RCS MediaGroup (per esteso, Rizzoli-Corriere della Sera Media Group S.p.A.) è uno dei principali gruppi editoriali italiani, attualmente attivo a livello nazionale e internazionale nei seguenti mercati: quotidiani, periodici, televisione, web e raccolta pubblicitaria.

La società è quotata presso la Borsa valori di Milano nell'indice FTSE Italia Small Cap.

Storia La fondazione Nel 1909 il ventenne Angelo Rizzoli (1889-1970), appreso il mestiere di tipografo nell'orfanotrofio dei Martinitt, acquista una piccola tipografia con sede a Milano in via Cerva. Nei primi quindici anni l'azienda (registrata nel 1911 con il nome «A. Rizzoli & C.») svolge le funzioni di una normale tipografia, lavorando per conto terzi. La crescita del giro d'affari porta nel 1924 la tipografia a cambiare nuovamente sede occupando un intero caseggiato in via Broggi. Rizzoli acquista in Germania un impianto per la stampa in rotocalco (uno dei primi funzionanti in Italia); lavorano per lui più di cento dipendenti. L'attività editoriale Nel 1927 la «A. Rizzoli & C.» inizia l'attività editoriale con la pubblicazione in proprio di riviste. Seguendo il consiglio di Calogero Tumminelli, editore di origine siciliana conosciuto nei primi anni del dopoguerra, Rizzoli acquista dalla Mondadori cinque periodici: il settimanale Il Secolo Illustrato, i quindicinali La Donna e Novella (rivista letteraria che aveva pubblicato, tra gli altri, racconti di Gabriele D'Annunzio e Luigi Pirandello) e due mensili: Il Secolo XX e Comoedia (seguiti, l'anno dopo, dalla fondazione di Piccola). La scelta si rivelerà felice. In pochi anni Novella cambia volto diventando un periodico femminile raggiungendo la tiratura di 130.000 copie. Nel 1929 l'azienda viene trasformata in società di capitali assumendo la denominazione «Rizzoli & C. Anonima per l'arte della stampa». Nello stesso anno avviene un nuovo trasferimento della sede, in piazza Carlo Erba (dove resterà fino al 1960). Nei primi mesi del 1930 Rizzoli chiama alla direzione editoriale il giornalista Tomaso Monicelli (in sostituzione di Enrico Cavacchioli) e gli affida il compito di sviluppare ex novo il settore dei libri. La prima opera pubblicata è Il Memoriale di Sant'Elena (di Emmanuel de Las Cases, 1766-1842), in due volumiIl primo volume pubblicato con il marchio Rizzoli è di fatto L'eternale mole littoria dell'architetto Mario Palanti, uscito nel 1926.. Grazie ai buoni uffici di Calogero Tumminelli, Angelo Rizzoli riceve da Giovanni Treccani la commessa per la stampa dell'Enciclopedia Italiana.

Il successo di Novella è un fattore trainante per Rizzoli. Attorno alla rivista costruisce la sua prima collana editoriale: “I romanzi di Novella”. Nata nel 1932, conterà 72 pubblicazioni fino al 1942. Nel 1934 fonda la «Novella Film» con la quale entra nel mercato del cinema. ll primo film prodotto è La signora di tutti, diretto dal maestro tedesco Max Ophüls. L'idea è quella di sfruttare commercialmente, su più medium, la stessa opera: su Novella appare il romanzo, da cui viene tratto il film, che viene lanciato attraverso cartoline, manifesti e settimanali popolariGian Carlo Ferretti, Storia dell'editoria letteraria in Italia. 1945-2003, Einaudi, Torino 2004, pag. 17.. L'esito è deludente. La seconda prova, invece, Darò un milione (1935), affidato a Mario Camerini, riscontra un grande successo di pubblico e di critica.

Nel 1933 Rizzoli pubblica due nuovi settimanali femminili: Lei (che nel novembre del 1938 diventerà Annabella in seguito alla campagna fascista per la sostituzione del "Lei" col "Voi") e Bella. Dietro consiglio di Ugo Ojetti, l'anno seguente Rizzoli dà vita a una collana di classici edita in raffinati volumi da collezione. Si tratta dei “Classici Rizzoli”, curati dallo stesso OjettiNel dopoguerra il successore di Ojetti come curatore della collana fu Maurizio Vitale.. Sempre negli anni trenta nascono altre collane: “I breviari dell'amore” (venti titoli dal 1932 al 1936), “I grandi narratori” (ventotto titoli dal 1933 al 1939), “I giovani” (apparsa nel 1934 e diretta da Cesare Zavattini)Nel 1936 Rizzoli incaricò Zavattini di creare il settimanale umoristico Bertoldo; appena un anno dopo lo scrittore lasciò la Rizzoli per contrasti con l'editore.. L'iniziativa più importante di questo periodo è senza dubbio la Storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia in quattro volumi. È una delle prime opere uscite a dispense in Italia. Curata dallo storico Cesare Spellanzon, il primo volume esce nel 1933; l'ultimo nel 1950.

Nel luglio 1936 esce il settimanale umoristico Bertoldo, diretto da Zavattini. Nel 1937 vede la luce il settimanale Omnibus di Leo Longanesi, stampato a rotocalco, poi sostituito da Oggi (1939-42) e quindi da Settegiorni (1942-43). Nel 1938 Rizzoli rileva la casa editrice romana «Novissima» ed apre un nuovo stabilimento tipografico nella capitale. Un'ulteriore acquisizione è l'Istituto grafico Bertieri di Milano (1940). Nel 1940 vede la luce “Il sofà delle Muse”, collana diretta da Longanesi. Escono in questa collana: Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati (1940), Don Giovanni in Sicilia di Vitaliano Brancati (1941) e La verità sul caso Motta di Mario Soldati (1941). Fuori collana esce la Storia del teatro drammatico di Silvio D'Amico (1939-1940). Gli stabilimenti Rizzoli crollano sotto le bombe scaricate su Milano il 12-13 agosto 1943. La produzione viene completamente interrotta. Dal dopoguerra al 1970 Nel dopoguerra, dopo la ricostruzione degli impianti, la società inizia una nuova fase di espansione che la porta a diventare una delle maggiori case editrici d'Italia. Entra nel mercato dei cinegiornali fondando la «Compagnia Italiana Attualità Cinematografiche» (C.I.A.C.). I primi cinegiornali sono realizzati dalla "Cinesport" (1948). Seguiranno altre tre testate: "L'Europeo" (1956, da non confondere con la rivista); "Settimanale Ciac" (1957) e "Caleidoscopio" (1958). Nel 1951 nasce «Distribuzione Edizione Amato Rizzoli» (D.E.A.R.), la società di produzione cinematografica della Rizzoli. Oltre a rilevare la casa di produzione CIAC, produrrà e distribuirà centinaia di film, tra cui quelli di Federico Fellini. Nel 1965 prenderà il nome di Rizzoli Film S.p.A.

Nel 1948 esce Mondo Piccolo. Don Camillo, primo romanzo della fortunata saga di Giovannino Guareschi. Le 300.000 copie vendute in pochi mesi, unite alle 500.000 del settimanale Candido, diretto da Guareschi, fanno del giornalista emiliano l'autore principale della casa editriceGian Carlo Ferretti, op.cit., pag. 141.. Nel 1949 nasce la Biblioteca Universale Rizzoli (Bur), che pubblica a prezzi popolari (il costo è di 50 lire ogni 100 pagine) opere letterarie antiche e moderne. Ideata da Luigi Rusca e Paolo LecaldanoLecaldano la diresse fino alla chiusura della prima serie, nel 1972. Il catalogo raggiunse 909 titoli., la collana ottiene un enorme successo e verrà seguita da altre collane.

Nel 1952 la casa editrice assume la denominazione «Rizzoli Editore S.p.A.» ed apre librerie a Roma, Milano («Rizzoli Galleria»), New York. L'anno seguente acquista, da Gianni Mazzocchi, L'Europeo, settimanale d'informazione leader di mercato. Nel corso degli anni cinquanta passano alla Rizzoli Riccardo Bacchelli, Michele Prisco e Indro Montanelli; quest'ultimo pubblica con l'editore milanese la sua fortunata Storia d'ItaliaGian Carlo Ferretti, op.cit., pag. 140.. Nel 1956 la Rizzoli fonda la società di produzione cinematografica Cineriz. Per tutti gli anni cinquanta e sessanta gestirà solo noleggio e distribuzione dei film. Dagli anni settanta sostituirà progressivamente la Rizzoli Film come casa di produzione. Altre società vengono fondate nel settore alberghiero: Ischia alberghi e Lacco Ameno Terme. Nel 1960 viene inaugurata la nuova sede di via Civitavecchia (oggi via Rizzoli), alla periferia nordest di Milano (quartiere Cimiano). Nel corso degli anni sessanta gli impianti tipografici vengono potenziati e in parte rinnovati, garantendo la richiesta di tirature più elevate. Ogni giorni si stampa un giornale diverso, così gli impianti lavorano a pieno regime ed i costi vengono ammortizzati: lunedì «Annabella» e «Il Calcio Illustrato»; martedì «Candido» di Guareschi e «Bella» (rivista femminile diretta e scritta quasi interamente di persona da Giorgio Scerbanenco); l'intero mercoledì è invece dedicato a «Oggi», il periodico di punta della Rizzoli; giovedì «L'Europeo» e «Sogno»); venerdì i settimanali «Novella» e «La Settimana Incom illustrata» ed il mensile «La Donna». Di sabato e di domenica la tipografia Rizzoli non si ferma: è impegnata a stampare riviste per conto terziAlberto Mazzuca, La erre verde. Ascesa e declino dell’impero Rizzoli. Storia di una dinastia italiana e della guerra per il «Corriere», Milano, Longanesi, 1991.. In dieci anni i dipendenti aumentano da 1.000 a 3.600.

Nel 1962 Angelo Rizzoli istituisce la carica di direttore generale, già esistente nelle società per azioni ma non ancora apparsa nelle imprese editoriali. Per la nuova posizione decide di nominare un manager di carriera, Gianni Ferrauto (rimarrà in carica fino al 1970). Il figlio Andrea diventa amministratore delegato, mentre Paolo Lecaldano è il nuovo responsabile del settore libriGian Carlo Ferretti, op.cit., pag. 159.. In questo periodo nascono nuove collane editoriali: La Scala, Sidera, Narratori moderni e I classici dell'arte. La collana di maggiore fortuna è La Scala (nata nel 1961 e tuttora esistente), che comprende narratori sia italiani che stranieri. Porta al successo autori come Luciano Bianciardi (La vita agra) e Giuseppe Berto (Il male oscuro). Altri autori italiani pubblicati: Michele Prisco, Giovanni Arpino, Alberto BevilacquaArpino e Bevilacqua lasceranno la Rizzoli nei primi anni ottanta., Giorgio Saviane e Carlo Castellaneta. Tra gli stranieri: Angela Carter, Ronald Firbank, Jorge Luis Borges, Alfred Döblin, John Fowles, Jurij Dombrovskij, James Baldwin, R. K. Narayan e Miguel Ángel AsturiasGian Carlo Ferretti, op.cit., pagg. 184-185.. Tra gli scrittori italiani si registrano le acquisizioni di Orio Vergani, Marcello Marchesi, Nantas Salvalaggio, Luce d'Eramo e Alberto OngaroGian Carlo Ferretti, op.cit., pag. 183.. Nella collana "Saggi" (nata nel 1967) confluiscono le opere di Michel Foucault, Algirdas Greimas, Northrop Frye, Giovanni Getto, Franco Fornari, Elias Canetti e Georges BatailleGian Carlo Ferretti, op.cit., pag. 261.. Nel 1967 inizia a lavorare per il gruppo Enzo Biagi. Il noto giornalista è direttore editoriale dei periodici Rizzoli. Scrive sul settimanale L'Europeo ed ha la felice intuizione di trasformare il settimanale letterario Novella in una rivista di cronaca rosa.

Nel 1970 scompare Angelo Rizzoli. La guida della casa editrice passa al figlio Andrea; il nipote Angelo entra nel consiglio di amministrazione. La Rizzoli è il maggiore editore di periodici in Italia.

L'impero mediatico