Biografia Carriera nel Movimento 5 Stelle (2009-2012) Iscritto al Movimento 5 Stelle, nel giugno 2009 si candida a sindaco di Bologna — prima candidatura del Movimento alle comunali del capoluogo emiliano — entrando nel consiglio comunale con voti, pari al 3,2%.Blog di Giovanni Favia sul sito de il Fatto Quotidiano Nel dicembre del 2009 si candida presidente della regione Emilia-Romagna. Dopo il commissariamento del comune, avvenuto dal 17 febbraio 2010, è eletto consigliere regionale come candidato presidente della Regione per il Movimento 5 Stelle, ottenendo voti, pari a circa il 7%. Si tratta del miglior risultato conseguito dal Movimento nelle elezioni regionali di quell'anno. Secondo l'analisi dei flussi elettorali condotta dai politologi Marta Regalia e Marco Valbruzzi, circa due terzi dei voti raccolti da Favia nel 2009 provenivano da elettori che alle precedenti comunali avevano sostenuto il candidato di centrosinistra Sergio Cofferati, mentre la parte restante proveniva dall'astensione.

In contrasto con le indicazioni di Grillo e del cofondatore del Movimento Gianroberto Casaleggio, che avevano chiesto a candidati ed eletti di non accettare inviti dai talk show televisivi, il 19 aprile 2012 partecipa alla trasmissione di Michele Santoro Servizio pubblico. Il 6 settembre Piazzapulita manda in onda un fuori onda, registrato a margine di un'intervista all'insaputa dell'interessato, in cui Favia — che la Repubblica definisce uno degli esponenti di punta del Movimento — afferma che «da noi la democrazia non esiste» e attribuisce a Casaleggio un controllo di fatto sull'organizzazione, esercitato senza mandato elettivo: sostiene in particolare che le decisioni sulle linee guida e sulle iniziative pubbliche erano state assunte da Casaleggio da solo e che il divieto di andare in televisione era servito a contenere le tensioni interne.

Poiché la proprietà del simbolo e del blog, e con esse la parola definitiva sulle risorse del Movimento, erano in capo a Grillo, il 12 dicembre a Favia e alla consigliera comunale di Bologna Federica Salsi viene impedito di utilizzare ulteriormente il logo, con l'effetto di escluderli de facto dal Movimento.

L'episodio è ricorrente nella letteratura in materia dedicata al Movimento 5 Stelle. Il sociologo Eric Turner lo colloca tra le tensioni interne che accompagnano l'ascesa elettorale del Movimento, accanto ai casi di Valentino Tavolazzi e Fabrizio Biolè; le politologhe Maria Elisabetta Lanzone e Mara Morini, dell'Università di Genova, vi individuano il momento in cui la questione della democrazia interna diventa manifesta; il politologo Amedeo Varriale lo richiama tra i casi di espulsione di dissidenti, accanto a quello di Federico Pizzarotti.

La candidatura con Rivoluzione Civile (2012-2013)

L'11 gennaio 2013 accetta ufficialmente la proposta avanzata da Antonio Ingroia di candidarsi come indipendente alle elezioni politiche del 2013 con la lista Rivoluzione Civile, presentandosi al secondo posto alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Emilia-Romagna.

Visti i risultati definitivi delle elezioni del 24-25 febbraio 2013 e, vista la legge elettorale vigente, Favia non è stato eletto deputato perché Rivoluzione Civile non ha superato la soglia di sbarramento.

Risulta ad agosto 2013 impegnato con il nuovo movimento di Antonio Ingroia, Azione Civile, come responsabile ambiente.

Dopo la candidatura con Rivoluzione Civile rimane all'interno del Consiglio Regionale, diventando indipendente all'interno del Movimento 5 Stelle.

Esperienze successive

Conclusa la carriera politica, diventa imprenditore nel settore della ristorazione a Bologna. Durante la pandemia di COVID-19 in Italia si distinse per aver contestato aspramente le misure anti contagio varate dal governo Conte II, divenendo promotore durante il lockdown del comitato "IoApro" per chiedere la riapertura dei locali pubblici.

Durante le elezioni politiche del 2022 sostenne apertamente la candidatura di Vittorio Sgarbi nel collegio senatoriale di Bologna, in contrasto con la figura di Pier Ferdinando Casini proposta dal centrosinistra bolognese.

Nel gennaio 2026 manifesta la propria disponibilità a candidarsi a sindaco di Bologna con una lista civica in vista delle elezioni comunali del 2027.

Vicende giudiziarie Nel febbraio 2019 è stato condannato in primo grado per diffamazione alla pena pecuniaria di 500 euro, oltre a una provvisionale di euro in favore della Casaleggio Associati e di euro in favore di Davide Casaleggio, per un articolo pubblicato su Il Tempo nel 2014 nel quale aveva definito poco chiari i rapporti economici tra il blog di Grillo e la società milanese.

Nel giugno 2023 il giudice per le indagini preliminari di Bologna, accogliendo l'opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero, ne ordinò l'imputazione per violenza sessuale, disponendo contestualmente l'archiviazione per le ipotesi di atti persecutori e di lesioni. Il 10 maggio 2024 è stato assolto perché il fatto non sussiste al termine del giudizio abbreviato.

Note

Bibliografia

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