Palazzo Monsignani chiamato anche Palazzo Lombardini-Monsignani, è un palazzo del centro di Forlì.
Storia Palazzo Monsignani-Morattini fu in origine proprietà della famiglia Lombardini, alla quale appartenne Bartolomeo Lombardini, medico degli Ordelaffi. Passò successivamente, come dote matrimoniale, ai Monsignani e, dopo l’estinzione di questa casata, a un ramo della famiglia Morattini nel 1749.
Nella seconda metà del Settecento l’edificio subì importanti lavori che ne modificarono l’aspetto originario. In precedenza era lambito da un fossato derivato dal canale di Ravaldino, che alimentava un mulino lì vicino.
In seguito il palazzo divenne sede dell’Istituto delle Suore Dorotee. Nel 1936 parte del terreno retrostante fu espropriato dal Comune per consentire il prolungamento di via Episcopio fino alla chiesa di San Biagio, con la conseguente costruzione di un nuovo muro di recinzione.
Durante la visita pastorale di papa Giovanni Paolo II a Forlì nel 1986, il pontefice sostò nell’appartamento al piano terra del palazzo. L’ambiente è stato conservato intatto dalle religiose, che ne hanno mantenuto l’arredo e gli oggetti come al momento della visita.
Descrizione La facciata del palazzo è completamente priva di decorazioni, in netto contrasto con la ricchezza ornamentale degli interni.
Al piano terra si trovano la Sala di Demetra e la Sala di Artemide, entrambe affrescate dal pittore forlivese Annibale Marabini. Lo scalone principale presenta pianerottoli coperti da volte a ombrello.
Al piano nobile, le trasformazioni settecentesche portarono alla creazione di un salone doppio, decorato dal pittore e architetto bolognese Angelo Zaccarini, autore dell’Apoteosi di Romolo sulla volta. Nella stessa sala furono collocate due tele di Antonio Belloni, raffiguranti l’Uccisione di Romolo e il Ratto delle Sabine.
In un ambiente adiacente sono conservate tre tele di Zaccarini, con Vedute prospettiche di Roma, appartenenti in origine a un ciclo di quattro opere. Nella galleria centrale è affrescato il Trionfo di Venere di Giacomo Zampa, con decorazioni perimetrali ancora attribuite a Zaccarini.
Dopo un viaggio di perfezionamento a Roma, finanziato dai Monsignani, Zampa realizzò quattro ovali raffiguranti Il pastore Faustolo e i gemelli Romolo e Remo, Saul unto re dal profeta, Davide e Saul e La morte di Saul. In collaborazione con Zaccarini decorò inoltre una sala con l’Allegoria del Tempo, rappresentato da Saturno circondato da putti; agli angoli della volta, in finte nicchie a conchiglia, erano raffigurate le Stagioni, anch’esse in forma di putti.
Il cortile interno, di pianta quadrangolare, presenta un porticato a quattro campate sorretto da colonne in pietra con capitelli compositi, uno dei quali reca lo stemma della famiglia Monsignani.
Note
Monsignani