Il Palazzo degli uffici statali è un edificio che sorge nel centro di Forlì, all'angolo tra via delle Torri e corso Mazzini.
Storia Venne costruito tra il 1935 e il 1936 sul progetto di Cesare Bazzani con lo scopo di fornire una sede agli uffici dei ministeri delle finanze, dei lavori pubblici e dell'agricoltura e foreste. Al fine di completare e rendere più elegante la scenografia di piazza Saffi, fu lo stesso Mussolini a imporre ancora il Bazzani quale progettista, nonostante molti non avessero apprezzato lo stile che l'architetto romano aveva scelto per la costruzione del Palazzo delle Poste.
Il nuovo progetto, condizionato dalla preventiva acquisizione e demolizione di diversi antichi edifici di proprietà di influenti famiglie forlivesi (Montanari, Valdesi, Pantoli), andò incontro a enormi ed impreviste difficoltà. I proprietari, ben determinati a ottenere il massimo risarcimento dalla vendita dei propri edifici, fecero ricorso ad amicizie e conoscenze altolocate, compresi alcuni familiari di Mussolini. Dovevano essere inoltre vinte le fortissime resistenze dei commercianti, che, con l'abbattimento dei propri negozi, rischiavano di chiudere la loro attività per sempre.
Tutte queste istanze vennero soddisfatte grazie alla promessa che si sarebbero aperti una serie di locali ad uso commerciale sotto il loggiato del nuovo edificio e quelle del Palazzo del Monte di Pietà. Il primo progetto, stilato nel 1933, prevedeva il mantenimento dell'antico Palazzo Baratti, già Orceoli, situato all'angolo tra Via delle Torri e via Biondini. Ma anche questo edificio, pur essendo vincolato, venne poi espropriato e demolito per consentire la completa esecuzione del progetto imposto dal duce. Per sbloccare la situazione, il genio civile si era appellato al soprintendente di Bologna Carlo Calzecchi, il quale, dietro sollecitazioni altolocate, prontamente aveva provveduto ad eliminare l'edificio dall'elenco delle costruzioni storiche protette.
La demolizione degli edifici che occupavano l'area divenne un'ossessione per Mussolini, tanto che, a metà del settembre del 1934, scrisse il seguente telegramma all'allora ministro dei lavori pubblici, Araldo di Crollalanza: "passando per folli o visto il cosiddetto palazzo Baratti ancora in piedi stop Se necessario come sembra rinnovati gli ordini per demolirlo senza indugi". Risolta la questione, Mussolini su pressioni del forlivese Manlio Morgagni, presidente dell'agenzia Stefani, intervenne presso le autorità politiche e amministrative della città affinché i lavori di costruzione venissero affidati alla Ditta Benini, di cui Morgagni stesso stava per diventare presidente.
L'edificio venne inaugurato il 21 aprile 1937, in occasione delle celebrazioni per il Natale di Roma.
Descrizione L'edificio si caratterizza per un linguaggio riconducibile al Novecento, nel quale Cesare Bazzani ricercò una mediazione tra i riferimenti dell'architettura romana classica e le concezioni dell'architettura razionalista. La soluzione adottata si distingue per l'abbandono di una rigorosa simmetria e per una reinterpretazione semplificata degli elementi della tradizione classica, secondo un'impostazione monumentale propria dell'architettura pubblica degli anni trenta.
Particolarmente caratteristico è il grande porticato al piano terreno, che per dimensioni e struttura richiama gli antichi acquedotti romani. Il corpo angolare è configurato come una sorta di massiccia torre, più alta di un piano rispetto al resto dell'edificio, ed è ritmato da lesene alternate a superfici intonacate.
Il palazzo occupa un intero isolato, sviluppandosi per circa 90 metri di lunghezza e su quattro piani. La sua volumetria complessiva è di circa 65.000 m³, mentre gli ambienti sono circa 300, distribuiti su una superficie di circa 4500 m².
In cima al palazzo era stata collocata una torretta, andata distrutta nel bombardamento del 25 agosto 1944 e mai più ricostruitaNegli archivi Alinari è presente una foto del Palazzo completo di torretta: si può vedere qui Palazzo degli Uffici Statali a Forlì.
Note
Bibliografia A. Acciai - R. Nudo, Analisi di vulnerabilità sismica del Palazzo degli Uffici Statali di Forlì, in Valutazione e riduzione della vulnerabilità sismica in edifici esistenti in cemento armato, Roma 2008, pp. 233-240. A. Acciai - R. Nudo, Gli edifici pubblici del ventennio fascista: solidità vera o apparente?, in Raffaele Nudo (a cura di), Lezioni dai terremoti: fonti di vulnerabilità, nuove strategie progettuali, sviluppi normativi, Firenze 2011, pp. 53-62. Il testo analizza in particolare il caso del Palazzo degli Uffici Statali di Forlì.
Altri progetti
Uffici statali