La tavola delle Nazioni, anche chiamata tavola delle genti o generazioni di Noè, è una lunga lista di figli e discendenti di Noè che appare nella Bibbia ebraica (in ). La sua importanza deriva dal fatto che secondo il racconto biblico la popolazione della Terra fu completamente distrutta durante il Diluvio Universale: Noè e la sua famiglia furono i soli otto sopravvissuti con il compito di ripopolare la specie umana. Nell'elenco compaiono 70 nomi (o 72 nella Septuaginta). Il numero 70 è un numero biblico simbolo di totalità, perciò l'elenco vuole ricordare che proprio tutti gli esseri umani della Terra discendono da Noè e sono quindi parenti fra loro. L'elenco, quindi, può essere visto anche come l'elenco dei capostipiti di tutti i popoli conosciuti dagli antichi ebrei.

Universalità del Diluvio nelle tradizioni abramitiche Nell'esegesi biblica antica

Un'esegesi letterale di indica che l'attuale popolazione del mondo sia discesa dai tre figli di Noè:Fino alla metà del XIX secolo, questa interpretazione veniva considerata fatto storico, ed è ancor oggi considerato tale da una minoranza di ebrei ortodossi e cristiani. Sem, Cam e Jafet, e le loro mogli.I nomi delle mogli non compaiono nella Bibbia, ma secondo il Libro dei Giubilei essi sarebbero: Moglie di Noè: Emzara, figlia di Rake'el, figlio di Matusalemme Moglie di Sem: Sedeqetelebab Moglie di Cam: Ne'elatama'uk o Na'eltama'uk Moglie di Jafet: 'Adataneses

Esistono controversie circa il numero dei popoli della Terra che sono inclusi dalla Tavola delle Nazioni e naturalmente anche la sua accuratezza è messa in discussione. Alcuni ebrei e cristiani mantengono la convinzione che la Tavola si applichi a tutta la popolazione della Terra, mentre altri la interpretano solo come una lista dei popoli noti agli antichi ebrei.

Nell'Islam I figli di Noè non sono menzionati nel Corano, tranne per il fatto che uno dei figli non fu tra le persone che seguirono il padre e quindi tra i credenti, venendo di conseguenza travolto dal Diluvio. Il Corano cita i figli di Noè al v. 37.75-77 : "Invero Ci invocò Noè e fummo i migliori a rispondergli: salvammo lui e la sua famiglia dall'angoscia più grande (cioè, dall'annegamento), e facemmo della sua progenie, i superstiti (cioè Sem, Cam e Jafet)".Similmente in altre versioni e traduzioni coraniche, per es. Sufi.it 37

Tavola delle Nazioni

Secondo la Genesi , Noè ebbe tre figli: Cam, capostipite dei "popoli del sud" Camiti Sem, capostipite dei "popoli di mezzo" Semiti Jafet, capostipite dei "popoli del nord" IafetitiNel testo biblico veniva indicato che i popoli nati dai discendenti di Iafet abitavano le terre poste a settentrione e a occidente di Israele, nel mar Egeo e nella penisola Anatolica, così arrivando a comprendere non solo Cretesi e Micenei, e più in generale il popolo Greco, ma anche i Babilonesi, Assiri e Persiani.

I nomi dei figli si pensa abbiano importanza per le radici linguistiche semitiche. Cam significa "caldo".Lexicon di Cham (Strong's 02526) Sem significa semplicemente "nome" o "rinomanza", "prosperità".Lexicon di Shem (Strong's 08035) Jafet significa "aperto".Lexicon di Yepheth (Strong's 03315)

La Genesi procede poi al dettaglio dei loro discendenti. L'identificazione di molti della prima generazione è favorita dalla inclusione della seconda, sebbene diverse identificazioni siano meno certe (la copia della Tavola nel libro biblico di ha variazioni occasionali nella seconda generazione, molto probabilmente causate dalla somiglianza delle lettere ebraiche come Reš e Dalet). Le forme che terminano in -im sono plurali e indicano probabilmente i nomi di popoli, dei quali era sconosciuto il capostipite.

Discendenti di Jafet Gomer, figlio di Jafet. Usualmente identificato con i Gimirru migratori (i Cimmeri) delle iscrizioni assire, attestate dal 720 a.C./a.c.e. Ashkenaz, figlio di Gomer. È stato ipotizzato che questo nome nasca da un errore di trascrizione in ebraico riguardo al nome "Ashkuz", dalla lettura sbagliata della lettera Nun invece della Waw. Ashkuz e Ishkuz erano nomi usati per indicare gli Sciti, che appaiono per la prima volta nei registri assiri verso la fine dell'VIII secolo nella regione del Caucaso e che a volte occuparono vaste aree dell'Europa e dell'Asia. Inoltre in ebraico medievale la Germania è nota come Ashkenaz e dà origine al termine ebrei ashkhenaziti. Rifat (ebraico ריפת, "frantumatore/stritolatore" – Difat in Cronache), secondo figlio di Gomer ( ). Sebbene incerto, si identifica con i Paflagoni della Tarda Antichità. Plinio chiama Rifat "Riphaci" e menziona un gruppo di montagne che presero da lui il nome, la Catena Rifea. Alcune tradizioni irlandesi asseriscono che Rifat sia il progenitore dei Celti. Togarma, figlio di Gomer. Alcune tradizioni armene e georgiane affermano di discendere da Togarma; altri autori hanno cercato di connetterle ai popoli turchi. Magog, figlio di Jafet. Questo nome appare nei testi assiri come mat gugu, la Terra di Gugu, e significa Lidia. Gugu è citato nei testi greci come Gige di Lidia, un re storico della Lidia e fondatore della Dinastia dei Mermnadi (regnò 716-678 a.C./a.c.e.): viene dato come antenato sia dalle tradizioni medievali irlandesi sia da quelle ungheresi. Flavio Giuseppe, seguito da Girolamo e da Nennio, lo fa progenitore degli sciti che dimoravano a nord del Mar Nero. Secondo Giovanni Magno, Magog emigrò in Svezia (via Finlandia) 88 anni dopo il Diluvio, e uno dei suoi figli fu primo re di Svezia. I suoi resoconti sono stati accettati dagli svedesi e l'enumerazione dei monarchi svedesi è stata modificata di conseguenza. Magog a volte viene anche citato come l'antenato del Goti, Finlandesi, Unni e Slavi. Madai, figlio di Jafet. I Medi dell'Iran nordoccidentale appaiono per la prima volta nelle iscrizioni assire come Amadai verso l'844 a.C./a.e.v. Javan, figlio di Jafet. Questo nome si dice sia collegato agli Ioni, una delle tribù greche originali. Elisa (o ElishaIn alcune tradizioni successive, le due pronunce sono trattate come due persone distinte.), figlio di Javan. È grande la somiglianza con il termine Elleno, ma sono state proposte delle identificazioni anche con vari popoli Egei, come gli Elei del Peloponneso nordoccidentale, o Ellis di Ftia. Tarsis, figlio di Javan. Variamente connesso con Tarso in Anatolia, o Tartesso nella Spagna meridionale. Chittim, discendente di Javan. Usualmente connesso con Kition a Cipro, ma il nome appare in altri testi con svariate interpretazioni. Rodanim (ebraico: דודנים o Dodanim, ebr.: רודנים; greco: Ρόδιοι – Rodanim nelle Cronache), discendente di Javan. Solitamente connesso con la grande isola egea di Rodi vicino alla costa dell'Asia Minore. Tubal, figlio di Jafet. È collegato a Tabal, un regno neo-ittita di lingua luvia situato in Anatolia centro-meridionale e, tramite l'antica tribù dei Tibareni, sia agli Iberici del Caucaso sia a quelli della Penisola iberica (Spagna e Portogallo moderni). A volte viene anche considerato il progenitore degli Illiri e degli Italici. Nel Libro dei Giubilei gli furono assegnate le tre lingue d'Europa. Meshech, figlio di Jafet. Spesso associato ai Frigi, ma considerato l'eponimo della tribù dei Moschi dell'Anatolia. I Moschi sono a volte considerati uno degli antenati dei Georgiani, ma furono anche connessi con i Popoli del Mare che navigavano sul mare Mediterraneo. Tiras, figlio di Jafet. Questo nome viene usualmente collegato con quello dei Traci, un'antica nazione che apparve per la prima volta in documenti scritti intorno al 700 a.C./a.e.v. È anche stato associato con alcuni dei Popoli del Mare, come i Tursha e i Tyrsenoi, con il fiume Tiras (Dnestr), e talvolta con la regione anatolica della Troas, risalente al tardo XIII secolo a.C./a.e.v. Nel Trattato Yoma, del Talmud, si afferma che Tiras è la Persia.

Jafet è tradizionalmente visto come l'antenato degli europei, e anche di alcuni paesi più orientali: così IapetitiI popoli Jafeti o Iafeti sono i supposti discendenti di Jafet/Iafet nella Bibbia. Le diverse variazioni del termine includono: Giapeti/Iapeti, Jafetiti, Giapetiti, Iafetiti, ecc. è stato usato come sinonimo di Caucasici. Lo stesso Caucasico deriva in parte dal presupposto che la tribù di Jafet abbia sviluppato le proprie caratteristiche razziali distintive nel Caucaso, dove si trova il Monte Ararat. Il termine Iapetita è stato applicato anche dai primi linguisti (i fratelli Grimm, William Jones, Rasmus Christian Rask e altri) per quella che più tardi divenne nota come il gruppo linguistico indoeuropeo, partendo dal presupposto che, se discendevano da Jafet, le principali lingue d'Europa dovevano avere un'origine comune, che – eccetto l'uralico, cartvelico, pontico, daghestano e basco – sembra sia proprio il caso. In un certo senso conflittuale, il termine è stato utilizzato anche dal linguista sovietico Nikolai Marr nella sua "teoria iapetita", intesa a dimostrare che le lingue del Caucaso facevano parte di un gruppo linguistico pre-indoeuropeo una volta molto diffuso.Nikolai Yakovlevich Marr, Valerian Borisovich Aptekar, Language and Society, State Academy of the History of Material Culture, 1934.Graham Smith, Nation-building in the Post-Soviet Borderlands: The Politics of National Identities, Cambridge University Press, 1998, p. 178.

La Versione dei Settanta (Septuaginta in latino, indicata anche, secondo la numerazione latina, con LXX o, secondo la numerazione greca, con la lettera omicron seguita da un apice O‘) in greco della Genesi cita un ulteriore figlio di Jafet, "Elisa", tra Javan e Tubal, tuttavia, siccome questo nome non si trova in nessun'altra fonte antica, né in I Cronache, è quasi universalmente accettato che sia un duplicato di Elisha, figlio di Javan. Tuttavia, la presenza di Elisa (così come quella di Cainan figlio di Arpachshad, v.s.) nella Bibbia greca attesta l'enumerazione tradizionale tra le prime fonti cristiane di 72 famiglie e lingue, dai 72 nomi in questo capitolo, a differenza del 70 nomi, famiglie e lingue solitamente trovati nelle fonti ebraiche.

Discendenti di Cam

Cush, figlio di Cam. L'Impero di Kush al sud dell'Egitto è noto per lo meno dal 1970 a.C./a.e.v., ma questo nome viene anche associato da alcuni con i Cassiti che popolavano l'area di Zagros in Mesopotamia, la città sumera di Kish. Seba, figlio di Cush. Connesso sia con lo Yemen sia con l'Etiopia, e spesso confuso con Sheba più sotto (la suddivisione di tipo shibboleth tra i Sabei in Sheba e Seba viene riconosciuta altrove, per es. in , portando gli studiosi a sospettare che questa non sia una duplicazione errata dello stesso nome, ma una divisione storica genuina. Il significato di tale divisione non è ancora completamente compresa, sebbene possa semplicemente indicare la sponda di mare dove ciascuno risiedeva). Havilah, figlio di Cush. Solitamente considerato parte della Penisola arabica vicino al Mar Rosso. Sabtah, figlio di Cush. A volte collegato con Hadramawt (con l'antica capitale di Saubatha) nello Yemen orientale. Raamah, figlio di Cush. Collegato a Rhammanitae citata da Strabone, nel sudovest della Penisola arabica, e alla città araba di Regmah in cima al Golfo Persico. Sheba, figlio di Raamah. Collegato coi Sabei e coi popoli su entrambe le sponde più strette del Mar Rosso, sia in Yemen/Sud Arabia sia Eritrea/Etiopia/Somalia. Dedan, figlio di Raamah. Apparentemente rappresenta una regione della provincia di Tabuk, in Arabia Saudita. Sabtechah, figlio di Cush. Forse Sabaiticum Ostium, Sabei che vivevano vicino a un porto specifico dell'Eritrea. Nimrod, figlio di Cush, identificato anche come potente cacciatore davanti a Dio e fondatore dell'antica Babele, Akkad, Sumer e probabilmente alcune città dell'Assiria. Il testo ebraico di ha creato degli interrogativi se Assur qui sia il figlio di Sem oppure una città costruita da Nimrod; entrambe le interpretazioni sono presenti in varie versioni moderne.