Biografia
L'infanzia Françoise d'Aubigné era la figlia di Constant d'Aubigné - egli stesso figlio del celebre poeta ed amico di Enrico IV, Agrippa d'Aubigné - e della sua seconda moglie Jeanne de Cardilhac. Nacque il 27 novembre 1635 nella prigione di Niort, nel carcere dove suo padre era rinchiuso per debiti.
Infatti, dopo aver abiurato alla sua fede protestante nel 1618, assassinato la sua prima moglie e il suo amante nel 1619, poi rapidamente speso la dote della seconda, era sospettato di avere dei rapporti d'affari con gli Inglesi e per questo venne rinchiuso dapprima nella prigione di Bordeaux e poi in quella di Niort.
Fino a che suo padre rimase nella prigione di Niort, la giovane Françoise passò i primi mesi della sua infanzia da Madame de Villette, sua zia ugonotta, al castello di Mursay, a nord di Niort. Passò i sei anni seguenti con i suoi genitori in Martinica, di cui conserverà un ricordo molto forte, trasmesso ai suoi futuri mariti, il poeta burlesco Paul Scarron e il re di Francia Luigi XIV, che decise dal 1674 di intensificare la coltura della canna da zucchero in Martinica e poi a Santo Domingo.
Il nome di suo padre è citato in un primo viaggio un anno prima, quello del 1635 con Pierre Belain d'Esnambuc, fondatore del villaggio di Saint-Pierre in Martinica nel 1635. La coppia partì nel 1636 per Saint-Cristophe, da dove si arriva in MartinicaCharles Beaufrand, Les trois souveraines créole. Maintenon. Validé. Joséphine, in Musée des Familles. Lectures du Soir, Tomo 23, 1855-1856, pp. 305-314.. Françoise visse con i suoi genitori nel villaggio di Prêcheur, il primo dove arrivò d'Esnambuc, vicino a Saint-Pierre, all'estremità nord-ovest della Martinica, esposto agli attacchi incessanti degli Indiani dell'Isola della Dominica.
Ufficialmente, suo padre era governatore della piccola isola di Marie-Galante, ma questo titolo non gli era riconosciuto e lui non aveva i mezzi per valorizzarlo. L'isola era una giungla e doveva in principio essere governata dalla Martinica, anch'essa coperta da nove decimi di foreste, dove Indiani e bucanieri dettavano legge. La famiglia di Françoise sopravviveva nella povertà, mentre le Barbados inglesi vivevano nella ricchezza. Questo soggiorno di sei anni le darà il soprannome di «bella indiana». Stava finendo l'epoca in cui i Martinicani tentavano senza successo d'introdurre la coltura della canna da zucchero. Al suo ritorno in Francia, nel 1647, Françoise apprese la notizia della morte di suo padre, partito nel 1645 cercando di far riconoscere il suo titolo di governatore.
Françoise perse molto presto anche sua madre che viveva nella miseria. Dovette andare dai parenti di suo padre per cercare di recuperare i suoi beni, poi fu di nuovo affidata a sua zia di Niort, Madame de Villette, fervente protestante. La sua madrina, Madame de Neuillant, fervente cattolica, ottenne dalla regina madre Anna d'Austria una lettera per recuperare Françoise e permetterle di praticare il cattolicesimo (in effetti alla sua nascita Madame d'Aubigné era stata battezzata nella religione cattolica) e rinnegare la sua fede calvinista. Fu posta contro la sua volontà nel convento delle Orsoline di Niort, poi in quello delle Orsoline di rue Saint-Jacques a ParigiJoseph-François Michaud e Louis Gabriel Michaud, Biographie universelle, ancienne et moderne; ou, Histoire, par..., Parigi, Michaud, 1820, XXVI, lemma:Maintenon (Françoise d'Aubigné, marquise de), pp. 265-285. dove, grazie alla dolcezza e all'affetto di una religiosa, suor Celeste, la giovane rinunciò definitivamente al calvinismo, condizione indispensabile per poter accompagnare Madame de Neuillant nei salotti parigini. Fu in una di queste riunioni mondane che incontrò il cavaliere di Méré, che prese in simpatia quella che nominò "la bella Indiana" e si offrì d'istruirla come conveniva.
Primo matrimonio
Quattro anni dopo il suo ritorno in Francia, nell'aprile 1652, all'età di sedici anni, Françoise d'Aubigné, senza un soldo ma bella e saggia, sposò il poeta burlesco Paul Scarron, di venticinque anni più anziano e affetto da gravi infermità fisiche. Letterato e amante delle feste, amico di numerosi artisti, il suo salotto era frequentato dai più prestigiosi nomi della capitale, tra cui, per esempio, il maresciallo César Phébus d'Albret (1614-1676), Louis de Mornay, marchese di Villarceaux (1619-1691), François-Timoléon, abate di Choisy (1644-1724). Scarron propose a una Françoise orfana, molto povera e fragile, di darle una dote per entrare in convento, o di sposarlo. Il contratto di matrimonio concluso il 4 agosto 1652 le riconobbe, per il caso di morte del marito, un dotalizio (rendita) di mille lire e il diritto di prelazione (préciput) su una quota di eredità pari a tremila lire.Chardon, I, p. 240. "La bella Indiana", come fu spesso chiamata con probabile richiamo a una certa abbronzatura, eredità delle Antille, influenzò la seconda parte dell'opera di Paul Scarron, che in seguito farà frequente riferimento alla necessità di andare nelle Indie e investirà sul serio 3.000 lire in una società di commerci con la Martinica. Per rendere felice la sua giovane sposa, Scarron accettò anche di eliminare battute troppo salaci dalle sue opere.
Madame Scarron divenne l'animatrice del salotto aperto da suo marito, molto frequentato dagli scrittori dell'epoca. Da allora tessé una solida rete di relazioni con figure di primo piano dell'ambiente parigino, tra cui si potevano annoverare Françoise "Athénaïs" de Rochechouart, marchesa di Montespan, Bonne de Pons d'Heudicourt, nipote del maresciallo d'Albret, Madame de La Fayette, Madame de Sévigné, Ninon de Lenclos, e molte altre.
Nel 1660, quando lei aveva venticinque anni, Paul Scarron, che le aveva trasmesso una grande cultura, morì non lasciandole altro che debiti. Dal suo matrimonio, Françoise aveva guadagnato l'arte di piacere e ne conservò e ampliò le relazioni; così, la regina madre Anna d'Austria, sollecitata da amici comuni, accordò alla vedova Scarron una pensione di 2.000 lireChardon, I, p. 390. Secondo quanto riferito dalla stessa Françoise, la pensione le fu concessa soprattutto per intercessione di Madame de Montausier e di Susanne de Navailles (1625 - 1700), gran dame molto influenti negli ambienti "devoti" della corte. La seconda fu cacciata da Versailles nel 1664 per aver cercato d'impedire a Luigi XIV l'accesso notturno alle stanze delle damigelle d'onore della regina.. Alla morte della regina madre, la sua pensione fu ristabilita grazie all'intervento di Madame de Montespan, gran dama molto in vista a corte e prossima a divenire maitresse en titre (favorita ufficiale) del re. Le due donne si erano incontrate in casa del maresciallo d'Albret, cugino acquisito di Madame de Montespan e amico intimo di Scarron.
Si è detto che, dopo la morte di suo marito, Françoise fosse divenuta per tre anni l'amante del licenzioso marchese di Villarceaux, e che avesse poi messo fine bruscamente a questa relazione con queste parole: "Non ti voglio più vedere qui o anche altrove per un anno, e poi ci rivedremo come dei vecchi amici, ma la porta della mia camera ti sarà sempre chiusa".. Secondo Antonia Fraser, tuttavia, la notizia appare abbastanza destituita di fondamento, non esistendo alcuna fonte d'epoca in proposito e deponendo in contrario vari indizi, tra cui lo scrupolo con il quale la vedova Scarron badò sempre a tutelare la propria reputazione, fra l'altro scegliendosi, nel 1666, come confessore l'austero abate Gobelin e accettando di seguirne puntualmente le direttive spirituali e di comportamento.Fraser, pp. 164-166. La sua corrispondenza con il confessore, poi pubblicata (cfr. Auguste Geffroy, Madame de Maintenon d'après sa correspondance authentique. Choix de ses lettres et entretiens (2 volumi), Parigi, Hachette, 1887), "sarebbe diventata una fonte di vitale importanza per conoscere i suoi veri sentimenti".
Al servizio dei figli del re
Nel periodo di vedovanza, Françoise aveva avuto occasione di occuparsi spesso della cura di bambini, appartenenti sia alla famiglia sua e del defunto marito, sia alle famiglie altolocate che si era trovata a frequentare e che l'avevano ospitata, tra le quali quella della marchesa d'Heudicourt. Ella aveva dimostrato una vera e propria passione per i bambini in un'epoca in cui "non c'era alcun sentimentalismo" nei loro confrontiFraser, p. 165.. Questo fu forse tra i motivi che, su consiglio di Madame d'Heudicourt, indussero la nuova amante del re, Madame de Montespan, a chiederle di diventare la governante segreta dei figli illegittimi che andava concependo con il sovrano e la cui esistenza doveva essere tenuta riservata per evitare problemi da parte del marchese di Montespan che era ancora legalmente suo marito.Craveri, p. 237.. La vedova Scarron le piaceva anche per il suo spirito, per la reputazione che l'accompagnava, per la discrezione e l'affidabilità che la caratterizzavano. Ottenuto il consenso del suo confessore, Françoise accettò l'incarico e s'installò in prossimità della capitale in un grande alloggio nel villaggio di VaugirardDa Françoise Chandernagor, «Maintenon» nel François Bluche (dir.), Dictionnaire du Grand Siècle, Paris, Fayard, 1990, p. 937. Si trattava di un villaggio oggi riassorbito nel XV arrondissement di Parigi., dove visse nella più grande discrezione e dove incontrò per la prima volta il re in occasione delle sue visite in incognito ai bambini.
La prima figlia, nata nel 1669 e destinata a morire a tre anni di età, era già stata affidata ad altra persona, «ma il secondo, il duca del Maine, le fu messo tra le braccia appena nato e così pure, a un ritmo quasi annuale, il conte di Vexin, Mademoiselle de Nantes e Mademoiselle de Tours».Craveri, p. 236. Secondo la Creveri si trattava di un maschio, mentre secondo Lisa Hilton, però, il primo nato della coppia era in effetti una femmina e le era stato dato il nome di Luisa Francesca, poi riciclato per la terza nata (Athenais: The Real Queen of France, Londra, Little, Brown and Company, 2002, pp. 73-74, ISBN 978-0316858786). Il re, che era molto affezionato ai suoi figli naturali, notò l'attenzione materna di cui la vedova Scarron circondava i suoi piccoli protetti. Molti anni più tardi Madame de Caylus, parente e praticamente figlia adottiva di Françoise, avrebbe raccontato che, dopo la morte del primo dei figli avuti dalla Montespan, il re si era accorto del sincero dolore della governante, apparentemente più profondo di quello della stessa madre, e avrebbe pronunciato queste parole: "Come sa amare bene, sarebbe un piacere essere amato da lei"Les souvenirs de Madame de Caylus, Amsterdam, Jean Robert, 1770, p. 32 (accessibile online presso Google Books). Anche Madame de Caylus si riferisce al piccolo usando il maschile..