinale con l'. È una delle tre nazionali (le altre sono la ed il ) non appartenenti alla UEFA o alla CONMEBOL che hanno disputato la semifinale di un campionato del mondo di calcio.. Nel 2009 raggiunse, altresì, la finale della Confederations Cup, perdendo però contro il .
La migliore posizione raggiunta nella classifica mondiale della FIFA, in vigore dall'agosto 1993, è stata il 4º posto dell'aprile 2006 mentre la peggiore è stata il 36º posto del luglio 2012. Attualmente occupa il 16º posto della graduatoria.
Gli Stati Uniti vantano il maggior numero di calciatori con almeno 100 presenze in nazionale.
Storia
La prima nazionale di calcio degli Stati Uniti fu costituita nel 1885: il 28 novembre di quell'anno la squadra fu sconfitta dal per 0-1 a Newark, New Jersey. Gli Stati Uniti ebbero la loro rivincita l'anno seguente, quando sconfissero la selezione canadese 1-0, sempre a Newark; tuttavia tali partite non furono ufficialmente riconosciute. La partita d'esordio ufficiale della nazionale statunitense fu disputata il 20 agosto 1916 contro la a Stoccolma e fu vinta per 3-2 dagli statunitensi.
Ai suoi albori la rappresentativa statunitense riscosse un buon successo, ma soltanto dalla metà degli anni novanta ha iniziato a riguadagnare prestigio internazionale e valore tecnico.
Anni 1930-1950 Al campionato del mondo del 1930 gli statunitensi vinsero la prima partita nella storia del campionato del mondo di calcio (3-0 contro il a Montevideo), partita che si giocò contemporaneamente ad un'altra "prima partita", tenutasi sempre in quella città e che vide la vittoria della contro il . Il giocatore statunitense Bert Patenaude segnò la prima tripletta nella storia del campionato del mondo nella gara vinta dalla sua nazionale contro il per 3-0.
In quel primo campionato mondiale gli Stati Uniti arrivarono alle semifinali, dove furono sconfitti per 6-1 dall'. Si classificarono al terzo posto, che resta il migliore piazzamento di sempre ai mondiali della nazionale statunitense e il migliore in assoluto di una nazionale dell'America settentrionale e centrale al campionato mondiale di calcio.
Anni 1950 Al campionato mondiale del 1950 la squadra statunitense, che si presentò al torneo con una squadra di giocatori part-time messa insieme per l'occasione, fu protagonista di uno dei fatti più clamorosi nella storia del calcio, procurando all' la sua prima sconfitta di sempre al campionato mondiale (1-0), dopo che quest'ultima aveva di recente battuto il Resto d'Europa per 6-1 in una partita amichevole. Il gol della vittoria venne siglato dal giocatore di origine haitiana Joe Gaetjens. Ciononostante gli Stati Uniti non riuscirono a superare la fase a gironi, a causa delle sconfitte patite contro la (1-3) e il (0-2). La straordinaria vittoria sugli inglesi ispirò il film In campo per la vittoria.
Dopo il mondiale disputato in Brasile, gli Stati Uniti non riuscirono più a qualificarsi per un campionato mondiale di calcio per ben quarant'anni. L'Inghilterra vendicò in parte la sconfitta subita in Brasile battendo gli Stati Uniti per 6-3 a New York nel 1953 e per 8-1 a Los Angeles nel 1959.
Negli anni '50 gli USA vinsero tre partite: la già citata partita contro l'Inghilterra al mondiale 1950 e due incontri contro . La squadra statunitense mancò la qualificazione ai mondiali del 1954 (a causa dell'esiguità dei fondi, dovette giocare le partite in casa in Messico e ad Haiti) e 1958 (nelle qualificazioni la nazionale, a causa della disorganizzazione della federazione, fu sostituita dal club del St Louis Kutis in due partite contro il ).
Anni 1960 Negli anni '60 fu creata la North American Soccer League (NASL) e l'acquisizione dei diritti di trasmissione televisiva del fu tra i motivi del rinnovato interesse per il calcio negli Stati Uniti d'America. Dopo l'entusiasmo generato dalla creazione della NASL, negli anni '60 e '70 sembrava che la nazionale statunitense fosse avviata a diventare una delle nazionali di primo piano nel panorama mondiale, ma queste aspettative furono disattese.
Le qualificazioni al e per il mondiale del 1966 furono condotte negativamente. La vittoria contro l' (1-0) del 17 marzo 1965 fu la prima per la nazionale a stelle e strisce dopo undici anni.
Tra l'ottobre e il novembre 1968 gli USA vinsero tre partite consecutive, evento senza precedenti, contro Canada e, due volte, . La qualificazione al era vicina, ma tra l'aprile e il maggio del 1969 due sconfitte contro Haiti nell'ultimo turno delle eliminatorie si rivelarono fatali.
Anni 1970 Vista la crescita della NASL, la federazione decise per investimenti più corposi per lo sviluppo della nazionale, che fu affidata al CT Bob Kehoe. Se negli anni '60 la nazionale aveva disputato solo 19 partite, ne giocò 12 nel solo 1973. Nel 1973 sull'isola di Terranova, in vista di una partita di qualificazione al , la squadra si trovò in un hotel sovraffollato dove dormivano cinque giocatori in una sola stanza. Nelle qualificazioni perse per 3-2 contro il Canada e fallì l'accesso alla fase finale, come avvenne anche per il . La federcalcio statunitense organizzò partite in tutto il mondo nel tentativo di far guadagnare maggiore esperienza alla squadra. Nell'ottobre 1979 la nazionale giocò nelle Bermude, a Parigi, a Budapest e a Dublino nell'arco di soli 22 giorni.
Anni 1980 Tra il 1981 e il 1983 la selezione statunitense giocò solo due incontri.
Allo scopo di promuovere un programma di sviluppo della nazionale e di rinnovare l'interesse per la NASL, la federcalcio statunitense decise di inserire la nazionale nel campionato del 1983 con il nome di Team America. Questa compagine non aveva la continuità e la regolarità di allenamento delle squadre di club e molti calciatori si rifiutavano di lasciare il proprio club di appartenenza per giocare per il Team America. Furono questi alcuni dei motivi che condussero il Team America a concludere il campionato all'ultimo posto. L'esperimento era fallito e la federcalcio ritirò il Team America dalla NASL.
In vista delle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 e del il comitato olimpico internazionale decise di aumentare le possibilità che le nazionali non appartenenti alla zona UEFA o alla zona CONMEBOL si qualificassero per la fase a eliminazione diretta, stabilendo che queste compagini avrebbero potuto schierare anche giocatori senior, purché non scesi in campo in precedenza in partite della Coppa del mondo di calcio. Gli Stati Uniti inserirono dunque molti senior nella squadra che giocò le Olimpiadi, ma la rappresentativa statunitense non riuscì ad andare oltre la prima fase del torneo.
Nel 1988 agli USA fu assegnata l'organizzazione del e l'anno dopo la squadra ottenne la qualificazione al campionato mondiale di Italia '90, grazie alla prima vittoria in trasferta dopo due anni, contro (1-0). Tra i migliori elementi della nazionale a stelle e strisce spiccavano Balboa e Wynalda. In vista della fase finale il CT Bob Gansler dovette rinunciare per infortunio a Rick Davis e Hugo Pérez, giocatori di esperienza, e convocò numerosi giovani. Gli Stati Uniti furono eliminati al primo turno, subendo tre sconfitte: 1-5 contro la , 0-1 contro l' e 1-2 contro l'.
Anni 1990
Nel marzo 1991 gli Stati Uniti vinsero la North America Cup dopo aver pareggiato per 2-2 contro il e aver battuto il per 2-0. Nel maggio seguente sconfissero l' per 1-0 nella World Series of Soccer. Si aggiudicarono anche la prima edizione della CONCACAF Gold Cup, superando Trinidad e Tobago (2-1), (3-0) e (3-2) nel girone, Messico (2-0) in semifinale e (4-3 ai tiri di rigore dopo lo 0-0 dei tempi supplementari) in finale.
Nel 1992 negli Stati Uniti disputò la prima edizione della U.S. Cup, voluta per promuovere ulteriormente il calcio negli Stati Uniti. La squadra di casa si aggiudicò il girone all'italiana con , e , con due vittorie e un pari contro gli italiani. Nella U.S. Cup del 1993 gli Stati Uniti chiusero al terzo posto, sconfitti da brasiliani e tedeschi, ma vittoriosi con l' per 2-0.
Il campionato del mondo 1994 fu il definitivo trampolino di lancio per il calcio negli Stati Uniti: il Paese era scelto per ospitare la rassegna iridata, e sempre in questo periodo la Federazione, come contropartita imposta dalla FIFA, fondò la Major League Soccer.
La squadra degli USA fornì un'ottima prova nella fase a gironi della Coppa del mondo giocata in casa. La formazione allenata da Bora Milutinović, qualificata di diritto in quanto compagine del paese ospitante, pareggiò contro la Svizzera (1-1), batté la , allora quarta nella classifica mondiale della FIFA (2-1), e perse di misura (0-1) contro la , ottenendo l'accesso agli ottavi di finale di un mondiale per la prima volta dal 1930. Il cammino dei padroni di casa terminò in questo turno contro il , futuro campione del mondo, che vinse per 1-0. La gara fu giocata il 4 luglio, giorno della festa nazionale statunitense.
Malgrado il buon cammino, Milutinović fu sollevato dall'incarico nel 1995. Passata ad interim, nell'aprile 1995, sotto la guida di Steve Sampson, già vice di Milutinović, la squadra ben figurò alla Coppa America dello stesso anno, alla quale fu invitata a partecipare insieme al . Gli statunitensi vinsero il girone mettendosi davanti (battuta per 3-0), e e ai quarti di finale eliminarono il Messico ai tiri di rigore, raggiungendo la semifinale contro il , che vinse per 1-0 ed eliminò gli USA, proprio come al mondiale dell'anno prima. Nella finale per il terzo posto la squadra a stelle e strisce fu sconfitta per 4-1 dalla . Grazie alle buone prestazioni in Coppa America, nell'agosto 1995 Sampson dismise i panni di traghettatore e fu nominato ufficialmente nuovo CT degli USA.
Nella CONCACAF Gold Cup del 1998, disputata in casa nel mese di febbraio, la squadra si piazzò seconda, dopo aver sconfitto in semifinale il Brasile campione del mondo in carica per 1-0.
Meno fortunata fu la partecipazione al campionato del mondo del 1998, dove gli USA, qualificatisi arrivando secondi nel girone finale di sei squadre (a un punto dal Messico capolista), uscirono al primo turno perdendo tutti e tre gli incontri: 2-0 con la , 1-0 con la e 2-1 contro l']. Questa partita fu importante anche per il clima politico e sociale in cui si giocò: per lanciare un messaggio contro l'odio tra il mondo occidentale e quello orientale, prima dell'incontro i giocatori delle due squadre si fecero fotografare mentre si abbracciavano e si stringevano la mano.
Il CT Steve Sampson fu ritenuto il principale responsabile della disfatta, dato che aveva tolto la fascia di capitano a John Harkes solo poche settimane dopo avergli espresso la propria fiducia e avendo escluso dalla rosa per il mondiale francese numerosi giocatori rivelatisi fondamentali per la qualificazione. Nel febbraio 2010 sarebbe emerso che Sampson aveva tolto i gradi ad Harkes perché questi aveva avuto una relazione con la moglie del compagno di squadra Eric Wynalda. A condizionare il rendimento della squadra al mondiale furono per altro due infortuni importanti, quelli occorsi a Eric Wynalda e a Tab Ramos. Sampson si dimise il 29 giugno 1998.
Gli anni 2000