Biografia Non si sa quasi nulla della biografia di Iacopo Campanile. Francesco Torraca lo ritenne un poeta del XV secoloFrancesco Torraca, Rimatori napoletani del secolo decimoquinto, in Discussioni e ricerche letterarie, Livorno, F. Vigo, 1888, p. 122 e 177., ipotesi confutata poi da Erasmo PercopoErasmo Percopo, Dragonetto Bonifacio marchese d'Oria rimatore napolitano del sec. XVI, in Giornale storico della letteratura italiana, vol. 10, 1887, pp. 2-21. e da Benedetto Croce. Quest'ultimo datò all'incirca al 1520 il Vero tempio de amore, poemetto laudativo del CapanioMario Di Leo, Lodi di dame napoletane del secolo decimosesto dall'amor prigioniero, a cura di G. Ceci e B. Croce, Napoli, 1894..

Vero tempio de amore Il Vero tempio de amore è un poemetto laudativo allegorico in ottava rima. Il poeta immagina un tempio a Cupido, dio dell'amore, che regge su trenta colonne, ossia sulle trenta dame più belle del Regno di Napoli: Isabella de Requesens, moglie di Raimondo Folch de Cardona; Vittoria Colonna; Costanza d'Avalos; Antonicca del Balzo, madre di Isabella di Capua; Dorotea Gonzaga; ; Costanza Pignatelli, moglie di Giacomo Gaetani, conte di Morcone; Caterina Acquaviva, contessa di Venafro; Sidonia Caracciolo, marchesa di Laino; Isabella Castriota, moglie di Guidone Fieramosca; Caterina Sanseverino; Maria Sanseverino; Giulia Carafa, contessa di Borrello; Isabella Pignatelli, contessa di Palena; Isabella Spinelli; Isabella Gualandi; Maria Diaz Garlon, moglie di Alfonso Sanseverino; Lucrezia Carafa; Porzia e Isabella Brancia; Marzia e Cornelia Maramaldo, sorelle di Fabrizio Maramaldo; Ippolita Caldora, figlia di Berlingiero Caldora e moglie di Alfonso Torelli; Adriana e Aurelia Sanseverino; Cassandra Marchese, amata da Iacopo Sannazaro; Violante di Sangro; Cassandra Brancaccio; Lucrezia Scaglione, moglie di Paolo Carafa; Giulia Grisone. Il poemetto del Campanile è noto anche per un episodio di plagio: nel 1536, anno in cui fu stampato ad Alife nella stamperia domestica del reverendo Luigi AcilioIacopo Campanile, Vero tempio de amore, Alife, 1536., apparve a Venezia un Tempio d'amore scritto da Niccolò Franco e dedicato ad Argentina Rangone. Rispetto al poemetto del Campanile, nel poemetto del Franco il nome delle dame napoletane fu sostituito con quello di altrettante dame venezianeNiccolò Franco, Tempio d'amore, Venezia, 1536.. Evidentemente il Franco intendeva presentarsi come poeta a Venezia, città in cui era arrivato da poco tempoFranco Pignatti, «FRANCO, Nicolò», Dizionario biografico degli italiani, vol. 50, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1998.Carlo Simiani, Un plagio di Niccolò Franco, in Rassegna critica della letteratura italiana, vol. 5, 1900, pp. 19-26..

Note

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